ANTONY BEEVOR.

LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA.

Parte 2.

Titolo originale: The Battle for Spain.
Traduzione di: Enzo Peru.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Indice di questa parte:
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16. Le brigate internazionali e i consiglieri sovietici.
17. 17. La battaglia per Madrid.
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PARTE QUARTA. La guerra mondiale per procura.
18. Le metamorfosi del conflitto.
19. Le battaglie del Jarama e di Guadalajara.
20. La guerra nel nord.
21. La propaganda di guerra e gli intellettuali.
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PARTE QUINTA. Tensioni interne.
22. La lotta per il potere.
23. La guerra civile nella guerra civile.
24. La battaglia di Brunete.
25. La Repubblica assediata.
26. Le operazioni in Aragona.
27. La fine del fronte nord e dell'idealismo repubblicano.
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PARTE SESTA. La via della sconfitta.
28. La battaglia di Teruel e la spada vittoriosa di Franco.
29. Addio speranze di pace.
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Fine Indice.
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16.
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Le brigate internazionali e i consiglieri sovietici.
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Durante la guerra civile spagnola, il Comintern divent ancor pi noto per avere costituito le
brigate internazionali. Per quanto l'esatta origine dell'idea rimanga incerta, essa nacque con le prime
richieste di appoggio internazionale alla Repubblica spagnola: una forma di solidariet che doveva
avere una dimensione militare.1 Il 3 agosto il Comintern approv una prima risoluzione in termini
generali, senza dubbio in attesa di un chiaro segnale dal Cremlino, stranamente silenzioso. Soltanto il
18 settembre, dopo che Stalin aveva preso una decisione, il segretariato dett una risoluzione sulla
campagna di appoggio alla lotta del popolo spagnolo, nella quale al punto 7 si legge: Procedere al
reclutamento di volontari con esperienza militare fra i lavoratori di tutte le nazioni, allo scopo di
inviarli in Spagna.2
Poi si tenne una riunione a Parigi dove Eugen Fried (Clment) present le istruzioni che
aveva portato da Mosca. Maurice Thorez e gli altri leader del PC francese dovevano organizzare il
reclutamento e l'addestramento dei volontari destinati a battersi contro il fascismo in Spagna. I partiti e
le organizzazioni comuniste, come l'Internazionale del Soccorso Rosso, gli Amici dell'Unione
Sovietica, il Rot Front, la CGT, il movimento Paix et Libert e i vari comitati locali per l'aiuto alla
Repubblica spagnola organizzati dall'agente segreto sovietico Walter Krivickij, di base all'Aia,
dovevano fare tutti la loro parte.3
In Spagna c'erano gi parecchie centinaia di volontari stranieri. Per la maggior parte erano
appena arrivati a Barcellona per le Olimpiadi del Popolo quando ci fu l'insurrezione. Numerosi si
arruolarono per costituire il primo nucleo delle brigate internazionali, la centuria Thlmann, allora
legata al PSUC catalano. Questo reparto era comandato da Hans Beimler, membro del Comitato
Centrale del PC tedesco e deputato al Reichstag. Dopo l'avvento di Hitler al potere, Beimler era stato
mandato a Dachau, da dove era riuscito a evadere e a raggiungere Barcellona il 5 agosto 1936. Durante
la guerra civile spagnola fra 32.000 e 35.000 uomini di 53 diverse nazioni prestarono servizio nelle
brigate internazionali;4 altri 5.000 stranieri operarono all'esterno, perlopi in collegamento con la CNT
e il POUM.
Il centro principale di arruolamento era Parigi, dove i volontari venivano organizzati da
dirigenti del PC francese e italiano. Andr Marty, uno dei leader del PCF e membro dell'esecutivo del
Comintern, aveva Luigi Longo (Gallo), che si trovava in Spagna al momento dell'insurrezione, come
suo vice; Giuseppe Di Vittorio (Nicoletti) divent capo dei commissari; altro personaggio di rilievo
fu Josip Broz (Tito), che si trovava anch'egli a Parigi. Il Comintern sosteneva pubblicamente che le
brigate internazionali erano composte da un vasto gruppo di volontari spontanei, democratici e
antifascisti, negando che giovani comunisti fossero stati inviati a Parigi nel quadro di un reclutamento
organizzato. Verso la fine degli anni Sessanta, Mosca ammise che nel settembre del 1936 il Comintern
aveva deciso di infiltrare volontari con esperienza militare per mandarli a combattere in Spagna.5
Esmond Romilly, il giovane nipote di Winston Churchill che si era arruolato nelle brigate
internazionali, scrisse che i comunisti francesi rimproveravano coloro che gridavano viva i soviet.6
Con le dittature di destra che costituivano una fascia da Amburgo a Taranto, occorreva
un'organizzazione accurata per portare gli europei dell'est in Spagna. Polacchi in esilio dal loro regime
militare in patria cominciarono ad arrivare a Parigi, assieme agli ungheresi in fuga dal dittatore
ammiraglio Horthy e ai romeni che volevano evitare le Guardie di Ferro. Gli jugoslavi in contrasto con
la polizia del re affluivano attraverso la ferrovia segreta di Tito. Perfino russi bianchi, nella speranza
che il servizio nelle brigate consentisse loro di rientrare in patria, si unirono alla massa degli esiliati
dell'Europa orientale. Per la maggior parte fecero un difficile e faticoso viaggio prima di giungere a
destinazione. Spesso a piedi, attraverso campagne e montagne, dormendo all'addiaccio, nascosti nei
vagoni frigoriferi o nelle sentine delle navi, riuscirono a superare i posti di controllo della polizia e di
frontiera e a raggiungere la Francia.7 Volontari dal Nordamerica sarebbero arrivati molto pi tardi: il
primo distaccamento statunitense lasci New York il giorno di Natale e il battaglione Lincoln entr in
azione nella battaglia del Jarama nel febbraio del 1937.
La storia delle brigate internazionali in seguito venne distorta in molti modi, non soltanto per il
motivo propagandistico di esagerare il loro ruolo nei confronti di altri reparti spagnoli. Sorse
l'impressione, soprattutto in Gran Bretagna e in America, che fossero composte di intellettuali del ceto
medio e ideologi del beau geste come Ralph Fox, John Cornford, Julian Bell e Christopher Caudwell,
tutti caduti in azione. Questo avvenne in parte perch la minoranza degli intellettuali faceva notizia e in
parte perch sapeva esprimersi e in seguito ebbe accesso a editori simpatizzanti. Per di pi, quando
questi idealisti con un passato di benestanti rimasero disillusi dalla realt del comunismo, contribuirono
a un tema molto caro all'establishment: i giovani ribelli che riconoscono gli errori delle proprie azioni.
In realt, per l'80 per cento i volontari provenienti dalla Gran Bretagna erano lavoratori manuali
che avevano lasciato il posto o erano disoccupati. Le loro foto mostrano volti tesi con espressioni vigili,
capelli corti, berretti di panno tenuti in mano e vestiti della festa, con stivali o scarponi. Alcuni di essi
erano lieti di evitare l'apatia della disoccupazione, altri avevano gi alle spalle scontri per le strade con
i fascisti di Mosley, come i loro omologhi francesi avevano combattuto contro l'Action Franaise e le
Croix de Feu. Ma perlopi avevano scarse nozioni su ci che significava davvero la guerra. Poco pi
della met di essi erano membri del PC. Jason Gurney del battaglione britannico ha descritto
l'attrazione del partito negli anni Trenta: Il suo genio reale era quello di fornire un mondo in cui chi
era perso e solo si sentiva importante. Riunioni interminabili, profondamente serie, a livello di
squadra, davano la sensazione di sentirsi coinvolti nella marcia della storia.8 Eppure per tutto il
tempo furono soddisfatti nel sentirsi togliere la responsabilit e lo sforzo di pensiero originale. Gli
slogan in agitprop elementare, come li defin Victor Serge, diventarono un mantra che faceva tornare
la calma interiore nonostante la protesta esteriore. George Orwell in seguito attacc l'insincerit
intellettuale di sinistra nell'apparente trasformazione senza sforzo di pacifisti in guerrafondai
romantici:
Era la stessa gente che per vent'anni aveva urlato la propria derisione alla gloria in guerra,
alle storie sulle atrocit, al patriottismo, perfino al coraggio fisico, uscendo con quella che, cambiando
pochi nomi, sarebbe stata una prosa adatta al Daily Mail del 1918. La stessa gente che nel 1933
ridacchiava pietosa se dicevi che in certe circostanze ti saresti battuto per la tua nazione, nel 1937 ti
denunciava come trockista-fascista se suggerivi che i racconti su New Masses riguardanti soldati
appena feriti che reclamavano di tornare in azione potevano essere esagerati.9
Nelle loro stesse nazioni alcuni giovani idealisti si trovavano a disagio con gli operai e forse
temevano che la loro attivit sociale volontaria li esponesse a derisione. Come Marx prima di loro,
avevano spesso disperato del proletariato borghese dell'Inghilterra. Il proletariato spagnolo, per
contro, non aveva mai rispettato n scimmiottato chi stava meglio. Perfino nel XVIII secolo, i
viaggiatori stranieri erano rimasti sorpresi per il tono arrogante con cui servitori e lavoratori spagnoli
trattavano i loro padroni aristocratici. Inoltre, il fatto che i contadini andalusi non erano stati schiacciati
dalla requisizione della terra o frenati dalla religione, significava che sulla classe lavoratrice spagnola si
poteva romantizzare in un modo che la loro classe operaia sembrava respingere. Di conseguenza il
conflitto spagnolo offriva agli intellettuali anglosassoni una ventata d'emozione pura e aperta rispetto
al soffocante compiacimento in patria. Complessi di colpa dei ceti medi e una spinta a sublimare
un'identit di privilegio nella lotta di massa facevano di questi intellettuali reclute ideali per
l'affermazione del comunismo.
C'erano, forse, molti volontari che andarono in Spagna in parte a cercare l'eccitazione del
rischio, ma non si pu dubitare dell'altruismo degli appartenenti alle brigate internazionali. Essi
vedevano nel fascismo una minaccia internazionale e le brigate sembravano offrire il modo migliore
per opporvisi. La Spagna era considerata il campo di battaglia che avrebbe deciso il futuro. Questa
convinzione venne mantenuta anche in seguito, per cui ancora oggi vi  chi sostiene che una vittoria
della Repubblica avrebbe evitato la Seconda guerra mondiale.
Parigi era il centro di raccolta dei volontari di ogni nazionalit. Le reti segrete li facevano
arrivare dall'Europa orientale, centrale e sudorientale. Dal nord, gli operai inglesi senza passaporto
attraversavano la Manica con biglietti turistici. Arrivando alla Gare du Nord, autisti di piazza di sinistra
li portavano ai centri di raccolta del IX Arrondissement. Quasi ogni giorno, giovani con un pacchetto
avvolto in carta marrone sotto il braccio si vedevano in attesa del treno per Perpignano alla Gare
d'Austerlitz, attenti a non farsi notare.
Una volta al sicuro a bordo, fraternizzavano con quelli dei quali avevano fino a quel momento
tentato di evitare lo sguardo. Venivano fatte circolare le bottiglie di vino, si condivideva il cibo e si
cantava all'infinito l'Internazionale. Le due vie principali erano quella per Marsiglia, dove venivano
fatti salire clandestinamente su navi dirette a Barcellona o a Valencia, oppure per Perpignano, da dove
si proseguiva di notte attraverso i Pirenei. Alcuni anarchici, che controllavano ancora il confine di
quella zona montana, volevano rimandarli indietro. La loro teoria era che occorrevano armi, non
uomini, ma la loro paura principale era la costituzione di una Legione Straniera comunista che in
seguito li avrebbe schiacciati.10 Nelle campagne i contadini si raddrizzavano a osservare quei giovani
stranieri passare, cantando, sui treni o sugli autocarri. La reazione pi calda si aveva nelle citt, dove la
maggior parte della popolazione, soprattutto i ragazzini, li applaudiva e faceva loro il saluto con il
pugno chiuso. A Barcellona l'accoglienza era spontanea, nonostante la diffidenza del movimento
libertario.
Il 12 ottobre il piroscafo Ciudad de Barcelona arriv ad Alicante con i primi 500 volontari
imbarcati due giorni prima a Marsiglia. Poi salirono su un treno che li port ad Albacete, la base
prescelta per le brigate internazionali. Le loro caserme nella Calle de la Libertad erano state strappate
alla Guardia Civil nei primi giorni della rivolta.
Le caserme dove molti difensori nazionalisti erano stati uccisi furono usate come centro
d'arruolamento. Erano in uno stato disgustoso, finch non vennero ripulite da cima a fondo da un
gruppo di comunisti tedeschi. L'igiene era un problema, soprattutto per quelli indeboliti dalla scarsa
alimentazione dovuta alla disoccupazione. Certo  che le razioni di fagioli sott'olio contribuirono alla
dissenteria dei volontari inglesi i quali, come i canadesi e gli americani, non erano abituati al cibo
straniero. Appena arrivati, i comunisti tedeschi affissero nel loro quartiere un grande cartello che
proclamava Noi esaltiamo la disciplina, mentre i francesi affissero cartelli che mettevano in guardia
contro le malattie veneree. (Con la mancanza di antibiotici, queste ultime avrebbero mietuto molte
vittime nelle milizie.)
Ad Albacete i brigatisti ricevevano il loro indottrinamento iniziale e le uniformi: di solito
cappelli alpini di lana, berretti baschi cachi, giubbotti da sciatore, pantaloni, calze lunghe di lana e
scarponi fuori misura. Alcuni si trovarono vestiti in uniformi risalenti alla Prima guerra mondiale, e gli
americani arrivarono quasi tutti vestiti da fantaccini. Era raro trovare qualcosa che andasse bene. I
dirigenti di partito e i commissari erano molto diversi. Preferivano giacconi di pelle nera, baschi blu
scuro e un cinturone con spallaccio, cui era appesa una grossa pistola calibro 9 mm: lo status symbol
del funzionario di partito.
Le reclute venivano inquadrate nella piazza d'armi per un saluto di Andr Marty, il controllore
delle brigate che aveva in precedenza guidato i volontari francesi oltre confine durante i combattimenti
a Irun. Marty, un tipo basso e squadrato, con baffoni bianchi, guance cascanti e un enorme berretto
basco, si era fatto un nome come radiotelegrafista nell'ammutinamento della flotta francese del Mar
Nero nel 1919. L'eroica leggenda intessuta nella mitologia del partito attorno alla sua figura lo rendeva
uno dei personaggi pi potenti del Comintern. Quasi nessuno osava mettere in dubbio la sua autorit. A
quell'epoca stava cominciando a sviluppare un complesso delle congiure che rivaleggiava con quello di
Stalin. Influenzato dai processi farsa a Mosca, si era convinto della presenza ovunque di spie
fasciste-trockiste e che fosse suo dovere sterminarle tutte. Marty in seguito ammise di avere ordinato
la fucilazione di circa 500 brigatisti, quasi un decimo di quelli caduti in combattimento, ma alcuni
mettono in dubbio questo dato.11
Il comitato organizzativo delle brigate internazionali si trasform il 26 ottobre in un consiglio
militare che comprendeva Vidal Gayman (Vidal) e Carlos Contreras oltre al generale Walter.
Constancia de la Mora, nipote di Antonio Maura e moglie del comandante dell'aviazione repubblicana,
Hidalgo de Cisneros, fungeva da interprete. Il consiglio militare si insedi in una villa alla periferia
della citt e Andr Marty requis altri edifici ad Albacete. Il comandante militare era il generale
Klber (alias Lazar Stern), un ebreo ungherese alto, grigio di capelli, veterano dell'Armata Rossa,
che sarebbe stato in seguito fucilato per ordine di Stalin. Aveva viaggiato con un passaporto falso
canadese a nome di Manfred Stern fornitogli dall'NKVD.12
La piazza d'armi di Albacete era usata per l'addestramento in ordine chiuso, dopo il quale i
commissari di battaglione tenevano lezioni sul perch combattiamo. Queste lezioni erano seguite da
discussioni di gruppo, usate dai commissari per introdurre idee che venivano poi discusse e votate
democraticamente. Le brigate internazionali ripresero l'usanza del V reggimento di salutare gli
ufficiali. Un saluto  un segno che un compagno che era stato un individualista egocentrico nella sua
vita privata si  adattato al modo collettivo di fare le cose. Un saluto  prova che la nostra brigata sta
diventando da una collezione di dilettanti bene intenzionati uno strumento di precisione per
l'eliminazione dei fascisti.13
Queste riunioni e questa procedura democratica diventarono un facile bersaglio di derisione
per gli iconoclasti, ma questi buontemponi allegri venivano tenuti sotto controllo dai commissari, e
avrebbero finito per essere i primi sospetti di tendenze fascisto-trockiste. Altri scettici, soprattutto gli
anziani reduci della Prima guerra mondiale, criticavano aspramente questo addestramento. Perlopi i
volontari erano molto inadatti, oltre che digiuni delle pi elementari qualit militari. Come osserv uno
dei veterani, non si preparavano a balzare fuori dalla trincea con Das Kapital in mano.
Marty disse ai volontari che quando la prima brigata internazionale andr in azione sar
composta da uomini bene addestrati, armati di buoni fucili, un reparto bene equipaggiato. Questo
faceva parte del mito della professionalit del partito, quando in realt il puro coraggio, sostenuto dalla
convinzione che il mondo dipendeva da loro, doveva provvedere a ripianare le spaventose deficienze
nell'addestramento di base delle brigate. Gli uomini che dovevano andare ad affrontare l'armata
d'Africa dovevano irradiare l'aura degli esperti per impressionare la milizia, ma sapevano fare ben
poco oltre a schierarsi, allinearsi, marciare avanti e indietro. Molti di essi non avevano mai maneggiato
un fucile finch non li avevano spediti al fronte, e i pochi veterani della Grande Guerra dovettero
spiegare e mostrare loro come caricare quelle loro armi antiquate di vario calibro. Da una scatola
contenente munizioni assortite soldati inesperti dovevano trovare cartucce adatte al loro fucile. Il
numero delle armi inceppate a causa di bossoli deformati o danneggiati fu molto elevato.
Anche le milizie avevano sofferto di questi svantaggi, ma non avevano la pretesa di essere un
reparto scelto arrivato al momento giusto per salvare la situazione. Tuttavia, quei malcapitati stranieri,
che vivevano un momento solenne quando ricevevano un fucile, avevano parecchi vantaggi in pi
rispetto ai miliziani quando entravano in azione: avevano una conoscenza lievemente superiore e una
comprensione della moderna tecnologia militare, capivano il valore delle trincee, e, pi importante di
tutto, avevano con s uomini che lo avevano gi fatto prima. La neutralit spagnola nella Prima
guerra mondiale aveva reso molto pi traumatico per la milizia il primo contatto con la battaglia.
Le autorit sovietiche fecero tutto il possibile per mascherare il numero del personale
dell'Armata Rossa in Spagna, addirittura facendo arruolare qualcuno nelle brigate internazionali. Gli
esempi pi evidenti furono i comandanti Klber, Gal, ?opi? e Walter, mentre nel battaglione
Dabrowskj polacco c'era un discreto numero di ufficiali dell'Armata Rossa. In complesso 30 ufficiali
sovietici furono inviati in Spagna come comandanti nelle brigate internazionali.14 Sembra che il
battaglione Palafox abbia avuto un contingente sovietico superiore a molti altri: era comandato dal
maggiore Tka?ev (Palafox), gran parte delle quattro compagnie era comandata da tenenti
dell'Armata Rossa e molti uomini, a quanto sembra, erano cittadini sovietici. C'erano dentro tutte le
nazionalit, scrisse uno dei suoi componenti in un resoconto ufficiale, come ebrei, polacchi, ucraini,
bielorussi, lituani ecc.15 Inoltre fu costituito a Tiflis un centro addestramento ufficiali per le brigate
internazionali con una capacit di 60 ufficiali di fanteria e 200 piloti.16 I consiglieri militari sovietici
avevano l'ordine di tenersi fuori portata del tiro d'artiglieria, allo scopo di evitare che ufficiali catturati
venissero portati davanti al Comitato per il non intervento.
Anche se  difficile stabilire con esattezza il numero di personale sovietico che prest servizio
in Spagna durante la guerra civile, dai documenti risulta chiaro che non ve ne furono mai pi di 800 in
qualsiasi momento. Il totale sembra essere stato un massimo di 2.150, dei quali 600 erano non
combattenti, compresi gli interpreti. In pi vi erano fra 20 e 40 membri dell'NKVD e fra 20 e 25
diplomatici. In complesso i morti o dispersi segnalati furono 189: 129 ufficiali, 43 sottufficiali e 17
soldati.17
Il 16 ottobre, con un telegramma cifrato, Voroilov, commissario del popolo alla Difesa, ordin
a Goriev di mandare consiglieri alle divisioni e alle brigate.18 Il vanitoso Voroilov, che aveva
adottato il nome di il padrone per l'operazione X, non vedeva l'ora di impressionare Stalin. Sperava,
pur restandosene seduto nel suo ufficio a Mosca con una carta della Spagna davanti, di controllare
avvenimenti sul terreno a migliaia di chilometri di distanza.19 I consiglieri, esasperati dalle sue
interferenze, lo chiamavano ironicamente il grande stratega. Voroilov cominci a mandare
messaggi a Madrid dicendo al principale consigliere militare di usare il cervello e mostrare un po' di
forza di volont, in modo che la situazione comincia a sembrare differente,20 e minacci anche i pi
elevati consiglieri che se le istruzioni summenzionate non saranno messe in atto [per il
concentramento di forze d'attacco sul fronte di Madrid], verranno presi contro tutti voi rigidi
provvedimenti disciplinari.21
Numerosi consiglieri erano di grado talmente basso da avere esperienza di comando molto
inferiore a quella degli ufficiali spagnoli da consigliare. Il colonnello [in seguito maresciallo] Rodion
Malinovskij (Malino o Manolito) scrisse riguardo ai consiglieri di alcuni comandanti di divisione:
Sono molto buoni come tenenti, meravigliosi comandanti di compagnia o di squadrone, ma,
naturalmente, non preparati a comandare una divisione... e come possono avanzare suggerimenti su
qualcosa della quale non hanno alcuna idea?.22 Vari consiglieri erano molto poco diplomatici nel
modo di trattare con gli ufficiali repubblicani e interferivano villanamente negli ordini operativi
diramati dai comandanti.23
I consiglieri sovietici, tuttavia, cominciarono a lamentarsi duramente, nei loro rapporti a Mosca,
dell'incompetenza e dell'inerzia con cui avevano a che fare. A volte mi prudono le mani, e vorrei
strappare qualcuna di queste canaglie dal suo ufficio e sbatterla al muro, scrisse il generale Barzin a
Voroilov. Tanto impunito e sfrenato sabotaggio delle misure necessarie, tanta trascuratezza e
irresponsabilit regnano qui allo stato maggiore generale e nella burocrazia dell'amministrazione del
fronte, che non avrei mai immaginato prima. La gente non esegue gli ordini del ministero della Guerra,
oppure fa il contrario e continua con calma a restarsene al suo posto.24
Uno dei problemi principali nel rapporto fra il personale sovietico e i suoi alleati spagnoli
derivava dall'urto fra due culture molto diverse, politiche oltre che sociali. I soldati sovietici non
avevano mai avuto l'occasione di mescolarsi con stranieri, soprattutto con quelli che non andavano
d'accordo con la linea politica stalinista, e questo fu uno shock. Un commissario di un battaglione
carrista rifer che il primo carattere specifico della situazione locale non preso in considerazione
riguardava la gente attorno a noi appartenente a partiti politici diversi. Un altro problema era la
pratica di un consumo completamente libero di alcool (ai pasti viene servito vino). Forse,
prevedibilmente, numerosi consiglieri sovietici tendevano a sfruttare l'occasione in modo eccessivo.
Un commissario dell'aviazione rifer che l'alcool era anche una grossa minaccia per i piloti sovietici.
Una tradizione locale vuole che si beva vino durante i pasti. C'era sempre molto vino alla mensa e in
un primo tempo, i nostri uomini si lasciavano andare.
Il commissario del battaglione carrista rimase inoltre colpito dall'esistenza di case di tolleranza
legali nella Spagna repubblicana. Devo riferire che ci volle molto tempo perch un certo numero di
nostri compagni si rendesse conto di quanto turpe sia frequentarle. Circa venti uomini hanno visitato
prostitute senza permesso prima del 3 dicembre. Dopo che il collettivo del partito ha vietato queste
visite nei bordelli la disciplina  nettamente migliorata.  chiaro che erano state prese scarse
precauzioni, in quanto 22 uomini rimasero contagiati da malattie veneree. Il commissario rifer anche
sul comportamento indifferente e offensivo nei confronti delle donne: Morkevi?, un membro del
Komsomol e comandante di un carro armato, offr 200 pesetas a una donna, che rifiut e lo denunci
alla Commissione delle donne antifasciste.25
Il piccolo contingente di consiglieri navali, comandato da Kuznecov, aveva una priorit
assoluta: doveva organizzare l'arrivo, sane e salve, di navi che trasportavano armi e munizioni
dall'Unione Sovietica. Ogni unit era identificata da una sigla cifrata, composta da una Y seguita da un
numero, e navigava su una rotta separata. Quelle salpate dalla Crimea dovevano attraversare i
Dardanelli, poi, in Egeo, trovare un'isola per modifiche superficiali, compreso il nome del mercantile e
la bandiera di comodo. Per alterarne la sagoma venivano installati sovrastrutture o fumaioli posticci.
Alcune fingevano di trasportare turisti, e una parte dell'equipaggio girava sui ponti con cappelli e
fingeva di scattare fotografie. Il capitano aveva l'ordine di evitare di attraversare di giorno zone
pericolose.
Una volta nel Mediterraneo centrale, le navi dovevano costeggiare il Nordafrica, poi accostare a
nord, verso Cartagena, soltanto all'altezza dell'Algeria. La parte pi pericolosa del viaggio era l'ultima,
con i sommergibili e gli aerei italiani che pattugliavano la fascia sottoposta al blocco. A quarantott'ore
dall'arrivo a destinazione, il personale di Kuznecov, che aveva seguito la navigazione di ogni nave,
concordava con le autorit spagnole l'invio di unit di scorta repubblicane per accompagnarle in
porto.26
Un giovane marinaio sovietico era davvero entusiasta della sua missione, a giudicare dalla
poesia che scrisse:
Io sono un coraggioso marinaio della Flotta Rossa
Ho esattamente vent'anni.
Sto navigando per il vasto mare
A portare il Grande Ottobre a tutto il mondo.
Oh, il nostro rumore e frastuono
Risuonano contro le coste borghesi,
La nostra flotta sovietica  il baluardo.
Avanti, tutti voi lavoratori, avanti!27
La prima nave con equipaggiamenti militari sovietici a raggiungere la Spagna fu il Campeche,
che attracc a Cartagena il 4 ottobre 1936. La seconda unit, la sovietica Komsomol, giunse a
Cartagena otto giorni dopo con il primo carico di carri armati T-26. Queste due spedizioni arrivarono
giusto in tempo per avere una parte importante nell'imminente battaglia per Madrid.
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17.
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La battaglia per Madrid.
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Il successo dell'armata d'Africa nel mettere in fuga le milizie aveva aumentato notevolmente
l'ottimismo dei nazionalisti e le speranze dei loro alleati. In Germania furono trasmesse notizie sul fatto
che la capitale non aveva riserve di viveri, nessuna difesa contraerea e nessuna fortificazione. La
milizia era male armata, con fucili di calibro diverso, e aveva poche mitragliatrici efficienti. I caccia e i
bombardieri repubblicani, che utilizzavano aerei francesi Dewoitine e Potez, non erano all'altezza dei
caccia Heinkel e Fiat. Era stata la combinazione del tiro d'artiglieria e degli attacchi aerei a
demoralizzare le colonne della milizia. Perfino molti ufficiali regolari venivano colti da tremori
incontrollabili quando sentivano i motori degli aerei.
Si dimentica spesso che l'esercito metropolitano spagnolo non aveva esperienza di
combattimento e che la maggioranza dei suoi ufficiali non aveva fatto pratica con le truppe nemmeno
durante le manovre. Questa mancanza di addestramento, oltre all'istintiva avversit che molti ufficiali
provavano per il sistema delle milizie, aveva contribuito al ripiegamento caotico delle forze
repubblicane dall'Estremadura. Dato che il personale dei comandi spesso si ritirava senza informare i
propri reparti avanzati, non c' da sorprendersi che molti contingenti di milizia, sentendosi
abbandonati, si dessero alla fuga prima di restare tagliati fuori. In realt, con l'assenza quasi totale di
sistemi di comunicazione, nemmeno una struttura di comando, anche gestita in modo efficiente,
avrebbe potuto mantenere il coordinamento dei diversi settori. Il generale Carlos Masquelet tent di
costituire difese vicino a Madrid, con quattro linee concentriche di difesa, intervallate di circa 10
chilometri. Non erano continue, ma concentrate attorno ai pi importanti nodi stradali.1
L'avanzata nazionalista sulla capitale cominci alla fine della prima settimana di ottobre.
L'armata d'Africa inizi con un attacco su tre direttrici: a nord da Toledo, a nord-est lungo la strada di
Navalcanero, e verso est da San Martn de Valdeiglesias. Il comando ufficiale dell'operazione contro
Madrid venne assegnato a Mola, e sembra sia stata una mossa calcolata da Franco, per l'eventualit che
qualcosa andasse storto,2 mentre il colonnello Varela era alla testa delle truppe coloniali. Yage era
tornato con l'armata d'Africa, ma in una posizione subordinata. Le colonne, ciascuna di circa 10.000
uomini, erano comandate dai tenenti colonnelli Carlos Asensio, Fernando Barrn, Heli Rolando de
Tella, Delgado Serrano, dal maggiore Castejn e dal colonnello Monasterio, che guidava la cavalleria.
L'ala sinistra degli attaccanti era rafforzata da 10.000 uomini dell'armata di Mola, requets carlisti,
milizia della Falange e soldati regolari. Il piano prevedeva che i falangisti entrassero nella capitale il 12
ottobre, festa della Razza Spagnola. Mola si vant che avrebbe brindato con una tazza di caff sulla
Gran Va e anche se l'attacco conto la capitale venne ritardato, il comando di Franco cominci a
prepararsi per un ingresso trionfale. La conquista in apparenza inevitabile di Madrid non sarebbe stata
soltanto un colpo psicologicamente devastante per i repubblicani: avrebbe consentito diritti di
belligeranza, se non un riconoscimento de facto, da parte delle potenze estere.
Dopo la caduta di Navalcarnero, sull'asse nordorientale, Ilescas sulla strada di Toledo fu
occupata il 19 ottobre. Torrejn, sulla stessa strada e a circa 30 chilometri dalla capitale, venne
raggiunta parecchi giorni dopo. I nazionalisti non erano i soli a credere che Madrid sarebbe caduta
presto. I giornalisti esteri e i diplomatici erano sicuri che l'armata d'Africa, appoggiata da reparti aerei
della Luftwaffe e della Regia Aeronautica, non poteva essere fermata. Il governo repubblicano
sembrava paralizzato da una strana miscela di attivit frenetica e di inerzia. Molti davano la colpa al
sabotaggio degli statali reazionari, ma per quanto vere queste accuse distolsero ben poco l'attenzione
dal caos del governo.
Nella seconda met di ottobre Largo Caballero cominci a emanare decreti allargando la
mobilitazione nel tentativo di migliorare le difese della capitale; eppure per buona parte della
popolazione di Madrid la guerra sembrava remota. I miliziani, criticati per i loro eccessivi doveri di
guardia nella capitale anzich al fronte, tendevano a ignorare i comunicati ufficiali. E nemmeno il
Primo ministro in persona riusciva a dimenticare le vecchie rivalit. Rifiut di assegnare edili dell'UGT
alla costruzione di trincee, per evitare che passassero alla CNT. Eppure la rapidit dell'avanzata
nazionalista fu tale che il 18 ottobre, quando Largo aveva tentato di telefonare al comandante
repubblicano a Ilescas, si era trovato a parlare con il comandante nazionalista che aveva da poco
occupato la citt.
Dei decreti governativi diffusi a quel tempo, quello del 18 ottobre avrebbe avuto l'effetto pi
ampio: annunciava l'istituzione di brigate miste di 4.000 uomini ciascuna. Anche se non messo in
atto subito, segnava il primo passo verso la trasformazione delle colonne di milizie in un esercito
organizzato secondo i canoni. Le brigate dovevano essere composte da quattro battaglioni, con
artiglieria d'accompagnamento.3 Pochi giorni dopo, si costituirono ad Albacete l'XI e la XII brigata
internazionale, agli ordini di Klber e di Lukacz. La Repubblica ebbe presto 80.000 uomini sotto le
armi, la maggior parte dei quali aveva il compito di difendere Madrid.
Aleksandr Rodimcev, uno dei comandanti chiave a Stalingrado sei anni pi tardi, descrisse il
suo arrivo al fronte di Madrid in questo difficile momento. Era giunto in camion da Albacete. Ogni
volta che si fermavano per strada, i ragazzi dei villaggi ammiravano le loro uniformi e accarezzavano le
fondine delle loro pistole. La colonna era stata attaccata dall'aria e tutti erano saltati gi dagli autocarri
imprecando in diverse lingue. Nella capitale spagnola si era presentato a rapporto al ministero della
Guerra con un interprete. Lo accompagnarono dal generale Pozas, comandante dell'armata del centro,
che stava per diventare membro del partito comunista. Pozas lo avvert che nella milizia la disciplina
era scarsa: i soldati andavano a casa dal fronte a loro piacimento.
Rodimcev visit il fronte e incontr una giovane mitragliera e dinamiteros anarchici pieni di
bombe a mano. Uno di essi spar un colpo di pistola in aria e pretese di vedere i suoi documenti.
Rodimcev era aggregato alla brigata Lster e trov il suo comando in un villaggio abbandonato. Alcuni
stavano facendo la siesta, altri erano in un prato a cantare una canzone malinconica. Poi arriv il
comandante. Lster era robusto e scuro di carnagione, scrisse Rodimcev; aveva una gran fronte
sporgente, capelli neri lunghi schiariti sulle punte dal sole. Quando sorrideva, sulle guance gli si
formavano fossette che gli ingentilivano il volto e lo facevano sembrare quello di un bambino. Disse in
russo, con un leggero accento: Salve, Pablito, stavo aspettandoti. Ho ricevuto stamane una telefonata
che mi diceva che eri partito. Mi present al commissario e ai suoi ufficiali. Mi batterono sulle spalle e
mi strinsero la mano con vigore. Tutti conoscevano qualche parola di russo: Vieni qui, prendi un
caff, prendi una sigaretta. Lster mi sussurr di stare attento. C'era gente della quinta colonna in
giro.4 La quinta colonna era un'espressione attribuita al generale Mola, il quale aveva a quanto
sembra parlato con un giornalista, vantandosi di avere quattro colonne all'attacco contro la capitale e
una quinta di simpatizzanti all'interno della citt, pronta a insorgere.
Il ritmo dell'avanzata nazionalista era talmente rapido che il 21 ottobre, tre giorni dopo avere
raggiunto Ilescas, la colonna di Heli de Tella, appoggiata dalla cavalleria di Monasterio, aveva
occupato Navalcarnero, a 30 chilometri da Madrid. I miliziani, trovandosi di fronte a carri armati
leggeri Ansaldo da 3 tonnellate, avevano abbandonato la loro triplice linea di trincee sul lato
occidentale della citt.
Nei suoi ordini finali per l'attacco contro Madrid, Franco sottolineava la necessit di
concentrare le forze per provocare la caduta della capitale. Il 23 ottobre gli Ju-52 bombardarono Getafe
e la capitale per la prima volta. Tutti quelli che possono stanno scappando, annot nel suo diario
Kol'cov il giorno dopo. Con le buone o con le cattive, tutti i ricchi, tutti i principali funzionari, stanno
scappando. Sono rimasti soltanto quattro o cinque corrispondenti. Le strade di sera sono
completamente al buio. Dappertutto pattuglie controllano i lasciapassare della gente, ed  diventato
pericoloso girare anche in macchina disarmati. Aragon  arrivato all'improvviso da Parigi,
accompagnato da Elsa Triolet.5
Quattro giorni dopo i nazionalisti occuparono Torrejn de Velasco, Sesea, Torrejn de la
Calzada e Grign. Il giorno successivo, 28 ottobre, Largo Caballero, in un messaggio alla radio
destinato a rialzare il morale, rivel i piani della Repubblica.
Ascoltatemi tutti, compagni! Domani, 29 ottobre, all'alba, la nostra artiglieria e i nostri carri
armati apriranno il fuoco contro il nemico. Poi arriver la nostra aviazione a bombardarlo e
mitragliarlo. Nel momento dell'incursione aerea, i nostri carri attaccheranno il nemico sul fianco, dove
 pi vulnerabile, e semineranno il panico nelle sue fila... Adesso abbiamo carri armati e aerei! Avanti
compagni del fronte, figli eroici del popolo lavoratore! La vittoria  nostra!6
La mattina dopo, come aveva annunciato, quindici carri T-26 comandati dal capitano Pavel
Armn dell'Armata Rossa, attaccarono Sesea. Erano la punta di lancia della I brigata mista comandata
da Lster. Pavel Armn era un personaggio avventuroso che, nonostante il suo eroismo in Spagna, si
stanc delle autorit staliniste e cadde combattendo sul fronte orientale. Gli equipaggi dei carri erano
perlopi istruttori russi, mentre gli spagnoli erano addetti alle armi.7
Colta di sorpresa, la fanteria nazionalista ripieg e la cavalleria di Monasterio sub alcune
perdite. Ma un distaccamento di regulares, che aveva preparato un buon quantitativo di bombe
Molotov, riusc a distruggere tre carri: un quinto delle forze di Armn. La scaramuccia venne definita
una vittoria e Armn fu decorato Eroe dell'Unione Sovietica, ma l'attacco era fallito del tutto perch gli
uomini di Lster non erano riusciti, o non avevano voluto, restare a fianco dei mezzi corazzati. Kol'cov,
presente allo scontro, voleva scoprire che cosa fosse andato storto. Lster era in piedi accanto alla
porta della piccola casa di Valdemoro in attesa del ritorno del gruppo. Spieg, con un ghigno in volto,
che i suoi reparti si erano mossi bene in un primo momento poi, dopo un chilometro e mezzo, si erano
sentiti stanchi e si erano seduti. Cominciarono a sostare a piccoli gruppi fra le alture. Una volta persi di
vista i carri armati, la fanteria della direttrice principale d'attacco si era fermata, poi aveva ripreso
l'avanzata raggiungendo Sesea, e dopo avere incontrato un debole fuoco era tornata indietro... mentre
i carristi venivano festeggiati, medicati e rifocillati, continuavano a chiedersi sottovoce perch la
fanteria non fosse andata avanti con loro.8
All'inizio di novembre Largo Caballero chiese ancora agli anarchici di entrare nel governo, dato
che costituivano il gruppo pi numeroso nella lotta contro i nazionalisti. Gli altri partiti del Fronte
Popolare appoggiarono questo tentativo di porre fine all'antistato all'interno dello Stato. L'unico
dissenziente di rilievo fu il presidente Azaa, il cui intenso disaccordo con gli anarchici sembrava
risalisse all'incidente di Casas Viejas, quello che aveva fatto cadere il primo governo.
Una volta di pi i leader della CNT-FAI si trovarono di fronte a un dilemma fondamentale.
Erano convinti che lo Stato non potesse cambiare la propria natura, qualunque fosse la linea politica dei
suoi leader; eppure erano molto preoccupati dalla crescita dei comunisti. Federica Montseny,
un'intellettuale della FAI, spieg in seguito allo storico americano Burnett Bolloten: A quell'epoca
vedevamo soltanto la realt della situazione creata per noi: i comunisti al governo e noi fuori, le
numerose possibilit e tutti i nostri successi in pericolo.9
La CNT-FAI chiese cinque ministeri, fra cui quelli delle Finanze e della Guerra, in modo da
proteggersi nei due settori in cui si sentivano molto vulnerabili. Si accontentarono per di quattro
dicasteri minori: Salute, che era stato in precedenza soltanto una direzione generale, Giustizia, Industria
e Commercio. I puristi furono persuasi ad accettare questo compromesso dai sindacalisti
riformisti, come Horacio Prieto, il segretario del comitato nazionale della CNT, Joan Peir, il nuovo
ministro dell'Industria, e Juan Lpez, che assunse la carica di ministro del Commercio. Federica
Montseny mise da parte le diffidenze e gli ammonimenti di suo padre e divent la prima donna
ministro in Spagna. Garca Oliver si dimostr un ministro della Giustizia fuori dalle convenzioni: gli
onorari legali furono aboliti e i dossier dei criminali distrutti.
I leader della CNT-FAI avevano assunto da poco i loro incarichi quando, la mattina del 6
novembre, Largo Caballero indisse una riunione e stabil che il governo doveva trasferirsi a Valencia.
Azaa aveva da poco abbandonato senza preavviso la capitale per Barcellona e la maggior parte dei
ministri, in particolare Largo Caballero e Prieto, erano convinti che Madrid sarebbe caduta quanto
prima. Al Gabinetto venne opposto che, se fossero stati fatti prigionieri, non vi sarebbe stata alcuna
direzione legale e i ribelli avrebbero ottenuto di colpo un riconoscimento internazionale (in realt la
caduta stessa della capitale avrebbe avuto lo stesso risultato, e l'aeroporto di Barajas, a est, non era
minacciato, se avessero voluto fuggire all'ultimo momento). I nuovi ministri della CNT-FAI si
opposero decisamente al piano, sostenendo che il governo non doveva abbandonare i difensori, ma gli
anarchici erano i soli a obiettare e venne deciso che la capitale sarebbe stata governata da una giunta in
assenza dell'amministrazione.
Mentre il governo si preparava ad abbandonare la citt, le strade erano piene di contadini e del
loro bestiame. Molti profughi passano per Madrid, annot quel giorno Kol'cov. Si tratta perlopi
degli abitanti dei villaggi vicini alla capitale. Un grosso gregge di pecore  passato davanti al Palace
Hotel, agli edifici del Parlamento e alla Castellana. Le pecore per le strade e nelle piazze di Madrid non
sono pi una sorpresa per nessuno.10
Il generale Pozas, l'ex comandante della Guardia Civil, che presto sarebbe diventato membro
del PCE, ebbe il comando dell'armata del centro e il generale Miaja venne messo a capo della giunta
della capitale. Gli ordini furono infilati nelle buste sbagliate, ma per fortuna i generali le aprirono
subito, anzich attendere come indicato. Pozas sostenne che Miaja si mise quasi a piangere per la
rabbia, considerando quella nomina come un tentativo di sacrificarlo a Madrid.
Nel frattempo, in quella notte sul 6 novembre, il governo caric documenti e archivi su
un'enorme colonna di autocarri che part alla volta di Valencia. I timori che la strada potesse essere
tagliata da un momento all'altro da una puntata nazionalista non si avverarono, ma la colonna venne
bloccata dalla milizia della CNT a Tarancn. Per diserzione di fronte al nemico gli anarchici
arrestarono il ministro degli Esteri lvarez del Vayo, il generale Pozas, il loro ministro della CNT Juan
Lpez e il generale Asensio Torrado, sottosegretario alla Guerra, accusato di essere stato
discriminatorio contro le milizie anarcosindacaliste. Fermarono anche l'ambasciatore sovietico per
dirgli che cosa pensavano del comunismo. Alla fine Horacio Prieto riusc a persuadere la milizia a
lasciare proseguire la colonna.
L'effetto della fuga del governo da Madrid fu notevole. L'atteggiamento degli anarchici cambi
di colpo, al grido Evviva Madrid senza governo!, che venne ripreso anche da altri mentre nuovi
sentimenti pervadevano la capitale. La sensazione d'urgenza che aveva distinto i primi giorni dopo
l'insurrezione torn a presentarsi. I comunisti esortarono a formare comitati locali, quegli stessi organi
cui si erano opposti con tanta fermezza prima. Slogan che sarebbero stati tab soltanto pochi giorni
prima erano ora sulle labbra di tutti i dirigenti comunisti. L'istinto viscerale di difendere la citt contro
i fascisti e i loro moros esalt la popolazione. Si trassero paralleli con la difesa di Pietrogrado contro i
Bianchi all'epoca della guerra civile russa e i cinema proiettarono film come Noi di Kronstadt e La
corazzata Potmkin. La deputata comunista La Pasionaria fu instancabile nelle sue esortazioni alla
resistenza, sia dalla radio sia durante i comizi di massa.
Come a Barcellona in luglio, la decisione collettiva di difendere Madrid ispir il coraggio delle
masse. Il terrore e l'odio nei confronti delle truppe coloniali contribu a trasformare il panico dei
madrileos in uno spirito di orgogliosa resistenza. In Plaza de Atocha un cartellone ammoniva: A
Badajoz i fascisti hanno fucilato duemila persone. Se Madrid cade, fucileranno mezza citt. Catene di
donne e ragazzini passarono sassi e pietre per la costruzione di barricate e sul fianco occidentale della
citt, quello pi minacciato, furono scavate trincee. Le case del sobborgo sudoccidentale di
Carabanchel furono preparate per una difesa strada per strada.
In questo momento di crisi, mentre i combattimenti arrivavano ai sobborghi meridionali, ci fu
una mobilitazione di massa. Gli operai metallurgici crearono un nuovo slogan: Ogni sindacato una
milizia, ogni iscritto un miliziano. I sindacati UGT e CNT si trasformarono in battaglioni di ferrovieri,
di barbieri e di sarti. Ci fu un battaglione di maestri di scuola e uno di grafici. Mezzi di trasporto ed
edifici furono requisiti e, come a Barcellona, l'Hotel Ritz fu trasformato in mensa popolare per i
senzatetto e i profughi. La giunta occup il palazzo di Juan March, dove le dattilografe lavoravano nel
salone da ballo sotto colossali lampadari a gocce, che tintinnavano sinistramente quando cominciarono
il cannoneggiamento e le incursioni aeree.
La giunta di Miaja era uno strano miscuglio: quasi tutti i suoi componenti erano giovani
energici, parecchi non ancora trentenni; fin per essere soprannominata la guardia dei ragazzini di
Miaja. Per contro, il vecchio generale non era un rivoluzionario. In realt era stato membro della
Unin Militar Espaola, che aveva avuto una parte importante nei primi contatti per l'insurrezione.
Tuttavia amava la popolarit e si lasciava adulare con facilit. I comunisti lo promossero eroe di
Madrid, gli diedero un trattamento idealizzato nella loro stampa in tutto il mondo. Miaja era elettrizzato
e voleva addirittura iscriversi al partito per ricambiare la cortesia, anche se sembrava che la sua
passione principale fosse quella di aderire al maggior numero possibile di organizzazioni politiche.
Azaa rideva del comunismo di Miaja, ricordando che soltanto quattro anni prima il generale gli aveva
detto che i socialisti andavano fucilati tutti.11
Un gelido monito sugli sviluppi futuri arriv con il veto di Rosenberg a una partecipazione del
POUM alla giunta, decisione che ignorava sfrontatamente il principio della parit politica del quale
avevano beneficiato i comunisti fino a quel momento. Rosenberg chiar che non vi sarebbero state armi
sovietiche a disposizione se ci fosse stato in giunta un trockista. (Andreu Nin era, in realt, in rotta
con Trockij, il quale a sua volta criticava il POUM, ma Nin rimase un antistalinista). L'ordine
pubblico a Madrid assunse un aspetto pauroso; gli ufficiali dell'NKVD rimasero nella capitale dopo
che tutto il resto del personale non militare russo era andato via. La situazione peggior con l'uso da
parte di Mola dell'espressione quinta colonna, come gi detto, per definire i sostenitori dei
nazionalisti in citt, come un'altra formazione in aggiunta alle quattro colonne che avanzavano contro
la capitale. Non c' da sorprendersi che questa frase male interpretata aumentasse il timore di
tradimento dall'interno.
La Guardia Civil, ormai diventata Guardia Repubblicana, venne epurata spietatamente. Questo
drastico provvedimento fu incoraggiato dal ricordo della sua rivolta a Badajoz con l'arrivo della
colonna Yage. Gli asaltos furono trattati allo stesso modo e trasferiti a Valencia. Il V reggimento
comunista assunse il controllo della maggior parte delle operazioni di sicurezza e il responsabile del
settore, Santiago Carrillo, presiedette a una serie di arresti ed esecuzioni sommarie che forse superava
quelle del luglio e dell'agosto. Non vi  dubbio che a Madrid ci fossero molti sostenitori dei
nazionalisti, ma la stragrande maggioranza degli attacchi attribuiti alla quinta colonna veniva da una
popolazione spaventata che non riusciva a individuare la direzione del tiro delle mitragliatrici o
confondeva le esplosioni delle granate con bombe a mano tirate dalle finestre.
 difficile sapere se le autorit della Junta agirono per effettiva paura di una pugnalata alle
spalle o se esagerarono deliberatamente gli incidenti allo scopo di giustificare i metodi spietati delle
forze di sicurezza. La mania delle spie era al suo apice, e il servizio telefonico venne interrotto per
impedire ai simpatizzanti nazionalisti di trasmettere informazioni all'armata d'Africa arrivata nei
sobborghi. Le attivit, reali o immaginate, della quinta colonna, non giustificarono tuttavia la
decisione di fare sgomberare 970 detenuti dal carcere di Paracuellos del Jarama e poi di fucilarli,
nonostante molti di essi fossero importanti sostenitori dei nazionalisti.12
Non  nemmeno noto con certezza se quest'ordine sia stato impartito dal vice di Carrillo, Jos
Cazorla, o da Kol'cov, il corrispondente e inviato speciale della Pravda, il quale dichiar che questi
importanti elementi non dovevano cadere in mano ai fascisti. Un'immediata e aperta condanna di
queste uccisioni venne da Melchor Rodrguez, l'anarchico direttore delle prigioni appena nominato da
Juan Garca Oliver, ma pochi altri osarono criticare i comunisti in un momento cos difficile.
La decisione sui prigionieri venne presa alle 10,30 dell'8 novembre, durante una riunione dei
rappresentanti della Giovent Unita Socialista e dalla locale federazione della CNT. I detenuti furono
classificati in tre gruppi:
Primo. Fascisti ed elementi pericolosi: esecuzione immediata, nascondendo la nostra
responsabilit.
Secondo. Detenuti non pericolosi: immediata evacuazione nel carcere di Chinchilla, con misure
di sicurezza massime.
Terzo. Prigionieri non responsabili di alcun crimine: liberazione immediata per dimostrare alle
ambasciate straniere il nostro umanitarismo.13
Non esistono prove che n la giunta di difesa di Miaja n il governo di Valencia siano stati
informati di questa decisione presa da Santiago Carrillo e da Amor Nuo, entrambi di vent'anni
compiuti da poco, che cost almeno 2.000 vite. (Santiago Carrillo divent in seguito leader del PC
spagnolo e grande propugnatore dell'eurocomunismo nell'ultima fase della Guerra Fredda: un tentativo
di allontanare i partiti comunisti occidentali dalla rugginosa mano di ferro dell'Unione Sovietica.) 
stato sostenuto che la loro spietata azione abbia prevenuto una rivolta da parte della quinta colonna,
ma, anche se non vi  dubbio che ci fossero ancora nascosti in citt molti simpatizzanti dei nazionalisti,
essi non avevano n le armi n l'organizzazione per intraprendere una mossa del genere.
Nel frattempo, reparti delle milizie arrivavano ritirandosi in citt, sfiniti e demoralizzati. Alcuni
erano fuggiti, addirittura impadronendosi di ambulanze per scampare dai mori, ma altri stavano
battendosi con un coraggio ostinato che rallent l'avanzata nazionalista. In realt sembrerebbe che il
collasso delle milizie sia stato esagerato dai giornalisti, i quali vedevano soltanto chi si dava alla fuga.
Il 4 novembre Getafe e il suo aeroporto caddero in mano ai franchisti, e ci indusse Varela a dichiarare
ai giornalisti di prepararsi ad annunciare al mondo che Madrid sar conquistata questa settimana. A
ovest Brunete era stata presa due giorni prima. Il quotidiano ABC, a Siviglia, dichiar: Siamo a sole
4,60 pesetas di taxi dalla citt.
I nazionalisti stavano gi organizzando colonne di rifornimento viveri per poter essere in grado
di nutrire la popolazione una volta entrati in citt. Perfino il cauto Franco sentiva che la vittoria era
virtualmente sicura; tanto sicura, in effetti, che decise di lasciare ai repubblicani una via di ritirata,
perch non si trovassero costretti a battersi a fondo, se accerchiati. Di conseguenza non venne fatta
alcuna pressione verso Vallecas per tagliare la strada di Valencia. Fu una decisione della quale in
seguito i nazionalisti si rammaricarono molto.
Nonostante la ritirata del repubblicani, c'era stato un importante sviluppo per migliorare il
morale delle milizie: gli aiuti sovietici acquistati con le riserve auree stavano cominciando ad arrivare.
Majskij, l'ambasciatore russo a Londra e rappresentante al Comitato per il non intervento, aveva
dichiarato il 28 ottobre che la sua nazione non si sentiva pi obbligata dall'accordo di quanto non
fossero Germania, Italia o Portogallo. Questo accadeva alla vigilia dell'attacco dei carri armati T-26
contro Sesea.
La prima spedizione di aiuti sovietici, arrivata in ottobre, comprendeva 42 caccia biplani
Polikarpov I-15 (Chato) e 31 caccia monoplani I-16 (Mosca). Il 29 ottobre una formazione di
bombardieri bimotori veloci Tupolev SB-2 (Katiuska), appena arrivati, fece un'incursione su Siviglia e
il 3 novembre caccia Chato furono avvistati sopra Madrid. Il giorno seguente essi dispersero una
formazione di caccia Fiat CR.32 e resistettero bene contro gli Heinkel 51. Le strade di Madrid erano
piene di gente che guardava in cielo e applaudiva ogni volta che un aereo veniva colpito; si pensava
sempre che fosse nemico. Non sapevano, tuttavia, che i caccia sovietici sopra il settore di Madrid
avevano l'ordine di combattere nel loro territorio, e di penetrare in quello avversario soltanto se si
trovavano a distanza dalla linea del fronte in modo da consentire loro, se fossero stati colpiti, di planare
anche senza motore fino alle nostre linee.14 L'arrivo di questo materiale sovietico moderno,
soprattutto i carri armati e i tozzi monoplani I-16, indusse i nazisti ad aumentare i loro aiuti. Con
l'accordo di Franco venne organizzato un comando indipendente tedesco, chiamato Legione Condor.
Dopo essere avanzato per gli ultimi chilometri fino alla periferia sudoccidentale della citt il 5
novembre, Varela cominci attacchi d'assaggio in cerca del punto migliore di penetrazione. Il lato
ovest di Madrid non aveva una fascia cuscinetto di sobborghi perch il vecchio terreno reale di caccia
della Casa de Campo si stendeva fino al fiume Manzanares. Il centro della capitale e gli edifici chiave
si trovavano a 1 solo chilometro da questo triangolo esposto, delimitato dalla strada per La Corua che
andava verso nord-ovest, e quella dell'Estremadura che correva verso sud-ovest. A nord del cuneo
c'era la nuova Citt Universitaria con i suoi edifici moderni molto distanziati. Varela, che aveva in
complesso 15.000 uomini, voleva effettuare un attacco aggirante sulla sinistra attorno all'estremit
settentrionale di Casa de Campo, nella zona del ponte San Fernando, ma Franco insistette per attaccare
direttamente. Voleva ridurre al minimo i combattimenti per le strade, soprattutto nei quartieri operai.
Le truppe nazionaliste erano superiori in campo aperto, mentre la maggior parte delle perdite,
soprattutto fra i regulares, erano state subite nella conquista degli edifici.
Il giorno seguente Varela diram gli ordini per l'attacco del 7 novembre. Sarebbero state
effettuate finte contro i ponti di Segovia e Princesa per distrarre i difensori, mentre la puntata principale
sarebbe stata sferrata verso il settore che si trovava fra la Citt Universitaria e la Plaza de Espaa. La
colonna Castejn avrebbe dovuto proteggere il fianco sinistro e occupare la collina di Garabitas e parte
della Casa de Campo. Asensio, con la sua colonna, doveva avanzare dal centro del cuneo verso il
settore di Rosales e di Princesa. Delgado Serrano doveva puntare verso Calle Ferraz e Plaza de Espaa,
appoggiato dai carri Ansaldo italiani e dai Panzer Mark I del colonnello von Thoma.
Miaja aveva stabilito il suo comando nel ministero delle Finanze il 6 novembre, giorno in cui il
governo era partito per Valencia. Suo capo di stato maggiore era il colonnello Vicente Rojo, definito
dai suoi avversari uno dei pi competenti dell'esercito spagnolo.15 Ma non tutti erano d'accordo. Il
generale Alonso Baquer scrisse in seguito che Rojo era un misto di populismo russo e di scolasticismo
francese, ossia, in quest'ultimo caso, ci significava che, come un diplomato all'Ecole Suprieure de
Guerre, era ancorato alle dottrine francesi della Prima guerra mondiale. Curiosamente, il servile rispetto
dell'esercito repubblicano verso la dottrina militare francese convinse in seguito Franco e i suoi alleati
dell'Asse che ufficiali dell'esercito di Parigi dirigessero in segreto le operazioni.16
N Miaja n Rojo, tuttavia, sapevano quali forze avevano ai propri ordini, e nemmeno chi le
comandava. Molti ufficiali avevano approfittato della confusione per abbandonare la capitale, e alcuni,
fra cui l'ex capo delle operazioni, erano passati ai nazionalisti. Perfino gli ordini a Miaja dal governo
centrale erano contraddittori, perch gli venne comunicato di tenere Madrid a qualunque costo e gli
furono impartite istruzioni dettagliate per un ripiegamento verso Cuenca.
Il generale Goriev, l'uomo che molti dicevano fosse il vero comandante a Madrid, era anche lui
al ministero. Uno dei suoi ufficiali, il colonnello Nikolaj Voronov, comandava l'artiglieria, ma poche
batterie avevano granate a causa dell'incompetenza del ministero della Guerra. (Sei anni dopo Voronov
guidava l'artiglieria a Stalingrado e accett la resa di Paulus.) Lui e il suo omologo spagnolo
stabilirono il loro osservatorio in vetta alla Telefnica, un edificio che in seguito si attir molto fuoco
dell'artiglieria nazionalista. Ironia della sorte, quel grattacielo, di propriet della ITT, la societ
americana International Telephone and Telegraph, divent il simbolo della resistenza di sinistra nel
corso dei combattimenti. Ai piani inferiori il suo presidente, Sosthenes Benn, intratteneva i giornalisti
con brandy, aspettando l'arrivo del generale Franco. Stando all'interprete di Hitler, Paul Schmidt,
aveva addirittura preparato un banchetto di benvenuto per i conquistatori.17
La stampa internazionale stava gi descrivendo le ultime ore di Madrid. Vari giornalisti
francesi trasmisero addirittura particolari dell'occupazione della citt, allo scopo di battere i rivali nel
resoconto. Il corrispondente di L'Illustration dichiar: La vittoria decisiva  imminente e Lon Bilby
scrisse: Non si pu fare nulla per impedire l'evidente verit. Madrid sar occupata in fretta e questa
sar la vittoria finale dei nazionalisti.18 La radio portoghese descrisse con vivaci particolari l'ingresso
trionfale del generale Franco su un cavallo bianco, e annunci che Jos Antonio Primo de Rivera era
evaso e stava avanzando verso Madrid alla testa di una colonna di civili.19
Telegrammi di congratulazioni a Franco per la sua vittoria da parte dei governi d'Austria e
Guatemala furono consegnati invece al generale Miaja. I nazionalisti e i loro alleati non ritenevano che
il proprio successo fosse in dubbio. Stando al corrispondente del Daily Telegraph, requets carlisti
venivano fatti affluire d'urgenza per consentire alle truppe cattoliche spagnole di essere presenti
all'entrata alla capitale. Tribunali di rappresaglia e distaccamenti di Guardia Civil assegnati a ogni
distretto attendevano dietro il fronte. Perfino il solitamente cauto generale Franco aveva dichiarato che
il 7 novembre avrebbe assistito alla messa a Madrid e aveva ordinato al suo seguito di predisporre il
viaggio dei principali esponenti della Chiesa.
Il mondo attendeva l'esito di una battaglia decisiva fra il progresso e la reazione, o fra la
civilt e la barbarie rossa, dipendeva dal punto di vista. Liberali e sinistre dovunque erano convinti che
il fascismo internazionale andasse sconfitto a Madrid prima che l'Europa finisse in una glaciazione
totalitaria, mentre i conservatori la consideravano un'occasione per arrestare la marea dilagante del
comunismo. In questo momento cruciale i difensori furono aiutati da una fortunata scoperta. Il 7
novembre, il giorno prima del grande attacco, un distaccamento della milizia perquis il cadavere del
capitano Vidal-Quadras, un ufficiale nazionalista a bordo di un carro amato italiano colpito e messo
fuori combattimento. Nella sua giacca trovarono gli ordini di operazioni.
Il piano prevedeva di occupare la zona fra la Citt Universitaria e la Plaza de Espaa incluse,
che costituir la base di partenza per ulteriori avanzate verso l'interno di Madrid.20 Sapendo ormai che
l'assalto contro Carabanchel era una finta, lo stato maggiore repubblicano spost il grosso delle proprie
forze nel settore della Casa de Campo e prepar posizioni difensive per la mattina seguente. I membri
dell'UGT che non facevano parte della milizia si organizzarono nelle loro Casas del pueblo e quelli
della CNT nei loro ateneos libertarios prima di andare al fronte come riserve. Essi e tutti gli altri,
compresi i profughi dei territori sudoccidentali, rimasero a scaglioni ad attendere subito dietro le linee
del fronte, pronti a balzare avanti e a raccogliere le armi dei caduti. La rassicurante presenza di una tale
massa di combattenti pu essere stata come un'iniezione di coraggio, ma quella notte sentinelle
inesperte ebbero paura delle ombre e aprirono il fuoco. Ci port a una sparatoria nel buio in tutto il
settore, con uno sciupio di munizioni. Una sparatoria indiscriminata era un inconveniente grave, dato
che c'erano, a quanto sembra, meno di dieci cartucce per fucile: gli ufficiali del ministero della Guerra,
andandosene, non avevano detto dove si trovavano le riserve di munizioni.
La mattina dell'8 novembre le tre colonne principali di Varela agli ordini di Yage attaccarono
verso la Casa de Campo dalla linea di copertura segnata da bassi alberi. La colonna Castejn incapp in
un fuoco nutrito e il comandante stesso rimase ferito gravemente. Nello stesso momento le colonne
minori di Barrn e di Tella puntarono su Carabanchel nell'attacco di diversione. Miaja, che era stato
preavvertito, lasci soltanto 12.000 dei suoi 40.000 uomini a Carabanchel; gli altri furono schierati di
fronte a Casa de Campo. Questa massa eterogenea di milizia, comprendente anche un battaglione di
donne al Puente de Segovia, mescolata a carabineros e a soldati regolari, e appoggiata da volontari del
tutto privi di addestramento, era il doppio dei suoi avversari, ma questo non sminuisce il suo successo
di quel giorno, tenendo conto della differenza di armamento e di esperienza: probabilmente meno della
met dei repubblicani si era mai trovata impegnata in combattimento e aveva soltanto imparato la sera
prima a maneggiare l'otturatore di un fucile e a puntarlo; molti non avevano ancora alcuna idea di
come si rimedia a un inceppamento, operazione abbastanza difficile anche per chi agisce con calma.
Tuttavia le colonne d'assalto nazionaliste furono trattenute quel giorno alla periferia della citt: un
successo di grande importanza psicologica. L'armata d'Africa non sembrava pi tanto invincibile. Lo
spirito dei repubblicani si sent sollevato ulteriormente dall'intervento, quella sera, delle brigate
internazionali per la prima volta nel settore della Casa de Campo.
L'arrivo dell'XI brigata internazionale, comandata dal generale Klber, ebbe un potente effetto
sulla popolazione di Madrid. Era considerata la migliore delle brigate: la sua fermezza, la sua disciplina
nell'utilizzo munizioni e la sua abilit nello scavo delle trincee dovevano avere una buona influenza
sulle milizie. Mentre i 1.900 stranieri risalivano a buon passo di marcia la Gran Va, i madrileos li
applaudirono al grido di vivan los rusos!, sotto l'errata impressione che si trattasse della controparte
di fanteria dei caccia visti in cielo. C'erano molte vecchie signore fra la popolazione locale che ci
accolse, scrisse un serbo che usava lo pseudonimo di Karl Anger, e si asciugavano gli occhi con una
mano, mentre tenevano l'altra levata chiusa a pugno, nel saluto del Rot Front... Quei pugni chiusi delle
vecchie signore spagnole ci resero pi coraggiosi e decisi.21
Non si pu mettere in dubbio il valore quasi suicida dell'XI brigata internazionale, soprattutto
quello dei suoi componenti tedeschi, ma lo sfruttamento della loro devozione fu particolarmente
spiacevole. Il generale Klber (alias Manfred Stern) venne trasformato in un eroe, ma questo divent
pericoloso per lui, quando fu accusato da colleghi ufficiali sovietici di klberismo, il che significa
che pretendeva la gloria per se stesso a spese degli spagnoli.22 Madrid doveva essere una vittoria
soltanto del PC. Reparti comunisti agli ordini del commissario italiano Luigi Longo avevano tentato
con due battaglioni di volontari e una batteria di pezzi da campagna Vickers da 105 mm di fermare il
maggiore Palacios, che tentava di entrare in citt il giorno prima dell'arrivo dell'XI brigata. I
nazionalisti erano riusciti a sfondare ugualmente ed erano stati affrontati dal generale Miaja e dal
colonnello Rojo. Poco dopo l'alba del mattino seguente i due battaglioni nazionalisti avevano
contrattaccato sul ponte San Fernando sul fianco sinistro di Varela alla Casa de Campo, perdendo quasi
met degli effettivi e riconquistando la parte nordorientale abbandonata il giorno prima. Ma niente di
questo venne risaputo nel mondo esterno e non furono segnalate altre operazioni della milizia. Si
dimentic che la brigata non era arrivata in tempo per influire sul combattimento dell'8 novembre e
rappresentava soltanto il 5 per cento delle forze repubblicane. La propaganda del Comintern fu
talmente efficace che sir Henry Chilton, l'ambasciatore britannico, si convinse che soltanto gli stranieri
difendevano Madrid. Nel frattempo, anche i nazionalisti esageravano l'importanza delle brigate, allo
scopo di giustificare il proprio insuccesso e sottolineare la minaccia del comunismo internazionale.
La brigata di Lster venne spostata nel settore dell'Universit attraverso il ponte sul
Manzanares. Rodimcev, dal suo posto di comando, vide regulares marocchini che avanzavano, con
urla selvagge, verso il ponte, una squadra alla volta, sotto il fuoco di copertura delle altre. Miguel, uno
dei mitraglieri di Lster, stava sparando contro di loro a brevi raffiche, ma a un certo punto la sua arma
cess il fuoco. Rodimcev, istruttore di mitragliatrici, accorse: Il nastro si era inceppato. Con il palmo
della mano diedi un colpo alla leva d'armamento che torn a posto. Cominciai a sparare contro i
marocchini che mi venivano addosso correndo. La Maxim funzionava davvero bene. Ci fu un
intasamento sul ponte, perch i marocchini davanti fecero dietrofront e si scontrarono con quelli che li
seguivano. Un altro mitragliere, Gomez, in seguito, gli disse che l'Unione Sovietica aveva mandato
loro mitragliatrici difettose, che non riuscivano a uccidere i marocchini. Spariamo contro di loro ma
non succede niente. Poi il nemico ci tira addosso con i mortai. Rodimcev gli sugger che era meglio
mimetizzare le mitragliatrici. I marocchini usavano pupazzi per attirare il loro fuoco, poi i nazionalisti
intervenivano con i mortai contro i mitraglieri che avevano rivelato le proprie postazioni.23
Essendo stato bloccato sul lato occidentale, il 9 novembre Varela spost il suo attacco contro
Carabanchel. Ne segu una battaglia feroce casa per casa in quel quartiere operaio dove le milizie, su
terreno familiare, non solo trattennero i regolari, ma inflissero loro gravi perdite. Quella sera, 2
chilometri pi a nord l'XI brigata sub pesanti perdite quando costrinse i nazionalisti a ripiegare di
qualche centinaio di metri nella parte centrale di Casa de Campo. Violenti combattimenti continuarono
a Carabanchel per qualche giorno, poi il 12 novembre il generale Miaja (o pi probabilmente il
generale Goriev), preoccupato che i nazionalisti effettuassero una puntata per tagliare la strada di
Valencia, mand l'XII brigata internazionale e quattro brigate spagnole ad attaccare l'importante
collina Cerro de los ngeles con un assalto diversivo. Questa seconda brigata internazionale aveva
ricevuto un addestramento minore della prima e nonostante la presenza di veterani della Grande
Guerra, l'azione fin nel caos. Molto era dovuto ai problemi di linguaggio e di comunicazioni, ma
rimane il fatto che le brigate non avevano attaccanti migliori rispetto alla milizia.
In questa fase arriv il leader anarchico Buenaventura Durruti, con oltre 3.000 uomini dal fronte
d'Aragona. Era stato persuaso ad andare a Madrid da Federica Montseny, che rappresentava il governo
di Valencia. A una riunione con Garca Oliver al comando della CNT a Madrid, Cipriano Mera, il
delegato generale dei loro battaglioni di milizia, ammon Durruti a non tentare un attacco frontale
contro Casa de Campo, anche se gli anarchici si erano allarmati per l'influenza che i comunisti stavano
ottenendo con le brigate internazionali. Durruti ribatt di non avere altra scelta se non contrattaccare
dalla Citt Universitaria in direzione di Casa Velsquez. L'azione avvenne il mattino del 17 novembre,
ma il promesso appoggio dell'artiglieria e dell'aviazione non ci fu. (Se questo fosse accaduto a causa di
una svista o intenzionalmente, non fece che aumentare i sospetti degli anarchici sui comunisti.) Gli
uomini di Durruti, che si erano dimostrati tanto coraggiosi e audaci nei combattimenti a Barcellona,
trovandosi sotto un concentramento d'artiglieria e un tiro di mitragliatrici che non avevano mai
sperimentato prima, ripiegarono sulla linea di partenza.
Duelli aerei all'infinito per tutto il giorno, annot Kol'cov quella sera. Alle 16 un caccia
repubblicano lasci la sua formazione e and ad attaccare tutto solo uno Junkers. Numerosi caccia
Heinkel lo respinsero, danneggiandolo. Il pilota si lanci con il paracadute e atterr incolume proprio
su un marciapiede sul Paseo de Castellana. La folla ammirata lo accompagn a un'automobile e cinque
minuti dopo quel coraggioso era al ministero della Guerra. Membri della Junta lo applaudirono e lo
abbracciarono. Si chiamava Pablo Palancar.24
Il 19 novembre i nazionalisti attaccarono con l'appoggio dell'artiglieria pesante e la colonna
Asensio trov un varco nella linea repubblicana. Di conseguenza, essi riuscirono a varcare il
Manzanares e costituirono una testa di ponte in profondit nella Citt Universitaria, alla facolt di
Architettura. Legionari e regulares tennero duro contro furiosi attacchi dell'XI brigata internazionale e
altri reparti in quel settore, che sarebbe diventato la striscia di territorio pi disputata dell'intero fronte.
Un anticipo di Stalingrado, i legionari della IV bandera e il battaglione Edgar Andr dell'XI brigata
combatterono selvaggiamente negli edifici della zona. Una volta all'universit, scrisse Karl Anger,
cominciammo una lotta spietata per ogni sentiero, ogni casa, ogni piano e ogni porta. E qui la linea del
fronte passa a volte attraverso preziosi laboratori e biblioteche. A volte si fanno parapetti con grossi
volumi dell'Enciclopedia Britannica. Qui i fascisti sono penetrati pi profondamente verso Madrid: ci
sono soltanto da due a cinquecento metri fra Casa Velsquez e il caff pi vicino della citt.25
Quel giorno Durruti rimase ferito gravemente, e mor la mattina dopo nell'ospedale
improvvisato al Ritz, proprio mentre Jos Primo de Rivera veniva giustiziato ad Alicante.26 Corse
subito la voce che Durruti fosse stato ferito da uno dei suoi uomini che protestava contro la sua severa
disciplina. Gli anarchici, per motivi di propaganda, sostennero che era stato colpito da un cecchino,
mentre in realt era rimasto ferito accidentalmente. La leva d'armamento di un mitra naranjero di un
suo compagno si era impigliata nella portiera di un'auto, ed era partito un colpo che lo aveva ferito al
petto. Durruti era senza dubbio il leader pi popolare degli anarchici: era stato sempre un ribelle in tutta
la sua vita e si era fatto la fama di un Robin Hood rivoluzionario. Il suo funerale a Barcellona fu la pi
grande scena di lutto di massa mai vista in Spagna, con 500.000 persone nel solo corteo dietro al
feretro. La sua reputazione era tanto grande, non solo fra gli anarchici, che dopo la sua morte ci furono
tentativi da parte di organizzazioni diverse di presentarlo come un loro esponente. La Falange disse
che, come i suoi due fratelli, in fondo al cuore era un simpatizzante del movimento, mentre i comunisti
sostennero che sarebbe andato a iscriversi al PC.
L'insuccesso del tentativo di sfondamento nazionalista del 19 novembre indusse Franco a
cambiare strategia. Non poteva pi rischiare le sue truppe migliori in assalti infruttuosi, ora che una
rapida vittoria sembrava molto pi difficile. Cos, per la prima volta nella storia, una capitale venne
sottoposta a intensi bombardamenti aerei oltre che dall'artiglieria. Tutte le zone residenziali, tranne il
quartiere di Salamanca, vennero bombardati nel tentativo di fiaccare il morale della popolazione civile.
L'Aviazione Legionaria italiana e la Luftwaffe tedesca effettuarono un metodico esperimento di guerra
psicologica con i loro S.81 e gli Junkers 52. Le incursioni aeree, per, non fiaccarono il morale, come
si voleva, anzi: aumentarono la volont di resistere della popolazione. A Londra il principe Otto von
Bismarck, incaricato d'affari tedesco, si fece beffe del timore inglese degli attacchi aerei, dato che
avete visto quanto poco danno hanno fatto a Madrid.
Dopo la dichiarazione che il quartiere di Salamanca sarebbe stato risparmiato, l'intera zona
divent affollata all'inverosimile e la circolazione per le strade quasi impossibile. Nel frattempo, nel
corso di un'operazione effettuata con notevole efficienza, l'UGT organizz il trasferimento delle
industrie pi essenziali della capitale all'interno delle gallerie della metropolitana che non venivano
usate. E il pittore Joseph Renau, direttore generale delle Belle Arti, organizz lo sgombero a Valencia
dei quadri dal Museo del Prado. Le incursioni aeree distrussero migliaia di edifici a Madrid, dai
quartieri popolari al Palacio de Liria appartenente al duca d'Alba. Questi, nelle sue aspre accuse contro
la Repubblica di responsabilit nei danni, non parve trovare incongruo che la crociata nazionalista
stesse distruggendo la sua stessa capitale con bombardieri stranieri, ma Franco aveva gi dichiarato al
corrispondente del Times: Distrugger Madrid piuttosto che lasciarla ai marxisti.
In quella settimana si verific un'escalation nella guerra aerea. Il 13 novembre ci fu un
combattimento aereo fra 14 Fiat CR.32 e 13 Chato impegnati in caroselli sopra il Paseo de Rosales.27 Il
giorno dopo Miaja ordin di non sparare ai piloti che scendevano in paracadute. Il 16 novembre gli
alleati nazionalisti bombardarono il Prado, il Museo Antropologico, l'Accademia di Belle Arti di San
Fernando, la Biblioteca Nazionale, il Museo d'Arte Moderna, il Museo Arqueolgico e l'Archivio
Historico Nacinal, oltre all'Ospedale Provinciale e quello della Cruz Roja. Queste incursioni sono
state descritte da Malraux nel suo romanzo L'espoir.28 Una bomba colp una scuola e le file di bambini
uccisi rafforzarono la determinazione dei madrileos a impedire una vittoria nazionalista.
La valutazione delle bombe sganciate su Madrid varia notevolmente, ma sappiamo dal diario
personale di guerra del colonnello Wolfram von Richthofen che nella sola giornata del 4 dicembre i
suoi Ju-52 sganciarono sulla capitale 36 tonnellate di bombe.29 In confronto con i carichi bellici della
Seconda guerra mondiale, quando un unico bombardiere britannico Lancaster poteva sganciarne 10
tonnellate, questo non sembra un attacco intenso, ma, come prima campagna concertata di
bombardamenti aerei su una capitale, il suo effetto psicologico fu notevole. Il poeta cileno Pablo
Neruda, che perse la sua casa, quella con i fiori, prov una sensazione di oltraggio che non aveva
niente a che vedere con il suo danno personale:
Venite a vedere il sangue per le strade
Venite a vedere
Il sangue per le strade
Venite a vedere il sangue
Perle strade!30
I feroci combattimenti per il settore occidentale di Madrid continuarono. La mattina era stata
dura, scrisse il volontario francese Andr Cayatte. Il battaglione venne ritirato per qualche ora di
riposo. A ovest continuava il rimbombo delle cannonate. In tutte le lingue europee la gente parlava e
cantava con tanta amicizia che si riusciva a indovinare quello che non si comprendeva. Tornarono in
azione al Palacete de la Moncloa il 20 novembre. Il maggiore Rivire, con un sorriso sulle labbra,
mor con eleganza, com'era vissuto. Rivire, con 115 volontari, stava difendendo una casetta di
vacanze circondata dai carri armati nemici. Per tre volte i superstiti tentarono una sortita. Alla fine i
moros diedero fuoco alla casa e Rivire si accese una sigaretta con le fiamme. Nessuno sapr mai,
osserv, quello che abbiamo fatto. Un momento dopo era morto.
Il ritorno ai comitati locali si dimostr di grande valore. Nonostante un programma di
evacuazione, i profughi affollavano ancora la citt (il suo milione di abitanti era cresciuto della met);
solo un sistema del genere avrebbe potuto aiutare sia essi sia chi era rimasto senza casa per i
bombardamenti. I comitati controllavano la costruzione di rifugi, requisivano gli appartamenti vuoti e
organizzavano rifornimenti essenziali e mense popolari. In contrasto con questi sforzi, il mercato nero
prosper, con inevitabili danni per il morale.
Il personale sovietico, consiglieri, commissari, ufficiali superiori e importanti quadri di partito,
aveva una base di lusso e ben rifornita all'Hotel Gaylord. Il vasto numero di visitatori, di missioni
d'inchiesta e di sostenitori impegnati dall'estero era anche ben trattato. I giornalisti stranieri (vistosi
quanto attrici per citare le parole di Auden), soffrirono poco. Ma per la maggioranza della
popolazione, la razione quotidiana era magra. Un mulo o un cavallo vittima delle bombe o delle granate
veniva scarnito fino allo scheletro dalle massaie, circondate da cani affamati. Un brigatista
internazionale ha ricordato che un miliziano, il quale aveva ucciso un cane randagio mentre leccava le
cervella di un caduto, si strinse nelle spalle con aria di scusa spiegando che i cani stavano prendendo
gusto alla carne umana. Anche gatti e topi vennero mangiati, se non altro come aggiunta alla minestra
brodosa di lenticchie. Allo zoo di Madrid venne anche ucciso un uccello, ma non per fame, bens
perch aveva preso l'abitudine di imitare il fischio delle granate d'artiglieria in arrivo.
La vita a Madrid era piena di contraddizioni. Presso la Puerta del Sol due giornalisti stranieri,
Sefton Delmer e Virginia Cowles, superarono una vecchia che sul marciapiede vendeva sciarpe
anarchiche rosse e nere, per entrare in una sartoria che produceva mantelli da cavalleria e cappe da
sera. Delmer e la Cowles erano affascinati dalla presenza di un negozio tanto raffinato nel bel mezzo di
una capitale rivoluzionaria; il proprietario, al quale era chiaro che mancavano i clienti, accolse con
entusiasmo i due inglesi, e Delmer gli chiese come andassero gli affari.  un momento molto difficile,
seor, rispose afflitto il negoziante, sono rimasti tanto pochi i gentiluomini a Madrid.31 I due
giornalisti proseguirono verso la Gran Va per andare a colazione, cercando riparo dalle salve
d'artiglieria che arrivavano attorno a mezzogiorno. La Cowles era molto impressionata dal modo in cui
le strade tornavano ad affollarsi dopo l'ultima granata.
Un brigatista inglese le raccont di essere stato molto colpito, arrivando in Spagna, nel vedere
uno spagnolo in mezzo a una strada, durante un bombardamento, che stava pulendosi i denti con uno
stecchino, senza preoccupazioni. Gli stranieri erano affascinati dal culto della dimostrazione di
coraggio. Un brigatista serbo not: Gli spagnoli sono molto coraggiosi in azione. Ma questo loro
coraggio, per,  di un tipo cavalleresco, poetico.  difficile che si adattino alle richieste lievi, pedanti e
prosaiche della guerra moderna.32
Anche sotto le pesanti incursioni aeree del 19-23 novembre la vita era quasi normale. La gente
andava a lavorare tutti i giorni e i tram funzionavano ancora, anche se i binari dovevano essere riparati
di continuo. La metropolitana era naturalmente pi sicura, anche se la gente commentava per scherzo
che per lo meno il tram doveva fermarsi prima di arrivare al fronte; l sotto, invece, potevi trovarti in
mezzo al nemico, quando tornavi all'aperto. Questi sistemi di trasporto consentivano di portare
rapidamente rinforzi e rifornimenti. Il rancio caldo arrivava al fronte, pi facilmente rispetto ad altre
postazioni difensive normali ed era possibile un avvicendamento frequente dei reparti e raggiungerli in
linea.
Le truppe, in particolare le brigate internazionali, ricevevano visite in trincea da parte dei
numerosi stranieri portati a Madrid dall'assedio. Fra questi gruppi c'erano i giornalisti e alcuni turisti
della guerra, oltre a sostenitori della Repubblica impegnati politicamente. Alcuni visitatori venivano
per un entusiasmo pseudomilitare, come lo defin un brigatista. Durante le loro visite al fronte
prendevano a prestito un fucile o una mitragliatrice per sparare qualche colpo contro le linee
nazionaliste. Ernest Hemingway fu un buon esempio di questo genere e, anche se agli uomini in linea
poteva piacere vedere qualche faccia nuova, soprattutto se famosa, erano poco entusiasti quando chi
cercava un brivido provocava un bombardamento nemico.
Per la fine di novembre la battaglia di Madrid era diventata una lotta di freddo e di fame,
punteggiata da cannoneggiamenti, incursioni aeree e qualche scaramuccia occasionale. A Carabanchel,
dove la linea del fronte tagliava a met le strade, continuava una strana lotta mortale con fucilate di
franchi tiratori, attacchi con i lanciafiamme e scavi di gallerie sotto le case, da fare saltare con la
dinamite. I carlisti persero in un'esplosione un'intera compagnia. Tuttavia l'entusiastico impegno della
popolazione della capitale si ridusse man mano che diminuiva il pericolo immediato. E ci fu
accompagnato dalla graduale sostituzione dei comitati con il controllo centralizzato. L'attivit della
polizia segreta comunista continu anche dopo che il pericolo era passato, con danno per il morale. I
miliziani anarchici si scontrarono con violenza con le autorit comuniste e ci furono anche tentativi di
censura contro la stampa anarchica. Fu l'inizio di un processo che nel maggio dell'anno seguente port
a un violento scontro, l'inizio di una guerra civile in seno alla guerra civile.
A questo punto i comunisti fecero la prima mossa aperta contro il POUM, mentre aumentavano
le accuse reciproche fra i rivali marxisti. Il POUM aveva fatto infuriare i comunisti il 15 novembre, con
un articolo sul giornale La Batalla che criticava l'atteggiamento politico sovietico. La preoccupazione
di Stalin, sosteneva l'articolo, non  davvero la sorte del proletariato spagnolo o internazionale, ma la
protezione del governo sovietico in accordo con la politica dei patti fatta da certi altri. I consiglieri
sovietici accusarono subito La Batalla di essersi venduta al fascismo internazionale. Con il grande
aumento del controllo diretto sovietico, la linea del PC spagnolo cominci a riflettere la caccia alle
streghe contro i trockisti in Unione Sovietica. Avendoli esclusi dalla Junta di Madrid, i comunisti
sospesero il finanziamento e i rifornimenti alle piccole forze del POUM sul fronte della capitale. La
milizia del POUM della zona non ebbe altra scelta che sciogliersi e andare a unirsi ai reparti dell'UGT
e della CNT.
La capitale fu salvata e si accesero passioni politiche in tutto il mondo, ma la battaglia di
Madrid non si dimostr la tomba del fascismo come aveva predetto lo slogan comunista: segn
soltanto un mutamento nella guerra. Bloccando i nazionalisti, trasform un colpo di Stato in una guerra
civile vera e propria con ramificazioni internazionali, quasi in una guerra mondiale per procura, e
questo comport la necessit di ulteriori aiuti dall'estero. Il 2 dicembre 1936 il colonnello von
Richthofen annot nel suo diario: Salamanca vuole truppe di terra tedesche, almeno due divisioni. [In
realt, una tedesca e una italiana].33 Ma Hitler, cauto, decise di limitare il suo appoggio a Franco alla
sola Legione Condor.
...
.
...
PARTE QUARTA.
...
.
...
La guerra mondiale per procura.
...
.
...
18.
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Le metamorfosi del conflitto.
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La storia procede di rado in linea retta. Nel dicembre del 1936 una serie di battaglie, pi nello
stile della Prima guerra mondiale, cominci attorno a Madrid, eppure l'ultima delle sconfitte della
milizia, secondo lo schema dell'estate precedente, avvenne soltanto nel febbraio del 1937, nella breve
campagna di Mlaga.
Il Generalissimo Franco si trov chiuso in una strategia priva di immaginazione. Le enormi
speranze fatte sorgere in ottobre per quella che i diplomatici tedeschi avevano cinicamente definito la
corrida1 e l'insuccesso a Madrid in novembre avevano provocato una determinazione ossessiva.
Conquister Madrid, aveva insistito con Faupel, il nuovo incaricato d'affari tedesco, e allora tutta la
Spagna, compresa la Catalogna, cadr nelle mie mani, pi o meno senza combattere. Faupel descrisse
questa dichiarazione come una valutazione della situazione che non posso definire in altro modo che
superficiale.2
Dopo il blocco degli attacchi di Varela e il fallimento delle incursioni aeree per fiaccare il
morale della citt, c'erano in sostanza tre vie aperte: una era l'accerchiamento di Madrid da nord-ovest,
e perlomeno toglierle la fornitura di energia elettrica e d'acqua dalla Sierra de Guadarrama. Questo era
il primo obiettivo dei nazionalisti. L'altro era attaccare verso est, attraverso il fiume Jarama, dal loro
ampio saliente a sud della capitale. Il territorio repubblicano attorno a Madrid era come una penisola,
vulnerabile alla base costituita dal corridoio di terra lungo la strada verso Valencia. E questa sarebbe
stata la seconda offensiva. Poi, con il fronte centrale che si avvolgeva attorno alla Sierra de
Guadarrama, attraverso la provincia di Guadalajara, c'era la possibilit di attaccare la strada di
Valencia da nord-est. E questo sarebbe stato il terzo settore dell'offensiva nazionalista nel marzo del
1937.
Il 29 novembre 1936 Varela sferr il primo di una serie di attacchi lungo la strada per La
Corua, a nord-ovest di Madrid. L'obiettivo era ottenere uno sfondamento verso la sierra, prima di
dirigersi a destra, verso il nord della capitale. Questo attacco finale, effettuato con circa 3.000 uomini
della Legione e marocchini, appoggiato da forze corazzate, artiglieria e bombardieri Ju-52, era diretto
contro il settore di Pozuelo. La brigata repubblicana si ritir in disordine ma la linea venne ristabilita
con un contrattacco appoggiato da carri T-26. Poi entrambe le parti riorganizzarono il loro
schieramento in modo da rinforzare il proprio fronte a ovest di Madrid.
I carri tedeschi, tuttavia, non sembra siano stati usati con molta efficacia dagli equipaggi
nazionalisti spagnoli. Operazioni corazzate inspiegabili, annot nel suo diario von Richthofen, in
tono sprezzante. Personale tedesco porta i carri fino alla zona di combattimento, poi cede il posto a
equipaggi spagnoli, che prendono i carri e ci vanno a spasso. Gli attacchi aerei erano molto pi
efficaci. I rossi fuggono davanti agli aerei tedeschi, annot con soddisfazione quattro giorni dopo.
Von Richthofen, cugino del Barone Rosso, l'asso tedesco della Prima guerra mondiale, era un
personaggio duro e arrogante, sgradito agli ufficiali tedeschi e spagnoli. Si sarebbe guadagnato una
fama sinistra come distruttore di molte citt: Durango e Guernica in Spagna, poi Rotterdam, Belgrado,
La Canea e Iraklion a Creta, seguite da molte citt in Unione Sovietica, soprattutto Stalingrado, dove
rimasero uccisi 40.000 civili.3
I nazionalisti misero il generale Orgaz al comando del fronte centrale quando ripresero
l'offensiva il 16 dicembre, dopo un ritardo di 48 ore a causa delle condizioni meteorologiche. Varela
mantenne il comando sul campo, con 17.000 uomini su quattro colonne. Il primo obiettivo, dopo una
preparazione d'artiglieria con pezzi da 155 mm, fu il villaggio di Boadilla del Monte, circa 20
chilometri a ovest di Madrid. Venne occupato quella notte e lo stato maggiore repubblicano nella
capitale, rendendosi conto che si trattava di una grossa offensiva anzich di una manovra diversiva,
impegn le brigate internazionali XI e XII, appoggiate dal grosso dei carri armati T-26 di Pavlov. L'XI
brigata contrattacc a Boadilla e si trov tagliata fuori all'interno del villaggio. I nazionalisti si
ritirarono per sfruttare meglio l'appoggio dell'artiglieria, poi tornarono ad attaccare con la fanteria. Le
brigate internazionali stabilirono posizioni difensive all'interno delle case di vacanza dalle spesse mura
di propriet di ricchi madrileni e resistettero disperatamente. Il 19 dicembre il massacro fu enorme da
entrambe le parti. Il giorno seguente Orgaz sospese l'offensiva, dopo aver conquistato solo qualche
chilometro: gli mancavano le riserve e i repubblicani avevano la superiorit numerica.
Karl Anger, uno dei serbi dell'XI brigata, ha descritto il loro arrivo nel villaggio di
Majadahonda, poco a sud della carretera di La Corua, all'inizio degli scontri. Era ancora un
posticino intatto, tutt'altro che bello, un po' sporco a causa della povert, ma caldo, tranquillo, dolce
come un agnellino. Lo riempimmo con le nostre truppe, servizi, cannoni, autocarri, mezzi blindati, con
tutto quanto un esercito si tira dietro durante una campagna. Il tranquillo Majadahonda divent
affollato, rumoroso e sporco come in un giorno di mercato. La prima mattina dopo la nostra partenza
aerei nemici cominciarono a sganciare bombe sul villaggio. La popolazione si sparpagli,
abbandonando le propriet: bestiame, maiali, letti disfatti e case vuote. La prima sera e la prima mattina
c'era ancora vita a Majadahonda. Si potevano intravedere misteriose sagome di giovani ragazze
spagnole attraverso le finestre scarsamente illuminate delle case. Il giorno seguente le finestre erano gi
buie, spalancate: buchi spaventosi nei teschi delle case. Soltanto cani randagi, gente dei servizi di
rifornimento e sbandati furono lasciati nel villaggio, e anche una donna che era impazzita. Urlava in
modo tremendo nella notte di luna in una casa vuota e le sue grida echeggiavano paurosamente nelle
strade deserte al chiaro di luna.4
 anche importante capire il caos che risult sotto il nevischio portato dal vento nell'oscurit
invernale. Le brigate internazionali non avevano informazioni sul nemico, non avevano n carte n
bussole e vagarono nel vuoto cercando solo di non attaccarsi a vicenda. Un battaglione cominciava a
scavare trincee, per accorgersi poco dopo di non essere allineato con i reparti vicini. I problemi con le
diverse lingue non furono certo d'aiuto. Anger, un serbo in un battaglione tedesco, racconta la
straordinaria commistione di nazionalit e di motivazioni all'interno delle brigate internazionali. A
Majadahonda incontrammo anche un giovane volontario cinese, il primo cinese a unirsi a noi. Il giorno
seguente, quando avevamo incominciato a pensare a come inquadrarlo nella nostra squadra di serbi,
venne riportato indietro con gravi ferite a entrambe le gambe. Non avevamo avuto nemmeno il tempo
di sapere come si chiamava. Proseguiva aggiungendo che in tutte le brigate internazionali, compresa
la prima [cio l'XI internazionale] c'erano numerosi russi ex Guardie Bianche o figli di Guardie
Bianche. Si trattava di emigrati russi in preda a una disperata nostalgia che speravano di poter
rientrare al sicuro in Unione Sovietica.
Quando, verso la fine di dicembre, arrivarono i rinforzi nazionalisti, Orgaz prepar la sua poco
brillante offensiva lungo lo stesso asse. Durante quel breve respiro lo stato maggiore repubblicano
aveva riordinato i propri reparti nel settore Brunete-Pozuelo in modo molto scoordinato e senza
provvedere a rifornimenti di munizioni. Quando il 3 gennaio 1937 scatt la nuova offensiva
nazionalista, il fianco destro repubblicano cedette in disordine. In un primo tempo le truppe sulla
sinistra riuscirono a tenere Pozuelo, in uno scontro che fu il caos pi completo. Kol'cov riferisce che
nonostante il loro eroismo, le nostre unit soffrirono della confusione, della stupidit e forse anche del
tradimento dei nostri comandi.5
Varela a questo punto concentr sul pueblo il tiro delle sue otto batterie da 105 e da 155 mm,
assieme ai carri e agli aerei disponibili. La difesa repubblicana cedette e il ripiegamento della
formazione di Modesto, basata sull'ex V reggimento, divent in pratica una rotta, quando gli uomini
persero l'orientamento nella nebbia. Il generale Miaja affid alla X brigata il compito di disarmare tutti
coloro che fuggivano. L'unica scusante fu la distruzione di due compagnie di carri leggeri tedeschi da
parte delle autoblindo sovietiche armate con cannoncini da 37 mm. La superiorit dei mezzi corazzati
di Mosca in Spagna influenz in seguito la produzione di carri armati pi pesanti della Wehrmacht.
I rifornimenti di munizioni erano in grave crisi. In media, quando interi battaglioni avevano
esaurito la loro dotazione restavano soltanto poche cartucce per uomo. La colpa era di Miaja e del suo
comando, che avevano reagito con grande lentezza al problema, ma ricadeva anche su Largo Caballero
e i suoi collaboratori al ministero della Guerra a Valencia. Largo Caballero aveva risposto a una
richiesta di Miaja di altre munizioni con l'accusa che stava semplicemente tentando di evitare la
responsabilit della sconfitta.
Mentre l'intero settore repubblicano sembrava sul punto di crollare, Miaja fece piazzare
mitragliatrici agli incroci sulla strada verso Madrid per bloccare le diserzioni, e fece intervenire anche
la XII internazionale e la brigata Lster. In pi, l'intera XIV venne richiamata dal fronte di Crdoba. Il
7 gennaio Klber ordin al battaglione Thlmann di opporsi al nemico vicino a Las Rozas, precisando
di non ritirarsi nemmeno di un solo centimetro in nessuna circostanza. Il battaglione ottemper alla
lettera all'ordine e si sacrific eroicamente: soltanto 35 uomini sopravvissero.
Una volta giunti questi rinforzi, la linea del fronte si stabilizz. Entrambe le parti erano sfinite e
a met gennaio la battaglia si era conclusa, con i contendenti fermi in posizioni difensive. I nazionalisti
avevano seguito la strada per La Corua da Madrid per quasi un terzo del percorso fino a San Lorenzo
del Escorial, ma i repubblicani erano riusciti a evitare l'accerchiamento della capitale dal lato
occidentale. Entrambi i contendenti avevano subito 15.000 perdite nei combattimenti.
Le due battaglie per la strada di La Corua, come sono state a volte chiamate, furono un duro
banco di prova per i francesi e altri volontari della brigata corazzata. I francesi erano arrivati con quella
che i consiglieri sovietici considerarono un atteggiamento spensierato. Fin dai primissimi giorni,
riferiva il relativo rapporto inoltrato a Mosca, i francesi non gradivano la disciplina. Dicevano: Che
razza di vita  questa? Non ci  permesso bere vino, andare al casino e bisogna sempre alzarsi presto.
A loro non piaceva soprattutto la sveglia di buon'ora e fare marce di 25 chilometri. Ma quando
spiegammo loro la situazione, compresero e sul campo di battaglia si dimostrarono eroi. E una volta
tornati indietro, proclamarono: Noi non ci consideriamo pi francesi, siamo internazionalisti e
antifascisti. Il rapporto ammetteva che le condizioni di combattimento erano terribili per gli
equipaggi dei carri. Gli uomini si stancano molto. Dopo una giornata di lavoro, escono dai mezzi
corazzati come ubriachi; molti risentono di mancanza di ossigeno l dentro. In alcuni casi vomitano, in
altri sono in condizioni nervose molto tese.6
La commissaria sovietica per il reparto medico della brigata corazzata ha descritto l'attrezzatura
medico sanitaria molto superiore prevista per i consiglieri sovietici in confronto con l'ospedale
improvvisato a El Escorial per i soldati spagnoli. Il comandante della brigata carri, presumibilmente
Pavlov, dimostr un vero impegno nella cura dei suoi uomini, elemento molto raro nell'Armata Rossa.
Il lavoro del commissario e le sue osservazioni forniscono anche alcuni dei rarissimi resoconti sovietici
di shock da combattimento, quello che viene definito anche disturbo da stress post-traumatico.
Le ambulanze delle brigate internazionali stanno correndo lungo la strada principale. Alcune
hanno una tinteggiatura mimetica a chiazze a mosaico di verde, giallo, nero e grigio, che le confonde
con l'ambiente circostante. Ma i trasporti medici qui sono un punto debole. Vi sono poche ambulanze e
perlopi si tratta di camioncini modificati oppure di veicoli assemblati con pezzi assortiti. Di solito
hanno spazio solo per quattro barelle. Due carri stanno risalendo da una curva della strada. Nel secondo
c' il cadavere del meccanico-conducente Ul'janov, che  stato ucciso al suo posto da un colpo che ha
centrato il suo carro. Malyev e Starkov sono rimasti feriti.
L'ospedale da campo per carristi e brigatisti internazionali  sistemato in una vasta stanza in
una delle case di una riserva naturale forestale. Sul pavimento sono stati posti doppi materassi con
lenzuola pulite e coperte. C' una stufa a legna per tenere alta la temperatura, importante per chi rientra
dal fronte. Durante l'intera operazione presso Las Rozas c' stata una fitta nebbia, che  penetrata nel
fisico delle persone... Oltre ad acqua e sapone, l'ospedale ha anche benzina e alcool, per lavare i volti e
le mani dei carristi... Il medico e io andiamo all'ospedale principale a visitare i nostri feriti. L'ospedale
di Escorial  strapieno di feriti; prendo nota dei vari tipi di ferita mentre passo nelle camerate e nella
sala d'accettazione. La maggior parte dei feriti  di fanteria, colpiti da schegge di granate. Ferite di
pallottole, alla schiena e ai fianchi.
Durante la notte del 14 gennaio ho scoperto la salma di un francese nella camera accanto a
Starkov. Era stato riportato indietro privo di sensi, ferito grave. L'infermiera mi ha detto che aveva
gridato in francese: Attenti, compagni, granate in arrivo da sinistra, poi aveva cominciato a cantare
l'Internazionale ed era morto. Non aveva documenti addosso. L'infermiera e il sottoscritto non
avevano una macchina fotografica per ritrarre questo compagno sconosciuto. Al piano di sopra, in una
camerata vuota, c' un italiano morente, ferito al collo. Nella camerata vicina c' un marocchino, con
una ferita grave a una gamba. Non parla e rifiuta il cibo... Fa un freddo incredibile in ospedale.
Copriamo Starkov [cui  stata amputata una gamba] con parecchie coperte e lo rivestiamo con
biancheria calda portata dal comando di brigata. Il comandante del reparto ha chiesto se pu portare
qualcosa a Starkov. Ho parlato con Starkov e mi ha detto che vorrebbe un orologio da polso. Il
comandante della brigata ci ha fatto portare a Starkov il proprio orologio... Tutti i carristi feriti che si
trovano ora in ospedale a Madrid ricevono viveri quotidianamente dal comando: latte in scatola, cacao,
arance, mele, cioccolato, salsicce, biscotti... A Madrid abbiamo scoperto collezioni intere di lavori di
Gor'kij e di ?echov. I feriti ricevono giornali e riviste e i commissari continuano a far loro visita.
I tipi di ferite variavano da giorno a giorno negli ospedaletti da campo al fronte e anche negli
ospedali di Madrid. Negli ospedali, nelle camerate e nelle sale operatorie che ho visitato subito dopo le
battaglie, ho trovato alcuni soldati spagnoli feriti alla schiena, sul retro delle gambe e alle spalle. Nei
posti di medicazione al fronte ci accadde di trovare anche casi di ferite autoinflitte tra fanti spagnoli, i
quali, quando venivano colti da paura animale, si erano sparati nelle braccia e nelle gambe, per essere
portati all'ospedale.
La donna commissario ha raccontato anche il caso di un carrista, di nome Solovev, con il
braccio destro rotto, che aveva sviluppato reazioni psichiche anormali, un caso classico da shock da
combattimento. Solovev venne evacuato il 15 gennaio e trasportato al Palace Hotel a Madrid, la base
sovietica. I suoi vaneggiamenti erano forse un prodotto della propaganda. Solovev diventava molto
agitato, continuava a parlare dei suoi ricordi. Parlava incessantemente del suo addestramento e del
tempo trascorso nell'Armata Rossa, citava nomi di comandanti, di posti in cui esistevano campi
militari, di dislocazione di reparti, poi passava alla guerra civile spagnola, citando materiali e personale
spediti sulle navi di anarchici e di trockisti. Per ordine del comandante di brigata, Solovev fu spostato
in una cameretta separata... Il 20 gennaio, mostr i sintomi di un acuto delirio: Sono passati qui degli
anarchici durante la notte e mi hanno portato di sopra!, Gli anarchici ci macelleranno tutti, erano
venuti per me e me lo hanno detto la scorsa notte!. Il comandante della brigata ordin di trasferire
Solovev lontano da Madrid. Anche se i suoi accessi di delirio erano diventati pi frequenti, evacuammo
Solovev con una delle ambulanze della brigata, e lo portammo in un ospedale ad Archena, dove pu
restare isolato dal mondo esterno e pu ricevere il trattamento necessario. Mentre era al Palas Hotel
(sic), nessuno straniero era ammesso nel suo reparto. Attivisti politici continuavano a fargli visita e a
controllare il suo stato.7
A questo punto  importante comprendere che cosa volesse dire combattere sul campo per i
miliziani entrati nell'esercito popolare. Si trattava perlopi di operai delle industrie che avevano poca
esperienza della vita in campagna. Perfino chi era stato militare conosceva pochi dei vecchi trucchi
degli anziani per rendere sopportabile la vita in generale e sopravvivere in azione. Le loro colonne e le
brigate miste venivano avviate a piedi o trasportate su autocarri requisiti. Le carte topografiche erano
talmente rare che non si trovavano a livello di compagnia e anche quando c'erano, erano in pochi a
riuscire a leggerle in modo corretto. Una volta giunti sulla posizione che avevano l'ordine di difendere,
i soldati, equipaggiati con poco pi di un fucile, bandoliere di cartucce e una coperta, cominciavano a
scavare trincee con le baionette o con le mani nude. Non si preoccupavano di preparare latrine, dato
che questo avrebbe comportato altri scavi nel terreno sassoso e farlo sarebbe stato pericoloso. Nella
maggior parte dei casi usavano semplicemente le trincee, una pratica che faceva inorridire i brigatisti
internazionali, abituati all'idea della Prima guerra mondiale di nascondere tutto sotto terra.
L'inverno castigliano  famoso per il vento freddo che scende dalle sierras e i miliziani
gelavano nelle trincee, con addosso soltanto le tute e le alpargatas di tela con la suola di corda, che
marcivano presto. Con il fango dappertutto era impossibile restare puliti, anche a causa della mancanza
di autobotti per portare acqua in linea e la generale scarsit di sapone.
In teoria, ogni battaglione aveva una compagnia di mitraglieri in aggiunta alle tre di fucilieri,
ma soltanto nelle brigate internazionali o nelle formazioni scelte dei comunisti c'era qualcosa di simile,
oppure gli effettivi al completo. Le armi automatiche erano indispensabili per respingere gli attacchi
frontali e l'esercito popolare ne aveva poche, come pure pochi erano i tiratori davvero esperti, e questo
era un grosso svantaggio. I regulares marocchini diventarono famosi come i migliori mitraglieri della
guerra, oltre alla loro capacit di sfruttare gli angoli morti del terreno. La terra incolta in cui avevano
combattuto con tanta efficacia contro gli spagnoli durante le guerre coloniali aveva insegnato loro a
sfruttare il minimo rilievo o avvallamento. Non solo riducevano enormemente il numero delle perdite,
ma assieme alla sinistra reputazione di abilit con il coltello, ispiravano una paura terribile alle forze
repubblicane. Questa caratteristica a volte permetteva loro di infiltrarsi fra posizioni presidiate senza
troppa attenzione e di attaccarne di sorpresa i difensori.
I generali nazionalisti, la maggior parte dei quali si dimostr rigidamente convenzionale come i
loro omologhi repubblicani, non sfrutt a fondo le truppe coloniali regolari. La maggior parte degli
scontri si risolse in assalti frontali, che erano spesso effettuati attraverso una terra di nessuno scoperta e
piatta, e a ogni attacco seguiva un contrattacco. L'unica differenza avvertibile dalla tattica della Prima
guerra mondiale era il crescente coordinamento tra i reparti di fanteria e quelli corazzati, oltre
all'integrazione con i bombardamenti d'artiglieria e aerei. Questo sviluppo, tuttavia, fu limitato quasi
soltanto alle forze nazionaliste e ai loro consiglieri della Legione Condor.
La nuova generazione di comandanti repubblicani che comparve a quell'epoca era giovane,
aggressiva, spietata e coraggiosa, ma altrettanto convenzionale e priva di immaginazione quanto i
vecchi ufficiali dell'esercito metropolitano. Gli esempi pi notevoli di questo tipo, come Modesto e
Lster, erano comunisti del V reggimento. Alcuni, come Manuel Tagea, diventarono comunisti nei
primi mesi del conflitto, avendo cominciato nei battaglioni della Giovent Socialista che erano stati
aggregati al V reggimento durante i combattimenti nella sierra dell'estate precedente. Il loro approccio
rigidamente tradizionale alla tattica e la loro formalit militare erano molto influenzati dall'ortodossia
stalinista. L'epurazione del maresciallo Tucha?evskij e dei suoi sostenitori che insistevano per il nuovo
approccio alla guerra corazzata fece tornare le teorie militari comuniste alla sicurezza politica di
tattiche antiquate. In Russia era stato ripristinato il saluto ai superiori e il V reggimento segu
l'esempio. Gli ufficiali dell'XI brigata internazionale avevano addirittura portato la sciabola, durante la
marcia dell'8 novembre su per la Gran Va. L'esortazione delle nuove brigate repubblicane pu essere
stata in linguaggio rivoluzionario, ma nelle manovre erano zariste.
Dopo la battaglia della strada per La Corua, Klber part per Mosca in compagnia di Andr
Marty, dopo essere stato destituito dal comando.  stato detto che i comunisti spagnoli gelosi ne
avevano fatto il capro espiatorio per la caduta di Pozuelo, mentre altri, come Borkenau, sostenevano
che era stato Miaja a prendersela perch Klber era considerato l'eroe di Madrid. Qualunque possa
essere la spiegazione, Klber aveva molto meno zelo e stile quando torn in giugno in Spagna a
comandare una divisione. Nonostante i ritratti idealizzati di molti giornalisti stranieri che lo esaltavano
in modo sensazionale come ammise uno di essi, Klber non fu mai davvero superiore a un duro
comandante della Prima guerra mondiale con pochi scrupoli per la vita dei propri uomini.
Fra le due fasi dell'offensiva sulla strada per La Corua, i repubblicani avevano combattuto
un'azione priva di successo nel settore meridionale, quando Queipo de Llano aveva mandato le sue
forze alla conquista della zona di Andjar, ricca di oliveti. E fu un esordio singolarmente infelice per la
XIV brigata internazionale comandata dal generale Walter, un comunista polacco che avrebbe diretto
in seguito la 2a armata polacca nell'offensiva dell'Armata Rossa contro Berlino. La brigata
comprendeva anche il battaglione francese Marseillaise, del quale faceva parte una compagnia
britannica. L'operazione principale attorno a un villaggio chiamato Lopera, subito dopo Natale, divent
famosa per la morte dei due poeti comunisti inglesi John Cornford e Ralph Fox e per un anticipo
spaventoso del tipo di giustizia applicato dalle brigate internazionali.
La battaglia cominci la mattina del 28 dicembre e fin trentasei ore dopo. Walter aveva
ricevuto l'ordine di riconquistare Lopera, ma non aveva linee telefoniche con i suoi reparti e non aveva
appoggio n aereo n d'artiglieria. I nazionalisti decimarono le sue truppe con le mitragliatrici, i mortai
e i cannoni. La XIV brigata era quasi priva di addestramento e, come la milizia in circostanze simili,
molti brigatisti fecero dietro front e fuggirono quando si trovarono all'improvviso sotto il fuoco delle
mitragliatrici. Circa 800 cadaveri rimasero abbandonati sotto gli olivi e circa 500 uomini disertarono
dalla linea del fronte.8 Il comandante del battaglione francese, maggiore Gaston de Lasalle, venne
arrestato e accusato non solo di incompetenza e di codardia, ma anche di essere una spia fascista. Fu
riconosciuto colpevole da una corte marziale organizzata in fretta da Andr Marty. Ilja Ehrenburg in
seguito descrisse Marty come uno che parlava e a volte si comportava come un malato di mente, e
Gustav Regler not che Marty preferiva fucilare qualcuno in base a sospetti, anzich perdere tempo con
quella che definiva l'indecisione piccolo-borghese.9 Alcuni brigatisti, tuttavia, lo ammiravano molto.
Un vero rivoluzionario, lo defin Sommerfield, un misto di pazienza, fermezza granitica e assoluta
inflessibile determinazione. Tom Wintringham, che avrebbe comandato in seguito il battaglione
britannico, descrisse il processo come quello condotto da una corte marziale davvero corretta. Ma
Nick Gillain, che aveva prestato servizio nella XIV brigata, scrisse in seguito: Le guardie trascinarono
il condannato fuori dall'aula, mentre continuava a protestarsi innocente, poi si udirono due o tre spari.
Un uomo torn in aula e depose sul tavolo un orologio da polso e qualche moneta... La giustizia
rivoluzionaria era stata eseguita.10
I nazionalisti e i loro sostenitori dell'Asse cominciarono ad adattarsi a una guerra prolungata.
Hitler non rimase sorpreso dalla piega degli avvenimenti, informato com'era dalle corrette valutazioni
di Vlckers, il suo incaricato d'affari. Era anche poco turbato dalle notizie pessimistiche del suo
ambasciatore presso Franco, von Faupel, e del generale Sperrle, che comandava la Legione Condor,
perch una guerra prolungata favoriva i suoi scopi: avrebbe distratto l'attenzione dai suoi piani di
espansione nell'Europa centrale. Mussolini, per contro, era ansioso di ottenere gloria militare in
Europa, ma il suo umore variava in modo notevole, a seconda del comportamento delle sue truppe.
Il compito pi urgente, per il comando di Franco, era organizzare un esercito addestrato di
dimensioni sufficienti, e in questo campo l'assistenza tedesca fu quasi importante quanto il contributo
in battaglia. La milizia della Falange preparata dagli ufficiali della Legione Condor a Cceres in
Estremadura assomigliava poco alle bande di seoritos coinvolte nei combattimenti dell'estate. I
requets carlisti, le truppe nazionaliste pi efficienti dopo l'armata d'Africa, erano diventati quasi
60.000. Almeno met di essi proveniva dalla Navarra, il che port alla pretesa carlista che la Navarra
aveva salvato la Spagna. Questo atteggiamento arrogante, combinato con l'aperto disprezzo per la
Chiesa castigliana, che consideravano corrotta e farisaica, non li rendeva simpatici ai loro alleati. La
famosa disciplina dei requets derivava non dal forte rispetto della gerarchia, ma dall'autodisciplina dei
contadini di montagna. (Il loro leader, Fal Conde, esagerava quando definiva il carlismo un movimento
guidato dal basso, ma era una forma unicamente populista di monarchismo.) La loro fede di crociati
medievali li rendeva impavidi; il colonnello Rada descrisse i suoi requets come uomini con fede
nella vittoria e fede in Dio: in una mano stringono una granata, nell'altra un rosario.
Ai primi di dicembre del 1936 il Consiglio di guerra carlista decise di istituire una Accademia
militare reale, per fornire ufficiali carlisti bene addestrati. Franco, geloso della loro forza, dichiar che
questa mossa non autorizzata sarebbe stata considerata un gesto contro il movimento nazionalista. Il
Consiglio di guerra carlista cedette e Fal Conde and in esilio in Portogallo. Il Caudillo fece seguire a
questa vittoria un decreto che subordinava tutte le milizie politiche al codice della giustizia militare e
alla scala gerarchica dell'esercito.
Alla fine del 1936 l'esercito nazionalista si avvicinava a 200.000 uomini, met dei quali
costituita da forze falangiste e carliste. All'inizio del 1937 l'armata d'Africa venne portata a oltre
60.000 uomini, soprattutto grazie a intensi reclutamenti nel Rif. Anche volontari stranieri entrarono
nella Legione: il contingente pi numeroso fu portoghese, composto da circa 12.000 uomini, noti come
Viriatos. Ci fu anche un reparto di volontari francesi di destra e 600 camicie azzurre irlandesi sotto il
generale Eoin O'Duffy, ma il loro contributo fu scarso: vennero ritirate dopo un solo scontro, nel quale
vennero attaccate da propri commilitoni.11
A gennaio Franco istitu uno stato maggiore generale congiunto tedesco-italiano, nella speranza
di allontanare le critiche dei suoi alleati sulla condotta delle operazioni. Intendeva soltanto fare una
mossa per poter chiedere pi aiuti militari e coinvolgere i suoi consiglieri nella responsabilit di
qualsiasi sconfitta.  certo che l'assistenza pi preziosa ai nazionalisti venne dall'aumento del
contributo tedesco. Il governo nazista aveva reagito rapidamente alla comparsa di armamento sovietico
ai primi di novembre. Hitler evidentemente non si rese conto che Stalin aveva paura di provocarlo e
non voleva che le vicende spagnole mettessero in imbarazzo la politica estera di Mosca. Il primo
contingente della Legione Condor arriv in Spagna a met novembre. Il generale Sperrle era
comandante in capo, e il colonnello von Richthofen dirigeva le operazioni della Luftwaffe. Le forze
aeree tedesche in Spagna furono portate a quattro gruppi da caccia montati su biplani Heinkel-51
(sostituiti gradualmente da monoplani Messerschmitt 109 all'inizio dell'estate del 1937) e quattro
gruppi di bombardieri Ju-52; altri aerei furono inviati in seguito. In effetti, tutti i tipi di aerei importanti
impiegati dalla Luftwaffe all'inizio della Seconda guerra mondiale furono collaudati in Spagna.
I rinforzi tedeschi della Wehrmacht erano sotto il comando del colonnello von Thoma e
comprendevano reparti controcarro e di mitraglieri pesanti, artiglieria e l'equivalente di due battaglioni
corazzati. Questa forza blindata di 88 carri Mark I agli ordini di von Thoma si ammass a Cubas, a
nord di Toledo. I loro berretti portavano un distintivo derivato dagli Ussari della Morte del vecchio
esercito prussiano: un teschio d'argento sopra due tibie incrociate; come supporto avevano batterie
contraeree da 20 mm e pezzi contraerei da 88 mm. Anche il genio trasmissioni forn equipaggiamento e
addestramento. C'era un ampio contingente di genieri e di istruttori civili, che in seguito comprese
anche consiglieri della Gestapo oltre a personale di marina, di base sulle due corazzate tascabili
dislocate nelle acque occidentali del Mediterraneo, la Deutschland e la Admiral Scheer: Il 16 novembre
sbarcarono a Cadice 5.000 militari tedeschi e altri 7.000 giunsero dieci giorni dopo.
Un grosso afflusso di rinforzi italiani segu la firma del patto segreto del 28 novembre a
Salamanca. Il Caudillo accett l'atteggiamento di supremazia italiana in Mediterraneo voluto da
Mussolini, in cambio di assistenza militare per restaurare l'ordine politico e sociale nel Paese.
Durante i primi mesi del conflitto i piloti italiani a bordo degli S.81 e dei caccia Fiat CR.32 erano in
teoria aggregati alla Legione Straniera spagnola, e ne indossavano l'uniforme. Ma nel suo desiderio di
gloria Mussolini ora voleva un comando indipendente e reparti italiani riconoscibili negli scontri a
terra. Di conseguenza fu organizzato il CTV, Corpo Truppe Volontarie, agli ordini del generale Mario
Roatta, proveniente dal servizio informazioni militare, l'omologo dell'ammiraglio tedesco Canaris.
Roatta era gi stato in Spagna all'inizio della guerra con l'ufficiale di collegamento tedesco colonnello
Warlimont.12
La fanteria italiana mandata in Spagna era in gran parte formata da appartenenti alla milizia
fascista, volontari di varia provenienza e spinti da motivazioni diverse o anche di fatto mobilitati. In
molti casi era stato detto che stavano andando in Abissinia, e si ritrovarono in Spagna a met inverno
con equipaggiamento coloniale. Il contingente del CTV tocc in seguito i 50.000 uomini, ma molti
erano spagnoli trasferiti con i loro reparti e comandati da ufficiali italiani. Il numero dei carri leggeri
Fiat Ansaldo venne aumentato di molto, ma erano di poco migliori dei bren-carrier inglesi, in versione
chiusa. I cannoni da campagna italiani erano di buona qualit, anche se vecchi, ma a quell'epoca
l'artiglieria era sempre stata il settore pi forte dell'industria bellica italiana. L'Aviazione
Legionaria, cosiddetta per richiamarsi all'immagine della Roma imperiale, venne portata a circa 5.000
uomini. Furono inviati molti altri caccia Fiat e bombardieri Savoia-Marchetti: la loro base principale
era Maiorca, dalla quale potevano attaccare il traffico marittimo e, per dirla con Ciano, terrorizzare
Valencia e Barcellona.13 Questa riorganizzazione lasci il comandante dell'aviazione nazionalista,
generale Kindeln, in una posizione simile a quella del suo omologo repubblicano, Hidalgo de
Cisneros, il quale, anche dopo essere diventato comunista, si riteneva fortunato se il generale russo
Douglas gli riferiva quanto stava accadendo.
La campagna di Mlaga, la prima operazione del CTV italiano in Spagna, si svolse mentre le
forze contrapposte nella zona di Madrid stavano preparandosi a una nuova ripresa. L'estremit
meridionale della zona repubblicana era ridotta a una lunga striscia di terra fra il mare e le montagne, e
si stendeva da Motril a Estepona, a 50 chilometri da Gibilterra. Soltanto la precedenza assoluta data
all'assalto contro la capitale aveva ritardato l'attacco nazionalista. Queipo de Llano era diventato
sempre pi impaziente per quello che considerava un continuo insulto al suo controllo dell'Andalusia.
Il comando in campo venne affidato a un principe Borbone, il colonnello duca di Siviglia. Franco
chiese a Roatta di unirsi all'offensiva con le sue 10.000 camicie nere e l'Aviazione Legionaria come
appoggio ravvicinato al suolo. Era un'abile mossa, dato che la vittoria era sicura, e Mussolini sarebbe
stato incoraggiato a continuare gli aiuti in un momento in cui all'improvviso cominciava a preoccuparsi
dell'opinione internazionale.
Se c'era una campagna destinata a essere perduta dalla Repubblica, era proprio questa. Il
terreno e la lunghezza del settore indicavano che i nazionalisti avrebbero potuto tagliarlo quando e
dove avessero voluto. La condizione delle difese era scarsa, perch Mlaga aveva vissuto un'esistenza
rivoluzionaria al di fuori di ogni realt della guerra. In citt c'era un forte antagonismo fra i comunisti e
la CNT, mentre nelle campagne i contadini, prevalentemente anarchici, erano impegnati nelle loro
fattorie collettive. La catena di montagne dava un pericoloso senso di sicurezza.
Le forze repubblicane comprendevano non pi di 12.000 miliziani, un terzo dei quali senza
fucili, e le munizioni erano scarse anche per chi aveva un'arma. Questa situazione era dovuta alla
deliberata negligenza del governo, cui non andava gi la continua indipendenza della provincia. Si
ritiene che Largo Caballero abbia detto: Nemmeno una cartuccia in pi per Mlaga. E la prestazione
del comandante, il colonnello Villalba, era stata poco pi che trascurabile: vi sono fondati motivi per
ritenere che abbia sabotato in modo deliberato la difesa, dato che i nazionalisti lo trattarono troppo bene
dopo la sconfitta della Repubblica.14
L'offensiva del duca di Siviglia cominci lenta a met gennaio con l'occupazione di piccole
zone di territorio. La prima grossa fetta fu quella dell'estremit sudoccidentale, compresa Marbella. Poi
un piccolo reparto sceso da Granada occup un tratto di terreno a nord-est di Mlaga, minacciando le
comunicazioni con Motril, che si trovava allo sbocco della strozzatura. Poi l'attacco contro la stessa
Mlaga nella prima settimana di febbraio venne come una sorpresa. Il contingente del duca di Siviglia
risal lungo la costa, spazzando via con facilit i reparti dei miliziani; le camicie nere di Roatta scesero
verso il mare e le forze da Granada si spinsero in direzione della strada costiera, pur lasciandola aperta
come via di scampo per non provocare resistenza. Entro tre giorni, nazionalisti e italiani erano entrati
alla periferia di Mlaga, dopo un bombardamento da parte di unit della flotta nazionalista appoggiate
dalla Admiral Scheer. Le navi da guerra repubblicane di Cartagena non uscirono nemmeno dal porto.
Il maltempo ostacol le operazioni e la Legione Condor pot essere di scarso aiuto fino quasi
alla fine. Finalmente un gruppo da caccia pu decollare, scrisse Richthofen il 6 febbraio. Gli italiani
avanzano con difficolt. Un He-51 abbattuto. Gli italiani si trovano a circa quattro chilometri da
Mlaga. Gli spagnoli vogliono caccia dappertutto. E oggi anche a Saragozza, perch c' stato un rosso
[un aereo] laggi. Non sta andando come dovrebbe. Oggi la Legione Condor ha avuto la sua
quattordicesima vittima. Ma due giorni dopo, l'8 febbraio, fu in grado di annotare sul diario: Presa
Mlaga! Grande festa di vittoria nella Spagna Bianca.15
Le descrizioni dei civili in fuga e dei miliziani sfiniti lungo la costa sono strazianti.16 Madri
impazzite che allattano neonati morti, e vecchi e deboli che muoiono lungo la strada. Allo scrittore
Arthur Kstler e al suo anfitrione sir Peter Chalmers-Mitchell che aveva una casa a Mlaga, sembrava
che soltanto poche figure solitarie fossero rimaste nel paesaggio vuoto della citt. Dalle case in rovina
dopo il cannoneggiamento si levava fumo, e sotto lo shock della sconfitta i miliziani aspettavano
apatici di essere messi al muro. La vendetta nazionalista a Mlaga fu forse la pi orribile della guerra, a
giudicare dal rapporto del console britannico di 20.000 esecuzioni fra il 1937 e il 1944. Il pubblico
ministero nazionalista a Mlaga, Carlos Arias Navarro, divent poi l'ultimo Primo ministro sotto
Franco e venne ereditato come tale da re Juan Carlos nel 1975.
La sconfitta di Mlaga port al massimo le tensioni fra i comunisti e Largo Caballero, definito
dal Comintern e dai consiglieri sovietici il vecchio nei loro rapporti a Mosca. Essi erano furibondi
per i suoi tentativi di ridurre il potere comunista in seno all'esercito, in parte perch non poteva
perdonare l'infiltrazione comunista nella Giovent Socialista e la conseguente perdita
dell'organizzazione a vantaggio del PCE. Perfino Andr Marty avanz l'ipotesi che Caballero e Prieto
fossero in mano agli inglesi che li esortavano a opporsi ai comunisti.17
Quel vecchio [Caballero] ha paura dell'eccezionale influenza del partito in una parte notevole
dell'esercito e si sforza di limitarla, rifer Berzin a Mosca il 12 gennaio 1937. E prosegu sostenendo
che il generale Asensio Torrado, viceministro della Guerra, e il capo di stato maggiore generale
Cabrera, nonostante ripetute denunce del loro sabotaggio nell'eseguire utili misure per i fronti
fortificati, godono ancora della massima fiducia del Primo ministro e ministro della Guerra, il socialista
di sinistra Largo Caballero. Alcuni di essi non sono ancora stati smascherati, ma sono indubbiamente
agenti di Franco... La caduta di Mlaga, in particolare,  stata dovuta per la massima parta al
tradimento. Berzin fece accuse simili anche contro gli anarchici e i controrivoluzionari trockisti del
POUM, un leitmotiv presente in quasi tutti i rapporti spediti a Mosca. Va chiarito che  impossibile
vincere la guerra contro i ribelli se questa feccia del campo repubblicano non verr liquidata.18 Il
colonnello Krivoein, in un rapporto inoltrato a Stalin da Voroilov, concludeva che il Partito
Comunista deve salire al potere anche con la forza, se necessario.19
I comunisti erano anche furiosi per la posizione impudentemente diffamatoria assunta da
Prieto, ministro della Marina all'ultimo Consiglio dei ministri (dove in sostanza aveva ripetuto quasi
parola per parola gli attacchi di La Batalla trockista contro l'Unione Sovietica).20
La trasformazione delle colonne di milizia in un esercito formale cominci sul serio nel
dicembre del 1936. All'inizio del 1937 le forze repubblicane contavano su circa 320.000 uomini, anche
se soltanto met fu schierata sui vari fronti nelle diverse fasi del conflitto. Queste forze erano divise fra
la zona centrale e quella meridionale con circa 130.000 uomini, le tre zone settentrionali (Euskadi,
Santander e Asturie) con oltre 100.000 e l'Aragona con 30.000 uomini. Gli altri 80.000 circa nelle zone
di retrovia comprendevano gli asaltos, la Guardia Nazionale Repubblicana, composta dalla Guardia
Civil fedele, dai carabineros, polizia di frontiera e dalla MVR, la Milizia per la Vigilanza nelle
Retrovie, che era un raggruppamento governativo di forze irregolari. I carabineros dipendevano da
Negrn, ministro delle Finanze che li aveva organizzati come un contingente personale forte di circa
40.000 uomini. La ragione principale di questa mancanza di precisione nel calcolo delle forze armate 
dovuta a informazioni imprecise in merito al numero delle razioni (con frodi grandi e piccole
perpetuate dai comandi e dai quartiermastri) e agli effettivi dei reparti (i comandanti spesso alteravano
questi dati per motivi personali e politici).
Queste cifre molto maggiorate si ottennero soprattutto con la leva del 1933, 1934 e 1935. 
impossibile valutare quante di queste presenze siano state motivate da idealismo, dalle circostanze o
addirittura dalla fame, perch le razioni alimentari per i militari erano considerevolmente migliori di
quelle destinate ai civili. Un brigatista inglese in ospedale osserv che la popolazione locale era
disperata al punto da mangiare quanto restava nei piatti dei ricoverati, anche se si trattava di bocconi
semimasticati. Nel frattempo, con un misto di incoraggiamento, di manipolazione e di ricatto le milizie
vennero costrette a entrare nella struttura di comando gi predisposta sulla carta. Durante l'inverno del
1936 le colonne furono trasformate in battaglioni e brigate. Nella primavera seguente si cominci a
costituire anche divisioni e addirittura corpi d'armata.
L'altro sviluppo che si diffuse rapidamente fu l'inserimento di commissari nei comandi di
battaglione e di brigata, il cui compito era sorvegliare gli ufficiali regolari e occuparsi del benessere
della truppa. Tuttavia, lvarez del Vayo, ministro degli Esteri e segreto sostenitore dei comunisti,
persuase Largo Caballero a nominarlo commissario generale e con il suo appoggio i comunisti
riuscirono a controllare questo importante settore. In primavera, 125 dei 168 comandanti di battaglione
esistenti erano dei partiti stessi (PCE e PSU) oppure della Giovent Socialista Unita.
La Generalitat in Catalogna seguiva la politica del governo centrale, ma nello stesso tempo
tentava di trasformare le forze orientali in un esercito catalano indipendente. Era una politica
ambiziosa, molto sgradita al governo centrale. I comunisti si astenevano dal criticare la Generalitat,
perch la loro linea era di aiutare Companys, il presidente catalano, ad affermare il potere dello Stato a
spese degli anarchici. Una volta che si fosse arrivati a questo, i comunisti avrebbero sfruttato il loro
PSUC catalano per portare la Generalitat sotto il controllo del governo centrale. Il 6 dicembre il Diari
Oficial de la Generalitat pubblic il decreto che creava l'esercito nazionale catalano, costituito da tre
divisioni invece che da brigate miste. Ma nel febbraio del 1937, quando la Generalitat decise la leva
delle classi 1934 e 1935, dovette porre le proprie forze agli ordini dello stato maggiore centrale.21
Nel frattempo, nell'Euzkadi il governo basco di Aguirre organizz il proprio esercito
indipendente, l'Eusko Gudarostea, con 25.000 uomini che facevano nominalmente parte dell'armata
del nord. Le industrie belliche vennero militarizzate e si cominci a costruire un anello di ferro
attorno a Bilbao; una linea di difesa della loro capitale.22
L'unica offensiva nel nord fu la spallata del generale Llano de la Encomienda verso sud, nelle
montagne, contro Villareal, ai primi di dicembre. I baschi e i loro malassortiti alleati non avevano in
pratica appoggio aereo e soltanto qualche cannone da campagna trainato da buoi. Ma il morale era alto.
Pierre Bocheau, un comunista francese volontario nel battaglione Larraaga, ha registrato le sue
impressioni. Il suo reparto internazionale aveva preso il nome da Jess Larraaga, il deputato
comunista basco che era capo commissario dell'esercito.
Venerd mattina, grigio e piovoso, ci siamo inquadrati nel cortile della caserma e cominciamo
a riempirci le cartucciere e a controllare le nostre mitragliatrici, le pistole e i fucili. All'improvviso uno
di noi, quasi un ragazzo, comincia a cantare una canzone... Attraversiamo Bilbao. Alla stazione
ferroviaria ci sono le sorelle, le fidanzate e le madri dei nostri compagni spagnoli. Alcune sono in
lacrime. E noi italiani, francesi e bulgari del distaccamento internazionale pensiamo alle nostre madri,
fidanzate e sorelle che non sono qui. Alcune donne mi circondano, mi offrono pane e arance, e mi
dicono con voce molto tenera: Muchacho! La tua famiglia non  qui a salutarti.
In treno, uno dei miei compagni  Piero, mi sembra  ha parlato di morte con molta
indifferenza. Morire  niente. L'unica cosa importante  vincere.... Noi cominciamo a cantare La
Carmagnola. Poi cantiamo in spagnolo Le giovani guardie. Mi  sembrato per un minuto che fossimo
immortali. Che nessuno di noi morir, anche ricevendo una pallottola nel cuore.
Elorrio. Il treno si ferma.  notte. Ci chiamiamo l'un l'altro mentre ci inquadriamo per
compagnia. Sta piovendo a dirotto. Il nostro battaglione di operai e di contadini marcia in avanti tra le
siepi nere e silenziose del villaggio.
Marted. Compagni, alzatevi! Sono le due del mattino e la notte  buia. In due minuti la
compagnia  pronta a battersi, in realt non dovevamo fare altro che infilarci gli scarponi. Dudul
commenta d'improvviso:  proprio quando stai andando in battaglia che il cuore ti batte davvero pi
in fretta.
Le pallottole colpiscono i rami degli alberi, ci fischiano attorno alle orecchie, colpiscono il
terreno attorno ai piedi. Qualcuno sussurra: Compagni, adesso dobbiamo avanzare. Poi una voce
forte grida Adelante! Ci spostiamo, con il fango fino alle ginocchia. Ci portiamo avanti sotto una
grandine di pallottole. Sono tutto scosso da un tremito, e non sono un vigliacco. Mi sembra di essere un
pennoncello che schiocca nel vento. Debbo afferrare il mio corpo per le spalle e spingerlo avanti...
Com' faticoso trasportare un ferito. I feriti sembrano tanto pesanti, quando stai in piedi
dall'alba al tramonto. A volte inciampiamo in buche di granata, e lasciamo cadere l'uomo che stiamo
trasportando. Ogni gemito ci spezza il cuore. Sono crollato quando abbiamo raggiunto il bosco dove
combatteva il battaglione francese. Non ricordo altro.23
La condotta della guerra sul fronte d'Aragona, soprattutto la mancanza d'azione, divent ben
presto un grosso motivo di tensione fra anarchici e comunisti.  vero che una volta ridotta la possibilit
di riconquistare le citt chiave di Saragozza, Teruel e Huesca, le milizie catalane parvero soccombere al
letargo. Tuttavia le accuse comuniste (come le partite di calcio con il nemico, che Hemingway accett
come vangelo) erano spesso inesatte e fuorvianti. Essi si assicurarono che niente del nuovo
equipaggiamento andasse sul fronte d'Aragona, certamente niente aerei n carri armati, che erano
riservati alle loro truppe ed erano concentrati di conseguenza sul fronte di Madrid. E molti di quelli
lasciati indietro erano armati soltanto di doppiette da caccia. In condizioni simili era irrealistico
aspettarsi che venissero organizzate offensive convenzionali, in particolare dopo sette insuccessi
consecutivi della XIII brigata internazionale contro Teruel.
Ciononostante, l'inattivit degli anarchici in una regione che avevano promesso di trasformare
in una Ucraina spagnola fu notevole. La direzione della CNT-FAI non fece nulla per organizzare
gruppi di guerriglia ed effettuare una campagna stile makhnovista che avrebbe evitato le convenzioni
militari che essi detestavano.  sorprendente che un uomo energico e ricco di immaginazione come
Garca Oliver non si sia reso conto che far estendere le forze nemiche in un ampio settore con una
vigorosa campagna di guerriglia sarebbe costata molte vite in meno rispetto al massacro verso il quale
si veniva trascinati. I nazionalisti non avevano le truppe per combattere sia una campagna antiguerriglia
nelle retrovie sia una guerra convenzionale sul fronte. C'erano,  vero, parecchi gruppi di guerriglieri
dietro le linee nazionaliste, ma, come si vedr in seguito, si trattava in gran parte di profughi sfuggiti
alle squadre d'esecuzione nazionaliste che tentavano di sopravvivere. Ci fu comunque attiva resistenza
in Galizia, Lon, Estremadura e Andalusia, dove operava una brigata irregolare agli ordini di Maroto,
un mobiliere di Granada.
Il GRU e soprattutto l'NKVD svolsero in Spagna un lavoro attivo. Questo voleva dire che, a
parte le missioni puramente di spionaggio, effettuarono anche azioni di sabotaggio nelle retrovie
nazionaliste. Orlov, il responsabile dell'NKVD in Spagna, era il capo supremo, ma Kh.U. Mamsurov,
sotto il nome di colonnello Xanth, lavor in Spagna dall'agosto del 1936 all'ottobre del 1937
coordinando tutte le attivit partigiane in Spagna. Organizz aktivki, piccoli gruppi di sabotatori che
attraversavano le linee per una missione. Mamsurov, che venne decorato Eroe dell'Unione Sovietica,
sostenne in seguito, quando era diventato colonnello generale, di essere il personaggio sul quale
Hemingway modell l'eroe Robert Jordan, protagonista di Per chi suona la campana.24 Mamsurov fu
sostituito da Naum Eitingon, uno dei grandi eroi dello spionaggio estero spagnolo, che era stato un
esperto delle operazioni coperte: era stato lui a organizzare l'assassinio di Trockij. Nella sua lettera a
Largo Caballero del dicembre 1936 Stalin consigliava anche la costituzione di distaccamenti alle spalle
delle linee nemiche. In seguito Orlov sostenne di aver addestrato 1.600 guerriglieri nelle sue scuole e di
avere schierato 14.000 regolari, ma quest'ultimo dato  probabilmente molto esagerato.
L'inquadramento delle milizie nell'esercito popolare fu nota come militarizzazione e non
ebbe vita facile. Gli anarchici, del POUM e socialisti di sinistra che difendevano il sistema delle milizie
come linea di principio, si rifiutarono di capire che non poteva essere una risposta alle necessit della
situazione, e fecero anche falsi paralleli con la Rivoluzione francese e con quella russa.25 Una
macchina militare pu essere sconfitta soltanto da una macchina migliore o dalla tattica di
sabotaggio di una guerra irregolare. Le milizie ricadevano fra questi due ruoli. La loro improvvisazione
era stata una necessit rivoluzionaria, non una virt militare, e come formazioni adatte a resistere a un
nemico meglio organizzato erano del tutto antiquate.
La teoria usata per giustificare il sistema delle milizie dipendeva quasi interamente dal morale,
che  soltanto una parte della miscela militare, ed  la pi vulnerabile di tutte le altre. C'erano troppi
anarchici che consentivano al morale di sostituirsi alla praticit, che non sostituivano la disciplina, che
respingevano con l'autodisciplina e qualche volta lasciavano che le loro convinzioni degenerassero in
una giustificazione ideologica dell'inefficienza. Ma altri, come Cipriano Mera, si resero conto di essersi
impegnati in uno sforzo che doveva proseguire anche se era in conflitto con i loro ideali. Un sempre
maggior numero di anarchici si convinse di questo durante l'autunno e l'inverno del 1936: essi si
allarmavano per l'aumento del potere dei comunisti, ma sapevano che quella contro i nazionalisti era
una guerra di sopravvivenza.
Ci furono due grossi ostacoli, nel processo di militarizzazione. Uno era il principio del
comando unificato, che preoccupava gli anarchici e il POUM perch temevano i comunisti, anche se
dovettero ammetterne la necessit in una guerra convenzionale. L'altro era l'imposizione della
disciplina militare tradizionale. Il POUM voleva consigli di soldati come quelli costituiti durante la
Rivoluzione russa, idea rifiutata dai comunisti, mentre gli anarchici erano anch'essi divisi in proposito.
Mera sottoline in varie occasioni che l'istinto di sopravvivenza si era dimostrato troppo forte per
essere tenuto sotto controllo soltanto con la forza di volont nell'innaturale atmosfera del tuonare
dell'artiglieria, il ticchettio delle mitragliatrici e il sibilo delle bombe.26
Le convinzioni degli anarchici di solito li rendevano molto riluttanti ad accettare qualsiasi
forma di comando, il che naturalmente li rendeva vulnerabili. (Questa non era una novit: nel 1917
Trockij divent capo del soviet di Pietrogrado quando Volin rifiut l'incarico in base ai propri princpi
anarchici.) Il conflitto fra gli anarchici e la gerarchia militare venne risolto con una serie di
compromessi. Il saluto, il modo formale di presentarsi, e gli ufficiali estranei vennero rifiutati dagli
anarchici, e i delegati che avevano gi eletto furono confermati con il grado equivalente. (Dato che
soltanto gli ufficiali regolari potevano diventare colonnelli, i comandanti delle colonne rimasero con il
grado di maggiore.) Il problema delle differenze di stipendio era di solito risolto dagli ufficiali, che
contribuivano al fondo di guerra della CNT con l'eccedenza rispetto al soldo dei miliziani comuni.
Ma nell'inverno del 1936 non furono soltanto le milizie a dover cambiare atteggiamento. In
meno di sei mesi un tentativo di colpo di Stato si era trasformato prima in una vera e propria guerra
civile e poi in una guerra mondiale per procura. Il 31 dicembre 1936 allo scoccare della mezzanotte
l'artiglieria nazionalista di fronte a Madrid aveva segnalato l'arrivo dell'anno nuovo sparando dodici
cannonate contro il centro della capitale. Dieci di esse centrarono la Telefnica. Si dice che il Caudillo
si sia arrabbiato molto per questa iniziativa. Tuttavia, anche un generale che pensava alla carriera come
Franco non avrebbe gradito il commento del capitano von Gross della Legione Condor: Nella
primavera del 1937 nessuno potr pi parlare di una guerra spagnola.  diventata una guerra vera.27
...
.
...
19.
.
Le battaglie del Jarama e di Guadalajara.
.
Dopo la fine della sanguinosa offensiva sulla strada per La Corua risoltasi con una situazione
di stallo, Franco cominci ad allestire una nuova operazione contro Madrid. Si rifiut di abbandonare
l'idea di conquistare la capitale prima della primavera, ma anche se la sua tattica di una manovra a
tenaglia contro la citt era valida, non riusc a metterla in pratica.
Durante la seconda met di gennaio del 1937 il fronte si estese verso sud da Madrid fino alla
strada di Aranjuz. La nuova offensiva venne predisposta al centro di questo settore, in direzione
nord-est attraverso il fiume Jarama mirando a interrompere i collegamenti con Valencia. Questa doveva
essere accompagnata da un attacco del CTV italiano guidato da Roatta, che doveva puntare in gi verso
Guadalajara dalla parte settentrionale della zona nazionalista. Le due braccia della tenaglia dovevano
riunirsi attorno ad Alcal de Henares, tagliando cos fuori completamente la capitale. Ma queste due
spallate non coincisero, perch il maltempo di gennaio aveva ritardato lo schieramento delle truppe
italiane dopo la campagna di Mlaga. C'erano poche possibilit che fossero in posizione entro la prima
settimana di febbraio, eppure Franco decise di sferrare l'offensiva sul Jarama senza attendere gli alleati
italiani. Le condizioni meteo erano un grosso problema. Pioggia, pioggia, pioggia, annot
Richthofen nel suo diario alla fine di gennaio. Gli aeroporti sono completamente fradici. Ghiaccio e
nebbia!1
Franco fu lento nel constatare come la guerra era cambiata negli ultimi mesi e che le sue truppe
migliori non avrebbero potuto mettere in fuga le forze repubblicane come avevano fatto in autunno.
Non era pi una guerra di manovre rapide, ma di scontri frontali, e di conseguenza il vantaggio della
maggiore mobilit e delle capacit tattiche delle sue truppe si era notevolmente ridotto. Nemmeno
l'aumento dell'appoggio dell'artiglieria e dell'aviazione riusciva ad assicurare pi la vittoria,
soprattutto quando i caccia I-16 sovietici rendevano antiquati gli He-51. La consegna dei nuovi Me-109
alla Legione Condor venne accelerata, ma i primi esemplari arrivarono soltanto in marzo. In ogni caso
le forze repubblicane erano gi meglio preparate a sopravvivere ai bombardamenti d'artiglieria e aerei.
Per quanto il comando supremo fosse stato affidato al generale Mola, il fronte era diretto dal
generale Orgaz. Ancora una volta il comando in campo era di Varela, con cinque brigate di sei
battaglioni ciascuna, con altri undici battaglioni di riserva, per complessivi 25.000 uomini. Erano
appoggiate da due battaglioni di mitraglieri pesanti tedeschi, dai carri di von Thoma, da sei gruppi
d'artiglieria da 155 mm, e dai cannoni da 88 mm della Legione Condor che dovevano venire
sperimentati sul campo per la prima volta. Il colonnello Garca Escmez comandava la brigata sull'ala
destra, a Ciempozuelos presso Aranjuz. Il colonnello Rada era a nord, sull'ala sinistra, limitata dal
Manzanares che scende per confluire nel Jarama. Al centro c'erano le brigate di Asensio, Barrn e
Senz de Buruaga con la direttrice d'avanzata verso Arganda. La maggior parte delle truppe era
costituita da regulares marocchini o legionari. Rada aveva anche un reggimento carlista e Barrn dieci
squadroni di cavalleria.
Anche lo stato maggiore repubblicano stava pianificando un'offensiva in questo settore, ma la
gelosia fra il generale Miaja a Madrid e il generale Pozas che comandava l'armata del centro l'aveva
ritardata. Comunque, la Repubblica aveva schierato una cinquantina di battaglioni in questo settore,
rendendo cos pari gli opposti schieramenti di fanteria.
Quando finalmente la pioggia cess, il 5 febbraio, Mola ordin che l'attacco scattasse la mattina
seguente. Sulla sinistra le truppe di Rada assalirono La Maraosa, un'altura di 700 metri difesa con
accanimento da due battaglioni repubblicani. 5 chilometri pi a sud la brigata Senz de Buruaga
conquist il villaggio di Gzquez de Abajo, a circa 1 chilometro dal fiume Jarama. La puntata della
brigata Asensio verso est contro Valdemoro super San Martn de la Vega, mentre le truppe di Garca
Escmez conquistarono Ciempozuelos dopo duri combattimenti in cui la XVIII brigata in difesa perse
1.300 uomini. Entro la mattina dell'8 febbraio i nazionalisti controllavano la maggior parte della
sponda occidentale del Jarama. La mattina successiva gli uomini di Rada occuparono le alture che
dominavano la confluenza del Manzanares e del Jarama di fronte a Vaciamadrid. La strategia di Varela
era stata vincente, affidando alle brigate di Rada e di Garca Escamez la sicurezza dei fianchi, ma le
altre tre colonne del centro si dimostrarono troppo esigue per sfondare.
I repubblicani non avevano idea del punto in cui sarebbe avvenuto il nuovo attacco, per cui
decisero di rinforzare la strada verso Madrid e la riva destra del Manzanares. L'offensiva nazionalista
venne frenata per due giorni perch le piogge avevano reso inguadabile il Jarama. L'11 febbraio, alle
prime luci dell'alba, i marocchini della brigata Barrn, con i loro grandi coltelli triangolari, uccisero le
sentinelle francesi del battaglione Andr Marty della XIV brigata internazionale di guardia al ponte
ferroviario fra Vaciamadrid e San Martn de la Vega.2 Il ponte era stato minato e le cariche furono fatte
detonare subito dopo la sua conquista, ma la costruzione metallica, un traliccio simile ai ponti Bailey, si
sollev di qualche palmo, poi torn a posarsi sui piloni.
La brigata Barrn, seguita dalle truppe di Senz de Buruaga, attravers rapidamente, venendo
per bloccata per qualche tempo dal violento fuoco del battaglione Garibaldi della XII brigata
schierata a quota superiore. Pi tardi 25 carri russi T-26 effettuarono due volte un contrattacco, ma
furono respinti dal tiro delle batterie da 155 mm che i nazionalisti avevano schierato sulla Maraosa.
Pi a valle, i regulares di Asensio occuparono il ponte di San Martn de La Vega in un attacco simile,
all'alba del giorno dopo, nonostante l'ordine di Varela di aspettare che la testa di ponte precedente
fosse consolidata. La sua brigata punt poi a sud-est verso le alture di Pingarrn, che, come altre zone
chiave del settore non erano state predisposte a difesa.
Il generale Pozas, comandante repubblicano dell'armata del centro, era accorso subito ad
Arganda per organizzare un contrattacco. Ma la situazione non miglior a causa della sua lite con
Miaja, il cui capo di stato maggiore, colonnello Casado, lo defin fondamentalmente una ragazzata.
Miaja si rifiut di ordinare alle cinque brigate disponibili di entrare in azione se non avesse avuto il
comando del fronte. Ottenne quello che voleva, ma i nazionalisti erano ormai oltre il fiume in forze,
nonostante le incursioni aeree contro i due ponti, durante i quali le formazioni di caccia Chato subirono
gravi perdite a opera dei cannoni da 88 mm della Legione Condor.
Durante la notte dell'11 febbraio sopraggiunse la XV brigata internazionale, costituita da poco
agli ordini del generale Gal (Jnos Glicz). Il suo capo di stato maggiore era il maggiore George
Nathan, considerato uno degli ufficiali pi competenti delle brigate internazionali. Il battaglione inglese
era all'ala sinistra, comandato da Tom Wintringham, il battaglione 6 febbraio franco-belga al centro
e il battaglione Dimitrov sulla destra. La brigata avanz attraverso oliveti fradici di pioggia sotto un
violento fuoco nemico che non concedeva respiro.3 Gli ordini di Gal erano di attaccare le truppe di
Senz de Buruaga sulla strada San Martn-Morata. Il battaglione americano veniva organizzato ad
Albacete per essere pronto come rinforzo.
Il giorno seguente le truppe di Asensio occuparono le alture dominanti di Pingarrn mentre
verso nord la XI internazionale e la XVII brigata riuscivano a tenere la linea a Pajares. Il battaglione
britannico sub il peso dell'attacco sul lato sud della strada: perse pi di met dei suoi uomini nella
conquista, e poi nella difesa, della collina del suicidio con le loro mitragliatrici Maxim finch non
esaurirono le munizioni.4 Il battaglione 6 febbraio, sulla loro destra, fu costretto a ripiegare. Gli
inglesi non vennero informati di quello che era accaduto e la loro compagnia mitraglieri fu catturata da
un gruppo di regulares giunti dal lato privo di difese. Hanno sostenuto di essere stati sorpresi quando
un gruppo di nazionalisti era salito contro di loro cantando l'Internazionale.5 La collina del suicidio
non poteva pi essere tenuta e l'intera brigata dovette ritirarsi. Ma era stato evitato uno sfondamento al
centro, perch i nazionalisti credevano che le forze repubblicane fossero molto pi consistenti. E non
erano riusciti a scoprire la debolezza dell'ala meridionale della XV brigata internazionale.
Il battaglione inglese aveva perduto 225 uomini sui 600 dell'organico. Wintringham stesso era
caduto, gravemente ferito, e il romanziere comunista Christopher Caudwell era fra i morti. Nel
frattempo, sul suo fianco destro, il battaglione Dimitrov di esiliati balcanici e il ricostituito battaglione
Thlmann dell'XI internazionale avevano respinto un attacco altrettanto violento. Perdite molto elevate
erano state inflitte ai regulares finch le vecchie mitragliatrici Colt non si erano inceppate.
Nella zona di colline ondulate e di macchie di olivi a est del Jarama, fra Pajares e Pingarrn, gli
attacchi si susseguirono per tutto il 13 febbraio, mentre Varela fremeva per effettuare lo sfondamento.
Alla fine il battaglione Edgar Andr dell'XI brigata internazionale fu costretto a ripiegare, sotto il fuoco
del battaglione mitraglieri della Legione Condor e il bombardamento dei 155 mm dalla Maraosa. Le
granate avevano distrutto anche il comando di brigata e tagliato tutte le linee telefoniche campali verso
le retrovie. La colonna Barrn sfrutt questo varco a Pajares e il suo attacco avvolse l'ala destra della
XV brigata internazionale. Dato che le altre formazioni nazionaliste avevano gi combattuto fino ad
arrestarsi, le truppe di Barrn proseguirono da sole verso Arganda sulla strada di Valencia.
Quella notte il fronte era sul punto di disintegrarsi quando l'XI brigata e i reparti ai suoi lati
ripiegarono nell'intento di ristabilire una linea difensiva. Varela era preoccupato della situazione
esposta della brigata Barrn, e ordin di fermarsi affinch le altre colonne potessero proteggere i suoi
fianchi. Doveva essere il punto di maggiore penetrazione, perch il giorno seguente cinquanta carri
T-26 di Pavlov contrattaccarono in quella che potrebbe essere meglio definita una confusa carica di
cavalleria pesante meccanizzata. Pur non essendo stata un successo, questa azione diede ai repubblicani
il tempo di far affluire reparti di riserva e di consolidare il centro del settore.
Richthofen annot quello che aveva sentito dagli ufficiali franchisti: Avversari rossi davanti a
Madrid, duri combattimenti, catturati prigionieri francesi, belgi e inglesi. Fucilati tutti tranne gli inglesi.
Carri armati ben nascosti nelle macchie di olivi. Molti morti dappertutto. I mori hanno fatto il loro
lavoro a bombe a mano.6 Perch i prigionieri inglesi siano stati risparmiati non  chiaro. Forse Franco,
su consiglio dei tedeschi, aveva giudicato pi sicuro non offendere gli organizzatori del Comitato per il
non intervento.
Mola a questo punto era molto preoccupato per il modo in cui l'offensiva si era arenata. Anche
lui era ossessionato dall'idea di Madrid e aveva persuaso Franco a lasciargli impegnare gli ultimi sei
battaglioni della riserva, ma questi reparti non riuscirono nemmeno a ripianare le perdite subite dalle
colonne. Entrambe le parti si erano battute fino a un arresto temporaneo. Le truppe del fronte avevano
subito perdite paurose in attacchi disperati. Entrambe le parti erano indebolite dalla fame, perch
l'intensit dei combattimenti aveva spesso impedito l'arrivo dei rifornimenti. Lo stato maggiore
repubblicano aveva reagito alla crisi con tanta lentezza che non c'erano in posizione reparti freschi per
approfittare della stanchezza dei nazionalisti e contrattaccare. L'unico rinforzo disponibile, a questo
punto, era la XIV brigata internazionale, che consolid il centro del settore fra Arganda e Morata.
Il 15 febbraio Franco ordin a Orgaz di continuare l'avanzata, nonostante le perdite. Fu una
decisione ostinata e ingiustificata, dato che le truppe italiane stavano ancora raggruppandosi per passare
sul fronte di Guadalajara. Qualsiasi ulteriore spinta in avanti avrebbe dovuto quanto meno essere
coordinata con la loro offensiva. I nazionalisti persero altre delle loro truppe migliori per un guadagno
di terreno insignificante.
Quello stesso giorno, dall'altra parte delle linee, Miaja assunse ufficialmente il controllo del
fronte del Jarama e con il colonnello Rojo riorganizz le truppe repubblicane su quattro divisioni. Il 17
febbraio queste tornarono all'offensiva. L'11 divisione di Lster punt su Pingarrn con un attacco
frontale che port a perdite spaventose; la LXX brigata, prelevata dalla 14 divisione di Mera, perse
1.100 uomini: pi di met dei suoi effettivi. Quello stesso giorno la divisione Modesto attravers a nord
il Manzanares per attaccare La Maraosa, difesa dai carlisti di Rada. Un battaglione comunista
chiamato I lupi grigi della Pasionaria venne fatto a pezzi in un attacco insensato lungo un tratto
scoperto. Peter Kemp, un volontario inglese ufficiale inferiore fra i carlisti, ricorda che la sua mira non
era aiutata dalle urla del cappellano nelle sue orecchie di ammazzare altre canaglie atee.7
L'unico risultato ottenuto dal contrattacco repubblicano fu costringere la brigata Barrn a
ripiegare sulla strada Chinchn-Madrid. La brigata carri sovietica ebbe un ruolo chiave, sbucando dalle
sue posizioni mimetizzate sotto gli olivi. Mosca venne informata su come un subalterno di nome
Bilibin riusc a disimpegnare un carro danneggiato sotto il fuoco delle mitragliatrici e delle granate. E il
19 febbraio il subalterno Novikov ricevette tre colpi in pieno sul suo carro. Il servente al pezzo rimase
ucciso e il conducente venne ferito a morte. Novikov stesso rimase gravemente ferito ma per pi di 24
ore non lasci che il nemico si avvicinasse al suo carro in fiamme. Fu tratto in salvo poco dopo dai suoi
compagni. Questo racconto di sopravvivenza in un carro in fiamme per un giorno e una notte rasenta
l'incredibile, ma le informazioni sovietiche dalla linea del fuoco su episodi di autentico eroismo
dovevano venire esagerate come le affermazioni di Stalin sui successi degli operai.8
Krasilmikov, un capocarro e membro del partito, rivel l'insana influenza della mentalit
stakanovista in campo militare. Durante gli scontri presso il Jarama, il comandante del battaglione,
compagno Glazev, ritenne che gli equipaggi migliori erano quelli che sparavano pi granate. Eppure
sparavano mentre si trovavano ancora a tre chilometri di distanza dal nemico.9
Per i dieci giorni successivi ci fu poca attivit, finch il generale Gal lanci la sua divisione da
poco costituita in un impossibile attacco contro il Pingarrn. I suoi ordini precisavano che bisognava
conquistarlo a ogni costo e continu l'azione anche se l'appoggio aereo e di carri promesso non
arriv mai. Alle sue spalle, chi aveva un binocolo poteva vedere i cadaveri sparsi dappertutto e
osservare i superstiti feriti tentare di strisciare indietro, per togliersi dalla zona pericolosa. Una volta di
pi sia i brigatisti sia gli spagnoli pagavano con la vita le carenze dei loro comandanti e dello stato
maggiore.
La mattina del 21 febbraio la compagnia scandinava del battaglione Thlmann approfitt di una
pausa nei combattimenti per aumentare la profondit delle trincee e tagliare altri rami per il
mascheramento. Aveva finalmente smesso di piovere. Conny Andersson, un sopravvissuto svedese alla
battaglia, descrisse la scena: Il sole del mattino accarezzava i nostri volti grigi come la terra e un po'
alla volta asciugava le coperte fradice. Alcuni strisciarono indietro per prelevare del caff da
un'enorme pentola verde che avevano portato fino alle spalle della linea del fronte. Furono distribuiti
datteri e gallette. Dormicchiammo un po' al sole, parlando di niente, arrotolando le coperte man mano
che asciugavano, pulimmo i fucili e preparammo le munizioni. Un tedesco che saltellava qua e l con
un elmetto per sfottere i cecchini venne spedito al Creatore con un tiro da maestro. Alcuni portaferiti lo
trasportarono gi sulla strada e allargarono la fossa comune. La 2a compagnia del battaglione venne
rinforzata quel giorno con alcuni austriaci tutti audaci e coraggiosi, e tutti con giacconi di pelle di
pecora. Attiravano l'attenzione dovunque andassero... perlomeno lo facevano le loro giacchette di
pecora. Chi le vide le desider, pensando al freddo del servizio di sentinella in quelle prime ore del
mattino.10
Il rigido controllo politico degli ambiziosi commissari faceva interferire i motivi
propagandistici con il buonsenso militare. C'erano alcuni ufficiali molto competenti, come il colonnello
francese Putz o il maggiore inglese Nathan (il quale non fu promosso perch non volle diventare
membro del partito), ma la maggior parte degli ufficiali superiori riusc a cavarsela contando sulla
rigida disciplina. Spesso le loro decisioni comportavano perdite enormi per vantaggi marginali. I loro
drammatici ordini come morite sul posto oppure non ripiegare nemmeno di un centimetro, quando
le munizioni erano esaurite, suonavano bene nei resoconti propagandistici ma non era il comando a
soffrirne.
Uno degli episodi pi tragici riguarda il battaglione Lincoln, arrivato a met febbraio fresco
fresco in uniforme doughboy, quella dei soldati americani della Prima guerra mondiale. Venne posto
agli ordini di un inglese che sosteneva di essere stato ufficiale dell'11 Ussari, e li mand avanti in
attacchi successivi, perdendo 120 uomini su 500. Gli americani si ammutinarono, quasi linciando quel
personaggio alla Walter Mitty che era stato loro imposto, e si rifiutarono di tornare in linea finch non
avessero potuto eleggere il loro comandante. Poco dopo questi episodi, alla fine di febbraio, il fronte si
stabilizz, perch entrambe le parti erano esauste. La strada di Valencia non era stata tagliata e i
nazionalisti avevano subito gravi perdite fra le loro migliori truppe. (Sembra che le cifre siano state
press'a poco uguali da entrambe le parti, anche se le valutazioni variano fra 6.000 e 20.000.)
La battaglia del Jarama vide una maggiore coordinazione tra le forze di terra e quelle aeree da
parte nazionalista, ma non da parte repubblicana, come un commissario dei reparti aerei sovietici rifer
a Mosca. L'aviazione continua a lavorare tutto il giorno con grande fatica mettendo ogni sforzo nel
combattimento. Sconfigge il nemico in aria [dichiarazione troppo ottimistica] e i mezzi corazzati
sfondano le linee nemiche. Tutto ci di cui la fanteria ha bisogno  di confermare i risultati delle
operazioni aeree e corazzate. Ma le deboli unit di fucilieri non riescono a farlo. I nostri uomini,
quando lo sanno, trovano che il loro lavoro viene sprecato. Per esempio, i piloti dei caccia hanno detto,
dopo le battaglie aeree sul Jarama: Non ci importerebbe fare altre cinque o sei missioni al giorno, se
solo la fanteria avanzasse e completasse il lavoro che abbiamo iniziato noi. Dopo un giorno di
successi sopra il settore del Jarama i piloti chiesero che cosa avessero ottenuto i reparti di fanteria e
quando scoprirono che si erano addirittura ritirati un po', ci fu forte delusione. Il pilota Sokolov
s'innervos molto e si mise addirittura a piangere.11
I nazionalisti avevano sfruttato gli Ju-52 della Legione Condor per opporsi all'attacco dei T-26
al ponte di Pindoque e all'avanzata di Modesto contro La Maraosa. L'aviazione repubblicana ere
riuscita a mantenere una copertura aerea molto efficace per la maggior parte dei primi giorni della
battaglia, ma dopo il 13 febbraio la sua supremazia venne minacciata dai CR.32 dei nazionalisti che
impegnarono i Chato in una grande battaglia aerea nel cielo di Arganda. Cinque giorni dopo il gruppo
Patrulla Azul comandato dall'asso nazionalista Garca Morato fu trasferito al fronte. Assieme ai Fiat
dell'Aeronautica Legionaria inflisse gravi perdite a un contingente spagnolo comprendente un gruppo
di Chato con volontari americani, un gruppo di caccia Chato e uno di Mosca russi. Sembra che i piloti
sovietici avessero ricevuto l'ordine di operare con molta cautela, in seguito a questi disastrosi duelli, in
cui erano stati abbattuti otto Chato contro un solo Fiat nazionalista.12
Dopo essersi trincerati, questa seconda fase di stasi fu caratterizzata da un'esistenza monotona
negli umidi macchioni di olivi. Era una vita in trincee piene di pioggia, di rancio diventato freddo, di
morti occasionali sotto una raffica improvvisa e di inutili lotte contro i pidocchi che si annidavano nelle
cuciture degli indumenti. I commissari tentarono di tenere su il morale con discussioni politiche
organizzate e la distribuzione di opuscoli o di giornali di partito. La sosta nei combattimenti permise la
visita alle brigate internazionali al fronte anche di Stephen Spender, di Henri Cartier-Bresson, dello
scienziato professor J. B. S. Haldane e di Erroll Flynn.
I fatti dei mesi precedenti, soprattutto la caduta di Mlaga, provocarono discussioni in seno al
governo sulla condotta della guerra. I comunisti attaccarono con violenza il generale Asensio Torrado,
il sottosegretario alla Guerra difeso con successo da Largo Caballero dalle critiche dell'ottobre
precedente. (In precedenza i comunisti avevano tentato di compiacere Asensio Torrado definendolo
l'eroe della repubblica democratica, ma egli aveva respinto queste lodi e preso provvedimenti, come
un'inchiesta sulle irregolarit nei conti nel V reggimento e i tentativi di bloccare le infiltrazioni
comuniste fra gli asaltos.) Dato che non potevano accusarlo d'incompetenza dopo i successi sul
Jarama, lo attaccarono perch non aveva fatto arrivare munizioni sufficienti a evitare la caduta di
Mlaga.
lvarez del Vayo appoggi apertamente i ministri comunisti, ponendo termine alla sua amicizia
con il Primo ministro. I ministri anarchici non fecero nulla per aiutare Torrado perch ritenevano che
avesse fatto discriminazioni fra i loro soldati. Anche i repubblicani e i socialisti di destra non gli furono
favorevoli, soprattutto per le reazioni ossessive di Largo a qualsiasi critica rivolta al suo subordinato.
Infine, il generale venne destituito il 21 febbraio, e al suo posto and Carlos de Baribar, stretto
collaboratore di Largo Caballero. I comunisti rimasero contrariati perch non era stato nominato un
loro candidato.
Andr Marty, in un lungo rapporto a Mosca, forn una propria spiegazione per la tenace
resistenza di Caballero ai comunisti. Caballero non vuole una sconfitta, ma ha paura di una vittoria.
Ha paura di vincere perch la vittoria non  possibile senza un'attiva partecipazione comunista. La
vittoria significa un ulteriore rafforzamento della posizione del partito comunista. Una vittoria finale in
campo militare sul nemico comporterebbe per Caballero e per tutto il mondo l'egemonia del PC in
Spagna. Questa  una cosa naturale e indiscutibile... una Spagna repubblicana, risorta dalle rovine del
fascismo e guidata dai comunisti, una libera Spagna di un nuovo tipo repubblicano, organizzata con
l'aiuto di persone competenti, diventerebbe una grande potenza economica e militare e svolgerebbe una
politica di solidariet e di stretti legami con l'Unione Sovietica.13 Anche se questa sfacciata
dichiarazione delle ambizioni comuniste nella Spagna repubblicana non coincideva con i piani di
Stalin, il Comintern non sembra abbia scoraggiato in alcun modo questo programma.
Le lotte intestine in campo politico su Asensio Torrado a Valencia vennero subito dopo la lotta
di potere fra Miaja e Pozas. Avendo accresciuto le proprie responsabilit con l'aggiunta di entrambi i
fronti, quello del Jarama e quello di Guadalajara, Miaja avrebbe dovuto avere il comando generale
durante le pi grosse battaglie del primo anno della guerra civile, compresa l'unica ben nota vittoria
repubblicana, quella di Guadalajara.
La decisione di Franco di continuare l'operazione con la parte inferiore della tenaglia era
ingiustificabile come l'offensiva sul Jarama con le sue sole forze.14 Le truppe di Varela avrebbero
dovuto riprendere l'avanzata verso Alcal de Henares, ma le forze nazionaliste sul fronte del Jarama
non erano in grado di riprendere la spinta. Forse Franco continu l'operazione visto l'incauto
ottimismo italiano dopo la passeggiata militare contro Mlaga. L'avanzata sarebbe stata una faccenda
quasi tutta italiana.15
Il generale Roatta aveva circa 35.000 uomini nella divisione Fiamme Nere del generale
Coppi, nella Penne Nere del generale Nuvoloni, nella Dio lo vuole del generale Rossi e nella
Volontari del Littorio del generale Bergonzoli. Quest'ultima aveva ufficiali e reclute regolari, le altre
comprendevano milizia fascista. Questo contingente di fanteria motorizzata era appoggiato da quattro
compagnie di carri leggeri Fiat Ansaldo, 1.500 autocarri, 160 cannoni da campagna e quattro gruppi di
caccia Fiat CR.32, che la scarsa visibilit e i campi ridotti a pantani avrebbero reso in pratica non
operativi. Il desiderio di Mussolini di assicurarsi una vittoria militare spronava i comandanti di questi
volontari involontari che era riuscito a radunare in un comando indipendente.
Lo stato maggiore repubblicano sembra fosse al corrente della crescente minaccia che si
profilava nel settore di Guadalajara sulla strada fra Madrid e Saragozza, ma soltanto una compagnia di
carri T-26 venne mandata di rinforzo alla sparpagliata e inesperta 12 divisione del colonnello Lacalle.
L'8 marzo, alle prime luci dell'alba, la divisione motorizzata Fiamme Nere del generale
Coppi, con in testa autoblindo e carri leggeri Ansaldo, and a sfondare le linee repubblicane nella
classica maniera dello Schwerpunkt. Sulla loro destra la divisione Soria, comandata dal difensore
dell'Alczar, generale Moscard da poco promosso, sfond a sua volta, ma era appiedata e rimase ben
presto indietro. Per tutta la giornata in alcuni punti nebbia e nevischio ridussero la visibilit a 100
metri. Il maltempo continu il 9 marzo e gli italiani rallentarono la loro spinta, mentre allargavano la
breccia nel fronte repubblicano. Quella notte si fermarono per riprendere fiato perch i soldati avevano
freddo ed erano stanchi (molti militi avevano ancora le uniformi coloniali). Questa sospensione della
spinta d'attacco era incompatibile con la tattica della Blitzkrieg e fu aggravata dall'assenza di un
attacco coordinato sul fronte del Jarama. Roatta chiese inutilmente aiuti a Franco.16 Strateghi inglesi e
francesi (con la notevole eccezione di Liddell Hart e di Charles de Gaulle) trovarono nell'offensiva di
Guadalajara una prova che una puntata corazzata era una strategia priva di valore. I tedeschi, per
contro, sapevano che non era stata sfruttata e che, per prima cosa, le truppe italiane non erano state
addestrate a una manovra di questo genere.
Miaja e Rojo, reagendo con maggiore rapidit di quanto avessero fatto sul Jarama, fecero
intervenire rinforzi e riorganizzarono la struttura di comando. Il colonnello Jurado ricevette l'ordine di
costituire il IV corpo, con base a Guadalajara. In sottordine aveva la divisione Lster a cavallo della
strada maestra Madrid-Saragozza a Torija, la 14 divisione sulla destra di fronte a Brihuega e la 12 di
Lacalle sulla sinistra. Il colonnello Lacalle era furioso perch lo avevano scavalcato affidando la
manovra a Jurado, ma ben poche persone avevano stima di questo ufficiale di carriera. Il consigliere
russo Rodimcev, che aveva visitato il fronte poco prima dell'inizio dell'offensiva, era rimasto
negativamente sorpreso da quanto aveva visto. Dopo tre giorni di combattimenti, Lacalle si diede
malato e il suo comando venne affidato al comunista italiano Nino Nanetti. C'era un buon controllo
comunista e lo stato maggiore di Jurado era sorvegliato da consiglieri sovietici, compresi Mereckov,
Malinovskij, Rodimcev e Voronov.
Rodimcev, che doveva essere decorato Eroe dell'Unione Sovietica per il suo valore
nell'imminente battaglia, e che in seguito avrebbe avuto fama mondiale come comandante della 13
divisione fucilieri della Guardia a Stalingrado, venne aggregato alla II brigata, comandata dal maggiore
Gonzales Pando. La Pasionaria aveva appena fatto visita all'11 divisione di Lster: in uniforme
maschile e con la bustina militare in testa, era stata nelle trincee a parlare con i soldati, comprese due
ragazze mitragliere che, agli occhi di Rodimcev, sembrava non avessero pi di 16-17 anni.17
Il 10 marzo le Fiamme Nere e le Penne Nere raggiunsero quasi senza opposizione
Brihuega e occuparono la vecchia citt murata. Nel pomeriggio il battaglione Garibaldi della XII
brigata internazionale venne fatto affluire da Torija e una delle sue pattuglie si imbatt in un nucleo di
compatrioti schierati a fianco dei nazionalisti. La pattuglia fascista parl con lei che rientr riferendo di
avere preso contatto con elementi della divisione Littorio in avvicinamento lungo la strada maestra.
Poco dopo una colonna fascista con in testa carri leggeri Ansaldo arriv da Brihuega, convinta che la
strada per Torija fosse aperta. E a questo punto cominci una guerra civile italiana, concentrata in
seguito attorno a una casa di campagna chiamata Ibarra Palas. Sfruttando l'occasione propagandistica, i
comunisti italiani diretti da Nenni e Nanetti si servirono di altoparlanti per esortare la milizia fascista ad
affiancarsi ai fratelli operai. Aerei repubblicani lanciarono manifestini promettendo salvacondotti e 50
pesetas a chiunque avesse disertato e 100 pesetas a chi si consegnava con le armi.18
Il giorno dopo gli italiani del CTV respinsero le forze di Lster lungo la strada maestra, ma
l'avanzata venne bloccata dal battaglione Thlmann, appoggiato da carri armati sopraggiunti dalla
vicina Torija. Il 12 marzo le forze repubblicane contrattaccarono, con il grande aiuto di una pista in
cemento ad Albacete, dove il generale Douglas dirigeva le operazioni: quasi 100 caccia Chato e
Mosca, oltre a due gruppi di bombardieri Katiuska, assalirono gli italiani che vennero respinti dal
contrattacco al centro appoggiato dai carri T-26 di Pavlov e da alcuni BT-5 pi veloci. I CR.32
dell'Aviazione Legionaria non riuscirono a decollare dalle loro piste ridotte a pantani e le truppe
italiane ripiegarono fino alla strada di Saragozza e poi fino a Brihuega. Il generale Roatta tent di
cambiare lo schieramento delle due divisioni motorizzate, una manovra complicata che port
all'impantanamento di molti mezzi, facile bersaglio per i caccia scesi a mitragliare.
L'11 divisione di Lster cominci ad avanzare all'alba lungo la strada francese, con la II
brigata in testa. Faceva freddo e la neve e il fango rendevano impossibile qualsiasi movimento fuori
della rotabile, con conseguente caos e imbottigliamenti nel traffico. Rodimcev assistette a una
furibonda lite per la precedenza fra un comandante di batteria e un ufficiale addetto ai rifornimenti.
L'artiglieria  tutto, urlava il comandante della batteria, decide il successo di una battaglia e di
un'operazione.
Allora comincer a sparare contro il nemico con gli spaghetti degli italiani? ribatt l'addetto
ai rifornimenti. Chi  che potr portarvi le munizioni, se non ci lasciate passare? L'ufficiale
d'artiglieria, sempre infuriato, ordin ai suoi soldati di spingere fuori della strada i mezzi dei
rifornimenti e a questo punto l'ufficiale che comandava la colonna estrasse la pistola.19
L'XI brigata internazionale e la brigata di El Campesino riconquistarono Trijueque e
proseguirono su per la strada di Brihuega, disperdendo i difensori italiani che incontravano. Gli abitanti
di Trijueque erano stati traumatizzati dal bombardamento d'artiglieria e dagli attacchi aerei: c'erano
padri che scavavano fra le travi e le macerie in cerca di superstiti. Fra i morti c'era un'eroina di diciotto
anni, Antonia Portero, che secondo un resoconto sovietico era al comando di una compagnia: era stata
una delle prime a entrare a Trijueque, ma era rimasta uccisa da un'incursione di bombardieri italiani ed
era rimasta sepolta sotto le macerie di una casa.20 Karl Anger, che aveva assistito all'episodio, aveva
anche visto arrivare Michail Kol'cov, il principale giornalista sovietico e plenipotenziario. Arriva
un'auto. Ne scende Kol'cov che ci saluta in silenzio, come in un casa dove c' appena stato un lutto.21
Ma il morale di Kol'cov si risollev quando vide le prove di una rapida ritirata degli italiani.
La strada  intasata di trattori Fiat che usano per trainare cannoni, oltre che da grossi autocarri Lancia
e da automobili. La strada  cosparsa di zaini, armi e cartucce. C' molto materiale a bordo degli
autocarri... Un giovanotto molto agitato sta persuadendo le truppe che passano a prelevare una mezza
dozzina di bombe a mano e quanto pan di Spagna vogliono. I soldati riempiono i tascapane di bombe e
di dolce senza fermarsi.22
Il giorno seguente, 13 marzo, il IV corpo repubblicano cominci a preparare una grossa
controffensiva, mentre i rappresentanti della Repubblica protestavano alla Societ delle Nazioni e al
Comitato per il non intervento per la presenza di unit italiane, presentando anche prigionieri come
prova.23 Il piano repubblicano era semplice: la divisione Lster e tutti i carri armati disponibili
dovevano concentrarsi sulla strada di Saragozza, mentre la 14 divisione di Mera doveva attraversare il
fiume Tajua dalla riva sudorientale e attaccare Brihuega. Il capo delle operazioni di Franco,
colonnello Barroso, aveva avvertito gli italiani che forze repubblicane avrebbero potuto attaccarli sul
fianco, ma non venne ascoltato.
Poco dopo mezzogiorno, i T-26 di Pavlov caricarono lungo la strada di Saragozza con i fanti
aggrappati all'esterno che sparavano contro chiunque si muoveva. Gli italiani, che stavano
preparandosi ad avanzare ancora, non avevano alcuna postazione difensiva e furono sorpresi allo
scoperto. I carri riuscirono anche a sorprendere una colonna di camion. La fanteria spagnola salt gi
dai T-26, che a questo punto cominciarono a investire gli automezzi e a schiacciarne alcuni sotto i
cingoli. Un gruppo scopr un accampamento nascosto in un vallone e cominci a spararvi dentro. Ma i
repubblicani erano stanchi, dopo la lunga marcia notturna di avvicinamento e per avere camminato nel
fango, e mentre si avvicinavano a Trijueque furono respinti dal tiro delle mitragliatrici. Si trovarono
anche contrattaccati dagli italiani con i carri Ansaldo muniti di lanciafiamme. Poi da un macchione di
olivi sbuc un battaglione italiano di fanteria. Il maggiore Gonzales Pando e Rodimcev organizzarono
una difesa a riccio alla base di una piccola collina. La loro compagnia mitraglieri, comandata da una
donna, il capitano Encarnacin Fernndez Luna, riusc a tenere a bada il battaglione fino a quando
Lster organizz un contrattacco con carri armati e rinforzi. Rodimcev e Pando corsero dai mitraglieri
per abbracciare con gratitudine la loro comandante e la trovarono che stava pettinandosi con calma i
capelli guardandosi in un frammento di specchio.24
Nel frattempo, i preparativi di Mera per la sua parte nella controffensiva non erano privi di
problemi. Aveva schierato un reggimento di carabineros lungo il fiume, a presidiare un piccolo ponte
che i dinamiteros dovevano distruggere, nel caso di un ulteriore tentativo di avanzata da parte del
nemico; ma il comandante dei carabineros lo fece saltare senza aspettare gli ordini.25
Un pericoloso contrattempo venne evitato soltanto perch Mera fu aiutato da elementi della
CNT che fecero da esploratori e da informatori riuscendo a suggerirgli il posto migliore per gettare un
ponte di barche sul fiume in piena. All'alba del 18 marzo la sua divisione effettu l'attraversamento e
occup le alture attorno a Brihuega, nascosta alla vista del nemico da un fitto nevischio. Ma lo stesso
nevischio port a un rinvio dell'operazione. Mera non ebbe alternative se non trattenere la divisione
stesa a terra nel fango, con l'ordine di non sparare, nella speranza che gli italiani non la scoprissero.
Il tempo non schiar fin dopo mezzogiorno, e soltanto allora i gruppi di Chato e di Katiuska
riuscirono a decollare. Jurado ordin l'attacco generale. La divisione Lster avanz lungo la strada
maestra, sempre appoggiata dai carri T-26 e and a investire la divisione Littorio di Bergonzoli,
composta da truppe regolari. Anche l'XI brigata internazionale and all'offensiva. Karl Anger scrisse
che il ticchettio delle mitragliatrici sembrava un ballo di tip-tap.26
Sull'ala destra repubblicana la divisione di Mera era quasi riuscita ad aggirare Brihuega quando
il nemico fu colto dal panico e fugg. Il CTV fu salvato da un disastro ancora peggiore dal calare
dell'oscurit, dal ripiegamento pi ordinato della Littorio e dal numero di autocarri e mezzi
motorizzati disponibili per la fuga. Comunque la loro offensiva era costata agli italiani 5.000 vittime e
la perdita di notevoli quantit di armi e veicoli. Documenti italiani catturati precisarono che molti
soldati presunti feriti non avevano lesioni o ferite sotto le bende.
Per i repubblicani, la fine della battaglia port un momento di respiro. I viveri giunsero in prima
linea con i muli e venne distribuito il vino. Alcuni soldati prepararono la paella nelle loro trincee. I
commissari distribuirono tre sigarette a testa alla truppa e a bordo di autocarri arrivarono anche nuove
alpargatas (le scarpe di tela con la suola di corda) per sostituire quelle marcite nel fango e nella neve.27
Il morale degli italiani, invece, era a terra e Mussolini si infuri. Dato che le truppe di Moscard
avevano avuto pochissime vittime, gli ufficiali di Franco si rifiutarono di considerare quella battaglia
come una sconfitta nazionalista. Furono invece sprezzanti per il comportamento dei loro alleati e venne
composta anche una canzonetta, sul motivo di Faccetta nera, che diceva: Guadalajara non 
l'Abissinia; qua i rossi lanciano bombe che esplodono, e finiva la ritirata fu una cosa spaventosa; un
italiano arriv addirittura a Badajoz.
Dato che fu l'unica vittoria chiara della Repubblica in tutta la guerra, la battaglia divent un
trofeo per la propaganda. I comunisti proclamarono che la citt di Brihuega era stata conquistata dalla
brigata di El Campesino e aggiunsero anche altri particolari aneddotici. In realt El Campesino arriv
da solo in motocicletta all'imbrunire e venne accolto a fucilate da vedette della 14 divisione. Torn
indietro a riferire che la citt era ancora in mano al nemico. Considerando che la divisione Lster era
destinata a risalire la strada di Saragozza, El Campesino non aveva alcuna ragione ufficiale di trovarsi
nella zona di Brihuega. La versione comunista dei fatti fu abbandonata anni dopo quando egli cadde in
disgrazia durante il suo esilio in Russia e fu rinchiuso in un campo di lavoro.
In quel pericoloso 1937, gli ufficiali sovietici sparirono nei campi molto prima di El
Campesino. La mania stalinista delle spie stava raggiungendo il suo culmine. I sospetti in Spagna e
nell'Unione Sovietica si alimentavano a vicenda. Il commissario reggimentale A. Agalcov nel 1937
rifer a Mosca che l'intervento fascista in Spagna e le bande di Bucharin e di Trockij che operano nel
nostro Paese sono anelli di una stessa catena.28 E alcuni consiglieri militari sovietici che rientrarono da
missioni speciali in Spagna non fecero che accelerare il tritacarne delle epurazioni. G. Kulik,
comandante del III corpo fucilieri, il 29 aprile 1937 scrisse a Voroilov: Non si pu fare a meno di
chiedersi come possa accadere questo, che i nemici del popolo, i traditori della mia madrepatria, per i
cui interessi ho combattuto al fronte in Spagna, siano riusciti a ottenere posizioni di comando... Da
bolscevico, non voglio che venga versato inutilmente il sangue della nostra gente per quei carrieristi,
traditori nascosti e mediocri comandanti di truppe che ho visto nell'esercito spagnolo. Ritengo
necessario un accurato riesame di tutti i nostri comandanti, in primo luogo i pi elevati in grado.29
L'epurazione dell'Armata Rossa da parte di Stalin era in corso.
L'insuccesso dell'offensiva di Guadalajara fu eccellente per il morale, ma non fu la svolta che
la Repubblica e i suoi sostenitori all'estero cercarono di dimostrare. Herbert Matthews del New York
Times scrisse addirittura che Guadalajara  per il fascismo quello che fu Bailn per Napoleone.30 Da
un punto di vista pratico, per, alcuni sostennero che Guadalajara sollev l'entusiasmo di tutti gli
antifascisti... e costitu un grosso colpo per il prestigio del fascismo e di Mussolini.31 Eppure,
paradossalmente, il desiderio di vendetta di Mussolini e di cancellare quell'umiliazione non fece che
avvicinarlo di pi alla causa di Franco.32 Come disse Wilhelmstrasse: La sconfitta, certo, non ebbe
grande importanza militare, ma d'altro canto ebbe reazioni sfavorevoli sia in campo psicologico sia in
quello politico che dovevano essere cancellate da una vittoria militare.33 Mussolini sostitu Roatta con
il generale Ettore Bastico e dedic a quella guerra ancor pi fondi e armamenti, a un costo molto
pesante per l'Italia.
L'unica conseguenza certa per i nazionalisti fu che Franco dovette rinunciare alla sua
ossessione di entrare rapidamente a Madrid e adott una strategia a lunga scadenza. Dopo le perdite
subite nel settore del Jarama, i consiglieri tedeschi furono in grado di insistere maggiormente per
attuare prima un programma di riduzione dei territori sotto il controllo dei repubblicani. Per tutta una
serie di ragioni, l'obiettivo pi allettante era la zona repubblicana del nord lungo il golfo di Biscaglia.
...
.
...
20.
.
La guerra nel nord.
.
La zona settentrionale isolata lungo la costa cantabrica fu l'obiettivo militare logico per i
nazionalisti dopo quattro inutili tentativi di ridurre la durata della guerra conquistando Madrid. I
consiglieri tedeschi esercitarono forti pressioni su Franco per fargli cambiare strategia. Un conflitto
prolungato avrebbe distolto Hitler dai suoi piani nell'Europa centrale, ma erano anche interessati al
ferro e al carbone della regione per il loro programma accelerato di riarmo. In ogni caso, Franco si era
finalmente reso conto di non poter raccogliere truppe sufficienti per sferrare un'offensiva decisiva
attorno alla capitale, dove la Repubblica aveva il vantaggio delle manovre per linee interne oltre a
quello del numero. L'unico modo di migliorare il rapporto tra le forze era schiacciare prima un settore
pi debole allo scopo di liberare risorse per gli obiettivi pi duri del centro. E siccome entrambi i fronti
d'Aragona e di Andalusia potevano venire rinforzati dai repubblicani abbastanza rapidamente, la scelta
migliore era la zona settentrionale accerchiata.
Era rimasta indenne dalla centralizzazione effettuata dal governo di Largo Caballero, e i
Consigli delle Asturie e di Santander riflettevano ancora l'organizzazione basata sui sindacati che
aveva seguito l'insurrezione, mentre i baschi si consideravano alleati autonomi della Repubblica.
Anche se volontari baschi avevano combattuto a Oviedo e milizie asturiane e di Santander avevano
dato il loro contributo in Biscaglia, le regioni settentrionali non erano unite, se non nella loro
opposizione a un comando centralizzato repubblicano. I baschi, in particolare, erano ostili all'idea che
l'esercito dell'Euzkadi facesse semplicemente parte dell'armata del nord, controllata negli ultimi
tempi da Valencia. Largo Caballero aveva accettato questo, senza parlarne al generale Llano de la
Encomienda che comandava l'armata.
Il 1 ottobre 1936 era stato presentato alle Cortes riunite a Valencia lo statuto di autonomia
basco, e quattro giorni dopo entr in vigore. Il 7 ottobre i consiglieri municipali della regione si
riunirono nella Casa de Juntas a Guernica, la citt sacra dei baschi secondo la tradizione locale.
Scopo della riunione era la nomina di un presidente, o lehendakari. I lavori erano stati tenuti segreti per
il pericolo di un'incursione aerea e quella piccola citt di campagna a est di Bilbao venne lasciata
tranquilla mentre Jos Antonio Aguirre, il trentaduenne leader del partito nazionalista basco, prest
giuramento in lingua basca sotto la vecchia quercia di Guernica.
In seguito nomin il suo governo, che comprendeva quattro elementi del partito nazionalista
basco, tre socialisti, due repubblicani, un comunista e un membro dell'Azione Basca socialdemocratica.
Il partito nazionalista basco, il PNV, il cui motto era Dio e la nostra vecchia legge, controllava i
ministeri della Difesa, delle Finanze, della Giustizia e dell'Interno.1 Il suo programma fece concessioni
superficiali alle sinistre, con la sua dottrina social-cristiana, ma insistette sulla difesa della libert
religiosa, sul mantenimento dell'ordine pubblico e sulla difesa del senso di identit nazionale della
popolazione basca.2 Durante i nove mesi della sua esistenza il governo basco cre la struttura
amministrativa di uno Stato indipendente, con la propria valuta, una propria bandiera  l'ikurria rossa,
verde e bianca  e un sistema giudiziario.
Telesforo de Monzn, ministro dell'Interno, era un giovane aristocratico che una quarantina
d'anni pi tardi divent leader dell'Herri Batasuna, il fronte politico dell'organizzazione di guerriglia
ETA. La sua prima mossa fu lo scioglimento della Guardia Civil e degli asaltos, poi cominci a
reclutare la sua nuova polizia fra i sostenitori che parlavano basco: erano molto bene armati, scelti per
la loro altezza, e in splendenti uniformi di cuoio. Questo corpo d'lite, l'Ertzaa, controllato soltanto
dal PNV, era ben poco rassicurante per alcuni alleati di sinistra, soprattutto per la CNT che era
anarcosocialista.
I contrasti, comunque, erano pi di carattere militare che politico. La CNT aveva dimostrato,
nei suoi furiosi attacchi contro gli edifici tenuti dai ribelli a San Sebastin, durante l'insurrezione,
nell'incendio di Irun quando era quasi circondata dai nazionalisti e in seguito con la sua intenzione di
mettere a ferro e fuoco San Sebastin prima che le truppe di Mola l'occupassero, di essere decisa a
combattere una guerra a fondo. La CNT dichiarava apertamente che preferiva morire fra le rovine
anzich sottostare a un governo franchista. I baschi, nella tradizione della gente di montagna, si
accontentavano semplicemente di difendersi se attaccati. Avevano piantato anche il loro simbolico
albero Maloto sul confine, a indicare il punto che le loro forze non dovevano superare. I nazionalisti
baschi misero in chiaro fin dall'inizio della guerra civile che, a parte le loro convinzioni antifasciste,
stavano dalla parte della Repubblica perch aveva loro promesso l'autonomia. Proclamavano
orgogliosamente la propria fede cattolica e attaccavano l'anticlericalismo di altre zone del territorio
della Repubblica. Tuttavia, la loro resistenza all'insurrezione militare era stata appoggiata dalla grande
maggioranza del loro clero nonostante l'appoggio del Vaticano e della Chiesa spagnola al generale
Franco.
I nazionalisti baschi pretendevano che non vi fossero divisioni di classe nell'Euzkadi. Questo
era in parte vero nell'agricoltura, dove il feudalesimo era stato debole, ma il lato marinaro della vita
basca, dominato dai grandi armatori, con imperi internazionali, era tutt'altro che privo di classi. E nel
XIX secolo l'industrializzazione attir manodopera a buon mercato dalla Castiglia, dalla Galizia e dalle
Asturie. Ed era fra questa forza lavoro non basca che la socialista UGT, la CNT e il partito comunista
attingevano perlopi i loro iscritti. I lavoratori locali erano rappresentati dalla STV, la Solidariet dei
lavoratori baschi.
La sinistra era fermamente convinta della necessit di sconfiggere i nazionalisti. I baschi, per
contro, sembrava sapessero, in fondo al cuore che i repubblicani sarebbero stati sconfitti; pu darsi che
abbiano imparato a essere buoni perdenti dagli inglesi. Comunque, trattavano i prigionieri in modo
esemplare, mandandone parecchi in Francia liberi, nella speranza che questo inducesse il nemico a
essere un buon vincitore. I nazionalisti non fecero alcun gesto corrispondente verso l'umanizzazione
della guerra, come la chiamava Manuel de Irujo, il ministro basco del governo centrale: si limitarono a
incrementare la loro campagna di odio, usando espressioni autocontraddittorie come separatisti
sovietici per definire i baschi.
Avere i cattolici baschi come nemici fu imbarazzante per la crociata nazionalista, e Franco in
seguito attacc questi cristiano-democratici, meno cristiani che democratici, che infettati da un
liberalismo distruttore non riuscirono a comprendere questa sublime pagina di persecuzione religiosa in
Spagna che, con le sue migliaia di martiri  la pi gloriosa che la Chiesa abbia sofferto. L'arcivescovo
di Burgos defin i preti baschi la crusca del clero spagnolo, al soldo dei rossi. Il professore di teologia
morale a Salamanca, avendo definito la sollevazione armata contro il Fronte Popolare come la
guerra pi santa della storia, dichiar che tutti colori che si oppongono al governo nazionalista nelle
presenti circostanze, tentando di diminuirne la forza o di ostacolarne il ruolo, andrebbero considerati
traditori della madrepatria, infedeli alla religione e criminali contro l'umanit.
Il cardinale arcivescovo Gom accus anche il clero basco di partecipare alla lotta. Anche se la
maggior parte dei cappellani militari moderni porta la pistola per proteggere i feriti, sembra che
soltanto a pochi preti baschi sia stata consegnata un'arma, se mai avvenne, e non esistono prove che
essi ne abbiano fatto uso. Il primate scelse anche di trascurare i fanatici cappellani carlisti della sua
parte: molti di questi religiosi militari, con il fiocco color porpora sopra le ampie binas scarlatte, erano
nella tradizione del feroce sacerdote carlista Santa Cruz del XIX secolo, il quale era solito dare
l'assoluzione in massa ai suoi prigionieri prima di farli fucilare. E furono i carlisti navarresi a essere
scelti come strumento principale per vincere i loro vicini baschi nella primavera del 1937.
Durante l'inverno c'erano stati due principali settori d'azione sul fronte nord. Era continuato il
feroce assedio di Oviedo e un'offensiva basca venne organizzata contro Villareal il 30 novembre 1936,
quando il generale Llano de la Encomienda ammass in segreto diciannove battaglioni di fanteria, sei
batterie d'artiglieria e alcuni mezzi corazzati. Sarebbe stato effettuato uno sfondamento per conquistare
Vitoria, se queste forze non fossero state avvistate da un ricognitore nazionalista partito da Burgos. Il
contrattacco dei franchisti evit la conquista di Villareal, ma i baschi furono lasciati in possesso di tre
montagne, Maroto, Alberta e Jarinto, le cui cime cominciarono a fortificare. La costruzione di
postazioni difensive non mimetizzate sulle vette fu uno dei loro pi gravi errori: i baschi non si
rendevano conto delle capacit dei caccia nell'appoggio ravvicinato al suolo n dell'efficacia dei
bombardamenti.
Nella primavera del 1937 i nazionalisti baschi e i loro alleati di sinistra avevano arruolato circa
46 battaglioni, dei quali circa met era composta dalla milizia basca, l'Euzko Gudaroztea. Il rimanente
erano formazioni dell'UGT, della CNT, comuniste o repubblicane. (Molti baschi erano rimasti
sconvolti dall'idea di donne combattenti in alcune formazioni di sinistra.) Questi reparti vennero
rinforzati da 10 battaglioni delle Asturie e di Santander che non andavano d'accordo con la
popolazione locale. Lo stato maggiore, sotto Llano de la Encomienda, era composto da ufficiali di
carriera, nessuno dei quali sembra sia stato n energico n efficiente. Il grande difetto, tuttavia, era la
scarsit d'armamento.
All'inizio della guerra il viaggio a Barcellona di Telesforo de Monzn aveva fruttato soltanto
limitate forniture. Bisognava usare altri sistemi. Fu requisita la riserva aurea della Banca di Spagna e le
armi furono acquistate all'estero, oppure addirittura rubate e contrabbandate sui pescherecci attraverso
il blocco nazionalista, oppure sbarcate da navi inglesi. Nell'autunno inoltrato, anche se la corazzata
repubblicana Jaime I aveva abbandonato la zona, alcune grosse navi erano riuscite a passare. Una di
queste fu il mercantile russo A. Andreev, che port ai repubblicani due gruppi di caccia Chato, 30 carri
armati (T-26 e Renault) e 14 autoblindo sovietiche con cannoncini da 37 mm, 40 mortai, 300
mitragliatrici e 15.000 fucili.3 Anche i viveri furono sempre una grossa preoccupazione, e le riserve
superarono di rado le due settimane. La monotona e scarsa dieta a base di ceci venuti dal Messico fu
l'unica a salvare dalla fame i baschi. Rimasero vivi ben pochi gatti nel Paese Basco e si tentarono vari
modi ingegnosi per catturare i gabbiani.
La flotta nazionalista davanti alla costa cantabrica era composta dalla corazzata Espaa,
dall'incrociatore Almirante Cervera e dal cacciatorpediniere Velasco. I baschi avevano soltanto un
vecchio cacciatorpediniere e due poco affidabili sommergibili. Di conseguenza, improvvisarono una
flotta da guerra montando pezzi da 101 mm della Jaime I su quattro pescherecci d'alto mare.
Il problema, per le forze repubblicane, stando a un consigliere sovietico, era il comando navale,
soprattutto il capitano di vascello Enrique Navarro. Secondo la popolazione locale e i marinai,
Navarro non prest alcuna seria attenzione alle operazioni della flottiglia. Ha evitato di fare visita alle
unit perch aveva paura dei marinai. Veste in borghese quando  in citt e al suo comando a terra.
Durante il nostro primo incontro Navarro si lament della mancanza di disciplina fra i marinai, delle
minacce da parte dei comitati di bordo e parl di un complotto per assassinarlo... Non c'era un solo
socialista, per non parlare dei comunisti, fra il personale del comando. Le unit da guerra della flottiglia
restavano passive a Bilbao, seguendo, apparentemente, un tacito accordo fra gli ufficiali del comando e
quelli imbarcati. Le riparazioni duravano un'eternit con ogni tipo di pretesto. La flottiglia
repubblicana ebbe il beffardo soprannome di comitato per il non intervento.4
Il 5 marzo l'incrociatore nazionalista Canarias venne avvistato al largo della foce del fiume
Nervin assieme a un piccolo battello, lo Yorkbrook, che aveva catturato. Le batterie costiere basche da
105 e da 155 mm aprirono subito il fuoco per allontanarlo: sapevano che stavano arrivando pescherecci
armati, di scorta a un mercantile da Bajona. Quando questi sbucarono dalla nebbia, il Canarias
abbandon la sua preda per impegnarli. Uno dei pescherecci armati, il Bizkaya, gir attorno
all'incrociatore e si allontan con la sua preda, mentre gli altri due rispondevano alle sue torri da 200
mm con il loro armamento minore. Uno di essi, il Guipuzkoa, si incendi e dovette ritirarsi sotto la
protezione delle batterie costiere, ma l'equipaggio dell'altro, il Nabarra, continu nell'azione e
combatt fino a notte, quando, esaurite le munizioni, venne affondato.5 Questo episodio, che ricorda
The Revenge di Tennyson, venne commemorato da una poesia epica di Cecil Day-Lewis.
A met marzo, il generale Emilio Mola, comandante dei nazionalisti, impart gli ordini
preliminari per la campagna. Il suo capo di stato maggiore, colonnello Vign, era il pi abile
pianificatore dell'esercito nazionalista e uno dei pochi ufficiali superiori rispettati dai colleghi tedeschi,
che lo definirono uno dei pi sensazionali fenomeni del nuovo esercito nazionalista spagnolo.6
Tuttavia neppure Vign riusc a rimediare all'eccessiva cautela di Mola. Richthofen sostenne che il
comando era in pratica in mano alla Legione Condor.7
Le forze nazionaliste erano basate sulla divisione Navarra di quattro brigate carliste. Inoltre
c'era la brigata mista Frecce Nere di 8.000 spagnoli comandati da ufficiali italiani e appoggiata da
carri leggeri Fiat Ansaldo. In quella regione montana, tuttavia, la Legione Condor doveva dimostrarsi il
maggiore vantaggio per i nazionalisti. Mola si rese conto che la sottile striscia costiera consentiva ai
difensori uno scarso preallarme delle incursioni, mentre il terreno riduceva la scelta di aeroporti da cui
far partire i caccia per la difesa. I baschi avevano una piccolissima aviazione da caccia, per cui la
Legione Condor fu in grado di mettere a rischio gli antiquati He-51 come cacciabombardieri per
l'appoggio ravvicinato al suolo, in attesa dell'arrivo dei nuovi caccia intercettori Messerschmitt.
Lo stormo da caccia della Legione Condor era concentrato a Vitoria, i gruppi da
bombardamento a Burgos. Il generale von Sperrle era al comando di Franco a Salamanca, lasciando il
colonnello Wolfram von Richthofen a dirigere sul piano operativo le forze d'attacco, che sul fronte
settentrionale erano composte da tre gruppi di bombardieri Ju-52, un gruppo sperimentale di
bombardieri medi He-111, tre gruppi di caccia He-51 e mezzo gruppo di caccia Me-109, peraltro con
problemi ai motori.8 L'Aviazione Legionaria italiana effettu missioni di appoggio alle truppe con gli
S.81 e gli S.79 oltre che con i caccia Fiat CR.32.
Dopo il suo ultimatum se non vi sottometterete subito rader al suolo la Biscaglia, Mola
ordin un'avanzata da sud-est. L'offensiva si apr il 31 marzo con un attacco contro le tre montagne 
Alberta, Maroto e Jarinto  occupate dai baschi nell'offensiva contro Villareal dell'anno precedente. I
nazionalisti dimostrarono fin dal primo giorno che intendevano sfruttare la propria schiacciante
superiorit aerea. Le cittadine di Elorrio e di Durango, nelle retrovie del fronte, furono sottoposte a
incursioni a ondate successive da bombardieri Ju-52 e S.81 partiti da Soria.
Durango, una citt di 10.000 abitanti, non aveva difese contraeree e non vi era alcuna presenza
militare. Una chiesa venne bombardata durante la messa, causando la morte di 14 suore, del sacerdote
officiante e della maggior parte della congregazione. Poi gli He-51 mitragliarono i civili in fuga. Nel
complesso morirono 250 non combattenti. L'obiettivo dell'incursione sembra sia stato il blocco della
circolazione all'interno dell'abitato con le macerie, anche se ci non spiega l'azione dei
cacciabombardieri.9 Il generale Queipo de Llano dichiar da Radio Siviglia che nostri aerei hanno
bombardato obiettivi militari a Durango e in seguito comunisti e socialisti hanno rinchiuso preti e
suore, uccidendoli senza piet e incendiando le chiese. Il 2 aprile i nazionalisti proclamarono da Radio
Valladolid che a Durango furono attaccati soltanto obiettivi militari.  stato confermato, d'altra parte,
che sono stati i rossi a distruggere la chiesa. La chiesa di Santa Mara  stata incendiata quando era
piena di fedeli.10
Gli obiettivi principali di quel giorno comprendevano le tre montagne, e le incursioni aeree
furono coordinate con il fuoco d'artiglieria poco prima dell'attacco delle truppe navarresi di Alonso
Vega. I bombardieri della Legione Condor entrarono in azione alle 8 del mattino. Sessanta tonnellate
di bombe sganciate in due minuti, ha annotato von Richthofen, che dal suo posto di comando godeva
di una visuale eccellente. Le truppe navarresi, allo scopo di essere riconosciute dagli aerei tedeschi,
avevano indosso giacche bianche. La bandiera nazionalista era portata in testa.11 La milizia basca,
composta dai gudaris, non seppe mai chi la investiva, prima di essere sopraffatta dai carlisti in basco
rosso che urlavano il loro grido di guerra Viva Cristo Rey!. Le riserve non poterono essere fatte
affluire a causa degli attacchi aerei lungo tutte le vie di comunicazione con il fronte. Il tiro d'artiglieria
aveva inoltre tagliato le linee telefoniche con le postazioni avanzate.
Il contrattacco basco sul monte Gorbea ebbe successo, e le truppe ricevettero l'ordine di
resistervi per altre otto settimane, in modo da assicurare il fianco destro. Ma altre due montagne
andarono perdute il giorno seguente mentre gli attacchi aerei contro la citt di Ochandiano e i suoi
dintorni provocarono una breccia nel fronte. I gudaris erano demoralizzati da questa schiacciante
potenza aerea: avrebbero potuto opporsi alla ferocia dell'attacco della fanteria carlista, ma mancavano
sia di difese contraeree sia di copertura di caccia; in venti battaglioni mancavano armi automatiche
adatte e alcune compagnie di mitraglieri avevano soltanto poche pistole mitragliatrici. Il 4 aprile
Richthofen annot: I caccia mitragliano i rossi su e gi per le montagne. 200 morti e 400 prigionieri.
Le forze basche furono respinte, ma si trincerarono e continuarono a battersi. Siamo sempre sorpresi
dalla decisione della fanteria dei rossi. Stanno per sanguinando abbondantemente.12
Pi tardi, quello stesso giorno, con l'esasperazione di Richthofen Mola ordin una sosta
nell'offensiva. La guerra  una faccenda noiosa, scrisse il 5 aprile. Prima gli spagnoli vengono
mandati in operazione. Poi bisogna predisporre gli ordini operativi. Poi c' la ricognizione, poi la visita
al comando. Osservi gli ordini di operazione e proponi modifiche, forse con la minaccia senza di noi.
Controlli che gli ordini vengano spediti ed eseguiti. La mattina seguente i suoi bombardieri
attaccarono come concordato, ma la fanteria non  intervenuta, e ha chiesto un ulteriore appoggio.
Mola ordin un secondo attacco per il giorno seguente. Sganciamo bombe senza alcuna ragione,
annot Richthofen. Telegramma di protesta a Franco.13
Il 6 aprile i nazionalisti annunciarono il blocco dei porti repubblicani sulla costa cantabrica. Lo
stesso giorno l'incrociatore Almirante Cervera, con l'appoggio morale della corazzata tascabile
Admiral Graf Spee sull'orizzonte, ferm un mercantile britannico. Tuttavia intervennero i caccia
Blanche e Brazen della flottiglia britannica di stanza nel Golfo di Biscaglia, e il mercantile fu lasciato
proseguire per Bilbao.
Il governo Baldwin era allarmato, temeva che il commercio anglobasco costringesse la Gran
Bretagna a prendere posizione in Spagna. Non intendeva riconoscere n i nazionalisti n i repubblicani
come belligeranti, perch ci avrebbe permesso loro di arrestare e perquisire le navi britanniche dirette
nei porti spagnoli. Tuttavia, alla luce degli eventi successivi,  difficile definire imparziali il Gabinetto
o i suoi consiglieri. L'ammiraglio lord Chatfield, Primo Lord del Mare, era un ammiratore del generale
Franco e i suoi ufficiali nel Golfo di Biscaglia avevano un'indubbia simpatia per i loro omologhi
nazionalisti. Sir Henry Chilton, l'ambasciatore a Hendaye, che era ancora ascoltato al Foreign Office,
pur non trovandosi sulla scena fungeva da portavoce dei nazionalisti. Chatfield e Chilton informarono
il governo di Londra che il blocco di Bilbao era efficace perch i nazionalisti avevano minato la foce
del fiume Nervin e avrebbero sparato contro le navi britanniche se non si fossero fermate. Anche se da
mesi nessuna unit della Royal Navy si era avvicinata nella zona in questione, l'assicurazione da parte
basca che tutte le mine erano state dragate venne ignorata. La flottiglia della Royal Navy ricevette da
Londra l'ordine di informare tutte le navi britanniche nella zona del Golfo di Biscaglia dirette a Bilbao
di attendere nel porto francese di St. Jean de Luz fino a nuovo ordine. E come per mitigare eventuali
lesioni al prestigio britannico causato da questo implicito appoggio ai nazionalisti, la corazzata
britannica Hood, di base a Gibilterra, venne trasferita nelle acque basche.
L'opinione della Royal Navy sull'efficacia del blocco port a furiose scene alla Camera dei
Comuni. C'erano soltanto quattro navi nazionaliste a sorvegliare 200 miglia di costa e le batterie
costiere basche controllavano la zona oltre il limite delle 3 miglia. Il governo rimase sorpreso
dall'attacco, ma sir Samuel Hoare, Primo Lord dell'Ammiragliato, fu insincero a proposito delle mine
nel Nervin, perch la sua fonte d'informazioni era la marina nazionalista.
Il 20 aprile, il Seven Sea Spray, un piccolo mercantile britannico che aveva deciso di ignorare
tutti i consigli e le istruzioni della Royal Navy, arriv da St. Juan de Luz davanti a Bilbao. Non c'erano
n navi da guerra nazionaliste n mine: soltanto un caloroso benvenuto da parte della popolazione. Il
governo britannico e l'Ammiragliato furono completamente screditati. Altri mercantili in attesa lungo
la costa basca francese puntarono dritti verso la Spagna. Uno di questi venne fermato 10 miglia davanti
a Bilbao dall'incrociatore Almirante Cervera. Il mercantile chiese aiuto per radio e stavolta la Royal
Navy, rappresentata dalla corazzata Hood, dovette fare la faccia cattiva con i nazionalisti.
Nell'opinione dei baschi fu un segno di giustizia se la corazzata nazionalista Espaa incapp nove
giorni dopo in una mina nazionalista davanti a Santander e col a picco.
I baschi avrebbero potuto essere costretti alla resa dalla fame, ma i combattimenti che erano
ripresi il 20 aprile stavano andando male per loro. La combinazione dell'arma aerea nazionalista, delle
qualit di combattenti dei carlisti e del ripiegamenti dei reparti repubblicani dalla prima linea senza
preavviso port il fronte vicino al crollo. Eppure la frustrazione di Richthofen non diminu. Il 20 aprile
ce l'aveva con l'aviazione italiana. Ecco qua. Hanno bombardato le loro stesse truppe. Giornata nera.
Compleanno del Fhrer. Sander [Sperrle]  stato promosso generale di corpo d'armata.14 Qualunque
fossero le inefficienze da parte nazionalista, il caos fra i repubblicani veniva aumentato dalla lentezza e
dall'incompetenza dello stato maggiore. Il suo capo, colonnello Montaud, era noto per il suo
disfattismo e gli ufficiali di carriera erano ampiamente criticati per la loro mentalit da impiegati
statali.15 La situazione era talmente cattiva che Aguirre tent di intervenire. Per fortuna dei baschi, la
cauta avanzata di Mola non riusc a sfruttare appieno il disordine dei repubblicani.
Il 23 aprile, Richthofen annot: Meteo eccellente. La IV brigata, nonostante gli ordini, ha
schierato due battaglioni, non dodici. Bisogna avvicendarli. La fanteria non va avanti. Che cosa si pu
fare? La Legione Condor smette il lavoro alle 18. Non si pu comandare alla fanteria che non vuole
attaccare posizioni tenute da deboli forze. Il giorno dopo torn a lamentarsi, esasperato dagli italiani
che avevano bombardato la citt sbagliata. Questa per un comando  una fatica che non si pu
nemmeno immaginare... Dovremo proprio distruggere Bilbao? Gli italiani si preoccupavano che un
attacco contro i baschi cattolici del nord avrebbe provocato il papa ed erano riluttanti a bombardare la
citt basca pi importante. Si possono soltanto fare congetture, ma forse la frustrazione di Richthofen
ebbe la sua parte nella pi criticata delle operazioni della Legione Condor.16
Durante la giornata del 25 aprile, molte truppe demoralizzate di Marquina ripiegarono su
Guernica, che si trovava a 10 chilometri dietro le linee. Il giorno seguente, 26 aprile, alle 16,30 il
campanone della chiesa di Guernica cominci a battere il segnale di allarme aereo. Era giorno di
mercato e anche se i contadini erano stati fatti allontanare verso la periferia, molti vi erano tornati con il
bestiame e le loro pecore. I profughi, davanti all'avanzata del nemico, assieme alla popolazione locale,
scesero nelle cantine destinate a refugios contro le incursioni. Un solo He-111 del gruppo
sperimentale della Legione comparve nel cielo della citt, sganci il suo carico di bombe sul centro e
si allontan.17
La maggior parte della popolazione usc dai rifugi, e molti andarono a soccorrere i feriti. Un
quarto d'ora dopo l'intero gruppo da bombardamento ricomparve, sganciando ordigni di vario tipo. La
gente che correva verso i rifugi rimase soffocata dal fumo e dalla polvere. Poi si allarm, perch era
evidente che le loro cantine non erano abbastanza robuste per resistere alle bombe di maggior calibro.
Cominci una fuga disordinata verso i campi attorno all'abitato e a questo punto i gruppi di
cacciabombardieri He-51 scesero a mitragliare e a spezzonare uomini, donne e bambini, oltre alle suore
dell'ospedale e addirittura il bestiame. Ma l'attacco pi massiccio non era ancora cominciato.
Alle 7,15 si ud il rombo possente di motori d'aeroplano. I soldati dissero che dovevano essere
i tram, il soprannome dato ai pesanti trimotori Junkers-52. Tre gruppi provenienti da Burgos
bombardarono a tappeto sistematicamente la citt per due ore e mezzo a ondate successive di venti
minuti. (I bombardamenti a tappeto erano stati inventati dalla Condor quando aveva attaccato le
posizioni repubblicane attorno a Oviedo.) Gli aerei portavano bombe piccole e medie, oltre a ordigni da
250 chili, spezzoni da 10 chili antiuomo e incendiari; questi ultimi venivano sparpagliati in tubi di
alluminio da 1 chilo ciascuno. I testimoni oculari descrissero la scena parlando di inferno e di
apocalisse. Intere famiglie rimasero sepolte fra le rovine delle loro case o nel crollo dei rifugi, mentre il
bestiame, buoi e pecore coperti di fosforo bianco in fiamme, correvano all'impazzata fra le case prima
di cadere morti. Esseri umani anneriti barcollavano alla cieca tra le fiamme, il fumo e la polvere,
mentre altri annaspavano fra le macerie, sperando di salvare amici o parenti. Stando al governo basco,
le perdite furono un terzo della popolazione: 1.654 morti e 889 feriti, mentre ricerche pi recenti
parlano soltanto di 200-300 morti.18 Quelli che da Bilbao accorrevano verso la citt sentirono
scomparire l'originale incredulit quando videro il cielo assumere un colore rosso arancione sopra
l'abitato. L'edificio del parlamento e la vecchia quercia rimasero intatti perch erano fuori della rotta
che i piloti avevano mantenuto con tanta precisione, ma il resto di Guernica era uno scheletro bruciato.
Il giorno successivo, 27 aprile, la notizia della distruzione di Guernica comparve sulla stampa
britannica e il giorno dopo il Times e il New York Times pubblicarono l'articolo di George Steer che
doveva avere un notevole effetto internazionale.19 Aguirre denunci l'episodio con la frase: Aviatori
tedeschi, al servizio dei ribelli spagnoli, hanno bombardato Guernica, bruciando la storica citt venerata
da tutti i baschi.20
Come nel caso di Durango, i nazionalisti fecero di tutto per smentire la notizia. Usando il
precedente di Irun, sostennero che la citt era stata distrutta dai difensori prima di ritirarsi; Queipo de
Llano precis che erano stati i dinamiteros delle Asturie.21 Il comando di Franco diram una
dichiarazione il 29 aprile: Vogliamo dire al mondo, con voce forte e chiara, qualcosa sull'incendio di
Guernica. Guernica  stata distrutta dal fuoco e dalla benzina. Sono state le orde rosse al servizio
criminale di Aguirre a bruciarla fino alle fondamenta. L'incendio  avvenuto ieri e Aguirre, dato che 
un criminale comune, ha pronunciato l'infame menzogna di attribuire questa atrocit alla nostra nobile
ed eroica aeronautica militare.22
La Chiesa spagnola approv completamente questa versione e il suo professore di teologia a
Roma si spinse a dichiarare che non esisteva un solo soldato tedesco in Spagna e che Franco aveva
soltanto bisogno di soldati spagnoli che non erano secondi ad alcuno al mondo. Era una versione che
perfino i pi accesi sostenitori di Franco all'estero trovarono difficile accettare. Il generale Roatta
stesso inform il conte Ciano l'8 maggio che il generale Sperrle gli aveva detto che la Legione Condor
aveva bombardato Guernica con spezzoni incendiari.23 Una giornalista americana, scortata da un
falangista, incontr pochi mesi dopo, in agosto, un ufficiale dello stato maggiore. Il suo
accompagnatore falangista, il quale aveva creduto in tutto al comunicato di Salamanca, disse
all'ufficiale che i rossi a Guernica avevano tentato di dire loro che la citt era stata bombardata
dall'aria, non incendiata. Ma  naturale che fu bombardata, ribatt l'ufficiale. L'abbiamo
bombardata, bombardata, bombardata e, bueno, perch no?24
Reduci della Legione Condor dichiararono in seguito che i loro gruppi stavano tentando di
attaccare il ponte di Renteria, poco fuori Guernica, ma che il forte vento aveva deviato le bombe sulla
citt. Il ponte non fu mai colpito, in pratica non c'era vento, i bombardieri volavano in file serrate e non
en cadena, e gli spezzoni antiuomo, le incendiarie e le mitragliatrici non sono efficaci contro un ponte
in pietra. Secondo il diario personale di Richthofen, l'attacco era stato pianificato d'accordo con i
nazionalisti: il capo di stato maggiore del generale Mola, colonnello Vign, aveva acconsentito a
quell'obiettivo il giorno prima dell'incursione e lo aveva confermato poche ore prima. Nessun ufficiale
nazionalista cit l'importanza di Guernica per la storia e la vita dei baschi, ma anche se lo avesse fatto,
il piano non sarebbe stato modificato.
L'annotazione sul diario di guerra di Richthofen (contrariamente al diario personale)  stata
forse riscritta, una volta chiarite le conseguenze dell'incursione e decisa la versione della propaganda
nazionalista. Fu aggiunto quanto segue: Sfortunatamente i rossi avevano dato fuoco a tutti gli edifici
durante la notte. Hanno cacciato via tutti gli abitanti, hanno appiccato il fuoco a tutti gli edifici pubblici
e ai monasteri, poi alle case private, che nella zona sono costruite in parte di legno.25 Il rapporto
quotidiano [Gefechtsbericht] di combattimento della Legione Condor non sembra sia sopravvissuto, per
qualche ragione. Una delle intenzioni dell'incursione pu essere stata bloccare le strade, come a
Durango, ma tutto il resto sembra puntare a un grosso esperimento sugli effetti del terrorismo aereo.26
Durante la ritirata in questo settore ci furono parecchie coraggiose ed efficaci azioni di
retroguardia. A Guernica il battaglione Rosa Luxemburg del maggiore Cristbal trattenne per
qualche tempo i nazionalisti, nonostante la straordinaria incompetenza del loro comandante, colonnello
Yartz, che sembra fosse incapace di leggere una carta topografica. Poi, il 1 Maggio, quando la ritirata
rallent, l'VIII battaglione dell'UGT tese un'imboscata a Bermeo, sulla costa, alle Frecce Nere,
mettendone in fuga 4.000 assieme ai loro carri armati Fiat Ansaldo.
Per l'esercito dell'Euzkadi, tuttavia, era venuto il momento di ritirarsi entro l'anello di ferro
di Bilbao. Questa difesa, su un perimetro di circa 80 chilometri, era stata iniziata durante l'inverno
precedente. Con 15.000 uomini che lavoravano accanto a imprese private incaricate di costruire
casematte in cemento armato, venne erroneamente paragonata alla Linea Maginot. Non aveva
profondit, e in molti punti era soltanto un'unica linea di trincee, ed era incompleta. Non c'era alcun
tentativo di mimetizzazione, e l'ufficiale che la comandava, il maggiore Goicoechea, era passato ai
nazionalisti con i piani dettagliati di costruzione. Il presidente Azaa non si faceva illusioni sulle
capacit difensive di quelle posizioni. Quello che la gente chiama l'anello di Bilbao...  soltanto una
fantasia. Inoltre, temo che la citt di Bilbao non sar affatto difesa quando il nemico sar alle sue
porte.27 Il suo scetticismo trova eco in Richthofen, il quale il 29 aprile comment: Le foto
dimostrano che molte parti di questa posizione non sono state fortificate. Due giorni dopo and in
licenza, dopo aver appreso la notizia della perdita pi grave subita dalla Legione Condor durante tutta
la guerra: caccia repubblicani avevano intercettato un Ju-52 che trasportava sette piloti da caccia e lo
avevano abbattuto, con la morte di tutti coloro che si trovavano a bordo.28
Gli italiani stavano aumentando le forze nel settore nord e le quattro brigate navarresi dei
nazionalisti furono portate quasi agli effettivi di una divisione ciascuna. I repubblicani, intanto,
arruolavano altri gudaris, battaglioni dell'UGT, della CNT e comunisti, e facevano affluire rinforzi
dalle Asturie e da Santander. Il governo di Valencia tent di portare aiuto inviando aerei via Francia,
ma l'organizzazione per il non intervento li blocc in due occasioni; che di fatto il Comitato operasse
soltanto lungo il confine francese amareggi molto i repubblicani. Era ritenuto troppo pericoloso
andare in aereo fino a Bilbao, con il rischio di giungere con poco carburante e senza scorta contro i
caccia nazionalisti. Ormai nel Paese Basco erano rimasti soltanto sei Chato, e per quanto i loro piloti
fossero riusciti ad abbattere i primi due bombardieri Dornier 17 arrivati in Spagna, il loro morale
sembr spegnersi quando cadde il loro asso Felipe del Ro.
A forza di incomprensioni i rapporti fra i baschi e il governo di Valencia divennero tesi. Il
governo di Valencia sospettava che Aguirre e i suoi ministri tentassero di ottenere una pace separata,
mentre i baschi si convincevano che i rinforzi e gli aiuti venissero loro negati di proposito. La
Repubblica era ben cosciente che la conquista del nord non solo avrebbe permesso ai nazionalisti di
impadronirsi di industrie vitali, ma avrebbe anche consentito il trasferimento di molte truppe sul fronte
centrale. Di conseguenza vennero pianificati due attacchi per il maggio: l'offensiva contro Huesca e un
attacco nella Sierra de Guadarrama contro Segovia. Nessuna di queste due mosse, per, indusse i
nazionalisti a stornare truppe dal fronte nord.
Il 22 maggio la IV brigata di Navarra raggiunse le linee di difesa esterne orientali. Il progresso
dei nazionalisti era lento, perch i baschi e i loro alleati si battevano con maggiore efficacia e
sembravano meno spaventati dalle incursioni aeree. Stavano cominciando a reagire con fuoco intenso,
una tattica che, anche se non portava a successi, tendeva a tenere a distanza i caccia Fiat ed Heinkel.
(Quasi un terzo dei caccia CR.32 caduti in azione durante la guerra era stato abbattuto dal tiro delle
armi della fanteria.)
Inoltre erano stati sostituiti alcuni ufficiali superiori incompetenti. Ma i tentativi di Aguirre di
animare il suo stato maggiore durante la campagna aveva migliorato di poco la situazione. La sua
interferenza fu interrotta quando Llano de la Encomienda venne sostituito dal generale Gamir Ulbarri,
un ufficiale di carriera basco inviato da Valencia. Furono anche nominati nuovi comandanti di brigata e
di divisione, come l'esperto Belderrn, che aveva organizzato l'efficace difesa dei monti Inchortas,
Cristbal, il contrabbandiere comunista, e il colonnello francese Putz delle brigate internazionali. Per
contro, il generale russo Goriev rimase al suo posto, nonostante i suoi scarsi risultati.
Nello stesso tempo, fu necessario un cambiamento anche nel comando nazionalista, dopo la
morte del generale Mola in un incidente aereo il 3 giugno. La sua morte pu essere definita uno scacco
per i baschi, perch la sua cautela, che aveva fatto tanto esasperare i tedeschi, li aveva salvati in
momenti critici. Da parte nazionalista erano molti a sospettare che il Caudillo o qualcuno dei suoi fosse
coinvolto, ma il sospetto era quasi del tutto privo di fondamento. Si ricord, certo, che anche l'altro
grande rivale di Franco, il generale Sanjurjo, era morto in circostanze analoghe, ma gli incidenti aerei
erano frequenti e il loro numero era vicino ai velivoli abbattuti per azione nemica.
Il posto di Mola venne preso dal generale Dvila, anche lui un tipo metodico, ma molto pi
equilibrato del suo predecessore. Dvila riorganizz le proprie forze, ordinando l'assalto alle linee di
difesa per il 12 giugno. I piani portati dal maggiore Goicoechea, confermati dalla ricognizione aerea,
indicarono il punto difensivo pi debole. Un bombardamento di 150 cannoni e incursioni aeree vennero
seguiti rapidamente dall'avanzata delle truppe comandate dai colonnelli Garca-Valio, Juan Bautista
Snchez e Bertomeu.29 Non essendo profonde, le linee cedettero, come se fossero state attaccate alle
spalle. Tuttavia non fu certo una rotta: molti reparti tennero le posizioni e rallentarono l'avanzata.
I dirigenti nazionalisti baschi erano stati nel frattempo in contatto con il governo italiano e il
Vaticano per impedire la distruzione di Bilbao minacciata da Mola.30 Il 6 maggio papa Pio XI aveva
chiesto al cardinale Gom di fare da mediatore. Questi vide Mola e ottenne la promessa che se Bilbao
si fosse arresa non vi sarebbe stata una rappresaglia sanguinosa. Il cardinale Pacelli, segretario di Stato,
il 12 maggio telegraf ad Aguirre proponendogli una pace separata per il Paese Basco, ma il
telegramma venne inoltrato al governo di Valencia. Un'ala pi collaborazionista del PNV tent di
negoziare una pace separata con gli italiani tramite il console italiano di San Sebastin.
A Bilbao il governo basco, dopo accanite discussioni, decise di sgomberare la citt il 16 giugno.
I dirigenti nazionalisti baschi decisero inoltre di far saltare i ponti, ma non le acciaierie e le industrie
belliche: i loro alleati repubblicani a Valencia rimasero sbalorditi quando in seguito lo seppero. La
strada costiera verso ovest si ingorg di profughi e, per quanto soltanto una piccola parte fosse
composta da reparti di santanderini che tornavano a casa, l'intera massa venne mitragliata dai caccia
Heinkel intervenuti in forze. Una giunta di difesa capeggiata dal ministro della Giustizia Leizaola
rimase in citt, mentre il governo si ritir verso Santander; altri importanti esponenti baschi e ufficiali
lasciarono il porto a bordo di navi.
Le forze repubblicane dovettero presidiare nuove posizioni difensive lungo la linea del fiume
Nervin, che gira attorno a Bilbao verso est. Con l'imminente arrivo delle forze nazionaliste, la quinta
colonna di Las Arenas, alla destra della foce del fiume, cominci a sparare per le strade in preda
all'eccitazione: il battaglione anarchico Malatesta, schierato sull'altra riva del fiume, attravers la
foce e la liquid. Il loro ultimo gesto, prima di tornare indietro, fu dare fuoco alla chiesa. Il comandante
sapeva che il parroco simpatizzava per i nazionalisti: era suo fratello.
La citt era sotto un continuo bombardamento d'artiglieria. Alla fine le forze repubblicane
dovettero ritirarsi perch erano minacciate sul lato sud, dove i reparti agli ordini del commissario
italiano Nino Nanetti si erano ritirati senza farsi saltare il ponte alle spalle. La quinta colonna della
citt ebbe un altro shock quando si radun nella piazza principale con bandiere monarchiche per
accogliere le truppe carliste: un carro armato basco apparve all'improvviso da un angolo, spar contro
alcune bandiere nazionaliste appese ai balconi e scomparve. Alle 17 la V brigata navarrese del
colonnello Juan Bautista Snchez entr a Bilbao. Gli applausi, al suo arrivo, sembrarono risuonare a
vuoto nella citt semideserta.31
Le perdite nazionaliste per la campagna furono alte  circa 30.000 , ma il numero dei morti fu
basso. I baschi e i loro alleati ne subirono poco di pi, in complesso, ma la loro proporzione in morti fu
di circa un terzo, dovuta soprattutto agli attacchi aerei. L'esercito basco aveva operato in modo
nettamente diverso dall'armata repubblicana del centro: c'era stato uno spreco molto inferiore di vite,
senza tanti inutili contrattacchi su terreno scoperto.
I conquistatori nazionalisti organizzarono corti marziali sommarie nel territorio da poco
occupato, e le condanne a pene detentive furono migliaia e riguardarono anche numerosi preti. Ci
furono, tuttavia, meno esecuzioni del solito, a causa della sensazione provocata all'estero da Guernica.
Nulla invece fu risparmiato, nella decisione di annientare qualsiasi aspetto del nazionalismo basco.
L'ikurria, la bandiera basca, fu messa fuori legge e venne soppresso l'uso della lingua basca. Vennero
affissi manifesti minacciosi: Se sei spagnolo, parla spagnolo. I sentimenti regionalisti di qualsiasi
forma furono definiti il cancro del corpo della politica spagnola.
I reparti che ripiegavano lungo la costa verso Santander erano demoralizzati. Sapevano che era
soltanto questione di tempo perch cadessero anche le Asturie e Santander. Ebbero almeno una
possibilit di riorganizzarsi quando l'avanzata nazionalista venne ritardata dalla grossa offensiva
repubblicana a Brunete, nel settore di Madrid, il 6 luglio. Una volta respinta questa, il generale Dvila
riorganizz le sue forze: comprendevano sei brigate carliste sotto il generale Solchaga, il contingente
italiano comandato ora da Bastico, che comprendeva la divisione Littorio di Bergonzoli, la divisione
XXIII marzo, le Fiamme Nere e la brigata mista delle Frecce Nere. L'appoggio aereo era
fornito da oltre 200 velivoli, suddivisi fra la Legione Condor, l'Aviazione Legionaria e i gruppi
nazionalisti, che avevano ora a disposizione gli He-51, poich arrivavano gi in gran numero i
Messerschmitt.
Le forze del generale Gamir Ulbarri, circa 80.000 uomini, non solo contavano su meno fanteria
dei nazionalisti, ma avevano soltanto una quarantina di aerei operativi, fra caccia e bombardieri, molti
dei quali erano obsoleti. Il giorno dell'inizio dell'offensiva, il 14 agosto, le brigate carliste di Solchaga
attaccarono da est e sfondarono la 54 divisione. Gli italiani furono trattenuti dalla feroce resistenza nei
Monti Cantabrici a sud-ovest, ma due giorni dopo riuscirono a conquistare il Passo Escudo, con un
appoggio schiacciante d'artiglieria e aerei. Le tre divisioni repubblicane mandate a chiudere la breccia
non fecero in tempo ad arrivare, e lo sfondamento fu completo.
Molti reparti repubblicani si ritirarono combattendo nelle montagne delle Asturie. Il rimanente
rimase imbottigliato nella zona di Santander e nel porticciolo di Santoa. A Santander la disperazione
era tale che molti cercarono di dimenticarla bevendo, e gli ufficiali organizzarono ronde militari che
andavano a distruggere i magazzini di vino. Lo stato maggiore predispose una fuga per mare, ma le
piccole imbarcazioni vennero assaltate da uomini in preda al panico e molte si capovolsero. Il CXXII e
il CXXXVI battaglione tentarono di organizzare una difesa, ma l'apatia sembr dilagare quando svan
l'ultima via di scampo: attesero i nazionalisti, con i loro plotoni d'esecuzione. Dato che l'anno
precedente erano stati uccisi molti simpatizzanti dei nazionalisti, soprattutto per ordine del socialista
Neila, ci si aspettava scarsa piet.
A Santoa, i baschi concordarono termini di resa per i loro gudaris con il comandante delle
Frecce Nere. Erano gi state discusse a Roma tra Ciano e rappresentanti del PNV basco, i quali si
consideravano traditi dal governo di Valencia. Fu concordato che non vi sarebbero state rappresaglie e
che nessun soldato basco sarebbe stato costretto a battersi a fianco dei nazionalisti. Gli ufficiali
spagnoli annunciarono subito che quell'accordo non era valido sotto la minaccia delle armi e i militari
baschi vennero fatti scendere dalle navi inglesi in porto. Segu una serie di processi sommari e
l'esecuzione di numerosi ufficiali e molti soldati. Ed  stata questa violazione degli articoli di resa che i
guerriglieri baschi dell'ETA accamparono, anni dopo, come ragione per cui la Repubblica dell'Euzkadi
era ancora in guerra con la Spagna franchista.32
Mussolini e Ciano esultarono per questa grande vittoria. Ciano voleva le bandiere e i
cannoni conquistati ai baschi. Invidio ai francesi i loro Invalides e ai tedeschi i loro Musei Militari. Una
bandiera conquistata a un nemico  pi preziosa di qualsiasi quadro.33 Ritenevano giustificata la loro
decisione di mantenere truppe italiane in Spagna dopo la disfatta di Brihuega; ma il loro giubilo era
prematuro, perch circa met delle forze repubblicane si era ritirata nelle montagne delle Asturie, dove
si svolse una campagna molto pi dura che dur fino alla fine di ottobre, seguita da cinque mesi di
ulteriori combattimenti contro la guerriglia. Franco non riusc a spostare l'armata del nord con la
rapidit desiderata.
La relativa rapidit della vittoria nazionalista nella campagna basca fu dovuta al contributo della
Legione Condor. Il governo nazista non perse tempo nel richiedere il compenso: ingegneri tedeschi
intervennero nelle fabbriche e nelle acciaierie che i nazionalisti baschi si erano rifiutati di distruggere e
la maggior parte della produzione fin in Germania, per ripagare la Luftwaffe delle spese sostenute per
distruggere la regione. Per contro Franco dovette attendere pi a lungo i propri vantaggi, pur sapendo
che la conquista del nord gli dava la parit di forze al centro e nel sud. Combinata con la sua sempre
maggiore superiorit nell'aria e nell'artiglieria, gli avrebbe consentito la vittoria finale, a meno che non
fosse scoppiato un conflitto in Europa.
...
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...
21.
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La propaganda di guerra e gli intellettuali.
.
La storia agli sconfitti, scrisse W. H. Auden nella sua poesia Spagna 1937, pu dire ahim,
ma non pu n aiutare n perdonare. La guerra civile spagnola  uno dei relativamente pochi casi in
cui la versione pi accettata degli eventi  stata scritta con maggiore persuasione dagli sconfitti nel
conflitto, che non dai vincitori. Questo sviluppo venne influenzato in modo decisivo dalla susseguente
sconfitta degli alleati dei nazionalisti, che formavano l'Asse. A quell'epoca, tuttavia, la Repubblica pu
aver vinto molte battaglie secondo l'opinione pubblica internazionale, ma furono i nazionalisti a
vincere quella principale, concentrandosi su un pubblico selezionato e potente in Gran Bretagna e negli
Stati Uniti. Essi giocarono la carta della paura del comunismo in un appello ai sentimenti conservatori e
religiosi e i sospetti del loro pubblico circa la Repubblica furono confermati dall'aiuto militare
sovietico.
I nazionalisti pretesero di rappresentare la causa della cristianit, dell'ordine e della civilt
occidentale contro il comunismo asiatico. A conferma di questa versione dei fatti essi sostennero,
sulla base di documenti falsi,1 che nel 1936 i comunisti avevano pianificato una rivoluzione con
150.000 uomini in azione e 100.000 di riserva: un colpo che l'insurrezione nazionalista aveva evitato.
Proclamarono inoltre che i risultati elettorali del febbraio 1936 non erano validi, anche se la CEDA e i
monarchici all'epoca li avevano accettati. Insistettero poi nel presentare la vita nella zona repubblicana
come un eterno massacro di preti, suore e persone innocenti, accompagnato da una frenetica distruzione
di chiese e opere d'arte. E per giustificare il proprio insuccesso a Madrid, proclamarono che in Spagna
combattevano 500.000 comunisti stranieri.2
La versione troppo semplificata del governo repubblicano fu che era stato eletto legalmente nel
febbraio del 1936, e che era stato in seguito attaccato da generali reazionari aiutati dalle dittature
dell'Asse. Cos la Repubblica rappresent la causa della democrazia, della libert e dell'Illuminismo
contro il fascismo. La propaganda estera della Repubblica sottoline il fatto di essere l'unico governo
legale e democratico della Spagna; ci naturalmente era vero quando lo si paragonava all'illegalit e
all'autoritarismo dei suoi avversari, ma i politici progressisti e di centro-sinistra, a volte, non
rispettarono per nulla la loro stessa Costituzione. L'insurrezione dell'ottobre 1934, cui parteciparono
Prieto e Largo Caballero, min molto la loro posizione di fronte agli insorti.
Gli accesi sostenitori della Repubblica rifiutavano di ammettere che la minaccia della sinistra di
annientare la borghesia e la situazione prerivoluzionaria che stava sviluppandosi nella primavera del
1934 stesse per provocare una reazione di autodifesa. Gli innominabili orrori della guerra civile russa e
il regime oppressivo sovietico che ne deriv, la dittatura del proletariato, che Largo Caballero aveva
richiesto, erano una lezione non facile da dimenticare. E con l'inizio della guerra, le credenziali
democratiche della Repubblica cominciarono ad apparire sempre pi improbabili, quando le Cortes
furono ridotte a un organismo simbolico senza alcun controllo sul governo. Poi, dalla met del 1937,
l'amministrazione di Juan Negrn svilupp tendenze nettamente autoritarie. Ogni critica al Primo
ministro e al partito comunista divent virtualmente un atto di tradimento.
Da entrambe le parti la visione della storia fu molto selettiva e manipolatrice. Negli ultimi anni i
sostenitori della Repubblica hanno affermato che il conflitto spagnolo rappresent l'inizio della
Seconda guerra mondiale. I franchisti, dal canto loro, affermarono che era soltanto il preludio di una
terza guerra mondiale fra la civilt occidentale e il comunismo e che qualunque aiuto da parte nazista o
fascista fu accidentale.
Il bisogno della Repubblica di convincere il mondo esterno della giustizia della propria causa
venne molto rafforzato dagli effetti della politica estera britannica. Per di pi, la gi tesa atmosfera
politica degli anni Trenta e l'aspetto internazionalizzato della guerra civile fecero sembrare di
fondamentale importanza l'opinione pubblica straniera per il suo risultato. Gli operai e i contadini
spagnoli credevano, con convinzione, che se la situazione fosse stata spiegata all'estero, i governi
occidentali sarebbero intervenuti ad aiutarli contro le dittature dell'Asse. Ai visitatori stranieri veniva
chiesto come fosse possibile che in una democrazia come l'America, dove la maggioranza della
popolazione parteggiava per la Repubblica (oltre il 70 per cento, stando ai sondaggi d'opinione), il
governo le rifiutasse le armi per la difesa. I dirigenti repubblicani erano molto pi al corrente delle
ragioni del comportamento dei governi occidentali, ma anch'essi avevano torto quando credevano che
Londra e Parigi sarebbero state costrette ad ammettere che era loro interesse una forte politica
anti-Asse prima che fosse troppo tardi.
In queste circostanze era inevitabile che giornalisti e famosi scrittori venissero corteggiati dalla
Repubblica. C'era molto terreno da riconquistare dopo le prime notizie sui massacri rossi, e la marea
cominci a cambiare a favore della Repubblica soltanto nel novembre del 1936, con i bombardamenti
dei quartieri operai e dell'ospedale di San Carlos durante la battaglia di Madrid. Cinque mesi dopo, la
distruzione di Guernica diede alla Repubblica la prima grande vittoria nella guerra di propaganda,
soprattutto perch i baschi erano conservatori e cattolici. La politica di non intervento dei governi
occidentali, tuttavia, rimase inalterata.
Nel luglio del 1936 la stampa cattolica all'estero appoggi l'insurrezione nazionalista e critic
l'anticlericalismo della Repubblica, la sconsacrazione delle chiese e l'uccisione dei preti. L'accusa pi
sensazionale fu quella dello stupro delle monache; un'invenzione simile risaliva al Medioevo, quando
venne usata come giustificazione dei massacri degli ebrei. Due episodi non corroborati da prove
diventarono la base di una campagna di grande violenza. I nazionalisti furono pi credibili quando
condannarono l'assassinio dei sacerdoti, e furono appoggiati dal papa che defin martiri questi preti.3
Il 1 luglio 1937 il cardinale Gom diram una lettera aperta ai vescovi di tutto il mondo,
chiedendo l'appoggio della Chiesa alla causa nazionalista, una lettera in cui, in tono un po' difensivo,
affermava che la guerra non era una crociata, ma un vero e proprio conflitto sociale e politico con
ripercussioni di natura religiosa.4 Soltanto il cardinale Vidal i Barraquer e il vescovo Mateo Mgica
non la firmarono. Ci era in contrasto con l'affermazione del mese precedente dell'arcivescovo di
Valencia che la guerra era stata dichiarata dal Sacro Cuore di Ges e questo Adorabile Cuore aveva
dato forza alle armi dei soldati di Franco. Inoltre il vescovo di Segovia aveva affermato che la guerra
era cento volte pi importante e santa della Reconquista e quello di Pamplona l'aveva chiamata la
pi elevata crociata mai vista nei secoli... una crociata in cui  evidente l'intervento divino dalla nostra
parte. Alle truppe nazionaliste vennero distribuiti manifestini con un fotomontaggio di Cristo
fiancheggiato dai generali Mola e Franco.
Il ruolo politico della Chiesa venne ignorato quando le vittime religiose furono trasformate in
martiri, anche se alcuni scrittori cattolici fecero il collegamento. Uno di essi fu Franois Mauriac, il
quale si rivolt contro i nazionalisti quando un ufficiale franchista gli disse: Le medicine sono scarse e
costose. Lei crede davvero che noi le useremmo senza scopo?... Dobbiamo ucciderli, alla fine, per cui
non c' ragione di curarli.5 Per milioni di spagnoli, scrisse Mauriac a Ramn Serrano Suer
(cognato di Franco e suo principale consigliere politico), cristianesimo e fascismo si sono fusi insieme
ed essi non possono odiarne uno senza odiare anche l'altro. Mauriac difese il collega scrittore Jacques
Maritain, quando Serrano Suer, che era filonazista, lo derise chiamandolo ebreo convertito. La
pubblicazione nel 1938 del libro I grandi cimiteri sotto la luna di Georges Bernanos, che descriveva il
terrore nazionalista a Maiorca, rafforz molto la reazione dei progressisti cattolici contro l'appoggio
ufficiale della Chiesa a Franco.
Negli Stati Uniti, la lobby cattolica era molto potente. Luis Boln racconta che una giovane
irlandese, Aileen O'Brien, parl al telefono con tutti i vescovi cattolici degli Stati Uniti pregandoli di
esortare i loro parroci a chiedere ai membri delle loro congregazioni di inviare telegrammi di protesta al
presidente Roosevelt.6 Come conseguenza, sostiene Boln, pi di 1.000.000 di telegrammi venne
ricevuto dalla Casa Bianca e fu bloccata una fornitura di munizioni alla Repubblica. La potenza della
lobby filonazionalista venne meglio dimostrata nel maggio del 1938, quando un gruppo diretto
dall'ambasciatore a Londra Joseph Kennedy riusc a spaventare i congressisti che dipendevano dai voti
cattolici, facendo in modo che si opponessero all'annullamento dell'embargo sulle armi, cosa che
fecero, anche se non pi del 20 per cento della nazione e del 40 per cento dei cattolici sosteneva i
nazionalisti.
Ciononostante, nel 1937 i franchisti si resero conto che stavano cominciando a perdere la guerra
per l'opinione pubblica internazionale. Svariati fattori operavano contro di loro. Primo, c'era una
fondamentale differenza nell'atteggiamento fra gli opposti comandi nel trattare con la stampa. I
nazionalisti spesso consideravano i giornalisti come potenziali spie e consentivano loro scarsa libert di
movimento, soprattutto quando avrebbero potuto assistere a operazioni di rastrellamento. Come
conseguenza i loro corrispondenti non potevano competere nella stesura degli articoli nel frastuono
della battaglia tanto cari alla professione. E ancora, non tutti gli addetti stampa nazionalisti erano
istruiti ed equilibrati come Luis Boln. Uno dei suoi successori fu Gonzalo de Aguilera, conte di Alba y
Yeltes, un latifondista di Salamanca che girava per la Spagna a bordo di una Mercedes gialla con due
fucili a ripetizione sul sedile posteriore. Questi annunci a un visitatore inglese che il giorno dello
scoppio della guerra civile ho messo in riga i lavoratori della mia tenuta, ne ho scelti sei e li ho uccisi
davanti agli altri... pour encourager les autres, mi capisce.7
I giornalisti stranieri autorizzati a entrare nella Spagna nazionalista scoprirono subito con
grande sorpresa che esisteva un rapporto isterico con la verit. Chiunque dubitasse di un'invenzione
della propaganda nazionalista, per quanto risibile fosse, era sospettato di essere in segreto un rosso.
La giornalista americana Virginia Cowles, che era appena stata nella Spagna repubblicana, scopr a
Salamanca che la gente le chiedeva continuamente come andassero le cose a Madrid, ma si rifiutava di
credere a quanto non andava d'accordo con le sue grottesche immaginazioni. Il grado di autoipnosi
politica che incontr era talmente forte da essere quasi una malattia mentale. Quando raccont a chi
glielo chiedeva che i cadaveri non venivano ammucchiati nelle cunette e lasciati marcire, come era
stato riferito loro, e che i miliziani non avevano dato in pasto alle belve dello zoo alcuni prigionieri di
destra, essi supposero subito che doveva essere rossa anche lei. Pablo Merry del Val, capo ufficio
stampa di Franco, ammirando il braccialetto d'oro che lei sfoggiava, le aveva detto sorridendo:
Immagino che non lo abbia portato anche a Madrid. La signora Cowles rispose che in realt l'aveva
comprato proprio nella capitale; Merry del Val si sent profondamente offeso e non le rivolse pi la
parola.8
Un addetto stampa moderno impallidirebbe di fronte ad alcune straordinarie esternazioni del
generale Milln Astray, il fondatore della Legione Straniera spagnola, che era rimasto gravemente
mutilato nelle guerre coloniali. I valorosi moros, proclam una volta, anche se mi hanno devastato
soltanto ieri nel corpo, oggi meritano la mia gratitudine pi profonda, perch stanno combattendo in
Spagna contro gli spagnoli... intendo i cattivi spagnoli... perch stanno dando la vita in difesa della
sacra religione della Spagna, come dimostrato dalla loro frequenza alle messe da campo, dalla scorta al
Caudillo, e dal fatto che hanno appuntato sui loro burnus medaglioni sacri e il Sacro Cuore.9 Franco,
naturalmente, evitava contraddizioni tanto indelicate quando parlava della crociata.
Un fattore tecnico torn senza dubbio a svantaggio della versione degli eventi sostenuta dai
nazionalisti per buona parte della guerra. Le stazioni terminali delle agenzie telegrafiche di stampa
erano in territorio repubblicano, per cui i giornalisti che vi si trovavano di solito vedevano stampati per
primi i loro articoli. I resoconti dalla Spagna nazionalista uscivano, di conseguenza, in ritardo. Tuttavia
furono i nazionalisti a vincere la prima ripresa, per svariate ragioni. C'erano pochi corrispondenti di
giornali stranieri sul loro territorio durante i primi giorni di massacri nelle retrovie, mentre a Barcellona
e a Madrid erano accorsi numerosi, per cui le prime uccisioni in territorio repubblicano furono riferite
con molta rapidit. L'altro punto chiave per le prime trasmissioni era Gibilterra, dove molti esponenti
dei ceti superiori arrivarono profughi, soprattutto da Mlaga.
Il 21 agosto 1936 Robert Neville, cronista del New York Herald Tribune, scrisse: A Gibilterra
ho notato con mia sorpresa che la maggior parte dei giornalisti ha inviato soltanto articoli sugli
orrori. Non sembra si rendano conto delle terribili implicazioni internazionali di questa situazione.
Gli articoli sensazionali fanno vendere copie, ma dell'iniziale terrore bianco in Andalusia venne
riferito soltanto da un paio di corrispondenti, uno dei quali fu Bertrand de Jouvenal di Paris Soir.
Questo pu essere in parte spiegato dal fatto che la maggior parte dei giornalisti era incapace di capire i
contadini in fuga davanti all'armata d'Africa, mentre gli spagnoli dei ceti medi e superiori parlavano
probabilmente anche una lingua straniera. Tuttavia la deformazione giornalistica o editoriale poteva
funzionare in entrambi i sensi.
In Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti si compresero subito le linee programmatiche della
guerra. Un anticipo della lotta di propaganda si ebbe in Gran Bretagna poco prima della rivolta, quando
comparve la notizia che a Calvo Sotelo erano stati cavati gli occhi con la punta di un pugnale, una
versione alla quale nemmeno i giornali di destra spagnoli avevano dato credito. La Repubblica era
sostenuta dal News Chronicle e dal Manchester Guardian; Times e Telegraph rimasero pi o meno
neutrali, mentre il resto appoggiava i nazionalisti. Subito a favore della rivolta si era schierato
l'Observer, il cui direttore, Garvin, era un ammiratore di Mussolini, come il gruppo Northcliffe, il
quale aveva sostenuto l'Unione Britannica dei fascisti di Mosley; il suo corrispondente del Daily Mail,
Harold Cardozo, venne di conseguenza accreditato presso i nazionalisti.
La pratica di inviare un corrispondente nella parte favorita divent un costume. In effetti, Kim
Philby, gi agente segreto comunista, si fece un'immagine di conservatore come corrispondente del
Times presso i nazionalisti. Un'eccezione di quei primi giorni fu un altro agente segreto comunista, lo
scrittore Arthur Kstler. Per quanto rappresentasse il News Chronicle, di sinistra, aveva cominciato a
Siviglia con i nazionalisti, ma aveva dovuto darsi alla fuga quando era stato notato dal giornalista
tedesco Strindberg, che conosceva la sua posizione politica. Luis Boln, l'addetto stampa nazionalista,
non fece in tempo ad arrestarlo come spia; Kstler torn in territorio repubblicano ma Boln lo
raggiunse alla caduta di Mlaga, e soltanto le pressioni nella stampa inglese e statunitense evitarono a
Kstler di venire messo al muro.10
Nella maggior parte dei casi il corrispondente rifletteva la posizione politica del proprio
giornale, oppure vi si adattava. Come conseguenza, il commento di Richard Ford del 1846 fu altrettanto
vero 90 anni dopo: Il pubblico in patria  molto contento di leggere resoconti autentici dalla Spagna
quando combaciano con i suoi preconcetti su quella terra. All'inizio della guerra i corrispondenti
furono inviati in Spagna indipendentemente dal fatto che ne conoscessero la lingua o ne
comprendessero la politica. Tuttavia nemmeno un rispettato esperto come il professor Allison Peers fu
in grado di operare distinzioni fra i partiti di sinistra, e attribu i disordini contadini in Andalusia ad
agitatori che approfittavano del miglioramento delle comunicazioni. I preconcetti che i latini hanno la
violenza nel sangue e che le dittature militari sono naturali per loro si riflettevano nella lapidariet
dei titoli. Come sempre, la pressione imposta dallo spazio a disposizione e la semplificazione
giornalistica per rendere pi leggibili e pi corti gli articoli fin per deformare i problemi.
I giornalisti erano molto condizionati dalle emozioni dell'epoca, come tutti gli altri. Molti
diventarono decisi e spesso acritici campioni della Repubblica dopo aver sperimentato l'assedio di
Madrid, e il loro impegno modific il giudizio su problemi successivi, come le manovre comuniste per
il controllo. Gli ideali della causa antifascista ne anestetizzarono molti per quanto riguardava gli aspetti
della guerra che si dimostrarono scomodi. C'era un'atmosfera difficile in cui mantenere l'obiettivit.
Negli Stati Uniti la Repubblica era sostenuta da Herbert Matthews e da Laurence Fernsworth del New
York Times, da Jay Allen e John Whitaker del Chicago Tribune.
C'erano inoltre vari tipi di censure e pressioni che influivano sugli articoli pubblicati in patria.
Variavano da rapporti propagandistici degli addetti stampa del governo e dalla censura della
Repubblica, fino ai pregiudizi politici o commerciali dei direttori. Al termine del conflitto Herbert
Matthews si sent dire dal direttore di non trasmettere pezzi sentimentali sui campi profughi. Nel
1937 Dawson, direttore del Times, blocc alcuni articoli di Steer dalla provincia basca perch non
voleva turbare i tedeschi; il 3 maggio, dopo l'articolo di Steer su Guernica, scrisse che aveva fatto
l'impossibile, notte dopo notte, per impedire che il giornale urtasse la loro suscettibilit.11 La disputa
pi famosa fu quella tra Louis Delapre e il suo direttore del Paris Soir, di destra. Poco prima della sua
morte (stava rientrando in volo in Francia quando il suo aereo venne abbattuto), Delapre si lament
che le sue notizie venivano eliminate, e concluse l'ultimo dispaccio osservando con amarezza che il
massacro di cento bambini spagnoli  meno interessante di un sospiro della signora Simpson.
La propaganda repubblicana differiva spesso di poco da quella della controparte nazionalista.12
Entrambi gli schieramenti partivano da incidenti isolati per farne una teoria generale. I repubblicani
diffusero notizie orrende sui regulares marocchini che tagliavano le mani ai bambini sorpresi a salutare
con il pugno chiuso, il gesto tradizionale delle sinistre. E raccontavano anche miracoli laici, bombe o
granate nazionaliste che non esplodevano perch contenevano messaggi di solidariet da parte di
lavoratori stranieri al posto dell'esplosivo. Ci furono indubbiamente atti di sabotaggio da parte degli
operai delle fabbriche di munizioni, ma l'esagerazione della propaganda repubblicana diede tanto
credito alle speranze mal riposte da diventare un elemento importante. Il colonnello Casado sostenne,
con ragione, che diede un notevole contributo alla sconfitta dei repubblicani. Una volta che il governo
aveva eccitato un folle ottimismo su un'offensiva, diventava virtualmente impossibile ammettere il
fallimento, e questo port alla perdita di forti aliquote di uomini e di materiali in difesa di vantaggi
inutili.
Il problema principale del governo repubblicano era la necessit di fornire simultaneamente due
versioni incompatibili di un evento. Quella per l'estero era destinata a convincere i governi di Parigi,
Londra e Washington che la Repubblica era una democrazia progressista, mentre le notizie destinate
all'interno tentavano di persuadere i lavoratori che stavano ancora difendendo una rivoluzione sociale.
La censura era diretta da lvarez del Vayo. L'assistente responsabile dei giornalisti di lingua inglese
afferm di avere ricevuto l'ordine di non far dire una parola in merito a questa rivoluzione nel sistema
economico della Spagna lealista, e di non permettere ad alcun corrispondente da Valencia di scrivere
liberamente della rivoluzione che era avvenuta.13
La guerra civile spagnola impegn artisti e intellettuali in una misura senza precedenti, per la
stragrande maggioranza a favore della Repubblica. Il conflitto aveva il fascino di un dramma epico che
coinvolgeva le forze di base dell'umanit. Eppure non si limitarono ad assumere il ruolo di appassionati
osservatori. I massacri della Prima guerra mondiale avevano minato la base morale del distacco
dell'arte dalla politica e avevano fatto sembrare un'impertinenza privilegiata il principio di arte per
amore dell'arte. Il realismo socialista port questo alla sua logica estrema, subordinando ogni forma di
espressione alla causa del proletariato.
L'appoggio dato dagli intellettuali alla causa repubblicana fu di solito pi morale che pratico,
anche se alcuni scrittori, compresi Andr Malraux, George Orwell e John Cornford, combatterono, e
altri, come Hemingway, John Dos Passos, il poeta cileno Pablo Neruda, Wystan Hugh Auden, Stephen
Spender, Cecil Day-Lewis, Herbert Read, George Bernanos, Antoine de Saint-Exupry, Louis Aragon
e Paul luard trascorsero vari periodi in Spagna.
Il romanzo di Malraux L'espoir venne considerato da molti il grande romanzo della resistenza
della Repubblica spagnola, ma non ci sarebbe voluto molto prima che questo grande opportunista
politico diventasse ferocemente anticomunista.
Nessuna organizzazione poteva rivaleggiare con la mobilitazione internazionale cui mirava il
partito comunista. Negli anni Trenta riusc ad attirare alla sua causa molti scrittori, in particolare poeti,
fra cui Miguel Hernndez, Rafael Alberti e Hugh MacDiarmid.
Il pi famoso scrittore che sostenne la Repubblica, e contribu con il suo peso alla campagna
tanto efficace organizzata dai comunisti, fu il gi citato Ernest Hemingway. Tuttavia i due lati del suo
carattere sono di grande interesse esaminati nel quadro del conflitto fra le forze politiche in seno alla
Spagna repubblicana. Hemingway era un individualista che credeva nella disciplina per tutti gli altri;
appoggi le bordate comuniste contro gli anarchici, ma approv i loro metodi soltanto perch li
riteneva necessari a vincere la guerra. A me piacciono i comunisti quando fanno i soldati, comment
con un amico nel 1938. Quando fanno i preti, li odio. I comunisti non si resero conto, quando gli
accordarono tante speciali attenzioni, che il suo profondo e sincero odio verso il fascismo non
significava che li ammirasse per convinzione politica. Tuttavia il modo brutale con cui Hemingway
inform Dos Passos dell'esecuzione segreta di Jos Robles (grande amico di Dos Passos), pose fine alla
loro amicizia. Hemingway disapprovava che Dos Passos appoggiasse gli anarchici e perch non era
abbastanza regolare nel suo atteggiamento nei confronti dei commissari.14
 difficile accertare quanto Hemingway fosse influenzato dalle informazioni riservate che
riceveva dai quadri superiori del partito e dai consiglieri sovietici. Essere preso sul serio dagli esperti
deformava la sua visione, e lo prepar a firmare assegni morali in bianco a favore della Repubblica: di
qui le sue assurde dichiarazioni che Brihuega prender il suo posto nella storia militare accanto alle
altre battaglie decisive del mondo, e che la Repubblica stava suonandole ai ribelli, come se la
battaglia fosse anche fra gli yankee e i proprietari di schiavi del Sud. La guerra civile americana aleggia
nel suo grande lavoro Per chi suona la campana. Il romanzo, scritto subito dopo la sconfitta della
Repubblica, rivela sia una persistente ammirazione per i professionisti comunisti sia il libertarismo
egoista dell'autore; il suo personaggio, Robert Jordan, ossia Hemingway stesso, si chiede: C' mai
stato un popolo i cui leader sono stati davvero suoi nemici come questo?.
Numerosi altri scrittori hanno visto minati molto di pi i propri idealismi dagli eventi cui
avevano assistito. Simone Weil, che favoriva gli anarchici, rimase sconvolta dalle uccisioni nella
Spagna orientale, e fu particolarmente colpita da un falangista quindicenne di Pina catturato e ucciso
dopo che Durruti aveva trascorso un'ora con lui a persuaderlo a cambiare ideologia e gli aveva dato
tempo fino all'indomani per decidersi. Stephen Spender, che scrisse Poems from Spain, fu scosso dalle
esecuzioni nelle brigate internazionali e lasci poco dopo il partito comunista. Auden, che alla fine del
1936 aveva scritto un'entusiastica descrizione della rivoluzione sociale, torn dalla Spagna dopo avere
sperato di lavorare in un reparto ambulanze dicendo ben poco ed evidentemente disilluso; scrisse
tuttavia in meno di un mese il lungo Spagna 1937, con il famoso verso  Ma oggi la lotta  e don il
ricavato all'Assistenza Medica spagnola. Eppure le successive critiche del lavoro da parte di Orwell lo
aiutarono a rivoltarsi contro la sua stessa creazione.
Non tutti gli scrittori furono filorepubblicani. I nazionalisti ebbero l'appoggio di Charles
Maurras, di Paul Claudel, di Robert Brasillach, di Henri Massis e di Drieu La Rochelle, oltre al
sudafricano Roy Campbell, il quale scrisse un poema epico di 5.000 versi, violentemente razzista, dal
titolo Flowering Rifle [Il fucile fiorito]. Evelyn Waugh, dopo avere detto che se fosse stato spagnolo
avrebbe appoggiato Franco, tenne a precisare: Non sono fascista e non lo sarei mai, a meno che non
fosse l'unica alternativa al marxismo.  da furfanti suggerire che una scelta del genere sia imminente.
Ezra Pound rispose che la Spagna  un lusso emotivo per una banda di dilettanti dalla testa di legno,
e Hilaire Belloc, sostenitore dei nazionalisti, aveva gi definito la guerra come una prova di forza fra
il comunismo ebraico e la nostra tradizionale civilt cristiana.
Eppure la maggioranza di costoro, intervistati da Nancy Cunard in Authors Take Sides on the
Spanish Civil War, espressero in varie forme la loro opposizione a Franco. Samuel Beckett rispose
UPTHEREPUBLIC! [VIVALAREPUBBLICA!] Negli Stati Uniti William Faulkner e John Steinbeck
dichiararono semplicemente di odiare il fascismo, mentre altri qualificarono la propria posizione
appoggiando una particolare fazione del campo repubblicano. Aldous Huxley specific la propria
opposizione al comunismo e la propria simpatia verso l'anarchismo (che indusse Nancy Cunard, sua
compagna di viaggio, a definirlo neutrale).15 Altri sostenitori della CNT-FAI comprendono John Dos
Passos, Bruno Traven ed Herbert Read.
Mentre la Repubblica vinse la guerra della propaganda, con il grande aiuto degli sforzi del
Comintern, i comunisti stavano vincendo il conflitto a sinistra. Il colpo bolscevico in Russia aveva dato
loro la privilegiata posizione di controllare l'unico faro della speranza rivoluzionaria nel mondo.
Bertrand Russell osserv che qualsiasi resistenza od obiezione veniva condannata come tradimento
della causa del proletariato. Le critiche degli anarchici e dei sindacalisti venivano dimenticate o
ignorate, ed esaltando il socialismo di Stato divent possibile mantenere la convinzione che una grande
nazione aveva realizzato le speranze dei pionieri.16 La natura triangolare della guerra civile in Spagna
poteva, in realt, essere definita un'eco della rivolta di Kronstadt contro la dittatura bolscevica nel
1921. Tre anni dopo, quando Emma Goldman condann con decisione il regime comunista a un pranzo
di 250 intellettuali di sinistra indetto per darle il benvenuto a Londra, Bertrand Russell fu l'unico ad
appoggiarla. Gli altri rimasero in silenzio colpiti e imbarazzati. Eppure lo stesso Russell scrisse subito
dopo di non essere preparato a suggerire un governo alternativo in Russia.
La frattura fra gli intellettuali spagnoli fu forte come quella fra i sostenitori all'estero. Nel
complesso, i pi noti e la maggioranza furono a fianco della Repubblica.17 La produzione letteraria
durante la guerra fu molto ineguale, con alcune grandi poesie e romanzi perlopi deludenti.18 La
Repubblica dedic grandi sforzi alla cultura popolare tramite organizzazioni come la sezione teatrale
della Alianza de Intelectuales Antifascistas e la compagnia Nuova Scena, che aveva scrittori del
calibro di Rafael Alberti, Jos Bergamn e Ramn Sender a prepararle copioni.19 C'erano anche il
Servizio Culturale delle Milizie, l'Altoparlante del Fronte e I guerriglieri del teatro. Ogni tipo di
media venne usato: libri, opuscoli, stampa, radio, cinema e teatro.
Dietro le linee, organizzazioni politiche e sindacati produssero una vasta gamma di periodici. Al
fronte quasi ogni corpo d'armata, divisione, brigata e a volte perfino i battaglioni aveva una sua
pubblicazione.20 Ma forse una delle principali innovazioni della propaganda furono i manifesti, che
esortavano alla fedelt e alla fiducia nella vittoria, oltre a mettere in guardia contro le spie e le malattie
veneree. Erano noti come soldati di carta e inchiostro.21 L'arte dei manifesti, soprattutto l'esempio
sovietico, aveva avuto una grande influenza negli ambienti della pittura ancor prima della guerra civile.
La Repubblica si serv dei migliori disegnatori di manifesti in Spagna, mentre i nazionalisti ne ebbero
relativamente pochi di rilievo.22
Entrambe le parti fecero ogni uso possibile delle emittenti radio per le informazioni, il
reclutamento e la propaganda.23 I repubblicani, tuttavia, impiegarono con molta efficacia anche il
cinema. Fin dall'inizio del conflitto, le sale cinematografiche proiettarono una serie di film sovietici.
?apaev, la storia molto romanzata di un eroe partigiano della guerra civile russa, fu quello pi
proiettato. Il protagonista esortava i contadini a difendere la rivoluzione, e alla fine moriva
eroicamente; in Spagna, per, l'ultima pizza di pellicola veniva omessa, per lasciare al pubblico
l'impressione che ?apaev fosse sopravvissuto.
L'altro titolo che colp l'immaginazione dei comunisti spagnoli fu Noi di Kronstadt, di Efim
Dzigan, che raccontava la trasformazione di un gruppo di marinai anarchici della base navale di
Kronstadt in un disciplinato reparto dell'Armata Rossa. Inutile dire che gli anarchici, i quali
conoscevano la verit in merito alla repressione bolscevica della rivolta di Kronstadt, erano meno
entusiasti di quel film. Anche La corazzata Potmkin di Sergej Ejzentejn fu proiettata svariate volte,
oltre a numerosi altri film sovietici. Furono anche diffusi documentari realizzati in Spagna durante la
guerra. I registi Roman Karmn e Boris Makaseev girarono Madrid se defiende, Madrid en llamas e il
lungometraggio Ispanija.
Il governo repubblicano finanzi notiziari filmati e pellicole di propaganda, come Espaa leal
en armas, al quale lavor anche Luis Buuel, e in seguito, quando vennero costituiti gli studios per i
film della Repubblica, venne girato Madrid, diretto da Manuel Villegas Lpez, Viva la Repblica, Los
trece puntos de la victoria e il pi famoso di tutti, Espoir-Sierra de Teruel, di Andr Malraux e Max
Aub, che non apparve sino alla fine della guerra. Anche la Generalitat costitu la propria
organizzazione, la Laya Films, che produsse cinenotiziari settimanali, Espaa al da, e circa trenta
documentari.24
Nella primavera del 1937, quando i repubblicani stavano cominciando a vincere la guerra della
propaganda, si tenne a Parigi la Mostra Internazionale delle Arti. Il padiglione della Repubblica divent
famoso con l'esposizione di Guernica di Picasso, ma anche per il lavoro di molti altri pittori,
compresi Joan Mir, Alexander Calder, Luis Lacasa, Josep Llus Sert, Horacio Ferrer e Antoni Bonet.
Il governo nazionalista fece anch'esso la sua esposizione, ma sotto la bandiera vaticana, il suo pezzo
principale fu una pala d'altare dipinta da Jos Mara Sert, Intercesin de Santa Teresa por la guerra
espaola.25
L'altro grande evento fu il Congresso Internazionale degli Scrittori per la Difesa della Cultura,
con riunioni a Valencia e Madrid e concluso a Parigi. Questo fu organizzato interamente del fronte
comunista, con scrittori di Spagna, Unione Sovietica, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Sudamerica,
oltre che da esuli delle nazioni dell'Asse.26 Ma il tentativo comunista di creare un'egemonia culturale,
oltre che politica, a sinistra non venne aiutato dai fatti di Mosca.
Meno di un mese dopo lo scoppio della guerra civile spagnola cominci il primo processo farsa.
Chiunque avanzasse critiche veniva accusato di essere un criptofascista. Victor Serge, che os farlo a
Parigi, venne insultato da un operaio comunista: Traditore! Fascista! Nulla di quanto fai impedir
all'Unione Sovietica di restare la patria di tutti gli oppressi!.27 A parte rare eccezioni, come il poeta
Andr Breton, i socialisti non osarono parlare perch gli interessi del Fronte Popolare richiedono di
assecondare i comunisti. Andr Gide prepar una dichiarazione sulla dittatura sovietica, ma quando
Ilja Ehrenburg lo apprese organizz da parte di miliziani comunisti del fronte di Madrid una spedizione
di telegrammi che lo pregavano di non pubblicare un colpo mortale contro di loro. Gide rimase
interdetto: Quale ondata di offese mi tocca subire! E ci saranno dei miliziani in Spagna a credere che
io sia davvero un traditore!. In Spagna La Batalla del POUM pubblic resoconti critici dei processi
farsa, accrescendo cos di molto l'inimicizia dei comunisti contro i loro rivali marxisti. Anche la CNT
tent di evitare che la sua stampa criticasse le liquidazioni volute da Stalin in un momento in cui le
armi sovietiche erano disperatamente necessarie. La cieca e breve reazione dei governi occidentali e la
loro debolezza di fronte a Hitler e a Mussolini lasci al Comintern un apparente monopolio nella
resistenza al fascismo.
Per tutto questo tempo la Repubblica soffr per la dipendenza dall'aiuto sovietico, che conferm
le paure e i pregiudizi della minoranza verso la quale era diretta la propaganda nazionalista. Nel
dicembre del 1938 Churchill arriv a concludere che l'impero britannico avrebbe corso minori rischi
con una vittoria del governo spagnolo che con una vittoria del generale Franco. E, parlando di Neville
Chamberlain, disse che nulla ha rafforzato la presa del Primo ministro sulla societ dei benestanti pi
notevolmente che la convinzione che egli  amico del generale Franco e della causa nazionalista in
Spagna.28 Questa parte della popolazione non pu avere rappresentato pi del 20 per cento del totale,
eppure sembra che avesse molta pi influenza sull'atteggiamento britannico, e di conseguenza
occidentale, della grande maggioranza, che era a favore della Repubblica. Su questa base, il ruolo dei
comunisti a sostegno del governo probabilmente aiut i nazionalisti a diventare gli effettivi vincitori
della guerra della propaganda. L'appeasement e il boicottaggio occidentale della Repubblica avevano
rafforzato molto la potenza del Comintern, che pot presentarsi come l'unica forza efficace in grado di
combattere il fascismo.
...
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PARTE QUINTA.
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Tensioni interne.
...
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...
22.
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La lotta per il potere.
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L'insuccesso di quattro tentativi contro Madrid in cinque mesi non solo mise a rischio le
relazioni di Franco con i suoi alleati tedesco e italiano, ma provoc anche voci di insoddisfazione
all'interno della coalizione nazionalista. I carlisti non avevano dimenticato la forte reazione del
generale al loro tentativo di mantenere l'indipendenza delle loro formazioni di requets, e le vecchie
camicie falangiste condividevano i timori del loro defunto capo che l'esercito le avrebbe assimilate,
anche se erano aumentate da circa 30.000 a parecchie centinaia di migliaia di iscritti in un solo anno.
Franco si teneva bene informato sugli sviluppi di queste due fazioni. Non erano preoccupazioni
da poco, perch l'alleanza nazionalista richiedeva un unico comandante e non aveva un effettivo rivale,
nell'esercito o fuori. Il principale leader carlista, Fal Conde, era in esilio in Portogallo e il conte di
Rodezno, rimasto al suo posto, era pi malleabile. Il continuo mettere a tacere l'annuncio
dell'esecuzione di Primo de Rivera ad Alicante incoraggiava nella Falange voci sulla speranza che
fosse ancora vivo, e questo impediva la nomina di un suo sostituto definitivo. L'ambasciatore tedesco
von Faupel ripet a Wilhelmstrasse il commento di un addetto italiano: Franco  un leader senza
partito, la Falange un partito senza leader.1
Inoltre la Falange era ancora indebolita dalla potenziale frattura che derivava dalla
contraddizione insita nella filosofia di Jos Antonio: le aspirazioni socialiste erano state annegate dal
nazionalismo reazionario. Jos Antonio poteva essere citato dalle vecchie camicie proletarie guidate
dal capo provinciale Manuel Hedilla per dimostrare che l'aspetto socialista del loro movimento era
fondamentale; nello stesso tempo, l'ala reazionaria, che era in crescita e stava diventando pi potente
delle vecchie camicie, poteva incitare altre dichiarazioni per dimostrare che la ricostruzione della
Spagna tradizionalista era il primo obiettivo nella mente di Jos Antonio.
E fu quest'ultimo gruppo, quello dei reazionari moderni, a contattare i carlisti durante l'inverno
1936-37, per incontri segreti su un'alleanza, alla quale si opponevano gli elementi proletari di Hedilla.
Sancho Dvila, un cugino di Jos Antonio, era stato in contatto con Fal Conde fin da prima
della rivolta e propose un'unione fra le due fazioni. Franco venne a sapere in via riservata di queste
discussioni, avvenute a Lisbona il 16 febbraio, e anche se non portarono a nulla, not che i guai
sarebbero venuti pi facilmente dalle fila dei falangisti che da quelle dei carlisti, i quali erano
combattenti disciplinati, poco interessati agli intrighi politici.
Hedilla era stato capo dei falangisti a Santander e aveva avuto la fortuna di trovarsi a La Corua
quando era scoppiata la rivolta nel nord, perch la sua citt natale era in mano alla Repubblica. A La
Corua aveva avuto un ruolo importante, sia portando una Falange bene armata a fianco dei ribelli per
conquistare la citt sia per svolgere la susseguente repressione, che fu tra le peggiori in Spagna. Eppure
questo ex meccanico divent presto il pi acceso critico delle indiscriminate uccisioni nazionaliste,
sostenendo che alienavano il proletariato alla loro causa. La vigilia di Natale del 1936 disse alla
Falange che non bisognava perseguitare i poveri perch avevano semplicemente votato a sinistra per
fame o per disperazione. Sappiamo tutti che in molte citt c'erano  e ci sono ancora  elementi di
destra che sono peggiori dei rossi.
Queste dichiarazioni resero Hedilla e i falangisti di sinistra molto sospetti agli occhi della destra
spagnola. Numerosi generali dell'esercito  soltanto Yage era un falangista di sinistra impegnato  li
considerarono poco meglio dei rossi. Un conte a Salamanca dichiar indignato a Virginia Cowles:
Met dei fascisti non sono altro che rossi e nel nord molti di essi fanno il saluto del Fronte Popolare
e parlano dei loro fratelli di Barcellona.2 Per contro, l'ala dei seoritos della Falange, che era la pi
forte in Andalusia, era vista con molto maggiore favore dagli altri nazionalisti, e attir numerosi
esponenti delle classi medie professionali.
Durante l'inverno del 1936, l'ambasciatore tedesco von Faupel aveva cominciato a coltivare
l'ammirazione delle vecchie camicie per i nazisti. Sembra stesse cercando di ottenere favori in patria,
non agendo in base a ordini. Incoraggi Hedilla a resistere alla supremazia dei ceti medi nella Falange e
consigli a Franco che i nazionalisti avrebbero potuto vincere la guerra se avessero adottato riforme
sociali. Tuttavia rifer a Wilhelmstrasse che in caso di scontro tra Franco e la Falange siamo d'accordo
con gli italiani che, nonostante le simpatie per la Falange e le sue sane tendenze, dovremo appoggiare
Franco a qualunque costo. Franco tollerava le interferenze dei suoi alleati nelle faccende militari, ma
non avrebbe accettato un loro coinvolgimento nel futuro politico della Spagna. Pretese la sostituzione
di von Faupel, anche se non era rimasto coinvolto in alcun tentativo di cambiare la direzione
nazionalista.
Nella notte del 16 aprile 1937 i seguaci di Hedilla cercarono di occupare la sede della Falange a
Salamanca, nel quadro di un tentativo di allontanare gli elementi di destra diretti da Sancho Dvila,
Agustn Aznar e Rafael Garcern. Scoppi un conflitto a fuoco nella Plaza Mayor nel quale persero la
vita due falangisti; la Guardia Civil venne fatta intervenire a ristabilire l'ordine e oper alcuni arresti.
Hedilla ebbe la fortuna di non essere coinvolto nei disordini e il 18 aprile organizz una riunione del
consiglio della Falange nel quale venne eletto capo. Pens che il suo trionfo fosse completo quando si
rec nel vicino palazzo vescovile, dove risiedeva Franco, ad annunciargli la propria elezione e a
comunicargli di essere ai suoi ordini. L'astuto Caudillo si congratul con lui, ma, dopo avere permesso
che la lotta intestina continuasse senza interferenze, la sera successiva fece la sua ben preparata mossa.3
La Falange, i carlisti, la Renovacin Espaola monarchico-alfonsina e il resto dei gruppi di
destra, come la Acin Popular della CEDA, vennero riuniti per decreto in un partito unico ai suoi ordini
diretti.4 Il partito doveva chiamarsi Falange Espaola Tradicionalista y de las JONS. Come indicato dal
nome, i carlisti ebbero la peggio in questa unione forzata, con un programma basato su 26 dei 27 punti
di Jos Antonio.5 Ma, come aveva calcolato Franco, i carlisti erano pi obbedienti e meno politicanti.
La nuova uniforme consisteva nella camicia azzurra della falange e nel basco rosso carlista; venne
adottato il saluto fascista e il motto del movimento fu Por el Imperio hacia Dios, per l'impero verso
Dio. Il Caudillo venne nominato capo del nuovo partito e suo cognato Ramn Serrano Suer
responsabile esecutivo. (Questo port a una nuova parola spagnola, cuadismo, cio potere del
cognato, come variante del nepotismo.) Serrano Suer, un avvocato intelligente e ambizioso che era
stato amico di Jos Antonio, era diventato vicepresidente della CEDA e poi nella primavera del 1936 si
era spostato verso la Falange. Era stato catturato a Madrid dopo la rivolta ed era stato trattenuto nella
Prigione Modello, dove aveva assistito alle uccisioni di rappresaglia dopo i fatti di Badajoz. Questa
esperienza e la morte di due fratelli lo avevano reso il pi intransigente fautore della limpieza [repulisti]
dopo essere evaso dall'ospedale (in circostanze mai chiarite in modo soddisfacente), e aveva raggiunto
il territorio nazionalista nel febbraio del 1937.6
La mossa di Franco era stata improvvisa e questo ne aument l'effetto. Al momento in cui
l'annuncio venne compreso nella sua sostanza, chiunque voleva opporvisi si sarebbe esposto all'accusa
di tradimento verso il movimento nazionalista. Hedilla, con poca immaginazione, era convinto di poter
mantenere una posizione di potere alla direzione della Falange e di conservarne l'indipendenza: rifiut
di entrare nel consiglio del nuovo partito e cerc di mobilitare i propri sostenitori. Fin arrestato il 25
aprile e condannato a morte un mese pi tardi per manifesto gesto di indisciplina e sovversione contro
il comando unico della Spagna nazionalista.7 Tuttavia, dietro consiglio di Serrano Suer la condanna
fu commutata in ergastolo. In realt scont soltanto quattro anni, ma bastarono a toglierlo da qualsiasi
influenza in un momento critico. Il nuovo consiglio nominato da Franco non fu pi minacciato dopo
che la Falange venne rimessa in ordine con una serie di espulsioni e un'ottantina di arresti.
Quale comandante della pi importante formazione delle forze armate nazionaliste, l'armata
d'Africa, Franco aveva cominciato la sua scalata al potere da una posizione avanzata. Non aveva un
rivale pericoloso e la stessa natura del movimento nazionalista richiedeva un unico comando
disciplinato. Di conseguenza ottenne il potere supremo in due fasi ben studiate nel tempo: settembre
1936 e aprile 1937. Con la prima divent capo de jure; con la seconda, quando elimin ogni potenziale
opposizione, divent dittatore de facto. Era in una posizione che gli consentiva di affrontare una lunga
guerra e di realizzare il suo progetto per il futuro della Spagna.
Anche nel campo repubblicano c'era una lotta per il potere, iniziata durante l'inverno del 1936 e
nella primavera del 1937, per quanto i vincitori, i comunisti, non siano mai riusciti a raggiungere lo
stesso potere di Franco. Erano partiti da una base molto ristretta e la loro politica di centralizzazione del
potere aveva provocato l'opposizione di una delle principali componenti dell'alleanza repubblicana: gli
anarchici. Nello stesso tempo il governo di Valencia era esasperato dalla sua mancanza di controllo
sulle regioni indipendenti, soprattutto Catalogna e Aragona.
Nel dicembre del 1936 il Comitato Centrale del Comintern aveva analizzato in svariate
occasioni il corso degli avvenimenti in Spagna e la posizione del PCE. Il 21 dicembre Stalin aveva
inviato a Largo Caballero una lettera, controfirmata da Molotov e Voroilov, nella quale sottolineava in
primo luogo il fatto che il governo repubblicano aveva chiesto l'aiuto di consiglieri sovietici e che gli
ufficiali inviati in Spagna avevano ricevuto il monito di ricordare sempre che, nonostante la grande
solidariet esistente ora fra il popolo spagnolo e i popoli dell'Unione Sovietica, uno specialista
sovietico, essendo uno straniero in terra spagnola, poteva essere utile soltanto se restava entro i limiti di
un consigliere e soltanto di un consigliere.8
Poi aveva proseguito ribadendo la linea del Comintern secondo cui l'aiuto sovietico alla Spagna
era per salvaguardare la democrazia e insistendo affinch il governo seguisse la strategia del Fronte
Popolare, che aiutava i contadini proprietari di terreni e attirava i ceti medi. In realt Stalin aveva
l'interesse a evitare ogni imbarazzo alla sua politica estera, che mirava da un lato a non provocare la
Germania nazista e dall'altro a cercare un riavvicinamento con Gran Bretagna e Francia. Bisognava
mantenere una repubblica parlamentare per evitare che i nemici della Spagna la considerassero una
repubblica comunista.
Gli agenti del Comintern ricevettero nel frattempo l'ordine di formare un esercito disciplinato
sotto un comando unico, di sviluppare l'industria bellica, e di raggiungere l'unit d'azione fra tutti i
gruppi politici. Codovilla doveva convincere Largo Caballero a portare avanti il programma, compito
difficile, visto quanto erano peggiorate le relazioni dopo che i comunisti avevano assimilato la
Giovent Socialista. La caduta di Mlaga e l'arrivo in Spagna dell'agente bulgaro del Comintern
Stoyn Mnev (Stepnov), posero fine a questo ottimismo. Il 17 marzo Stepnov inform Mosca che la
responsabilit della caduta di Mlaga ricadeva interamente su Largo Caballero, per le sue connivenze
con i traditori dello stato maggiore. Il Comintern convinse Stalin che era essenziale togliere a Caballero
il ministero della Guerra, e raccomand al PCE di fare tutto il necessario per assicurarsi che Spaak
[Largo Caballero] restasse soltanto come capo del governo.9
La tattica comunista era impedire ai ministri di esercitare un controllo sull'esercito popolare: lo
consideravano necessario sia per vincere la guerra sia per accrescere il proprio potere. Ma fin dal primo
momento gli anarchici avevano dichiarato in modo chiaro che qualsiasi tentativo di imporre alle loro
truppe ufficiali non anarchici sarebbe stato contrastato con la forza. Di fronte a resistenze del genere i
comunisti sollecitarono l'appoggio degli ufficiali di carriera. Si avvicinarono ai pi ambiziosi,
presentandosi come sinceri credenti nella disciplina di ferro e nella buona organizzazione. Esperti nella
manipolazione della burocrazia, infiltrarono elementi di fiducia nelle posizioni chiave. Riuscirono a
piazzare il tenente colonnello Antonio Cordn a capo della segreteria tecnica del ministero della
Guerra, dove controllava stipendi, promozioni, disciplina, rifornimenti e personale. Sollevarono il
tenente colonnello Segismundo Casado dall'incarico di capo delle operazioni dello stato maggiore
perch ne aveva denunciato le macchinazioni, sostituendolo con un elemento del partito. Una relazione
a Mosca del marzo 1937 rivela che 27 dei 38 comandi chiave del fronte centrale erano tenuti da
comunisti e altri tre da simpatizzanti.10 Un'altra relazione rifer in seguito che il partito ha ora
l'egemonia nell'esercito e questa egemonia sta sviluppandosi e diventa sempre pi solida di giorno in
giorno, sia tra i reparti al fronte sia nelle retrovie.11
I comunisti si disposero a sbarazzarsi di Asensio Torrado, che chiamavano il generale delle
sconfitte, accusandolo di incompetenza e di tradimento. L'attacco principale venne dall'ambasciatore
sovietico, Marcel Rosenberg. Dal gennaio del 1937 questi si era comportato come un vicer russo in
Spagna, attaccando di continuo Largo Caballero, dicendogli che cosa doveva e che cosa non doveva
fare, tanto che una volta il vecchio sindacalista lo aveva scacciato dal suo ufficio. L'ironia della
vicenda fu che il 21 febbraio, mentre i comunisti stavano ancora chiedendo che Asensio Torrado
venisse messo al muro, Rosenberg fu convocato a Mosca, per essere giustiziato poco dopo nel quadro
delle epurazioni. Per quanto il suo successore, Gaikins, abbia svolto un ruolo meno dominante,
continu a insistere per la fusione tra il partito socialista e quello comunista, passo al quale Largo
Caballero era del tutto contrario. La tattica del braccio di ferro divenne meno necessaria a questo
livello, perch il partito comunista controllava comunque la maggior parte della burocrazia.
I consiglieri sovietici, tuttavia, continuarono a premere, dichiarando a qualsiasi ufficiale
spagnolo facesse obiezioni ai loro piani che dovevano chiedere al loro governo se era ancora necessaria
l'assistenza sovietica. Questo atteggiamento continu nonostante una lettera di Stalin dichiarasse che il
personale sovietico aveva ricevuto l'ordine categorico di mantenersi rigorosamente nelle funzioni di
consigliere e soltanto di consigliere. Dopo la pubblicazione da parte del foglio socialista Adelante, il
30 aprile 1937, di un articolo che conteneva attacchi provocatori contro l'Unione Sovietica e i suoi
leader, Voroilov in un telegramma cifrato ordin al capo dei consiglieri, generale Stern: Recati di
persona da Caballero e dichiara, in risposta alla sua richiesta di inviare i nostri piloti ecc. in Spagna,
che, considerando questo atteggiamento sleale, non solo non possiamo inviare loro altri nostri uomini,
ma dovremo ritirare quelli che abbiamo ora in Spagna, a meno che essi non smentiscano questo
provocatorio articolo su Adelante, puniscano i colpevoli della sua pubblicazione e ci presentino delle
scuse.12
La posizione di Caballero era minata anche dall'interno. Non poteva pi nascondere il fatto che
il suo intimo amico lvarez del Vayo, ministro degli Esteri, era un attivo sostenitore del PC. Il
comunista Enrique Castro Delgado descrisse il loro atteggiamento nei confronti del ministro degli
Esteri parafrasando Lenin:  uno sciocco, ma pi o meno utile. Largo Caballero tent di limitare il
controllo di lvarez Del Vayo sulla nomina dei commissari nelle forze armate, e il 17 aprile decise per
decreto che il corpo dei commissari passasse direttamente ai suoi ordini.13 La stampa comunista esplose
d'indignazione. Chi pu essere ostile a questo corpo d'eroi? chiese. Chi pu dimostrarsi
incompatibile con costoro che forgiano l'esercito del popolo? Soltanto i nemici dichiarati del
popolo.14 Una volta esaltato come il Lenin spagnolo, Largo era diventato un nemico dichiarato del
popolo. La Pasionaria diede un notevole esempio di quella che Orwell chiam pi tardi doppiezza
nel parlare. A suo parere, restringendo i poteri dei commissari si abbandonavano i nostri soldati alla
merc degli ufficiali, i quali potevano deformare in qualsiasi momento il carattere del nostro esercito
ritornando ai vecchi giorni della disciplina di caserma. Eppure i comunisti erano i principali
sostenitori dell'ordine chiuso, del saluto obbligatorio e dei privilegi degli ufficiali.
I tentativi di Caballero di prevenire campagne di reclutamento comuniste in seno all'esercito
non ebbero alcun risultato. Un ufficiale sovietico rifer a Mosca: Dato che Largo Caballero ha vietato
il lavoro di partito nei reparti, abbiamo insegnato ai nostri amici a svolgere il loro lavoro di partito sotto
forma di attivit dilettantistiche. Per esempio, abbiamo organizzato un pranzo di celebrazione la vigilia
della festivit [1 Maggio], al quale sono stati invitati rappresentanti del comitato antifascista, oltre a
quelli del comitato del partito, della redazione di Mundo Obrero e dei migliori comandanti di altre
unit di amici (Lster e altri).15
I comunisti organizzarono inoltre a Madrid una scuola di polizia, dove gli studenti che
rifiutavano l'iscrizione al partito venivano bocciati. La polizia segreta pass in mano agli agenti
dell'NKVD nel tardo autunno del 1936, diventando ben presto l'arma pi temuta del PC. Perfino
Wenceslao Carrillo, direttore generale della Sicurezza, si trov impotente nei loro confronti. Molti
spagnoli che furono reclutati per questo lavoro non potevano essere definiti antifascisti, ma furono
iscritti egualmente al PCE. Quando il primo ambasciatore sovietico Rosenberg fece il suo commento
che nelle rivoluzioni la feccia viene sempre a galla, non aggiunse che buona parte di essa fu scremata e
in seguito introdotta nella polizia segreta. Nel frattempo, la campagna per accattivarsi le forze
paramilitari come gli asaltos venne aiutata da Margarita Nelken, deputata socialista alle Cortes e
anch'essa comunista in segreto. Ed era stato contro questo sforzo che il generale Asensio Torrado
aveva obiettato, attirandosi per la prima volta l'aspra inimicizia del PC.
In numerose occasioni i comunisti della polizia, accesi dalla paranoia dei loro controllori
dell'NKVD, arrestarono e interrogarono i membri di altri partiti. Subito dopo la battaglia di Brihuega,
Antonio Verardini, il capo di stato maggiore della 14 divisione di Mera, era andato a Madrid in licenza
di 24 ore, e qui venne arrestato per ordine di Jos Cazorla, il consigliere comunista per l'ordine
pubblico, e accusato di spionaggio e tradimento. Subito dopo averlo saputo, Mera part per la capitale
con Sanz, comandante della LXX brigata, e un autocarro pieno di soldati armati. Appena arrivato
dichiar al generale Miaja che se Verardini non fosse stato liberato dai comunisti, i suoi uomini
avrebbero usato la forza. Miaja ottenne la sua liberazione immediata. Mera dovette tornare a Madrid in
una missione simile quando la persecuzione del POUM da parte dei comunisti raggiunse l'apice.
Quella seconda volta aveva sentito che Mika Etchbehere, la comandante della milizia femminile, era
stata arrestata per disaffezione alla Repubblica e fu soltanto dopo aver parlato con il direttore
generale della Sicurezza che ottenne la sua liberazione; dopodich la fece accompagnare al suo quartier
generale, in modo che non potesse essere pi prelevata.
Durante quella primavera del 1937, la polizia comunista e la milizia anarchica si affrontarono a
Madrid in una lotta che divenne sempre pi dura. La CNT sfrutt lo scandalo maggiore pubblicando le
accuse di Melchor Rodrguez, il delegato alle prigioni che aveva bloccato lo sfoltimento e il massacro
dei detenuti nazionalisti nel novembre precedente. Melchor Rodrguez rivel che Jos Cazorla, il
comunista incaricato dell'ordine pubblico, aveva organizzato carceri segrete per socialisti, anarchici e
repubblicani, molti dei quali erano stati liberati da tribunali popolari, per torturali e giustiziarli come
spie o traditori. Largo Caballero se ne serv il 22 aprile per sciogliere la Junta de Defensa controllata
dai comunisti e ristabilire l'autorit del governo di Valencia a Madrid. Tuttavia c'era ben poco che
potesse fare per frenare l'attivit dell'NKVD, noto in Unione Sovietica come la spada sguainata della
rivoluzione.
Il Primo ministro si rese tuttavia conto di non poter rivelare la pericolosa crescita del potere
comunista senza confermare i sospetti del governo britannico, e nello stesso tempo poteva contare su
sempre meno alleati nel suo stesso Gabinetto. I socialisti moderati, come Prieto e Negrn, stavano
pensando ad amalgamare il partito socialista con il partito comunista e concordavano con l'opinione
comunista che bisognava porre fine alla frammentazione del potere se si voleva vincere la guerra.16
I liberalrepubblicani di Martnez Barrio (Unin Republicana) e Manuel Azaa (Izquierda
Republicana) seguirono una via simile a quella dei socialisti moderati nell'opporsi al separatismo basco
e catalano e ai collettivi rivoluzionari degli anarchici. Mancandogli l'appoggio dei liberali e dei
socialdemocratici, Largo Caballero poteva contare soltanto sui quattro ministri della CNT-FAI come
alleati contro i comunisti e i loro piani di assumere il controllo dell'esercito. Eppure il movimento
anarchico stesso stava cominciando a risentire della frattura fra la propria direzione riformista che
collaborava con il governo e i propri militanti a Barcellona e nelle colonne della milizia.
Un gruppo radicale, gli amici di Durruti era diretto da un ex cattolico e separatista, Jaime
Balius. Dal marzo questo gruppo, con i suoi opuscoli e pubblicazioni, aveva denunciato la
controrivoluzione stalinista e il collaborazionismo della dirigenza della CNT, sostenendo di essere
il guardiano dello spirito del 19 luglio e pretendendo un governo fatto solo dall'UGT e dalla CNT. Ma
il problema di base era la profonda frustrazione del movimento libertario che stava perdendo tutta la
sua influenza e potenza. E c'era il profondo rammarico di non avere colto l'occasione, nel luglio
precedente, di stabilire il comunismo libertario in Catalogna.
Il cambiamento di atmosfera a Barcellona venne notato da osservatori che vi erano tornati dopo
un anno d'assenza: il cameratismo e l'ottimismo erano spariti; i locali notturni e i costosi ristoranti
riforniti dal mercato nero avevano riaperto, mentre le code per il pane cominciavano alle 4 del mattino.
Gli anarchici accusavano Joan Comorera per questa crisi alimentare. Era il leader del PSUC comunista
e consigliere della Generalitat in carica, e aveva sciolto i comitati per l'alimentazione costituiti dalla
CNT nel luglio del 1936 e posto fine al razionamento del pane. I comitati per la distribuzione dei viveri
avevano avuto di certo i loro difetti, ma questi vennero messi in ombra dagli accaparratori e dai
profittatori che seguirono alla loro abolizione. I comunisti, nel frattempo, davano la colpa ai collettivi
agricoli anarchici.17 Davanti ai negozi erano frequenti episodi di violenza e gli asaltos interrompevano
le code con i loro cavalli o disperdevano le donne a colpi di calcio di fucile.
C'erano stati anche numerosi incidenti pi gravi a far sentire minacciati in Catalogna gli
anarchici e quelli del POUM. Nell'inverno il PSUC si era dato da fare per escludere dal governo
catalano il POUM. Gli anarchici, i quali fino a quel momento avevano considerato la lotta fra comunisti
e POUM soltanto come una rivalit fra marxisti, cominciarono a rendersi conto che il risultato avrebbe
avuto conseguenze anche su di loro. La Generalitat, che per il momento sentiva di avere abbastanza
potere per affrontare gli anarchici, il 4 marzo emise un decreto di scioglimento delle pattuglie di
controllo e del Consiglio di sicurezza dominato dalla FAI. Allo stesso tempo, unific la Guardia de
Asalto e la Guardia Nazionale Repubblicana in un unico corpo agli ordini del consigliere per la
Sicurezza interna, Artemio Ayguad. Il decreto imponeva anche la consegna delle armi.
Il mese successivo il PSUC comunista aument la pressione, emettendo un piano della
vittoria in cui reclamava l'integrazione completa delle forze catalane nell'esercito del popolo, la leva
di tutte le classi dal 1932 al 1936, la nazionalizzazione delle industrie belliche, la militarizzazione di
tutti i trasporti e il controllo del governo su tutte le armi.18 Gli anarchici, pur essendo divisi in due
schieramenti, ritenevano di aver fatto abbastanza per i colleghi di governo. Abbiamo fatto troppe
concessioni ed  giunto il momento di chiudere il rubinetto, proclam il loro quotidiano, Solidaridad
Obrera.19
Andreu Nin, leader del POUM, era entusiasta che la CNT fosse giunta al limite della pazienza:
voleva che gli anarchici si unissero al POUM in un attacco alla controrivoluzione.20 Lo schieramento
delle opposte tendenze per i cosiddetti eventi di maggio era stato completato. Il POUM non poteva
essere definito trockista, come continuava a proclamare la propaganda stalinista, e certamente non
trockista-fascista, il consueto epiteto del Comintern... una sentenza capitale, in termini sovietici. Ma
gli stalinisti si rifiutavano di riconoscere che la Quarta Internazionale di Trockij aveva condannato il
POUM per avere aderito al Fronte Popolare nelle elezioni e che Trockij stesso ripudiava il suo ex
collega in furibondi articoli.21
Per Nin, tutto ci che non era rivoluzionario era reazionario, e per questo disprezzava le
istituzioni repubblicane e chiedeva alla CNT di instaurare una democrazia dei lavoratori. Il POUM, nel
suo fanatismo rivoluzionario si era addirittura convinto che il governo del Fronte Popolare stesse
complottando in segreto con i nazionalisti, una curiosa immagine speculare dei sospetti stalinisti.
Tuttavia si trovava su un terreno pi razionale nella sua convinzione che i comunisti stessero
preparando un'epurazione simile a quella in corso nell'Unione Sovietica.22
...
.
...
23.
.
La guerra civile nella guerra civile.
.
A Barcellona, verso la fine di aprile, una serie di avvenimenti e incidenti aggrav una situazione
gi tesa. Il 16 aprile Companys decise un rimpasto del governo, affidando il dicastero della Giustizia a
Juan Comorera, il leader del PSUC comunista, e questo provoc profonda inquietudine, soprattutto nel
POUM, che egli aveva minacciato di liquidare. Il 24 ci fu un fallito tentativo di assassinio contro il
commissario per l'ordine pubblico della Generalitat, Eusebio Rodrguez Salas, altro noto esponente del
PSUC.
Il giorno successivo i carabineros inviati da Juan Negrn assunsero il controllo dei valichi di
confine pirenaici, che fino a quel momento erano stati affidati alla milizia della CNT. Ci furono scontri
con gli anarchici a Bellver de Cerdanya e i carabineros uccisero parecchi avversari, compreso Antonio
Martn, presidente del comitato rivoluzionario di Puigcerd.1 A Madrid, Jos Cazorla, infuriato dalla
denuncia di Melchor Rodrguez delle sue prigioni segrete, chiuse il giornale della CNT Solidaridad
Obrera. E ancora, quello stesso giorno, il leader comunista e dell'UGT Roldn Cortada venne ucciso a
Molins de Rei, probabilmente da un anarchico, anche se vi sono da lungo tempo ipotesi diverse.2 Il
PSUC organizz un funerale pubblico che doveva servire anche come manifestazione di massa contro
la CNT. Nel frattempo Rodrguez Salas effettu un violento rastrellamento nel bastione anarchico di
Hospitalet de Llobregat alla ricerca degli assassini di Cortada.
Il timore di un aperto conflitto per le strade di Barcellona spinse la Generalitat, d'accordo con
l'UGT e la CNT, ad annullare tutte le sfilate del 1 Maggio. Il 2 maggio Solidaridad Obrera chiese ai
lavoratori di non lasciarsi disarmare in nessuna circostanza. Nuvole di tempesta stanno ammassandosi,
sempre pi minacciose, sopra Barcellona.3
Proprio il giorno dopo, la Generalitat, decisa a riprendere il potere perduto dal 19 luglio 1936,
assunse il controllo della Telefnica in Plaza de Catalunya. Per quanto questa centrale fosse diretta da
un comitato misto della CNT e dell'UGT, assieme a un delegato del governo catalano, gli anarchici
l'avevano considerata sempre loro, da quando l'avevano conquistata nel luglio precedente, e consentiva
di ascoltare qualunque conversazione interurbana da e verso Barcellona, comprese quelle di Companys
e di Azaa.
Alle 15, il commissario comunista per l'ordine pubblico, Rodrguez Salas, arriv alla
Telefnica con tre camion carichi di guardie d'assalto. (Si ritenne, ma non  certo, che agisse per ordine
del consigliere per la Sicurezza interna, Artemio Ayguad). Sorpresero i piantoni e li disarmarono, ma
poi vennero fermati da una raffica di mitragliatrice dal piano superiore. Gli anarchici spararono dalle
finestre come per dare l'allarme, ed entro pochi minuti la notizia si sparse in tutti i quartieri operai della
citt.
Dionisio Eroles, direttore delle squadre di controllo, raggiunse la Telefnica e tent di
persuadere gli asaltos a rinunciare all'assedio dell'edificio, ma senza successo. Nel corso di alcune ore,
la gente cominci a disselciare le strade e a erigere barricate nelle Ramblas, nella Avenida del Paralelo,
nella citt vecchia, nella Via Layetana e anche nei barrios esterni di Sants e Sant Andreu. I negozi
chiusero e i tram smisero di circolare. Da una parte si schierarono forze del governo, il PSUC
comunista e la Giovent Socialista Unificata, oltre ad alcuni elementi dell'Estat Catal; dall'altra
c'erano la CNT e la FAI, la Giovent Libertaria, gli Amici di Durruti, il POUM e il suo giovane
affiliato, le Juventudes Comunistas Ibricas.
I dirigenti della CNT si recarono al palazzo della Generalitat per incontrarsi con Companys e
con il consigliere capo Josep Tarradellas, chiedendo l'immediata destituzione di Ayguad e Rodrguez
Salas per calmare la crisi, ma dopo una lunga seduta durata fino alle prime ore del mattino, si giunse a
un punto morto. Nel frattempo il comitato regionale della CNT aveva proclamato uno sciopero
generale per il giorno dopo.
La rete di barricate alzate marted 4 aprile ricord a molti la Semana Trgica del 1909 e a quasi
tutti il 19 luglio 1936. Gruppi di operai distribuirono armi, mentre altri preparavano gli edifici per la
difesa. Una settimana dopo un agente tedesco del Comintern a Barcellona comunic a Mosca: Nessun
veicolo che non appartenesse alla CNT veniva lasciato passare e pi di 200 agenti di polizia e asaltos
furono disarmati.4 Ambulanze con grandi croci rosse cominciarono a sgomberare i primi feriti, e a
causa delle sparatorie improvvise la CNT tir fuori alcune delle autoblindo realizzate in modo
artigianale l'estate precedente. Ci furono scontri sulla Avenida del Paralelo, sul Paseo de Coln, in
Plaza de Palau, nelle stazioni ferroviarie e attorno alla sede della Generalitat. La polizia paramilitare
sparava dagli Hotel Coln e Victoria. Forze del governo e del PSUC occuparono soltanto pochi punti
del centro, mentre gli anarcosindacalisti e i loro alleati controllavano la maggior parte della citt, oltre
ai grossi calibri della fortezza di Montjuch.
Ogni volta che gli asaltos tentavano di occupare un edificio, venivano accolti da una grandine
di pallottole. I colpi d'arma da fuoco echeggiavano nelle strade, sparati dai tetti o da balconi fortificati
con sacchetti di sabbia. Ogni tanto, racconta Orwell, le raffiche delle fucilate e delle mitragliatrici si
mescolavano alle esplosioni delle bombe a mano. E, a intervalli pi lunghi, sentivamo tremende
esplosioni che in quel momento nessuno riusciva a spiegare. Sembravano bombe, ma era impossibile,
perch non si vedevano aerei. In seguito mi dissero  e forse era vero  che agenti provocatori avevano
fatto saltare grosse quantit di esplosivo per accrescere il rumore e la sensazione di panico.5
A met pomeriggio Juan Garca Oliver e Mariano Vzquez, segretario nazionale della CNT,
giunsero a Barcellona assieme a Carlos Hernndez Zancajo e Mariano Muoz Snchez della UGT. Li
aveva mandati il governo di Valencia per trovare una via d'uscita dalla pericolosa situazione che aveva
messo la Repubblica in una posizione molto imbarazzante, soprattutto davanti alla stampa europea.
Venne tenuta una riunione alla Generalitat, che continuava a opporsi alle dimissioni forzate di Ayguad
e Rodrguez Salas. Companys disse loro che tenendo conto della piega degli eventi non vedeva altra
scelta che richiedere al governo di Valencia di intervenire, anche se questo significava la fine del
Consiglio di Difesa della Generalitat.
I dirigenti anarchici fecero per radio un appello per la cessazione del fuoco, mentre Abad de
Santilln parl con le pattuglie di controllo.6 Il Consiglio dei ministri si riun quella sera stessa a
Valencia, decidendo di nominare il colonnello Escobar delegato governativo in Catalogna, ma
l'ufficiale non pot assumere l'incarico per una grave ferita. Il generale comunista Pozas ricevette il
comando di tutte le forze del fronte d'Aragona.
Mentre i dirigenti anarchici tentavano di calmare le acque, il foglio del POUM, La Batalla,
sosteneva che il miglior metodo di difesa era l'attacco e chiese l'immediata costituzione di Comitati per
la difesa della rivoluzione. Mercoled 5 maggio i dirigenti anarchici si incontrarono ancora con
Companys e concordarono una soluzione di compromesso: un nuovo governo catalano che escludeva
Ayguad. Ma la tensione nelle strade non diminu. Quel giorno, alle 13, il segretario generale
dell'UGT, Antonio Ses, fu ucciso mentre stava dirigendosi in auto alla Generalitat per assumere la
carica di consigliere alla Difesa. In seguito si scoprirono le salme degli anarchici italiani Camillo
Berneri, che era stato professore di Filosofia all'Universit di Firenze, e di Franco Barbieri, oltre a
quelle di Francisco Ferrer, nipote del pedagogo giustiziato a Montjuch dopo la Semana Trgica, e di
Domingo Ascaso, fratello dell'eroe anarchico caduto l'anno prima nell'attacco alla caserma
Atarazanas.7
I ceti medi di Barcellona, esasperati dai disordini e dalle sparatorie per le strade, volevano la
restaurazione dell'autorit del governo. E il governo centrale chiese a Federica Montseny di recarsi a
Barcellona per fare un appello alla radio, nel quale chiedere ai suoi compagni anarchici di deporre le
armi; lei non ebbe successo e fu costretta ad accettare che l'ordine venisse ristabilito con la forza.
Furono i giorni pi terribili e pi amari della mia vita, avrebbe dichiarato molti anni dopo.8
Largo Caballero si trovava in una posizione difficile. Aveva bisogno della CNT, eppure i fatti di
Barcellona stavano dando munizioni ai comunisti; si rese conto di non avere altra alternativa che
acconsentire al trasferimento di rinforzi di asaltos dal fronte del Jarama. Inoltre Prieto invi da
Valencia due cacciatorpediniere stracarichi di forze paramilitari. Frattanto, in altre zone della Catalogna
e dell'Aragona i comunisti avevano approfittato della situazione per ampliare l'offensiva occupando le
centrali telefoniche di Tarragona, Tolosa e di numerose altre cittadine minori. Ci fu resistenza a tutti
questi tentativi, e ne derivarono battaglie per le strade, provocando l'intervento degli asaltos; la
colonna che stava risalendo dal Jarama verso Barcellona si ferm a Tarragona per schiacciare la
resistenza locale.
Lo stesso giorno, un gruppo di oltre 1.500 uomini della colonna Rosso e Nero, la CXXVII
brigata della 28 divisione e la divisione Lenin del POUM, lasciarono il fronte per andare a
Barcellona, ma furono fermati a Binfar da aerei repubblicani. Vennero infine persuasi a tornare al
fronte, ma soltanto dopo che ebbero sfogato la loro furia su Barbastro e altri villaggi aragonesi.9
Hidalgo de Cisneros si trasfer all'aeroporto di Reus con due gruppi di caccia e due di
bombardieri per intraprendere operazioni contro la regione, nell'eventualit di una vittoria degli
insorti.10 I rinforzi sbarcati a Barcellona dai cacciatorpediniere Lepanto e Snchez Barciztegui
portarono le forze del governo fino ai livelli delle truppe ribelli nel luglio precedente, ma avevano
meno speranza di assumere il controllo della citt. Gli anarchici godevano di una schiacciante
superiorit numerica, tenevano quasi il 90 per cento di Barcellona e dei sobborghi, nonch i cannoni di
grosso calibro di Montjuch. Questi enormi vantaggi non vennero sfruttati perch la CNT-FAI sapeva
che continuare a combattere avrebbe portato a una vera e propria guerra civile in seno alla guerra civile,
nella quale sarebbero stati considerati traditori, anche se i nazionalisti non erano in grado di trarre
vantaggio dalla situazione.
Durante il giorno il famoso opuscolo degli Amici di Durruti venne distribuito sulle barricate e
pubblicato la mattina seguente da La Batalla. Era stato steso con il POUM la sera del 4 maggio ed era
rivolto agli operai, e chiedeva una junta rivoluzionaria, l'esecuzione di tutti i responsabili, il disarmo
della polizia paramilitare, la socializzazione dell'economia, lo scioglimento dei partiti politici che
avevano attaccato la classe operaia, e proclamava: Non vi cederemo le strade! La rivoluzione prima
di tutto! Viva la rivoluzione sociale! Abbasso la controrivoluzione!. Quello stesso pomeriggio la CNT
e la FAI si dissociarono dal documento.
All'alba del 6 maggio la direzione della CNT-FAI propose un patto al governo: offriva di
smontare le barricate e di ordinare di riprendere il lavoro, a patto che venissero ritirati gli asaltos e che
non ci fossero rappresaglie. La Generalitat rispose positivamente alle 5 del mattino seguente.
Solidaridad Obrera fece un appello generale: Compagni delle forze governative, tornate in caserma!
Compagni della CNT, tornate ai sindacati! Compagni dell'UGT e del PSUC, anche voi rientrate nei
vostri centri! Che torni la pace. Ma il foglio comunista El Noticiero Universal, riferendosi al
manifestino degli Amici di Durruti, attacc il trockismo criminale che aveva incoraggiato gli
antifascisti della Catalogna a combattersi fra loro. Altre pubblicazioni comuniste tornarono ad
arroventare l'atmosfera con attacchi analoghi.
Venerd 7 maggio giunsero a Barcellona 150 autocarri carichi di asaltos e di carabineros. Il
comitato regionale della CNT rivolse per radio un appello a tutti perch contribuissero al ristabilimento
della legge e dell'ordine. Ci fu qualche fucilata, ma le barricate cominciarono a essere smontate. Il
PSUC e gli asaltos non rinunciarono alle proprie posizioni ed effettuarono violente rappresaglie contro
i libertari.
Questi avevano forse ottenuto una vittoria di Pirro. Companys aveva ripudiato il tentativo di
Rodrguez Salas contro la centrale dei telefoni e aveva allontanato Ayguad dal governo, ma in realt il
movimento libertario e Companys erano entrambi rimasti sconfitti, mentre i comunisti avevano anche
ottenuto la leva che occorreva loro per scalzare Largo Caballero.
L'oltraggio morale della stampa comunista non conosceva limiti quando esprimeva la linea del
partito sul tradimento trockista. Questa era anche riflessa dai rapporti del Comintern a Mosca, secondo
i quali i disordini erano stati preordinati con molto anticipo. Un rappresentante del Comintern sostenne
che i fatti di Barcellona erano soltanto un putsch, e c'erano prove dell'esistenza di documenti molto
interessanti che dimostrano la connivenza dei trockisti spagnoli con Franco. I preparativi del
putsch sono cominciati due mesi fa. Anche di questo abbiamo le prove.11
Siamo riusciti a rivelare questi stretti collegamenti, scrisse un altro, fra agenti della Gestapo,
agenti dell'OVRA, agenti di Franco residenti a Friburgo, trockisti e fascisti catalani.  risaputo che
hanno sistematicamente trasportato armi e mitragliatrici oltre il confine catalano e che i fascisti
spagnoli hanno inviato oggetti di valore dalla Catalogna all'estero per pagare queste armi... Il fatto che
la ribellione catalana sia stata repressa alla svelta viene considerato un grande fallimento dagli organi
fascisti.12 Un altro rapporto dichiarava: Non c' il minimo dubbio che elementi del POUM stanno
lavorando per Franco e per i fascisti italiani e tedeschi.13
A volte le illusioni staliniste sembra si siano trasformate in pii desideri. In alcune localit sono
cominciati saccheggi indegni, sosteneva un altro rapporto. Bande di briganti trockisti hanno tolto alla
popolazione civile le scarse provviste che avevano, e tutti i loro averi di qualche valore. Gli spagnoli
che avevano armi hanno reagito subito e i traditori trockisti sono stati letteralmente spazzati via in
poche ore.14
Gli agenti dell'NKVD di Orlov furono inviati a Barcellona a indagare e a riferire, e quasi subito
concertarono una teoria cospirativa che era ormai diventata norma sotto il terrore stalinista, noto in
Unione Sovietica come jeov?ina, dal nome del capo dell'NKVD, Jeov: Durante le indagini sulla
ribellione in Catalogna, organi della sicurezza dello Stato hanno scoperto una vasta organizzazione
dedita allo spionaggio. In essa trockisti lavoravano in stretta cooperazione con l'organizzazione fascista
Falange Espaola. La rete aveva ramificazioni al comando dell'esercito, al ministero della Guerra,
nella Guardia Nazionale Repubblicana eccetera. Usando radiotrasmittenti segrete, quest'organizzazione
passava al nemico le informazioni sulle operazioni in corso di pianificazione dell'esercito spagnolo, sui
movimenti delle truppe, sulla posizione delle batterie e dirigeva le incursioni aeree con segnali
luminosi. Addosso a uno dei membri dell'organizzazione  stato trovato un piano sul quale erano
segnati gli obiettivi che i fascisti intendevano bombardare, e sul retro della carta era stato scritto con
inchiostro invisibile il seguente messaggio: Al Generalissimo. Siamo al momento in grado di
informarla su tutto quanto sappiamo circa la situazione e gli spostamenti delle truppe rosse. Le ultime
informazioni trasmesse dalla nostra stazione radio indicano un grande miglioramento del nostro
servizio informazioni.15
Come molti comunisti disillusi hanno riconosciuto in seguito, pi grossa era la bugia, maggiore
era l'effetto, perch soltanto un anticomunista coinvolto avrebbe potuto smentirla. La sifilide russa,
come l'aveva chiamata Gustav Regler, aveva davvero contagiato la Repubblica, eppure alcuni storici
russi di recente hanno sostenuto che gli avvenimenti in Spagna sono serviti anche ad accelerare la
macchina tritacarne del Grande Terrore in Unione Sovietica. In ogni caso, di fronte al fuoco di fila
delle menzogne comuniste, ogni questione di unit repubblicana era ormai morta, qualunque fossero i
vantaggi del controllo centrale del governo e della restaurazione della disciplina militare.
Franco, naturalmente, era felice della piega presa dai fatti di Barcellona, anche se i nazionalisti
non ne avevano ricavato alcun profitto in campo militare. Proclam in un'utile vanteria con Faupel che
gli scontri nelle strade erano stati iniziati dai suoi agenti, e Nicols Franco dichiar a sua volta
all'ambasciatore tedesco che avevamo in totale 13 agenti a Barcellona.16
Il crollo virtuale della CNT e del POUM permise la riorganizzazione del sistema giudiziario in
Catalogna. Il consigliere comunista alla Giustizia, Juan Comorera, introdusse i Tribunali Speciali
Popolari, che erano molto simili a tribunali militari. Il mese seguente, sotto l'autorit del governo
centrale, fu costituito un Tribunale Speciale per lo Spionaggio e l'Alto Tradimento. Delle molte
migliaia di accusati di aver preso parte ai fatti di maggio e arrestati, il 94 per cento venne prosciolto
dai tribunali popolari ordinari ma soltanto il 57 per cento da quelli di Comorera.17 Nello stesso tempo,
molti prigionieri politici furono rinchiusi assieme a detenuti comuni, mentre altri furono trattenuti dal
controspionaggio gestito dai comunisti, il DEDIDE, che divent poi il Servicio de Investigacin
Militar. Erano detenuti in numerose carceri segrete, compreso il Palacio de las Misiones, Preventorio C
(il Seminario), Preventorio G (convento delle Damas Juanas), oltre alla prigione di Stato nella Calle
Du i Mata. Ci furono anche campi di lavoro contenenti 20.000 detenuti.18
Mentre i comunisti attribuivano la colpa dei disordini alle provocazioni dei trockisti-fascisti,
la CNT e il POUM accusavano il PSUC di avere pianificato l'attacco contro la Telefnica per
provocare una rivolta e schiacciare i loro avversari. Il momento era perfetto per i comunisti, i quali non
vedevano l'ora di togliere di mezzo Largo Caballero e di schiacciare il potere anarchico in Catalogna,
che secondo loro stava indebolendosi rapidamente. Ma questo  tutt'altro che certo. Se cos fosse stato,
i comunisti avrebbero radunato con molto anticipo forze ben maggiori a Barcellona, mentre, secondo
Companys, in citt il 3 maggio i poliziotti armati non superavano i 2.000.
Fu comunque una sconfitta per la CNT e per il POUM. I loro giornali si trovavano ora di fronte
a una censura inflessibile. Il POUM in particolare non fu in grado di rispondere al fuoco di fila delle
invettive, per ridicole che fossero. Erano accusati di cospirazione per assassinare Prieto e il generale
comunista Walter, uno dei comandanti pi popolari nell'esercito spagnolo. La stessa sfacciataggine
delle menzogne ebbe come effetto iniziale il disorientamento della popolazione: si era tentati di credere
a ci che si sentiva, basandosi sul fatto che nessuno avrebbe osato inventare accuse simili. Il ministro
comunista Jess Hernndez, il quale si rivolt contro il partito dopo la guerra, disse con un po' di
esagerazione che se avessimo deciso di dimostrare che Largo Caballero o Prieto, o Azaa, o Durruti
erano responsabili delle nostre sconfitte, mezzo milione di uomini, decine di giornali, milioni di
dimostranti e centinaia di oratori avrebbero proclamato come vangelo le malefatte di questi cittadini
con tanta convinzione e insistenza che in quindici giorni tutta la Spagna sarebbe stata d'accordo con
noi. Tuttavia, parecchi dirigenti comunisti spagnoli erano a disagio davanti alle sfacciate tattiche su
cui insistevano i loro consiglieri sovietici e del Comintern. La Pasionaria si rese conto che metodi del
genere erano prematuri in Spagna, dove i comunisti non avevano il controllo completo dei media.
Il 9 maggio, subito dopo la cessazione del fuoco a Barcellona, Jos Daz del Comitato Centrale
del PC espose la strategia del partito: deporre Largo Caballero e trattare in modo spietato con il POUM.
La quinta colonna  stata smascherata, afferm, dobbiamo distruggerla... Qualcuno si chiama
trockista, definizione usata da molti criptofascisti, che usano il linguaggio rivoluzionario per seminare
confusione. Io allora chiedo: se tutti lo sanno, se il governo lo sa, perch non li tratta come fascisti e
non li stermina senza piet? Era Trockij in persona a dirigere le bande di criminali che facevano
deragliare i treni in Unione Sovietica, che compivano atti di sabotaggio nei grandi stabilimenti, e che
cercavano in ogni modo di scoprire segreti militari allo scopo di passarli a Hitler e agli imperialisti
giapponesi. E visto il fatto che tutto questo  stato rivelato durante il processo... Con queste parole i
comunisti svelavano i piani per un'incriminazione spettacolare del POUM. Un nuovo attacco della
Quarta Internazionale contro il partito venne, naturalmente, ignorato dagli stalinisti che erano decisi a
continuare a far valere quella loro etichetta.19
Alla riunione del Gabinetto del 15 maggio (due giorni prima dell'entrata in vigore delle misure
di Largo contro le infiltrazioni comuniste al dipartimento dei commissari), il ministro comunista Uribe
pretese, dietro ordini di Mosca, che il POUM venisse soppresso e i suoi dirigenti arrestati. Largo
Caballero rifiut, sostenendo che non intendeva mettere fuori legge un partito della classe lavoratrice
contro il quale nulla era stato provato. I ministri anarchici lo appoggiarono e accusarono i comunisti di
aver provocato i disordini di Barcellona. Uribe ed Hernndez abbandonarono la seduta, seguiti dai
socialisti di destra Prieto e Negrn, dal nazionalista basco Irujo, da lvarez del Vayo e da Giral.20 A
Largo Caballero rimasero i quattro ministri anarchici e due vecchi colleghi socialisti.
Il 7 maggio, Azaa era stato avvertito da Giral che i socialisti democratici e i progressisti
avrebbero appoggiato i comunisti alla successiva riunione del Gabinetto. Avevano preso questa
decisione in parte perch si identificavano nella politica comunista di un maggiore potere centrale del
governo e in parte perch si rendevano conto che qualsiasi altro corso avrebbe messo a rischio le
forniture d'armi alla Repubblica. Prieto insisteva che, essendo rotta la coalizione, Largo Caballero
doveva consultarsi con il presidente, ma questi voleva evitare complicazioni. Disse a Largo di
proseguire cos, allo scopo di continuare la pianificazione dell'offensiva in Estremadura che doveva
essere sferrata pi tardi in quello stesso mese. La stampa anarchica si affianc ai propri leader
nell'appoggio a Largo Caballero e al suo fermo e giusto atteggiamento che tutti noi lodiamo. Ma
senza l'approvazione sovietica del governo, le armi non sarebbero arrivate. Largo Caballero non si era
accorto di essere sempre pi isolato: sapeva di lvarez del Vayo; pu aver sospettato di Negrn, ma
anche se litigava spesso con Prieto, non si sarebbe mai aspettavo che si schierasse a fianco dei
comunisti.
Quando, il 14 maggio, il presidente chiese a Largo Caballero di continuare come Primo
ministro, il vecchio sindacalista sapeva che non sarebbe riuscito a costituire una nuova amministrazione
con la distribuzione dei ministeri esistente; e di conseguenza torn all'idea di un governo a base
sindacale. Questo era simile al Consiglio Nazionale di Difesa che gli anarchici avevano proposto nel
settembre precedente, presieduto da Largo e con il grosso dei ministeri distribuito fra la CNT e l'UGT.
Aveva ripreso l'idea in febbraio, quando si era allarmato per la prima volta per l'aumento
dell'influenza comunista, ma Azaa l'aveva respinta con sdegno: la fornitura d'armi sovietica la
rendeva impraticabile. A Largo Caballero venne quindi consentito di continuare soltanto a patto che
rinunciasse al ministero della Guerra, come chiedeva Stalin; ma egli non volle farlo, convinto che la
sua presenza al vertice del dicastero fosse l'ultima barriera contro un colpo di Stato comunista.
Il 17 maggio Largo per si dimise, ultima tappa di una lunga crisi di governo. Alcuni storici
ipotizzano che le origini della difficile situazione ministeriale del maggio 1937 risalissero alla rivolta
dell'ottobre 1934, e che egli non venne fatto cadere dai comunisti, ma a causa della frattura con l'ala
moderata del partito socialista.21
I comunisti avevano avvicinato Negrn alla fine dell'anno precedente e avevano ottenuto il suo
assenso a diventare il prossimo Primo ministro.22 Il generale Krivitckij, che disert dall'NKVD,
sostenne che questa mossa era stata predisposta nell'autunno da Staevskij. Secondo l'altro importante
comunista rinnegato, Hernndez, la decisione venne presa a una riunione del Politburo ai primi di
marzo nella quale i comunisti stranieri, compresi Marty, Togliatti, Ger e Codovilla, si trovarono in
maggioranza rispetto ai comunisti spagnoli. Prieto e i liberalrepubblicani accettarono la loro scelta, e il
17 maggio Azaa chiese a Negrn di costituire un governo.
Negrn si tenne le Finanze, oltre alla nuova carica di presidente del Consiglio. Prieto ebbe la
Difesa, Julin Zugazagoitia l'Interno, Giral gli Esteri, Manuel de Irujo, il conservatore basco, la
Giustizia. Per mascherare l'influenza comunista, in base alle istruzioni di Stalin, il PC ebbe soltanto
due portafogli minori: Hernndez all'Educazione Nazionale e alla Sanit e Vicente Uribe
all'Agricoltura.23
Il sistema di governo della Repubblica divent quello che Negrn e i comunisti definirono in
seguito a democrazia controllata. Voleva dire in sostanza un governo dall'alto nel quale i dirigenti
dei partiti principali negoziavano la distribuzione dei ministeri. In condizioni di guerra la vita politica
normale e i dibattiti erano resi difficili, e i contatti fra i membri dei partiti vennero duramente ristretti.
Azaa si lament dell'assenza di dibattito parlamentare e del suo risultato: I giornali sembrano scritti
tutti dalla stessa persona e non pubblicano altro che diatribe contro il fascismo internazionale e sulla
certezza della vittoria.24 Le rare sedute delle Cortes non erano pi che gli orpelli della democrazia.
Soltanto i sopravvissuti dei partiti del Fronte Popolare restavano a partecipare al loro ruolo
cosmetico.
Negrn viene rappresentato sia come un fantoccio di Mosca sia come un elemento il quale,
riconosciuta la necessit, tent di cavalcare la tigre comunista a beneficio della Repubblica. Entrambe
queste interpretazioni sono fuorvianti. Juan Negrn Lpez era nato nel 1892 nelle Canarie da una ricca
famiglia dell'alta borghesia e da giovane aveva mostrato simpatie per il movimento autonomo locale e
aveva aderito al programma federalista del PSOE. Era, soprattutto, convinto della propria abilit, e ci
sono segni che si sentisse poco soddisfatto del proprio successo, apparentemente senza sforzi, nella
carriera medica che, dopo gli studi in Germania, lo aveva portato a 29 anni di et alla cattedra di
Fisiologia all'Universit di Madrid. Divent subito pi attivo in politica e il suo talento era
indubbiamente migliore di quello dei professionisti. Come molti uomini consci della propria capacit,
si dimostr fermo fautore della scala gerarchica, un autoritario di pochi scrupoli che sapeva che cosa
fosse meglio per gli altri. Non vi  da sorprendersi se prese molto gusto al potere, una volta che gli
venne offerto. Nel suo caso questo sembra sia rimasto parallelo a gusti grossolani per il cibo e il sesso,
anzich come sostituto di essi.
Le sue credenziali e la sua mano di ferro vennero applauditi negli ambienti ufficiali di Londra
e di Washington. Eppure il suo governo, accolto con favore da Churchill per la sua posizione a favore
della legge e dell'ordine, avrebbe lasciato libera da ogni restrizione la polizia segreta controllata
dall'NKVD, nella sua persecuzione di chi era contrario alla politica di Mosca e nel suo sacrificio del
POUM a Stalin, allo scopo di mantenere il flusso dei rifornimenti di armi, nella sua decisione di
vincere la guerra.
Il primo giorno, il governo Negrn accett di chiudere il giornale del POUM La Batalla. I
consiglieri sovietici e del Comintern erano sotto forti pressioni per ottenere alla svelta risultati. Il
tenente colonnello comunista Antonio Ortega, nuovo direttore generale della Sicurezza, prendeva
ordini direttamente da Orlov, non da Zugazagoitia, ministro dell'Interno. Il 16 giugno, quando il
POUM fu definito illegale per decreto, i comunisti trasformarono la sua sede di Barcellona in un
carcere per trockisti. Il comandante della 29 divisione, colonnello Rovira, fu convocato alla sede del
comando dell'esercito e arrestato. Anche i dirigenti del POUM che potevano essere individuati,
compreso Andreu Nin, furono incarcerati; le mogli di chi non venne trovato furono arrestate al loro
posto. Una settimana dopo queste azioni ricevettero una vernice di legalit da un decreto retroattivo che
istituiva il Tribunale per lo Spionaggio e l'Alto Tradimento.
I dirigenti del POUM furono affidati ad agenti dell'NKVD e trasferiti in un carcere segreto a
Madrid, una chiesa in Calle Atocha. Nin venne separato dai suoi compagni e portato ad Alcal de
Henares, dove fu interrogato dal 18 al 21 giugno. Nonostante le torture cui fu sottoposto da Orlov e dai
suoi scherani, rifiut di confessare le accuse falsificate di avere comunicato bersagli d'artiglieria al
nemico. Fu poi trasferito in una villa fuori citt, appartenente a Constancia de la Mora, moglie di
Hidalgo de Cisneros. E l avvenne una grottesca sceneggiata stalinista: un gruppo di volontari tedeschi
della brigata internazionale in uniforme senza distintivi, che si fecero passare per agenti della Gestapo,
assaltarono la casa per dare l'impressione di essere intervenuti in aiuto di Nin. Prove della loro
presenza vennero lasciate, compresi documenti tedeschi, distintivi falangisti e banconote nazionaliste.
Nin fu ucciso da uomini di Orlov e sepolto nelle vicinanze. Quando apparvero sui muri scritte che
chiedevano Dov' finito Nin?, i comunisti vi scrissero sotto A Salamanca o a Berlino. La linea
ufficiale del partito, pubblicata su Mundo Obrero, era che Nin, liberato dai falangisti, si trovava a
Burgos.25
Nonostante le proteste nella Spagna repubblicana e le petizioni dall'estero, Negrn, il quale non
poteva aver creduto a questa versione degli eventi, non mosse un dito quando i comunisti proclamarono
di ignorare la sorte di Nin. Questo vergognoso comportamento port a una profonda frattura in seno al
nuovo governo. Quando Negrn rifer ad Azaa la versione comunista, la vecchia volpe non credette a
una sola parola e chiese: Ma non  un po' romanzesco?.26
Con il trascorrere del tempo, dopo i processi farsa di Mosca e le opinioni degli spagnoli nel
1937,  molto difficile comprendere come qualcuno possa aver creduto alle accuse di fascismo contro il
POUM, e perch il governo non abbia fatto niente per fermare la sporca guerra stalinista contro Nin e i
suoi seguaci, che furono torturati e scomparvero. La macchina disciplinata era salita al potere, ma
ora le mancava l'energia dell'appoggio popolare. A molti sembrava che fossero rimasti pochi ideali da
difendere. Il teorico anarchico Abad de Santilln, osserv: Che Negrn vinca con le sue coorti
comuniste, o Franco con i suoi italiani e i suoi tedeschi, il risultato per noi sarebbe lo stesso.27
...
.
...
24.
.
La battaglia di Brunete.
.
Agli inizi del 1937 Nikonov, il vicecapo del servizio informazioni dell'Armata Rossa in
Spagna, aveva scritto entusiasta a Voroilov: La guerra in Spagna ha rilevato una serie di aspetti
molto importanti nell'uso dell'equipaggiamento moderno e ci ha offerto una preziosa esperienza per lo
studio di problemi operativi, tattici e tecnici.1 Ma questa valutazione doveva risultare troppo
ottimistica, come avrebbe dimostrato la prima grande offensiva della guerra da parte dei governativi.
La politica della guerra attiva di attacchi frontali in campo aperto adottata per motivi di propaganda
dal Comintern avrebbe rapidamente distrutto la capacit di resistenza della Repubblica.
Durante l'aprile del 1937, quando le truppe nazionaliste stavano avanzando lungo la costa
settentrionale verso Bilbao, lo stato maggiore di Largo Caballero aveva cominciato a pianificare
un'ambiziosa offensiva in Estremadura, con 23 brigate e i carri armati di Pavlov.2 Il piano era stato
studiato dal generale Asensio Torrado prima di venire destituito. L'idea era un grosso attacco nella
zona sudorientale per tagliare in due il territorio nazionalista e finirla con la serie di battaglie attorno a
Madrid che si concludevano sempre con un inutile bagno di sangue. Un'altra ragione per scegliere
l'Estremadura e non la Nuova Castiglia era che le truppe nazionaliste in quel settore erano inesperte,
male armate e sparpagliate. Per Franco sarebbe stato molto pi difficile fare affluire rinforzi in treno
con guerriglieri repubblicani che operavano dietro le sue linee del fronte. D'altro canto, sarebbe stato
molto difficile per i repubblicani schierare le truppe e i carri armati in segreto a tanta distanza da
Madrid: avrebbe lasciato scoperta e vulnerabile la capitale, e sarebbe stato complicato rifornire un
esercito in Estremadura.
I consiglieri sovietici e i capi comunisti si opposero al piano soprattutto per ragioni politiche.
Avevano investito in un colossale sforzo propagandistico per la difesa di Madrid, per non parlare del
sacrificio di molte delle loro migliori truppe in quattro battaglie. Erano in realt ossessionati dalla
capitale come Franco lo era stato nel corso dei sei mesi precedenti, di conseguenza avevano informato
Largo Caballero che n i loro carri armati n i loro aerei avrebbero appoggiato l'offensiva in
Estremadura e che il generale Miaja non avrebbe spostato truppe dalla difesa della capitale per
quell'operazione; al contrario, volevano un'offensiva a ovest di Madrid, con un attacco molto vicino a
dove si era combattuto nella battaglia per la strada di La Corua.
La disputa sull'offensiva in Estremadura provoc la prima reazione degli ufficiali regolari
contro il controllo comunista dell'esercito repubblicano. Parecchi di loro, che in un primo momento
avevano accettato le idee comuniste sulla disciplina, ora cominciavano a sospettare che ai comunisti
importasse pi un aumento del loro potere anzich vincere la guerra. Si allarmarono per il modo in cui
le questioni militari potevano essere manipolate per ragioni puramente propagandistiche, ed erano
molto preoccupati dalle campagne comuniste per infiltrare la struttura del comando e dai loro velenosi
attacchi contro gli ufficiali che vi si opponevano.
La caduta di Largo Caballero in maggio e la nomina di Negrn a capo del governo peggiorarono
la situazione. Prieto, come ministro della Difesa e capo delle tre forze armate, era pronto a cooperare a
stretto contatto con i comunisti e a seguire i loro consigli nelle operazioni militari. Eppure in seguito
sarebbe diventato uno dei loro pi feroci avversari.
La situazione sul fronte settentrionale era critica, con i nazionalisti che minacciavano Bilbao. I
dirigenti repubblicani decisero due operazioni, una in maggio e una in giugno, per alleggerire la
pressione nazionalista nel Paese Basco. La prima, che doveva scattare il 30 maggio, avvenne nella
Sierra de Guadarrama: un attacco contro La Granja de San Ildefonso per conquistare Segovia con un
energico attacco di sorpresa, secondo le istruzioni di Prieto. Quest'offensiva venne in seguito usata da
Hemingway come sfondo del suo romanzo Per chi suona la campana. Bertolt Brecht vi ambient la
sua unica poesia sulla guerra civile spagnola:
Mio fratello era pilota,
ricevette un giorno una cartolina,
mise le sue cose in una scatola
e part per il sud.
Mio fratello  un conquistatore,
la nostra gente ha poco spazio
e guadagnare altro territorio
 un antico sogno della razza.
Lo spazio conquistato da mio fratello
si trova nella catena della Guadarrama,
 lungo un metro e ottanta
e profondo un metro e mezzo.3
All'operazione repubblicana partecipavano la 34 divisione comandata da Jos Maria Galn, la
35 divisione sotto il generale Walter e la 69 divisione di Durn, appoggiate dall'artiglieria e dalla
brigata corazzata di Pavlov. Tutte queste forze dipendevano dal colonnello Domingo Moriones,
comandante del I corpo d'armata.
All'alba del 30 maggio l'attacco cominci con un pesante bombardamento delle posizioni
nazionaliste attorno a Cabeza Grande, Matabueyes e Cruz de la Gallega. La fanteria della 69 divisione
part all'attacco senza appoggio aereo. L'aviazione repubblicana arriv soltanto alle 11, e bombard le
proprie posizioni. Tuttavia la 69 divisione riusc a occupare Cruz de la Gallega e prosegu l'avanzata
verso Cabeza Grande, da dove avrebbe potuto prendere sotto il tiro diretto la strada di Segovia. Walter
ordin alla XIV brigata internazionale di sferrare un attacco frontale, che lasci le pendici di pini piene
di morti. Il cinismo di Walter venne rivelato in un rapporto a Mosca nel quale scrisse: La XIV, che
eroicamente ma passivamente si lasci massacrare nel corso di cinque giorni.4
Il 1 giugno le forze di Varela, con una divisione da vila e i rinforzi che Barrn aveva portato
dal fronte di Madrid, contrattaccarono con un forte appoggio di bombardieri e di caccia e costrinsero i
repubblicani ad abbandonare l'attacco a Cabeza Grande, minacciando l'intera avanzata su La Granja. Il
giorno seguente a Walter venne tolto il comando operativo dell'offensiva e il 6 giugno il colonnello
Moriones ordin di ripiegare sulle posizioni di partenza. Secondo Moriones, l'attacco era costato 3.000
uomini, 1.000 dei quali erano della XIV brigata internazionale. E quanto allo scopo originale
dell'operazione, l'assalto contro Bilbao venne ritardato al massimo di non pi di due settimane.
L'operazione fall in parte perch, a quanto sembra, i nazionalisti avevano saputo che era in
preparazione, ma soprattutto perch il comando repubblicano aveva molto sottovalutato la rapidit
delle reazioni nazionaliste e l'efficienza della loro aviazione. I caccia nazionalisti Fiat CR.32,
comandati da Garca Morato, riuscirono addirittura a mitragliare il comando del corpo d'armata.5 I
piloti sovietici degli aerei repubblicani, per contro, dimostrarono una netta mancanza di spirito
aggressivo. Il colonnello Moriones, scrisse nel suo rapporto: I nostri aerei effettuarono azioni di
bombardamento da quota troppo alta e a casaccio... i nostri caccia si tennero a rispettosa distanza e di
rado scesero a mitragliare il nemico... gli aerei nemici furono molto attivi e straordinariamente
efficaci.6
Quest'azione nella Guadarrama port al primo caso di disordini nelle brigate internazionali,
perch erano state sacrificate con scarsi risultati. E la brutalit dei loro comandanti fu estrema, quando
alcuni uomini si ritirarono sotto il mitragliamento dei caccia nazionalisti. Il capitano Duchesne, che
comandava la compagnia di punizione della XIV brigata, scelse cinque uomini a caso e li uccise, uno
dopo l'altro, con un colpo di pistola alla nuca, nello stile sovietico.7 Quando la 69 divisione si ritir
da Cabeza Grande, un infuriato generale Walter prima di essere destituito aveva ordinato di aprire il
fuoco con le mitragliatrici contro chi sta ritirandosi, esecuzioni sul posto e bastonare i ritardatari e i
dispersi.8
La seconda operazione tattica per ridurre la pressione sul fronte settentrionale fu un attacco
contro Huesca con l'armata dell'est, di nuova costituzione, comandata dal generale Pozas. Il generale
Lukacz venne fatto risalire da Madrid con la XII brigata internazionale che comprendeva i garibaldini,
oltre che con altre quattro brigate dal fronte centrale. Venne posto al comando dell'operazione, ma
scopr che molti soldati erano male armati e che avrebbero avuto poco appoggio d'artiglieria o di mezzi
corazzati.
Lukacz sferr l'offensiva contro Huesca il 12 giugno. La fanteria doveva attaccare su un tratto
di 1 chilometro allo scoperto; i nazionalisti, che erano ben trincerati, la respinsero con le mitragliatrici e
con l'artiglieria. A completare il disastro, il veicolo sul quale viaggiavano Lukacz e i suoi aiutanti fu
colpito da una granata. Lukacz e il suo conducente rimasero uccisi, Gustav Regler, commissario della
XII brigata internazionale, fu gravemente ferito.9
All'alba del 16 giugno le truppe repubblicane sferrarono un nuovo attacco, contro i villaggi di
Alerre e di Chimillas, ma l'intensit del fuoco nemico le ricacci indietro. Il 19 giugno, dopo altri due
giorni di sparatorie inutili, l'offensiva venne annullata. Le brigate navarresi erano da poco entrate a
Bilbao. Walter rifer che il comportamento della XII brigata internazionale non era stato per niente
all'altezza delle battaglie precedenti.10
L'offensiva di Huesca, raccontata da Gustav Regler nel suo libro Der grosse Kreuzzug (La
grande crociata), contribu alla diffusione di un clima disfattista tra le fila repubblicane. Era avvenuta
subito dopo i fatti di maggio in un settore in cui c'erano molte formazioni di anarchici e la 29 divisione
del POUM che comprendeva la centuria britannica di George Kopp, il quale era stato appena arrestato
e accusato di spionaggio. I giornali di Valencia e di Barcellona furono intercettati per evitare che le
truppe venissero a conoscenza della denuncia di elementi del POUM come traditori.11
Le perdite totali per l'offensiva di Huesca salirono a tre volte quelle dell'offensiva contro
Segovia. Le perdite fra gli anarchici e gli uomini del POUM furono molto gravi. (Orwell stesso
ricevette una pallottola in gola, una ferita che lo allontan dalla guerra.) Dato che era stata diretta dai
comunisti e pareva che i nazionalisti l'avessero saputo prima, i comunisti aumentarono i propri sospetti
e la propria amarezza.
Tuttavia, l'operazione principale, che il governo repubblicano pianific al posto dell'offensiva
in Estremadura, doveva svolgersi contro Brunete, un villaggio a circa 25 chilometri a ovest di Madrid.
Il piano prevedeva lo sfondamento della sottile linea nazionalista e di tagliare fuori il saliente che si
estendeva fino ai margini della capitale. Il PC aveva accuratamente preparato l'offensiva contro
Brunete per dimostrare la propria potenza e la propria efficienza militare.
Tutte e cinque le brigate internazionali e le formazioni pi famose dei comunisti ebbero ruoli
importanti, e ogni ufficiale di rilievo aveva un consigliere sovietico al fianco. Miaja era comandante in
capo, con il V corpo d'armata di Modesto sul fianco destro (11 divisione di Lster, 46 divisione di El
Campesino e 35 divisione di Walter) e il XVIII corpo d'armata di Jurado sulla sinistra (10, 15 e 24
divisione). (Jurado, l'unico generale non comunista, si ammal e fu sostituito dal colonnello Casado
durante la battaglia.) C'era anche una riserva avanzata con la 45 divisione di Klber e la 69 di Durn.
In appoggio a questo contingente di 70.000 uomini, Miaja poteva contare su 132 carri armati, 42 altri
mezzi blindati, 217 pezzi da campagna, 50 bombardieri e 90 caccia, per quanto soltanto 50 risultarono
utilizzabili.12 Era di gran lunga la pi grossa concentrazione di forze vista durante la guerra. A sud di
Madrid il II corpo comandato dal colonnello Romero doveva avanzare verso Alcorcn per incontrarsi
con il XVIII corpo; poi il II doveva effettuare un attacco diversivo nella zona di Cuesta de la Reina.
Se non riusciamo ad avere successo con tante forze laggi, scrisse Azaa con il suo solito lucido
pessimismo, non ci riusciremo da nessuna parte.13
La grande operazione, tuttavia, nascondeva gravi carenze. Il servizio rifornimenti dell'esercito
popolare non era in grado di affrontare un compito simile, e l'offensiva contro Segovia aveva
dimostrato le cattive comunicazioni fra comandanti oltre alla loro mancanza d'iniziativa. Quest'ultimo
difetto, che doveva dimostrarsi molto grave nell'offensiva di Brunete, viene di solito attribuito alla
paura di prendere decisioni importanti da parte di membri del partito. Questa cautela pu sembrare
sorprendente in elementi aggressivi sui trent'anni come Modesto e Lster. Eppure, in questa nuova
stirpe di comandanti, soltanto Modesto ed El Campesino avevano fatto il servizio militare in Marocco
come sottufficiali e Lster era stato per un po' addestrato a Mosca; la loro prima esperienza di comando
l'avevano avuta durante gli scontri nella sierra nell'estate precedente. A livello di battaglione si erano
dimostrati audaci e pieni di risorse, ma ora comandavano formazioni di trenta battaglioni e dovevano
affrontare procedure di comando di stato maggiore che non conoscevano. Ad Azaa non andava gi
che questi rozzi guerriglieri, gente improvvisata, priva di conoscenze mettesse da parte gli ufficiali
regolari: nonostante tutti i loro sforzi, non potevano rimediare alla mancanza di competenza.14 Ma se
i nuovi capi dell'esercito popolare erano intimiditi dalle loro responsabilit o consci dei propri limiti,
non lo mostrarono affatto. Come con le brigate internazionali sul Jarama, l'ignoranza era nascosta
dietro una fiducia da bluff, sostenuta da una feroce disciplina.
L'offensiva scatt nelle prime ore del 6 luglio, con l'attacco della 34 divisione del XVIII corpo
contro Villanueva de la Caada. I nazionalisti opposero una resistenza inaspettatamente forte e, quando
le truppe sembrarono poco disposte a proseguire l'assalto, Miaja ordin di prendere Caada a tutti i
costi e se la fanteria non andasse avanti, mettete una batteria di nostri cannoni alle sue spalle per farla
muovere. Per quanto numericamente inferiori di nove volte, i difensori tennero a bada i repubblicani
per un'intera giornata.
L'11 divisione di Lster oltrepass quella zona e attacc Brunete, difesa soltanto da poche forze
nazionaliste e da un nucleo di assistenti di sanit.15 Lster espugn il villaggio la mattina del 7 luglio,
poi non prosegu l'avanzata verso Sevilla la Nueva e Navalcarnero: era preoccupato perch la 46
divisione di El Campesino non era riuscita a schiacciare il battaglione falangista che difendeva
Quijorna alle spalle della sua destra. (Una situazione analoga dovuta al valore dei difensori si era
verificata sul fianco sinistro del XVIII corpo a Villanueva del Pardillo.) Invece di avanzare mentre di
fronte non c'era pi niente, Lster e il suo consigliere sovietico Rodimcev ordinarono alle truppe di
trincerarsi poco a sud di Brunete, mentre aspettavano che quelle di El Campesino liquidassero i
falangisti a Quijorna. Ci vollero tre giorni, in parte perch non li avevano circondati in modo efficace, e
ci diede a Varela il tempo di mandare un tabor di regulares marocchini di rinforzo ai falangisti.16
Nel frattempo due esploratori repubblicani catturati dai nazionalisti ammisero che Navalcarnero
era il vero obiettivo.17 La citt non aveva difese e non aveva guarnigione, salvo un pugno di uomini
della Guardia Civil e reparti di salmerie. Il ritardo di Lster salv i nazionalisti. Varela fece intervenire
la 150 divisione di Senz de Buruaga in un attacco fra Brunete e Quijorna. Questa minaccia fu
affrontata dalla 35 divisione di Walter, che riemp il vuoto fra Lster ed El Campesino.
Sull'ala sinistra, la 15 divisione, appoggiata dall'artiglieria e da aerei, attacc verso Villanueva
de la Caada e alle 22 riusc a espugnare il villaggio, dopo un violento combattimento contro l'11
divisione nazionalista che difendeva il settore. Alla fine di quella giornata il fronte nazionalista era
stato ricacciato indietro soltanto al centro, dove parte dell'11 divisione di Lster era avanzata fino a 2
chilometri da Sevilla la Nueva. La resistenza nazionalista attorno a Quijorna e Villafranca del Castillo,
tenuta da non pi di un centinaio di falangisti di Salamanca,18 era stata molto tenace. L'avanzata
repubblicana poteva essere sostenuta soltanto se la linea avversaria fosse stata sfondata e i due corpi
confinanti avessero potuto intervenire. I repubblicani in quel frangente avevano un vantaggio numerico
in uomini, artiglieria e aerei, ma Lster non os avanzare pi oltre con entrambi i fianchi scoperti e ci
diede a Varela l'occasione che cercava. A ventiquattr'ore dall'inizio dell'offensiva, questi poteva
contare sulla 13 divisione di Barrn e il giorno dopo la 150 divisione di Senz de Buruaga arriv da
nord a bordo di parecchie centinaia di autocarri acquistati a credito negli Stati Uniti.19
Mentre Lster indugiava, la 15 divisione del generale Gal avanzava in forze contro Boadilla del
Monte, ma sulla loro direttrice d'avanzata i suoi uomini si trovarono accanto a una collinetta che
chiamarono delle zanzare per il ronzio delle pallottole. E sarebbe stata un triste ricordo come la
collina del suicidio nel settore del fiume Jarama. Ad aspettarli c'erano gli uomini di Asensio,
appoggiati da due brigate navarresi comandate da Camilo Alonso Vega e Juan Bautista Snchez, oltre
che dalla 108 divisione galiziana arrivata da poco. Segu una battaglia disperata che cost molte vite a
entrambe le parti. Oliver Law, il comandante nero del battaglione Washington statunitense, cadde
quella notte e venne sepolto sul posto. Nel frattempo le truppe repubblicane avevano occupato
Quijorna, che era ormai ridotta a un mucchio di rovine fumanti.
Anche se all'inizio della battaglia l'aviazione repubblicana aveva la superiorit, con oltre 30
caccia in ogni missione, a partire dall'11 luglio, i nazionalisti dominarono il cielo.20 I loro aerei, prima
gli Ju-52, i Fiat e gli He-51 pilotati da aviatori spagnoli, e poi la Legione Condor martellarono le otto
divisioni repubblicane ammassate in meno di 200 chilometri quadrati nella pianura brulla della
Castiglia. I primi bersagli degli aerei nazionalisti furono i carri armati T-26, facile obiettivo allo
scoperto. Nell'arco di un paio di giorni, una volta che i nazionalisti ebbero stabilito il loro ritmo
massimo di missioni, i repubblicani rimasero con soli 38 mezzi corazzati. Gli Ju-52 e gli He-111
bombardarono giorno e notte le linee repubblicane a loro piacimento; dal 12 luglio, la Legione Condor
schier i suoi Me-109, pilotati da aviatori come Adolf Galland in seguito diventato uno dei grandi assi
della Seconda guerra mondiale, contro i quali i Chato e i Mosca non avevano scampo. Quel giorno pi
di duecento aerei si potevano vedere in volo nello stesso tempo.21
Il 10 luglio la XII brigata internazionale conquist Villanueva del Pardillo, che era stata
coraggiosamente difesa da un battaglione del reggimento di fanteria San Quentin. Nel frattempo i
nazionalisti contrattaccarono a sud-est fra Quijorna e Brunete con la 10 e la 150 divisione. Erano finiti
contro la 35 divisione di Walter, spinta avanti a chiudere il vuoto fra le truppe di El Campesino e di
Lster. Durante quei combattimenti caddero 3.000 soldati repubblicani e le brigate internazionali erano
esauste.22 Il 16 luglio una scheggia di bomba fer a una spalla George Nathan, comandante del
battaglione britannico, che mor poche ore dopo: i suoi compagni lo seppellirono lungo le rive del
Guadarrama.
Le truppe repubblicane erano disperatamente a corto di munizioni e senz'acqua sotto il sole di
luglio. Lo stato maggiore di Miaja aveva sottovalutato le necessit di rifornimenti per una battaglia di
quel genere: la lezione dell'offensiva di La Granja non era servita a nulla. Il paesaggio castigliano,
inaridito dal sole in un colore ocra, era una fornace per le truppe corazzate, i cui mezzi erano veri e
propri forni. Anche la fanteria soffr a causa dell'assenza di vegetazione per la mimetizzazione, e per la
difficolt di scavare fosse e trincee nella terra cotta dal calore. I cadaveri gonfi e neri erano sparsi
ovunque, e gli assistenti di sanit e i barellieri subirono gravi perdite nel tentativo di recuperare i feriti.
Durante quella settimana, in un terribile stallo, poco terreno venne conquistato o perduto. Poi il
18 luglio, anniversario dell'insurrezione, la fanteria nazionalista, appoggiata da 60 batterie d'artiglieria
e dall'aviazione, attacc in tutti i settori. Richthofen, che era rientrato velocemente dalla licenza per
assumere il comando dei gruppi della Legione Condor, annot: 18 luglio. Attacco contro la fanteria
rossa che  molto migliore del previsto. Le incursioni sono andate molto bene nonostante una
contraerea fortissima, mai sperimentata prima. La IV brigata procede bene. Gravi perdite da entrambe
le parti. La IV brigata ha perso fino a mezzogiorno 18 ufficiali e circa 400 uomini. L'artiglieria ha
sparato male. Tre ondate di bombardieri sono andate bene, ma non hanno portato aiuto. L'ala destra
non si  impegnata affatto, perch la sua artiglieria non  ancora in posizione. Manaa!.23
19 luglio, annot il giorno dopo, aviatori rossi hanno sganciato bombe di grosso calibro
addirittura sopra la loro stessa fanteria! Anche il loro comando ha avuto la sua parte. I rossi hanno
attaccato la IV brigata in forze ma sono stati ricacciati. Attacchi rossi a sud di Brunete. L'ala destra non
riesce ad avanzare. I nostri aviatori sono schierati contro le posizioni rosse attorno a Brunete.
20 luglio. Voliamo e attacchiamo gli aeroporti rossi per tenere a terra gli avversari. Richthofen
e Sander [Sperrle] con Franco per una gran consultazione con i suoi generali, il comandante
dell'esercito e il generale Kindeln dell'aviazione. Facciamo pulizia qui poi torniamo su a nord. Franco
spera che le forti perdite stiano demoralizzando i rossi. Franco chiede che Richthofen si concentri
contro l'artiglieria pesante: quello che emerse una volta di pi con chiarezza era che i piloti tedeschi e
nazionalisti erano molto meglio addestrati e pieni di risorse rispetto agli avversari: perfino gli He-51,
inferiori agli aerei sovietici, riuscivano a infliggere gravi perdite. Aerei nazionalisti attaccarono le
brigate internazionali presso il Guadarrama. Quel giorno cadde anche Julian Bell, nipote di Virginia
Woolf: era arrivato in Spagna soltanto un mese prima.
Bombardieri e caccia della Legione Condor facevano poca fatica a trovare bersagli sulla pianura
scoperta. Mentre gli He-111 effettuavano missioni contro le batterie d'artiglieria, i comandi e le zone di
ammassamento, gli He-51 mitragliavano, spezzonavano e attaccavano i carri armati repubblicani.
Inoltre ogni caccia portava sei spezzoni dirompenti da 10 chili: volando allineati ala contro ala, li
sganciavano contemporaneamente. Le trincee, se non erano a zig-zag, offrivano poca protezione. Un
comandante di gruppo tedesco si vant di avere contato, su un tratto di trincea di 200 metri, 120
cadaveri dopo una delle loro incursioni.24
Dal 23 luglio, le truppe nazionaliste, appoggiate dal tiro concentrato di artiglieria, carri armati e
aerei, passarono all'offensiva. Il giorno dopo raggiunsero la periferia di Brunete. A causa delle
incursioni di bombardamento, scrisse Richthofen, il terreno  pieno di fumo e la visibilit  pessima.
Come la foschia si dirada, c' un contrattacco rosso. L'aviazione rossa  molto forte. Forti perdite nella
nostra fanteria. Oggi per la prima volta sono impegnati tutti gli equipaggi aerei. Mentre la fanteria rossa
viene ricacciata indietro da questo impiego della potenza aerea, sette nuovi battaglioni arrivano a
rinforzarla.25
La fanteria rossa ricacciata indietro era presumibilmente la divisione di Lster, che,
nonostante la sua fama di disciplina ferrea, croll il 24 giugno, come rifer in seguito a Mosca il capo
dei consiglieri sovietici: La divisione di Lster ha perso la testa e si  data alla fuga. Siamo riusciti a
riprenderne il controllo e a impedire che i soldati abbandonassero i reparti. Sono state prese le pi
severe misure di repressione. Circa 400 dei fuggiti sono stati fucilati il 24 luglio.26 Ci fu il panico
generale e la fuga, rifer Walter a Mosca. Le brigate internazionali, tranne l'XI e alcuni reparti della
XV che hanno tenuto le posizioni, non sono state molto pi lente nel loro inesplicabile ma frettoloso
movimento all'indietro.27
Tutti gli attacchi rossi sono stati respinti, annunciava il giorno dopo Richthofen esultante.
Un'infinit di perdite rosse che stanno gi decomponendosi con il caldo. Dappertutto carri rossi
colpiti. Che spettacolo! I nostri He-51 e caccia spagnoli attaccano a nord di Brunete. Due giorni dopo
sosteneva che la vittoria era stata dovuta alla Legione Condor e all'aviazione nazionalista: La
situazione  stata salvata dagli aviatori. Le forze di terra non sono all'altezza.28
Lo stato maggiore e i comunisti proclamarono che l'offensiva di Brunete era stata un
capolavoro di pianificazione. Il generale Rojo sostenne anche che aveva avuto una bellissima
precisione tecnica, quasi perfetta.29 Questo  perlomeno ottimistico. Brunete era stata pensata come
un'operazione aggirante, cogliendo il nemico di sorpresa: sotto molti aspetti un preannuncio della
Seconda guerra mondiale. La teoria della penetrazione in profondit sfruttando reparti di carri armati
come pugni corazzati, era gi stata sviluppata dai migliori cervelli dell'Armata Rossa. La tattica era
stata usata nell'autunno precedente nell'attacco di Pavel Armn contro Sesea. Ma non era il caso di
usarla a Brunete nel luglio del 1937. Il maresciallo Tucha?evskij, suo grande sostenitore, era stato
torturato e aveva confessato di essere un traditore e una spia dei tedeschi; un mese prima di Brunete era
stato processato e giustiziato assieme a sette suoi colleghi: furono fucilati uno dopo l'altro via via che
uscivano dall'aula del tribunale. Nessun consigliere sovietico, di conseguenza, avrebbe permesso una
strategia del genere.
Le divisioni erano sparpagliate, cos come i carri armati. E invece di lasciare indietro capisaldi
da fare eliminare da una seconda linea venne permesso al contingente di sfondamento di arrestarsi. Pi
sorprendente di tutto fu che l'attacco dal nord avrebbe dovuto incontrarsi con un altro attacco
proveniente dai sobborghi di Madrid verso Alcorcn per completare l'accerchiamento. Questo non
riusc mai, e cos il piano rimase inutile fin dall'inizio. Non solo i pianificatori sottovalutarono molto la
capacit del nemico di reagire in fretta, ma non previdero nemmeno che, appena ottenuta la superiorit
aerea, i nazionalisti avrebbero attaccato le loro retrovie, facendo fallire il loro sistema di rifornimento
gi troppo impegnato.
Oltre ai problemi provocati dagli errori dei comandi e dall'inferiorit repubblicana nell'aria,
anche le comunicazioni erano disastrose. Le linee telefoniche campali venivano troncate di continuo
dall'artiglieria e non si poteva pensare che le staffette portaordini riuscissero ad arrivare quando non
c'erano ripari. Ma questi rischi naturali di guerra senza radio vennero moltiplicati dalla mancanza
d'iniziativa dimostrata dai comandanti repubblicani. I loro avversari nazionalisti, invece, reagivano in
modo istintivo e immediato alla situazione mentre si sviluppava, e non attendevano ordini dall'alto; e
nemmeno seguivano ciecamente istruzioni ormai datate quando le circostanze sul terreno erano
cambiate.
La situazione non venne migliorata da parte repubblicana dalla mancanza di carte topografiche:
le brigate internazionali scoprirono che dovevano disegnarsele.30 I problemi del comando e del
controllo vennero peggiorati molto dal modo in cui i comandanti sotto pressione annunciavano di avere
raggiunto una localit particolare quando erano ancora distanti da essa. (Questo fu notato come un
costante difetto nell'Armata Rossa durante la Seconda guerra mondiale.) Alcuni comandanti
repubblicani mentirono deliberatamente ai propri superiori, per vanit. Per esempio, El Campesino
esager le perdite inflitte ai nazionalisti a Quijorna, dopo averla conquistata, per giustificare il proprio
insuccesso iniziale. Lster nel suo rapporto moltiplic per quattro il numero dei difensori di Brunete e
giunse al punto di annunciare che le sue truppe avevano raggiunto Navalcarnero, quando in realt si
trovavano ancora a 12 chilometri di distanza; quando la 14 divisione di Mera si spost verso Brunete
per dare il cambio all'11, Lster sostenne di non sapere che il villaggio era stato riconquistato dal
nemico. Il capo di stato maggiore di Miaja, colonnello Matallana, era convinto che i suoi uomini
occupassero ancora alcune alture alle sue spalle.
Prieto, che si trovava al comando di Miaja quando Mera si lament che i suoi ordini non
corrispondevano alla realt del terreno, divent ancor pi furioso di fronte alle proteste del comandante
in capo di essere stato ingannato. Il generale Walter, nel suo solito stile ruvido, rifer che la ragione per
cui i comandanti dell'11 divisione erano tanto male informati sulla disposizione dei propri
battaglioni, era dovuta al fatto che Lster aveva troppi ufficiali nel suo stato maggiore.31 Eppure
Modesto, il comandante del V corpo d'armata, pu avere tentato di salvare la reputazione della
formazione comunista pi famosa dalla responsabilit di avere perduto Brunete. Dopo la battaglia,
Lster ebbe l'ordine di ritirare la sua divisione per riaddestramento e per rinforzo, forse necessari
dopo le 400 fucilazioni. Rodimcev, il suo consigliere militare, venne convocato in un sobborgo di
Madrid, per parlare con il compagno Malino[vskij] il quale voleva sapere come stavano le cose.32
Tuttavia, la ragione principale nella sconfitta, come nell'offensiva su La Granja, risiedeva nella
superiorit aerea dei nazionalisti. Prieto aveva visto giusto quando aveva dichiarato che il tallone
d'Achille dell'esercito governativo erano i comandanti e l'aviazione.33 Tutta l'offensiva dei
repubblicani su Brunete riusc a ottenere soltanto un'avanzata di 50 chilometri quadrati al costo di
25.000 perdite, dell'80 per cento delle sue forze corazzate e di un terzo dei caccia assegnati al fronte.34
La perdita di armi ed equipaggiamenti era particolarmente grave in un periodo in cui il blocco dei porti
repubblicani stava diventando sempre pi efficace. I nazionalisti subirono 17.000 perdite, ma i morti
furono in proporzione molto inferiori e quelle riguardanti equipaggiamenti e aerei risultarono molto pi
limitate.
La prima grande offensiva della Repubblica, che aveva alleggerito di poco la pressione sulla
zona settentrionale concedendole forse un respiro di cinque settimane, fu un grave insuccesso. Il colpo
al morale, con la perdita di tante delle truppe migliori, fu pi duro quando i repubblicani vennero a
sapere che i nazionalisti sarebbero riusciti a ottenere quanto prima la parit nelle forze di terra. Franco
dichiar che la battaglia era stata vinta il giorno di San Giacomo, il santo patrono dell'esercito, e
proclam che era stato proprio Santiago a dare loro la vittoria. Se in quel momento era tentato di
sfruttare la debolezza repubblicana attorno a Madrid, e di tornare ad attaccare verso la capitale, il
generale Vign si assunse la responsabilit di persuaderlo che era essenziale liquidare prima la zona
settentrionale.35
Fuggendo di fronte alla realt, i comunisti dichiararono al mondo che Brunete era stata una
vittoria. Alla XV brigata internazionale i commissari dissero ai loro uomini che essa aveva totalmente
confermato la politica di guerra attiva del governo Negrn, dopo l'atteggiamento laissez faire di Largo
Caballero. Le premature e follemente esagerate dichiarazioni sul successo dell'operazione nei primi
due giorni avevano costretto Miaja e il suo stato maggiore a insistere a un costo terribile, piuttosto che
ammettere l'insuccesso. I comunisti difesero furiosamente il piano operativo, ma un tale
concentramento di forze in lento movimento su un fronte ristretto consent ai nazionalisti di approfittare
del vasto potenziale di attacco al suolo delle loro forze aeree combinate. Con le basi aeree di vila e di
Talavera a meno di 30 minuti di volo da Brunete, essi furono in grado di organizzare una serie
ininterrotta di bombardamenti e di incursioni di caccia che i sostenitori dell'offensiva devono avere
molto sottovalutato.
L'ossessione dei comunisti per la propaganda, spesso a danno della vita dei loro uomini,
contribu al crescente disagio in seno alle brigate internazionali. I piccoli ammutinamenti che
scoppiarono fra gli americani, gli inglesi e i polacchi della XIII brigata internazionale nei rapporti a
Mosca furono definiti episodi spiacevoli. Membri del battaglione Lincoln furono costretti sotto la
minaccia della pistola a tornare al proprio posto, mentre gli inglesi, che erano stati ridotti a 80 uomini,
accusarono Gal di incompetenza e tornarono al fronte soltanto quando il loro comandante, Walter
Tapsell, fu minacciato di fucilazione. I polacchi, che erano stati per parecchi mesi in linea senza riposo,
decisero di tornare a Madrid. Il comandante della brigata, Vincenzo Bianco (Krieger), tent di
domare la rivolta picchiando i soldati e uccidendone uno con un colpo di pistola alla testa. Il
distaccamento di cavalleria delle brigate internazionali, che non aveva preso parte alla battaglia, venne
fatto intervenire per riportare l'ordine e impedire che qualcuno abbandonasse il fronte. Frattanto
Modesto aveva fatto ricorso a mitragliatrici piazzate dietro le linee con l'ordine di aprire il fuoco contro
chiunque si ritirasse, sotto qualsiasi pretesto. Le truppe erano furibonde per le enormi perdite,
soprattutto pensando che la maggior parte di esse non aveva determinato alcun risultato positivo, in un
macello senza senso.36
I rapporti sovietici sottolineano lo stato spaventoso in cui le brigate internazionali si trovarono
dopo Brunete. Avevano avuto 4.300 perdite su un organico di 13.353, e quasi 5.000 uomini erano in
ospedale.37 I volontari internazionali formavano il 10 per cento degli effettivi dell'XI brigata; gli altri
erano spagnoli, irritati, naturalmente, perch erano comandati da ufficiali stranieri che non parlavano la
loro lingua. La XIV e la XV brigata erano ridotte da quattro a meno di due battaglioni. Gmez, il
capo del campo d'addestramento delle brigate internazionali di Albacete, rifer alla direzione
informazioni dell'Armata Rossa a Mosca che il comportamento delle brigate a Brunete aveva risentito
del sistematico lavoro della quinta colonna.38
Il livello di paranoia della caccia alle streghe trockiste, a quell'epoca, era quasi incredibile.
Ogni errore, e ve ne furono molti, era attribuito a sabotaggi deliberati. Il generale Walter era talmente
convinto che ci fossero state infiltrazioni nelle brigate da far piazzare mitragliatrici, come Modesto, alle
spalle delle linee, per impedire ai battaglioni di arrendersi al nemico. La prima notte dell'operazione,
rifer a Mosca, fu necessario disarmare e arrestare un'intera compagnia di uno dei battaglioni della
brigata. Diciotto uomini, compreso un sottotenente e tre sottufficiali, vennero condannati alla
fucilazione da un tribunale militare, come organizzatori della defezione della compagnia al nemico. Il
comandante della brigata (anarchico) e il commissario di divisione vennero uccisi da Lster nella
seconda notte dell'operazione per rifiuto di obbedienza a un ordine e perch stavano convincendo il
comando ad arrendersi. Per di pi, nel corso di ventidue giorni, mentre la brigata si trovava in linea al
fronte, vennero scoperti 20 agenti nemici, che furono eliminati dalla divisione. Una buona met di
questi erano ufficiali. La resa di Brunete e la fuga di molte brigate furono dovute, in buona parte, al
panico seminato dalla quinta colonna che i fascisti avevano infiltrato tra le nostre forze.39
In ogni caso il morale era molto basso, come rifer a Mosca il generale Klber: Ho cominciato
a preoccuparmi molto dello stato delle brigate internazionali. C' molto da dire in merito:
l'atteggiamento degli spagnoli nei loro confronti e il loro atteggiamento verso gli spagnoli; i problemi
del morale; lo sciovinismo di alcune nazionalit (soprattutto francesi, italiani e polacchi); il desiderio di
rimpatrio; la presenza di nemici fra i ranghi delle brigate internazionali.  importantissimo che un
grande uomo sia tolto alla svelta dalla grande casa, soprattutto allo scopo di fornire un po' di guida in
questa faccenda.40
Un ulteriore rapporto aggiungeva che le brigate internazionali sono considerate un corpo
estraneo, una banda di intrusi... dalla grande maggioranza dei dirigenti politici, dei soldati, degli
impiegati statali e dai partiti politici nella Spagna repubblicana. Nel frattempo i volontari stranieri si
rendevano conto di venire trattati come una legione straniera pronta a essere sacrificata, perch erano
sempre scelti per gli attacchi pi pericolosi e lo consideravano un deliberato sforzo per annientare e
sacrificare i reparti internazionali. Alcuni erano rimasti al fronte per 150 giorni consecutivi. Nella
XIII brigata internazionale, il capitano Roehr si suicid in battaglia perch non poteva pi sopportare
la responsabilit di pretendere nuovi sforzi dai suoi uomini sfiniti e allo stesso tempo non aveva il
diritto di chiedere ai suoi superiori di lasciarli riposare.41
Un altro rapporto a Voroilov, poi inoltrato a Stalin, rilevava un umore pessimista e una
mancanza di fiducia nella vittoria (quest'ultima aumentata dopo l'operazione di Brunete). Molti
brigatisti si sentivano imbrogliati: si erano offerti come volontari per sei mesi e non venivano
autorizzati a rimpatriare.42 La cosa che aveva colpito di pi era stata l'istituzione da parte delle brigate
di un loro campo di concentramento, chiamato Campo Lukacz. Nei tre mesi a partire dal 1 agosto,
vi furono mandati non meno di 4.000 uomini.43
...
.
...
25.
.
La Repubblica assediata.
.
Per quanto la politica di guerra attiva del governo Negrn non fosse iniziata in modo molto
favorevole, il nuovo Primo ministro sperava che l'immagine moderata e disciplinata del suo Gabinetto
riuscisse a convincere i governi occidentali a cambiare atteggiamento nei confronti della Spagna.
Riusc a impressionare Eden e Churchill, ma il primo aveva sei mesi di tempo prima di dimettersi per
protesta contro la politica di Chamberlain, mentre il secondo rimase nel deserto per oltre un anno
dopo la fine della guerra.
Il governo di Londra aveva continuato a tenere la Francia nel campo del non intervento, agendo
sulla sua paura di restare isolata di fronte a Hitler. Il Comitato per il non intervento, cui aderivano otto
nazioni, l'8 marzo aveva approvato un nuovo piano di controllo dei confini terrestri e marittimi della
Spagna e del flusso di armi e volontari. Pattuglie navali sorvegliavano le coste spagnole, e tedeschi e
italiani si erano assunti la responsabilit delle coste del Mediterraneo.1
La farsa del non intervento sub un grosso shock il 23 marzo 1937, quando il conte Grandi,
ambasciatore d'Italia, ammise apertamente davanti al Comitato la presenza di forze italiane in Spagna e
dichiar che nessuna di esse sarebbe stata ritirata fino a dopo la vittoria.2 Anche cos l'intervento
tedesco e italiano continu a non essere riconosciuto. L'unica mossa pratica era stata un gesto
formale per impedire gli arruolamenti stranieri, il che significava che ciascuno dei firmatari
promulgava leggi che vietavano ai privati cittadini di presentarsi volontari; il che, naturalmente,
avrebbe bloccato chi voleva entrare nelle brigate internazionali, mentre il contributo in reparti militari
da parte delle potenze dell'Asse veniva ignorato. Inoltre, l'unico controllo efficace sulle importazioni
di materiale bellico era quello esercitato sul confine pirenaico, cos soltanto la Repubblica ne risent.
Eppure nemmeno questo soddisfaceva i nazionalisti. A Salamanca Virginia Cowles not un profondo
dissenso nei confronti del governo britannico, basato sulla ferma convinzione che il non intervento
fosse un complotto comunista per indebolire Franco escludendo gli aiuti stranieri.3
L'isolazionismo degli Stati Uniti favoriva i nazionalisti, assistiti da molti influenti simpatizzanti
a Washington. Il governo Roosevelt aveva tacitamente sostenuto la politica di non intervento fin
dall'inizio. Poi, nel gennaio del 1937, quando la societ Vimalert del New Jersey stava per spedire
aeroplani in Spagna, il Congresso var una legge per impedirlo. La votazione in entrambe le Camere fu
a grande maggioranza a favore del divieto, ma un errore tecnico al Senato diede alla Vimalert il tempo
di caricare aerei e motori sul Mar Cantabrico nel porto di New York, e il mercantile salp il 6 gennaio,
solo un giorno prima che la proposta diventasse legge. Questo cargo spagnolo imbarc altro materiale
in Messico, poi, battendo bandiera britannica, punt verso le acque basche. Ma l'inganno non serv,
perch il 4 marzo l'incrociatore nazionalista Canarias usc in mare da El Ferrol per bloccarlo. Il Mar
Cantabrico fu intercettato e catturato l'8 marzo e tutti i marinai spagnoli a bordo vennero giustiziati.
Non  ancora noto chi abbia informato i nazionalisti della sua rotta, ma l'ambasciata tedesca a
Washington aveva trasmesso a Berlino molte informazioni sull'argomento.4
Il 20 aprile divent esecutiva la decisione di sorvegliare porti e frontiere. Pattuglie navali fornite
da Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia sorvegliavano le coste. L'inutilit di questa mossa fu
dimostrata dal fatto che nessuna violazione dell'accordo fu riferita fino alla sua scadenza in autunno.
Gli incidenti di maggiore pericolo potenziale avvennero il 24 e il 29 maggio, quando il porto di Palma
di Maiorca fu attaccato da bombardieri con piloti russi decollati da Valencia. Il 24 maggio le bombe
mancarono di poco due unit italiane, il Quarto e il Mirabello, il caccia tedesco Albatross e il caccia
britannico Hardy.
Il 29 maggio altra incursione di bombardieri repubblicani: una bomba colp l'incrociatore
ausiliario italiano Barletta, uccidendo sei uomini d'equipaggio. Lo stesso giorno due bombe centrarono
la corazzata tedesca Deutschland, uccidendo 20 marinai e ferendone 73. Hitler, saputa la notizia, ebbe
una crisi di nervi, e von Neurath riusc a convincerlo a non dichiarare guerra alla Repubblica. Hitler
ordin invece alle unit della marina tedesca, compresa la corazzata tascabile Admiral Scheer, di
bombardare per rappresaglia la citt indifesa di Almera. Le autorit locali valutarono che oltre 200
granate furono sparate contro l'abitato, uccidendo 20 persone, ferendone 50 e distruggendo 40 edifici.
Prieto voleva che l'aviazione repubblicana attaccasse come reazione tutte le unit della marina
militare tedesca, e questo avrebbe costituito una dichiarazione di guerra. I comunisti si allarmarono
molto e chiesero per radio istruzioni a Mosca. Stalin, c'era da aspettarsi, fu assolutamente contrario alla
proposta di Prieto, dato che provocare Hitler lo allarmava pi di qualsiasi altra cosa. Corse in seguito
voce che fosse stato impartito l'ordine di liquidare Prieto se avesse insistito. Al Consiglio dei ministri,
Giral ed Hernndez si opposero al piano Prieto. Negrn e Azaa decisero di inviare note di protesta al
segretario generale della Societ delle Nazioni e ai ministeri degli Esteri di Francia e Gran Bretagna,
ma questi riconobbero che la reazione tedesca era giustificata. lvarez del Vayo allora chiese una
riunione straordinaria della SdN, ma senza successo.5
Il 30 maggio Germania e Italia si ritirarono dal Comitato per il non intervento. Neville
Chamberlain, diventato Primo ministro il 17 maggio, tent di calmare Hitler con tentativi precisi e
ragionati di persuadere la Germania a rientrare nel Comitato. I tedeschi, rendendosi conto che
avrebbero potuto trarre ulteriori vantaggi dalla situazione, sostennero che un sommergibile non
identificato aveva lanciato siluri contro il loro incrociatore Leipzig davanti a Orano, e chiesero sanzioni
contro la Repubblica, servendosi di questo incidente come scusa per ritirarsi dalle operazioni di
pattugliamento navale. La Repubblica neg responsabilit nell'episodio.
L'atteggiamento tedesco e italiano sulla Spagna era ancor pi strettamente coordinato di quello
inglese e francese. Dopo aver riconosciuto il governo di Burgos nel novembre precedente, essi
raccomandarono che venissero concesse a entrambe le parti i diritti di belligeranza, rendendo cos non
pi necessari i controlli. Gli inglesi erano contrari alla concessione dei diritti di belligeranza, che
avrebbero comportato intrusioni nell'attivit della marina mercantile britannica. Il governo francese
(retto da Camille Chautemps, ma comprendente ancora Blum e Delbos) sapeva che le forze navali
nazionaliste, con l'appoggio segreto dei sommergibili italiani, sarebbero riuscite a provocare la resa
della Repubblica mediante il blocco. Negrn and a Parigi e fu ascoltato con favore: i francesi
promisero di non concedere i diritti di belligeranza ai nazionalisti. Il governo di Londra sugger invece
una formula di compromesso che consentiva di avvalersene soltanto dopo il ritiro delle truppe straniere,
modificata in seguito con la clausola di sostanziose riduzioni, che port a trattative su cifre e
percentuali.
Alla fine di luglio, gli italiani iniziarono una serie di attacchi da Maiorca con sommergibili e
bombardieri legionari. Nel solo mese di agosto affondarono navi dirette nella Repubblica per circa
200.000 tonnellate, compresi 8 mercantili inglesi e 18 neutrali. Il 23 agosto Ciano annot a proposito
della visita dell'incaricato d'affari britannico a Roma: Ingram ha fatto una dmarche amichevole in
merito ai siluramenti in Mediterraneo. Io ho risposto in modo davvero sfacciato. Se n' andato quasi
soddisfatto.6 Il 31 il sommergibile italiano Iride lanci siluri contro il caccia britannico Havock a nord
di Alicante, e il 3 settembre Ciano annot: Orchestra al completo: Francia, Russia, Gran Bretagna.
Tema: pirateria nel Mediterraneo. Colpevoli: i fascisti. Il Duce  molto calmo. Guarda verso Londra e
non crede che gli inglesi vogliano scontrarsi con noi.7 Non c'era da sorprendersi che Mussolini la
pensasse cos. Lord Perth, ambasciatore britannico, venne descritto (forse ottimisticamente) da Ciano
come un vero e proprio convertito, un uomo che era riuscito a comprendere e perfino ad amare il
fascismo. In ogni caso Chamberlain, ignorando i consigli di Eden, scrisse a Mussolini in termini molto
amichevoli, pensando di riuscire a convincerlo ad allontanarsi da Hitler. Nel frattempo ordin a Perth
di cominciare a gettare le basi di un trattato d'amicizia con Mussolini, e si sarebbe servito come inviato
personale di sua cognata, Lady Chamberlain, che portava con orgoglio distintivi fascisti.
Nacque un piccolo gruppo di conservatori e di sostenitori che avvert i pericoli della politica di
Chamberlain. Harold Nicolson, uno di costoro, si dichiar d'accordo con Duff Cooper che la seconda
guerra contro la Germania era cominciata nel luglio del 1936, quando i tedeschi iniziarono il loro
intervento in Spagna. E prosegu sostenendo che le classi ricche di questo Paese, con i loro insani
affari con Franco, ci hanno portato in una posizione molto pericolosa.8 L'unico settore in cui il
governo conservatore era disposto a mostrare una certa fermezza era il Mediterraneo, la rotta marittima
dell'impero. Era soltanto preoccupato che non vi fossero basi dell'Asse in territorio spagnolo, una volta
finita la guerra civile.
Il 22 giugno, dopo l'incidente del Leipzig, Eden sostenne che i sommergibili delle potenze che
effettuavano il pattugliamento delle acque spagnole (compreso il Mediterraneo occidentale) non
dovessero navigare immersi, e che le parti spagnole fossero informate che dovevano osservare
anch'esse questa procedura.9 Le potenze che pattugliavano sarebbero state giustificate nell'attaccare
qualsiasi sommergibile in immersione. Questa proposta venne bloccata dagli italiani, con l'appoggio
tedesco, come inutile: i loro sommergibili legionari sarebbero stati i pi a rischio. I francesi,
sfruttando la proposta di Eden, indissero a Nyon, sulle rive del Lago di Ginevra, una conferenza per
discutere la situazione nel Mediterraneo, ma Italia e Germania si rifiutarono di parteciparvi; Berlino
sosteneva che l'incidente del Leipzig non era ancora stato risolto, mentre gli italiani protestavano
contro le accuse dirette dell'Unione Sovietica di continui attacchi subacquei. I governi di Londra e
Parigi deplorarono questa decisione aggiungendo che avrebbero tenute informate le potenze
dell'Asse su quanto sarebbe stato concluso.
Von Neurath avvert Ciano che il servizio segreto navale britannico aveva intercettato dispacci
fra battelli subacquei italiani. Sapendo di avere poco da temere, Ciano rispose che per il futuro
sarebbero stati pi prudenti. La conferenza di Nyon decise con notevole rapidit che sommergibili in
immersione nelle vicinanze di un siluramento sarebbero stati attaccati dalle forze navali dei Paesi
firmatari.10 Non si fece comunque parola di attacchi in superficie o aerei; questi sarebbero stati aggiunti
alla Societ delle Nazioni a Ginevra. Gli inglesi allora cominciarono a fare una tale serie di modifiche
per indurre gli italiani a unirsi all'accordo da rendere inutile tutto il lavoro. Mussolini si vant con
Hitler che avrebbe continuato le sue operazioni con i siluri.
Il 16 settembre Negrn partecip al dibattito sugli eventi in Mediterraneo presso la Societ delle
Nazioni. Chiese che si ponesse fine alla farsa, ma non ottenne alcunch; continu a sostenere che il
mantenimento della finzione del non intervento equivaleva a favorire la guerra, e chiese che Germania
e Italia venissero riconosciute come aggressori. Soltanto i governi messicano e sovietico lo
appoggiarono.
Alla Societ delle Nazioni, in quell'autunno, Eden tent di giustificare la politica di non
intervento dichiarando, falsamente, che aveva ridotto l'afflusso delle forze straniere. Il governo
britannico tent anche di impedire alla Repubblica spagnola di pubblicare i particolari dell'intervento
italiano. Eden ammise che sarebbe inutile negare che vi siano state gravi violazioni dell'accordo, ma
prosegu raccomandandone il mantenimento, perch anche una diga che perde pu essere ancora
utile.11 Per i nazionalisti non fu affatto un ostacolo. Alla fine la Societ delle Nazioni decise che se
non verr fatta funzionare nel prossimo futuro, si decider di porre fine alla politica di non
intervento. Il rappresentante repubblicano spagnolo chiese una definizione pi precisa di prossimo
futuro e il ministro degli Esteri francese Delbos sper che significasse non pi di dieci giorni, mentre
il rappresentante britannico rispose: Probabilmente anche prima di quanto pensi il delegato spagnolo.
Il prossimo futuro non era ancora arrivato, diciotto mesi dopo, quando la Repubblica spagnola cess
di esistere.
Pu darsi che i conservatori britannici abbiano cominciato a vedere il governo repubblicano
sotto una luce pi positiva, ma non avevano alcuna idea della lotta di potere in corso dietro le quinte a
Valencia. Gli esponenti di vertice comunisti e i loro consiglieri sovietici si irritarono e si allarmarono
quando scoprirono che i loro ex alleati politici stavano rivoltandosi contro di loro.
Il 30 luglio Dimitrov inoltr a Voroilov un rapporto di un alto funzionario sovietico a Valencia
in merito alle relazioni in seno al governo Negrn. Questo documento rivela la determinazione dei
comunisti nell'impadronirsi di ogni potere in Spagna: La luna di miele  finita... La famiglia del
governo  lontana da quella che potrebbe caratterizzarla: amicizia, affetto e pace...  vero che con
questo governo il nostro partito ha pi occasioni di lavorare, di esercitare pressioni sulla sua politica,
che non con il governo precedente. Ma siamo ancora lontani da un minimo desiderabile. E venne
sferrato un nuovo attacco contro Prieto per aver rilasciato dal carcere Rovira, il comandante del
POUM. Prieto aveva addirittura ordinato di riarmare la 29 divisione del POUM, ma i comunisti erano
riusciti, tramite i loro membri nell'esercito, a farla sciogliere del tutto.
Prieto, proseguiva il rapporto, ha paura che l'esercito popolare, comandato da ufficiali venuti
su dal popolo (vale a dire fedeli comunisti), induriti in battaglia, rappresenti una gigantesca forza
rivoluzionaria e, come risultato, abbia un ruolo decisivo nel determinare la vita economica e sociale, il
sistema politico della Spagna futura. Prieto stava di conseguenza tentando di prevenire l'attivit
politica in particolare comunista, e in questo i militari di professione, compreso Rojo, lo appoggiano.
Perlomeno egli non vuole che il comando sia composto da rivoluzionari attivi. La politica di Prieto 
legata fondamentalmente alla sua opinione politica generale, che non consente lo sviluppo della
rivoluzione spagnola al di l dei limiti di una classica repubblica democratica borghese... Devo
aggiungere che l'idea di Prieto riguardo l'esercito  completamente appoggiata da Martnez Barrio e
dai repubblicani. I repubblicani stanno cominciando a cambiare sempre pi le loro relazioni con il
PCE. Non molto tempo fa lo consideravano con molto rispetto, ma da giugno hanno cominciato a
cambiare. Ci era dovuto presumibilmente alla scomparsa di Andreu Nin.
Il rapporto definiva Zugazagoitia, ministro socialista dell'Interno, un trockista mascherato.
Era stato lui a sabotare la caccia agli elementi del POUM. Ma c' di peggio: organizzava e sosteneva
di persona numerose campagne di natura ricattatoria, provocazioni allo scopo di rivolgere contro il
partito la faccenda delle spie trockiste. Viet e prevenne la pubblicazione di materiale che smascherava
il collegamento fra Nin e gli uomini del POUM con lo stato maggiore di Franco. Era stato lui a togliere
al comunista Ortega la carica di direttore generale della Pubblica Sicurezza. Gli attacchi continuarono
anche contro altri ministri. Irujo, il nazionalista basco, si comportava come un vero fascista.
Assieme a Zugazagoitia, Irujo fa tutto il possibile e l'impossibile per salvare i trockisti e sabotare i
processi contro di loro. E far tutto il possibile per farli assolvere.
Giral, il ministro degli Esteri, era accusato di infiltrare trockisti. Negrn era l'unico ad andare
d'accordo con i comunisti, ma non era abbastanza forte. Il nostro partito ha insistito su tre punti: 1)
epurare l'apparato militare e contribuire a promuovere ai massimi gradi i comandanti venuti dal popolo
e porre fine alla campagna anticomunista; 2) proseguire senza soste l'epurazione degli elementi
trockisti nelle retrovie; 3) smetterla una volta per tutte di permettere alla stampa, ai singoli individui e
ai gruppi di effettuare la calunniosa campagna contro l'Unione Sovietica. Se egli non lo far, il partito 
abbastanza forte, conosce abbastanza bene le responsabilit che si  assunto e trover i mezzi e le
misure necessarie per proteggere gli interessi del popolo. L'esame della situazione politica si
concludeva con la dichiarazione: La rivoluzione popolare non pu concludersi con successo se il PCE
non prende in mano il potere.12
...
.
...
26.
.
Le operazioni in Aragona.
.
Dopo il fallimento dell'offensiva di Brunete in luglio, lo stato maggiore repubblicano ammise
finalmente che nella regione centrale non si poteva concludere nulla con grosse operazioni. Ma anche
se un altro attacco di proporzioni analoghe non poteva essere preso in considerazione, dopo perdite
tanto rilevanti in materiali, venne chiesto un nuovo sforzo per aiutare Santander e le Asturie. Se le forze
repubblicane nel nord fossero riuscite a resistere fino all'arrivo delle nevi invernali e al conseguente
blocco della Cordillera Cantabrica, Franco non sarebbe stato in grado di trasferire le sue truppe
navarresi, galiziane e italiane (che gli avrebbero consentito la parit numerica sul terreno), n la
maggior parte delle sue forze aeree, prima della primavera inoltrata del 1938.
Per il nuovo attacco repubblicano venne scelto il fronte d'Aragona. La decisione di preferire il
fronte orientale anzich quello sudoccidentale era soprattutto politica. I comunisti e i loro pi
importanti sostenitori nell'esercito non potevano scegliere l'Estremadura, perch sarebbe equivalso ad
ammettere che la strategia a Brunete era sbagliata e il progetto di Largo Caballero era stato quello
giusto. La principale ragione per spostare a est il peso della guerra, tuttavia, era l'intenzione del
governo Negrn e dei comunisti di stabilire un controllo completo su Catalogna e Aragona.
Dopo i fatti di maggio a Barcellona, il governo centrale aveva assunto la responsabilit
dell'ordine pubblico in Catalogna, aveva sciolto il Consiglio di Difesa della Generalitat, diretto dagli
anarchici fin dal primo momento, e nominato il generale Pozas al comando della nuova armata dell'est.
Questo rappresent la prima fase della fine dell'indipendenza della Generalitat e del potere anarchico in
Catalogna. La fase successiva della riaffermazione del controllo centrale da parte del governo sarebbe
stato l'indebolimento del Consiglio d'Aragona facendo intervenire truppe comuniste e ponendo le tre
divisioni anarchiche sotto il comando generale comunista. La composizione delle forze repubblicane a
est venne modificata radicalmente nell'estate del 1937. Prima di Brunete l'unica formazione comunista
nella zona era stata la 27 divisione del PSUC (la Carlos Marx), ma durante gli ultimi giorni di luglio
e la prima parte di agosto tutte le formazioni d'lite comuniste furono trasferite dal fronte centrale,
comprese la 45 divisione di Klber e il V corpo d'armata di Modesto (con l'11 divisione di Lster, la
35 di Walter e la 46 di El Campesino). Per la prima volta gli anarchici venivano minacciati nella loro
Ucraina spagnola.
A fine luglio, dopo la battaglia di Brunete, i comunisti avviarono un'offensiva propagandistica
contro il presidente del Consiglio d'Aragona, Joaqun Ascaso, personaggio controverso e pittoresco. I
comunisti lo accusavano di comportarsi come un capomafia; i suoi sostenitori libertari, invece, lo
difesero vigorosamente quando venne accusato di contrabbando di gioielli all'estero. Sui principali
giornali di partito, Mundo Obrero e Frente Rojo, vennero sferrati feroci attacchi contro il sistema di
collettivi agricoli autogestiti perch contrario alla democrazia controllata sostenuta da Negrn e dai
comunisti.
Alla fine di luglio i carabineros, che Negrn aveva rafforzato quando era ministro delle Finanze,
furono utilizzati per disturbare i collettivi, confiscandone la produzione. Poi, l'11 agosto, il governo
centrale sciolse per decreto il Consiglio d'Aragona, mentre si stava immagazzinando l'ultimo raccolto.
Le divisioni anarchiche, la 25, la 26 e la 28, vennero tenute impegnate al fronte e isolate da ogni
informazione su quanto accadeva, per cui l'11 divisione di Lster, appoggiata dalla 27 e dalla 30,
poterono essere inviate contro i collettivi anarchici e quelli misti della CNT e dell'UGT. Queste
manovre, come vennero definite ufficialmente, comportarono arresti in massa e lo scioglimento
forzato del Consiglio d'Aragona e di tutte le organizzazioni che lo componevano. Gli uffici della CNT
furono occupati e distrutti e i macchinari dei collettivi, i mezzi di trasporto e i cereali da semina
vennero assegnati ai piccoli proprietari che i comunisti avevano incoraggiato a opporsi alla
collettivizzazione.1
I membri anarchici del Consiglio furono i primi a essere arrestati, e furono fortunati a non
essere fucilati sul posto. Un centinaio circa di essi venne rinchiuso nel carcere di Caspe ed erano ancora
l quando i nazionalisti occuparono la cittadina, nel marzo del 1938.2 I comunisti pensavano di
sottoporre Ascaso a un processo farsa, ma dovettero rilasciarlo il 18 settembre quando non riuscirono a
presentare alcuna prova. (La Pasionaria tent di riprendere le accuse nel 1968, sostenendo che era
fuggito in Sudamerica dove viveva nel lusso grazie al suo bottino. In realt lavorava come inserviente
in un hotel in Venezuela.)
La giustificazione di quest'operazione (le cui durissime misure turbarono anche alcuni
elementi del PC) fu che tutti i collettivi erano stati costituiti con la forza, e Lster stava semplicemente
liberando i contadini. C'erano state forti pressioni, e senza dubbio era stata usata la forza in alcune
occasioni, nel fervore dopo l'insurrezione. Ma il fatto stesso che ogni villaggio fosse un misto di
collettivisti e individualisti dimostra che i contadini non erano stati affatto costretti a entrare nelle
fattorie collettive con la minaccia delle armi.3 Si calcola che vi fossero circa 200.000 persone nei
collettivi e 150.000 individualisti.4 Forse la testimonianza pi eloquente contro i comunisti  il numero
di collettivi che riuscirono a ricostituirsi quando le forze di Lster se ne andarono. Nel frattempo il
grado in cui la produzione di generi alimentari venne sconvolta e danneggiata in modo permanente
divent materia di aspri dibattiti. Jos Silva, il capo dell'Istituto per la Riforma Agraria, in seguito mise
in forte imbarazzo i propri colleghi comunisti ammettendo che l'operazione era stato un errore molto
grave, che provoc un'immensa disorganizzazione nelle campagne.5
L'esatta parte avuta in questi episodi dai membri non comunisti del governo Negrn, soprattutto
Prieto,  oggetto di discussione. Lo stesso Negrn approv senza riserve l'azione comunista, mentre i
liberali e gli altri socialisti di destra continuarono ad appoggiare le misure che distruggevano il
cantonalismo e favorivano la centralizzazione del potere. Prieto, ministro della Difesa, e
Zugazagoitia, ministro dell'Interno, diedero di certo istruzioni per lo smantellamento del Consiglio
d'Aragona ed erano disposti a usare la forza, se necessario. Tuttavia Prieto sment di avere dato carta
bianca a Lster per distruggere anche i collettivi.6 In ogni caso, la rivolta libertaria tenuta dalle autorit
non ci fu.
I fatti d'Aragona provocarono inoltre l'allargamento della frattura fra i dirigenti della CNT e le
masse. La debolezza da essi dimostrata nel loro rifiuto a una condanna tempestiva dell'azione di Lster
provoc molta frustrazione e irritazione. L'unico tentativo di contenere l'azione comunista venne da
Mariano Vzquez, segretario generale della CNT, il quale chiese a Prieto di trasferire subito in Aragona
la divisione di Mera; ma si ritenne soddisfatto dalla risposta del ministro della Difesa di avere gi
rimproverato Lster. (Vzquez, un sindacalista riformista, e principale sostenitore in seno alla CNT
della completa obbedienza agli ordini del governo, era un grande ammiratore di Negrn, che, si dice, lo
disprezzava.) I dirigenti della CNT sostennero di avere evitato l'esecuzione di sentenze capitali da parte
di tribunali militari comunisti, ma la prospettiva che tre divisioni di anarchici rivolgessero le armi
contro le truppe di Lster probabilmente ebbe maggior peso. Comunque sia, l'episodio rappresent un
considerevole aumento del potere comunista e un altrettanto considerevole colpo alla fiducia degli
anarchici.
Mentre avveniva tutto questo, Rojo stava preparando con cura una nuova operazione
dell'armata dell'est con l'obiettivo di distogliere i nazionalisti dalla loro offensiva finale nel nord,
attaccando Saragozza. La riconquista di questo capoluogo regionale offriva pi di un significato
simbolico: era anche il centro comunicazioni dell'intero fronte d'Aragona. Il primo anno di guerra
aveva sottolineato il fatto che il possesso di questa citt chiave era molto pi importante del controllo di
vasti tratti di aperta campagna. I nazionalisti avevano soltanto tre divisioni, la 51, la 52 e la 105,
schierate su 300 chilometri di fronte, con la maggior parte delle truppe concentrate nelle citt.
Il generale Pozas e il suo capo di stato maggiore, Antonio Cordn, stabilirono il comando a
Bujaraloz. Il loro piano prevedeva uno sfondamento in sette punti nel tratto centrale di 100 chilometri
fra Zuera e Belchite. Sull'ala settentrionale, la 27 divisione avrebbe attaccato Zuera, prima di puntare
verso sinistra contro Saragozza. Sulla destra del centro, la 45 divisione di Klber doveva avanzare in
direzione sud-est, dalla Sierra de Alcubierre verso Saragozza. Nel frattempo la 26 divisione e parte
della 43 dovevano muovere da Pina, attraversare l'Ebro e interrompere la strada fra Quinto e
Saragozza.
Il peso maggiore dell'offensiva, con il V corpo di Modesto che comprendeva l'11 divisione
Lster e la 35 di Walter, era concentrato sul lato sud della valle dell'Ebro. L'11 divisione di Lster
avrebbe puntato lungo la riva meridionale verso Saragozza, con in testa tutti i carri armati T-26 e BT-5
destinati all'offensiva.7 I BT-5 erano stati raggruppati nel reggimento internazionale corazzato
comandato dal colonnello Kondrat'ev; tutti i conducenti erano dell'Armata Rossa.8 La maggioranza dei
200 aerei repubblicani al fronte era stata anch'essa riservata all'attacco nella valle dell'Ebro. Erano in
numero molto maggiore dei nazionalisti, i quali schieravano antiquati monoplani da ricognizione e
appoggio tattico He-46 e biplani da caccia He-51.9 I repubblicani godevano di una soverchiante
superiorit locale, sia a terra sia nell'aria. Modesto era sicuro del successo dell'operazione. Gli ordini
dello stato maggiore sottolineavano il fatto che aveva di fronte truppe di scarsa qualit, i nazionalisti
avevano poche riserve a Saragozza e un'insurrezione sarebbe scoppiata in citt per aiutare gli
attaccanti.10 Modesto sembrava pi interessato a dare alla divisione di Lster, appoggiata dai carri
corazzati, la gloria di entrare per prima in citt piuttosto che considerare piani di contingenza qualora
l'operazione non fosse stata la passeggiata che ci si aspettava. Erano trascorse soltanto sei settimane da
Brunete e sembrava che Modesto avesse dimenticato quanto era successo lass, a meno di non credere
alla propaganda, che aveva trasformato quella sconfitta in una vittoria.
L'offensiva in Aragona cominci il 24 agosto, giorno in cui i nazionalisti stavano per entrare a
Santander, sulla costa settentrionale, per cui la prima ragione dell'attacco era andata perduta. Per
mantenere il vantaggio della sorpresa, non vi fu alcuna preparazione d'artiglieria n alcuna incursione
da parte dell'aviazione repubblicana.11 Klber lanci all'attacco la sua 45 divisione e raggiunse
Villamayor de Gllego, circa 6 chilometri da Saragozza, e si ferm, non avendo informazioni sulle
difese nemiche. Le truppe della 25 divisione occuparono Codo dopo avere sopraffatto la forte
resistenza dei carlisti del Tercio di Nuestra Seora de Montserrat che sbarrava la strada da Belchite a
Medina. Nel frattempo Lster avanz, con la sua 11 divisione, su Fuentes de Ebro, ma non riusc a
occuparla, perdendo tempo nel tentativo di distruggere una posizione difensiva dopo l'altra. La IV
brigata indipendente di cavalleria fin a pezzi e perse ogni capacit di combattimento. La sorte peggiore
tocc al reggimento internazionale corazzato, che dopo lo sfondamento la fanteria non riusc ad
appoggiare: quasi tutti i BT-5 finirono distrutti. Modesto, infuriato, se la prese con Lster per questo
insuccesso e da quel momento l'odio reciproco fra i due grandi capi comunisti divent un grosso
problema. Anche per questo si diede la colpa all'interferenza di elementi fascisti che provocarono
reciproca ostilit fra i due e indebolirono di conseguenza la forza del V corpo.12
Un rapporto pi equilibrato a Mosca diede la colpa del sabotaggio a Lster, che non voleva
essere in sottordine a Modesto.13
Quinto venne attaccata dalla 25 divisione, che riusc a conquistarla il 26 agosto, nonostante la
coraggiosa difesa nazionalista alla cappella di Bonastre. Con l'11 divisione bloccata in un punto morto
a Fuentes de Ebro, si dovette mandare la 35 divisione in suo aiuto. I comandanti repubblicani avevano
una volta di pi l'ossessione di schiacciare tutte le postazioni difensive, mentre avrebbero dovuto
procedere verso l'obiettivo principale lasciandole alle truppe di rincalzo. A questo punto Modesto
propose di cambiare il piano originale di prendere Saragozza con quello di occupare Belchite,
presidiata soltanto da poche centinaia di uomini. Questi difensori nazionalisti avevano buone postazioni
di mitragliatrici, alcune delle quali in cemento armato e altre in edifici appositamente preparati, come il
seminario e la chiesa di San Agustn.
L'attacco contro Belchite cominci alle 10 del mattino del 1 settembre, appoggiato
dall'artiglieria e da aerei affidati ai primi piloti spagnoli che avevano frequentato le scuole di
addestramento in Unione Sovietica. Buona parte dell'abitato venne ridotta in macerie, poi furono fatti
avanzare i carri armati: una mossa ben poco saggia, dato che erano molto vulnerabili nelle strade in
parte bloccate dalle macerie. Il giorno dopo fu messa a tacere la resistenza del seminario e i
combattimenti si svilupparono attorno alla chiesa di San Agustn. La Calle Mayor divent la prima
linea del fuoco, mentre i nazionalisti difendevano le posizioni nella Calle Goya e al municipio dietro
postazioni di sacchetti di sabbia. I combattimenti continuarono fino al 6 settembre, quando Belchite era
tutta una rovina di macerie fumanti, di morti, polvere e cadaveri, di persone e di animali, e un puzzo
nauseabondo si spargeva attorno nelle campagne.14
L'intera operazione era durata tredici giorni, durante i quali i soldati repubblicani soffrirono la
sete nel caldo soffocante, in mezzo al lezzo di cadaveri in decomposizione, tanto potente che chi aveva
maschere antigas le indoss anche con quel caldo.15 Il ritardo causato dalla forte resistenza nazionalista
a Quinto e a Codo aveva consentito di fare affluire di rinforzo la 13 divisione di Barrn e la 150 di
Senz de Buruaga. E fu una ripetizione degli errori repubblicani a Brunete: persero un numero
incredibile di uomini e di tempo ad annientare punti di resistenza che avrebbero dovuto essere
circondati e sorpassati; le piccole guarnigioni nazionaliste non avrebbero mai costituito una seria
minaccia per la retroguardia di Modesto, se avesse proseguito l'avanzata. Alla fine il colossale sforzo
dei repubblicani, che godevano di una superiorit soverchiante, port soltanto a un'avanzata di 10
chilometri e alla conquista di un pugno di villaggi e cittadine. E fu un totale insuccesso nei confronti
dell'obiettivo principale di occupare Saragozza e diminuire la pressione dei nazionalisti nel nord.
Una volta di pi la Repubblica sub una considerevole perdita di armamento tanto necessario,
soprattutto di carri armati. E una volta di pi la paranoia stalinista attribu la colpa dell'insuccesso a una
quinta colonna trockista. Il generale Walter consider la situazione peggiore che a Brunete. La
sezione medica della 35 divisione, rifer in un rapporto, ha segnalato parecchi casi di
internazionalisti feriti ricoverati in ospedali spagnoli morti per diagnosi volutamente negligenti, oppure
operazioni chirurgiche del tutto non necessarie e metodi di cura che erano chiaramente lavoro di
incompetenti. Per di pi si sospett la presenza nella XIV brigata internazionale di una vasta
organizzazione di spie trockiste e terroristi, che si supponeva stesse preordinando l'assassinio del suo
comandante, Hans Sanje, e dello stesso generale Walter. Questi chiese l'intervento dell'NKVD di
Barcellona per un'inchiesta, ma Sanje volle gestirla da solo e lo fece con tanto ardore e incompetenza
che l'arrestato, un tenente francese, mor ben presto, durante l'interrogatorio, portando con s i segreti
dell'organizzazione.16
Il generale Pozas consider Walter responsabile del fallimento dell'operazione, perch si era
concentrato su obiettivi secondari e non su quello principale. Prieto era furibondo per la condotta della
battaglia e le sue amare critiche provocarono l'irritazione del partito. Assieme a un numero crescente di
ufficiali superiori e generali aveva cominciato ad ammettere che la direzione comunista dello sforzo
bellico stava distruggendo l'esercito popolare con operazioni di prestigio che non poteva permettersi e
con una propaganda trionfalistica che era controproducente. La stampa catalana sostenne il 4 settembre,
mentre ancora si stava combattendo a Belchite: un'intelligente e importante gesto del governo ha dato
per la prima volta mobilit a tutti i fronti di combattimento. Il popolo spagnolo sta cominciando a
sentire le desiderate e gradite conseguenze di un'efficace politica di unit nazionale di fronte
all'invasione fascista.17
L'offensiva in Aragona giunse di certo troppo tardi per contribuire alla difesa di Santander, e
non riusc a ritardare l'avvio della terza e ultima fase della guerra nel nord. Il comando nazionalista
non ripet l'errore di Brunete e non distolse forze dall'operazione di Santander. Si limit a contenere
l'offensiva, cedendo terreno di poco valore. Ben sapendo quanto fosse importante conquistare il resto
delle Asturie prima dell'inverno, il generale Dvila riorganizz rapidamente le proprie forze per
continuare l'avanzata verso ovest da Santander.
...
.
...
27.
.
La fine del fronte nord e dell'idealismo repubblicano.
.
Il 29 agosto, mentre la battaglia di Belchite raggiungeva il suo acme, il Consiglio Provinciale
delle Asturie assunse tutti i poteri militari e civili e si autodefin Consiglio Sovrano delle Asturie, sotto
la presidenza di Belarmino Toms. Il suo primo gesto fu la sostituzione del generale Gamir Ulbarri
con il colonnello Adolfo Prada, che assunse il comando dell'armata del nord, ridotta a meno di 40.000
uomini.
Il suo capo di stato maggiore era il maggiore Francisco Ciutat e la sua unit principale era il
XIV corpo, comandato da Francisco Galn. L'aviazione repubblicana nel nord era ridotta a due
squadriglie di Mosca e meno di un gruppo di Chato.1 Il territorio repubblicano era ridotto a una
profondit di circa 90 chilometri fra Gijn e La Robla, e di circa 120 chilometri lungo la costa, con il
saliente di Oviedo che sporgeva sul fianco occidentale.
L'attacco di Dvila contro quest'ultimo settore di resistenza repubblicana nei territori
settentrionali venne da est e da sud-est, diretto contro Gijn. Le sue forze erano almeno doppie rispetto
a quelle repubblicane e comprendevano le quattro brigate carliste di Solchaga, tre divisioni galiziane di
Aranda e il CTV italiano; erano appoggiate da 250 aerei, compresa la Legione Condor.
Tuttavia l'avanzata, che inizi il 1 settembre, fu in media di 1 chilometro al giorno, nonostante
la schiacciante superiorit aerea dei nazionalisti. I Picos de Europa e la Cordillera Cantabrica offrivano
ai difensori repubblicani un terreno eccellente sul quale frenare il nemico, cosa che fecero con notevole
valore.  stato detto che si batterono con tanta disperazione soltanto perch il blocco nazionalista non
lasciava speranze di fuga, ma questo pu essere stato soltanto uno dei fattori; quando la maggior parte
dei generali riusc a fuggire a bordo di piccole imbarcazioni, le truppe combatterono con ancor
maggiore valore.
I carlisti di Solchaga raggiunsero Llanes soltanto il 5 settembre. Poi queste brigate navarresi si
lanciarono contro il passo El Mazuco, che conquistarono, persero, ripresero e ripersero. La difesa del
passo, diretta da un operaio della CNT di La Felguera, prosegu per tre giorni. I carlisti lo
riconquistarono alla baionetta con forti perdite. Nel frattempo la Legione Condor bombardava e
mitragliava senza tregua le retrovie repubblicane,2 trovando troppo difficile colpire con bombe normali
le postazioni in montagna. I tedeschi inventarono allora un prototipo di napalm, con bidoni di benzina
legati a bombe incendiarie.
Il 18 settembre i carlisti di Solchaga iniziarono la parte pi sanguinosa dell'intera campagna.
Dopo feroci combattimenti, la I brigata navarrese riusc a entrare a Ribadesella; il 1 ottobre la V
brigata occup Covadonga e dieci giorni dopo rastrell la sponda occidentale dell'alto Sella. Il 14
ottobre cadde Arriondas. Nel frattempo il colonnello Muoz Grandes riusc a sfondare a Tarna, una
delle migliori posizioni fortificate dei minatori delle Asturie, avanzando fino a Campo de Caso e
completando l'accerchiamento. La Legione Condor termin il lavoro mitragliando i repubblicani che
ripiegavano su Gijn. Il 20 ottobre le forze di Solchaga si unirono a quelle di Aranda.3
Il governo repubblicano di Valencia ordin al colonnello Prada di cominciare un'evacuazione
generale, ma la flotta di Franco, che attendeva il crollo, chiese alla Legione Condor di bombardare il
cacciatorpediniere repubblicano Ciscar, mandato a imbarcare pi gente possibile. L'unit col a picco
e le navi straniere furono intercettate da navi nazionaliste. Molti alti funzionari e ufficiali riuscirono a
rifugiarsi in Francia a bordo di cannoniere e altre piccole imbarcazioni, ma il grosso delle truppe
repubblicane continu a combattere fino al pomeriggio del 21 ottobre, quando la IV brigata navarrese
entr a Gijn. Parte delle truppe riusc a raggiungere le montagne, dove si un ai resti dei reparti fuggiti
da Santander. La guerriglia impervers per altri sei mesi sulla Cordigliera, impegnando notevoli
contingenti nazionalisti.
Presa Gijn, i franchisti cominciarono un'attiva pulizia dei rossi in tutta la regione. L'arena
della citt venne riempita di prigionieri, come il teatro Luarca e altri edifici, e i plotoni d'esecuzione
lavorarono senza sosta.4 Il fronte nord aveva cessato di esistere. Per Prieto, la causa principale della
sconfitta era stata la mancanza di un comando unificato.5 Il ministro della Difesa promosse Rojo
generale e offr le proprie dimissioni a Negrn, che le rifiut.
Il vero effetto della conquista del nord non divent evidente fino all'anno nuovo, quando i
nazionalisti cominciarono a schierare nella zona sud le formazioni carliste, il corpo italiano e le truppe
galiziane di Aranda. Le unit della marina del Golfo di Biscaglia furono trasferite nel Mediterraneo,
aumentando i controlli lungo le coste. A Palma di Maiorca venne costituito un nuovo comando
aeronavale sotto l'ammiraglio Francisco Moreno.6 Ma per Franco uno dei vantaggi pi importanti era
rappresentato dalle miniere di carbone e altre materie prime, la cui produzione serviva soprattutto a
pagare i debiti con la Germania.
L'aumento considerevole degli effettivi nazionalisti in questo periodo venne favorito
dall'arruolamento di oltre 100.000 prigionieri della campagna del nord in reparti di fanteria, oltre che in
battaglioni di lavoratori. Questa operazione non fu sempre efficace, in quanto buona parte di essi
disert appena schierata in linea. Ci furono almeno due casi di ribellione provocati da elementi di
sinistra: a Saragozza gli anarchici arruolati nella Legione Straniera organizzarono una rivolta e
tentarono di liberare i compagni dalla prigione, e durante l'inverno a El Ferrol, in particolare a bordo
della Espaa, 200 marinai erano stati scoperti mentre preparavano un ammutinamento. In entrambi i
casi tutti gli arrestati furono giustiziati.
Nel frattempo, nella Spagna repubblicana l'autunno del 1937 vide un continuo declino del
potere degli anarchici, l'isolamento dei nazionalisti catalani, discordie fra i socialisti e il potenziamento
della polizia segreta. Il governo Negrn presiedette a tutti questi mutamenti e, come conseguenza del
potere comunista, la repressione dei dissidenti fu pi ampia di quella effettuata al tempo della dittatura
di Primo de Rivera. Il presidente del Consiglio sosteneva di non essere al corrente dell'attivit della
polizia segreta, ma non fu convincente, mentre, come ha rilevato Hugh Thomas, i suoi tentativi di
ridurre l'attivit politica con la censura, i divieti e gli arresti si svilupparono in parallelo con
l'istituzione da parte di Franco di una macchina dello Stato in cui erano presenti anche posizioni
ideologiche diverse.7 Tuttavia, la maggior parte dei sostenitori della Repubblica all'estero, che aveva
difeso la causa del governo sui princpi della libert e della democrazia, non sollev proteste.
La necessit di collaborare con l'Unione Sovietica, assieme alla gravit della situazione
militare, furono in seguito invocate dai sostenitori di Negrn come giustificazione del suo modo di
governare. Ma era stato Negrn a persuadere Largo Caballero a inviare la riserva aurea a Mosca, per cui
ricade su di lui, in primo luogo, una grossa responsabilit dell'asservimento della Repubblica a Stalin.
Eppure durante la sua permanenza in carica il flusso di aiuti militari sovietici si ridusse in modo
drammatico. Ci era in parte dovuto all'efficienza del blocco navale nazionalista, ma fu anche una
conseguenza del desiderio di Stalin di disimpegnarsi dalla Spagna quando si accorse che Londra e
Parigi non intendevano opporsi all'Asse. E ora l'Unione Sovietica stava aiutando la Cina contro
l'aggressione giapponese. Paradossalmente, il disagio di Stalin fu probabilmente aumentato dalla
speranza di Negrn che la Repubblica fosse salvata da una guerra in Europa.
In un primo tempo il presidente Azaa aveva incoraggiato il duro governo del Primo ministro,
ma il suo atteggiamento cambi quando comprese meglio il carattere di Negrn. Entrambi erano ostili a
Companys e il presidente appoggi i piani di Negrn di portare la Catalogna sotto il controllo del
governo centrale. Azaa era ancora irritato per il successo iniziale di Companys nell'aumentare
l'indipendenza della Generalitat approfittando dell'insurrezione. La diminuzione dell'identit della
Catalogna era stata sia simboleggiata sia effettuata dallo spostamento del governo repubblicano da
Valencia a Barcellona, e Negrn colse ogni occasione per sottolineare la riduzione dell'importanza della
Generalitat.8 Negrn evit quasi ogni contatto diretto con Companys, scrisse il comunista Antonio
Cordn, allora sottosegretario all'Esercito. Non ricordo alcun avvenimento o cerimonia cui abbiano
partecipato insieme.9
Dopo aver perduto il potere, Largo Caballero si rese conto che il partito socialista e l'UGT
erano in condizioni peggiori di quanto immaginasse. Aveva ancora fedeli sostenitori, soprattutto
nell'ambiente ristretto di Luis Araquistin, Carlos de Baribar e Wenceslao Carrillo (il padre di
Santiago Carrillo). Ma numerosi socialisti di destra, una fazione molto potente all'interno dell'UGT, e
la maggioranza della Giovent Socialista Unita collaboravano strettamente con i comunisti.10 Alcuni
gruppi risposero alla loro richiesta di unificazione. Un giornale comune, Verdad (significa verit ed
era considerato la Pravda spagnola), era stato fondato a Valencia, e fu il primo a lodare i socialisti di
Jan, che avevano costituito il loro partito unificato socialista-comunista, chiamato PSU (Partito
socialista unitario).
Il foglio del PSOE, El Socialista, e anche il Claridad di Largo Caballero erano gi stati presi
sotto controllo dall'ala filocomunista del partito. Ma il fatto che pi colp Largo Caballero avvenne alla
fine di settembre, quando i suoi sostenitori non furono autorizzati a votare al plenum nazionale
dell'UGT. Tuttavia molti socialisti filocomunisti, compreso lo stesso Negrn, si astennero dall'adesione
immediata al PCE. Il discorso di Largo Caballero del 17 ottobre (il primo che fu autorizzato a tenere da
maggio) spieg la caduta del suo governo ed espresse forti moniti sui pericoli che il governo stava per
affrontare. Largo Caballero, tuttavia, non riguadagn alcun potere, perch venne tenuto fuori del
comitato esecutivo e i suoi sostenitori all'interno rimasero in minoranza. A fine ottobre si trasfer a
Barcellona dove, come in un esilio interno, si occup di questioni minori.11
Probabilmente la pi inquietante di queste novit in territorio repubblicano fu la
razionalizzazione dei servizi di sicurezza del 9 agosto 1937 nel SIM, Servicio de Investigacin
Militar.12 Prieto ne era stato l'artefice, allo scopo di aumentare il controllo centrale, ma i comunisti ne
approfittarono per i loro scopi. Secondo Prieto, la crescita frammentata delle organizzazioni di
controspionaggio era priva di controllo e inefficiente. Un responsabile del servizio informazioni si
lament che ciascuno di quelli che si trovano nelle retrovie svolge attivit di controspionaggio.
L'esercito aveva servizi indipendenti, con proprie reti di agenti, come la Direzione Generale della
Sicurezza, i carabineros, il ministero degli Esteri, la Generalitat e il governo basco in esilio (ora a
Barcellona). Perfino le brigate internazionali avevano un loro ufficio per la caccia agli eretici, con
base ad Albacete; il suo capo, Moreno, era un jugoslavo mandato dall'Unione Sovietica, che al suo
rientro venne fucilato.13
Il nuovo dipartimento, costituito in agosto, sfugg al controllo del suo creatore, dato che
nell'autunno precedente i comunisti avevano cominciato a infiltrarsi nella polizia e nei servizi di
sicurezza. I suoi primi direttori, il socialista ngel Daz Baza e Prudencio Sayags, non furono
all'altezza del compito, mentre altri, come Gustavo Durn, che Prieto nomin capo del SIM per
l'armata del centro, dovettero essere destituiti perch reclutavano soltanto comunisti. Il loro successore
fu il colonnello Manuel Uribarri, che riferiva soltanto ad agenti sovietici e che riusc a fuggire in
Francia con un bottino di 100.000 franchi.14 Soltanto l'anno seguente il controllo comunista venne
ridotto. L'organizzazione riusc in effetti a eliminare un certo numero di reti nazionaliste 
Concepcin, Circulo Azul, Capitn Mora, Cruces de Fuego e altre  ma non vi  dubbio che
durante i primi otto mesi di esistenza il SIM, in seguito soprannominato la sifilide russa dallo
scrittore tedesco Gustav Regler, fu uno strumento sinistro nelle mani di Orlov e dell'NKVD.
Gli agenti del SIM comprendevano sia elementi fedeli al partito sia ambiziosi, e i suoi illimitati
poteri attirarono opportunisti di ogni genere. Il nucleo di dirigenti costitu allora una rete di agenti
tramite ricatto e corruzione, e riusc anche a infiltrare suoi elementi in formazioni decisamente
anticomuniste, grazie al controllo su trasferimenti e promozioni. Per esempio, un fuciliere di 19 anni
della CXIX brigata venne corrotto e poi promosso, da un'ora all'altra, a capo del SIM dell'intera
formazione, con poteri di vita e di morte superiori a quelli del suo comandante.15
Data la distruzione dei documenti e degli archivi,  difficile conoscere il totale degli agenti
impiegati dal SIM: si dice che siano stati 6.000 nella sola Madrid e il ruolino stipendi ufficiale era di 22
milioni di pesetas. Le sue sei sezioni militari e cinque civili, compresa la brigata Z, coprivano ogni
aspetto della vita pubblica e privata e i suoi agenti erano presenti in ogni distretto e comando.16 La
sezione pi temuta era la brigata speciale, responsabile degli interrogatori. Quando la sua infame
reputazione venne conosciuta all'estero, cambi semplicemente denominazione; il governo insistette
che era stata sciolta, ma in realt ci furono pi vittime passate al nemico (eufemismo per morte sotto
tortura o esecuzione segreta), e operava con una rete di agenti invisibili sia al fronte sia nelle
retrovie.17
Nella regione centrale, il SIM utilizzava soprattutto le prigioni segrete appartenute al DEDIDE.
La prima era il collegio religioso di San Lorenzo, che ospitava 200 sospetti; la seconda era il Campo
di Lavoro n. 1 di Cuenca. Le prove fornite da coloro che ebbero la sfortuna di esservi ospitati sono
uniformi: maltrattamenti, uso del freddo e della fame per estorcere confessioni, celle di punizione
soprannominate frigorifero, in cui i detenuti erano lasciati nudi nell'acqua fino alle ginocchia, oppure
venivano spruzzati d'acqua gelida durante i mesi invernali.18
A Barcellona, il SIM aveva due carceri principali, una in Calle Zaragoza e l'altra al seminario
Conciliar, per quanto si servisse anche di altre, come il Portal de l'ngel che nell'estate del 1937
ospitava 300 detenuti, la cosiddetta latteria Nestl, l'Hotel Coln, una in Calle Valmajor e altre.
Nel settembre del 1937 gli organi di sicurezza di Barcellona annunciarono di avere smascherato
un'organizzazione di spionaggio ancor pi vasta di quella di Madrid. Anche questa costituita da
trockisti. La sua sigla d'identificazione era TS e ogni agente aveva un numero personale. Documenti
ritrovati nel materasso di uno di essi dimostrano che questa banda aveva commesso numerosi atti di
sabotaggio e stava preparando piani per assassinare alti dirigenti del Fronte Popolare e dell'esercito
repubblicano. Proseguiva con l'elenco dei dirigenti da eliminare, forse nella speranza di incoraggiare i
ministri non comunisti ad appoggiarli.19
Sotto la direzione dell'NKVD, il SIM comp atrocit inumane. I nazionalisti sfruttarono ed
esagerarono la situazione, creando una cupa leggenda. Tuttavia, anche se tutti i documenti furono
distrutti non ci sono dubbi sulla base delle deposizioni orali e delle continue denunce di Manuel de
Irujo e di Bosch Gimpera, che i sovietici impiegavano il loro sistema scientifico di interrogatorio. I
metodi del SIM, oltre alle bastonature con tubi di gomma, prevedevano trattamenti con acqua calda e
fredda e finte esecuzioni. I pavimenti delle celle erano realizzati con spigoli taglienti di mattoni, in
modo che i detenuti nudi soffrivano di continuo. Strani suoni metallici, colori, luci e pavimenti inclinati
erano usati come tecnica di disorientamento e di privazione sensoria; se questi non portavano a risultati,
o se gli inquisitori avevano fretta, c'era sempre la sedia elettrica e la scatola dei rumori, ma
rischiavano di fare impazzire troppo presto i detenuti.
Non esistono valutazioni affidabili sul totale dei detenuti del SIM, n delle loro proporzioni,
anche se sembra quasi certo che i repubblicani superassero i nazionalisti. Si sostenne che chiunque
criticasse l'incompetenza militare sovietica, oppure i piloti volontari stranieri, poteva trovarsi accusato
di tradimento come individuo opposto ai comunisti per motivi ideologici. Il ministro della Giustizia,
Manuel de Irujo, si dimise il 10 agosto 1938 per protesta contro i processi farsa, anche se rimase al
governo come ministro senza portafoglio. Molti altri importanti repubblicani erano inorriditi da questi
sistemi giudiziari e soprattutto per l'attivit del SIM. Negrn si limitava a smentire queste critiche come
propaganda nemica, e soltanto nel 1949 ammise con il giornalista americano Henry Buckley di essersi
sbagliato.20
I comunisti ebbero un notevole successo nell'istituire un ampio controllo sul governo,
sull'apparato burocratico e sull'organizzazione dell'ordine pubblico, pur mantenendo una presenza
simbolica di soli due ministeri secondari nel governo... come richiesto dalla politica estera sovietica.
Essi si erano resi indispensabili ai politici centristi che avevano voluto ristabilire il potere dello Stato ed
erano ormai troppo coinvolti nel processo per protestare. Tuttavia stava cominciando a svilupparsi in
seno all'esercito una reazione contro il predominio comunista.
Nell'autunno del 1937 la propaganda comunista stava facendo grandi proclami sui progressi
dell'esercito popolare.  vero che c'erano stati miglioramenti a livello di unit, ma pochi comandanti o
ufficiali di stato maggiore avevano dimostrato competenza o senso tattico, e l'organizzazione dei
rifornimenti era ancora corrotta e inefficiente. Soprattutto il morale era stato colpito da episodi dietro le
linee. Le preferenze per i comunisti e il proselitismo al fronte avevano raggiunto livelli tali che gli ex
sostenitori del comunismo tra gli ufficiali erano inorriditi. Prieto rimase scosso nell'apprendere che ai
feriti non comunisti veniva spesso rifiutata l'assistenza medica. I comandanti di battaglione che
rifiutavano l'invito ad aderire al partito si vedevano ridurre i rimpiazzi di armi, le razioni o addirittura il
soldo dei loro uomini; coloro che accettavano, venivano trattati meglio dei non comunisti: venivano
promossi e la loro reputazione era esaltata nei bollettini e nei comunicati stampa.
La cooperazione era tolta anche ai gradi non comunisti pi elevati. Al colonnello Casado,
quando comandava l'armata di Andalusia, non era concesso conoscere la disposizione delle basi aeree
n la disponibilit di aerei sul suo fronte. I commissari che ricevevano obiettivi di reclutamento dalle
gerarchie di partito facevano l'impossibile per raggiungerli. Prieto dichiar in seguito che nei reparti
comunisti i socialisti che rifiutavano di aderire al partito venivano spesso fucilati sotto false accuse,
come codardia di fronte al nemico o diserzione. Dopo la battaglia di Brunete, 250 uomini della
divisione di El Campesino chiesero protezione alla 14 divisione di Mera a causa del trattamento subito
perch non erano diventati comunisti; Mera rifiut di restituirli quando El Campesino arriv come una
furia al suo comando a reclamarne la consegna, e il generale Miaja, per quanto ufficialmente
comunista, lo appoggi contro un membro del partito.
Forse il danno maggiore al morale dopo l'estate del 1937 si riscontr nelle brigate
internazionali, che avevano perso 2.000 uomini per un'epidemia di tifo.21 C'erano sempre stati non
comunisti fra loro che non accettavano la linea del partito, ma ora perfino i comunisti cominciarono a
mettere in forse la loro posizione. All'inizio del 1937 gli irlandesi si erano quasi ammutinati, dopo la
sconfitta di Lopera, quando venne impedito loro di costituire una propria compagnia.
L'ammutinamento americano al Jarama all'inizio della primavera era riuscito, anche se quella era
sembrata una reazione comprensibile. Alcuni italiani del battaglione Garibaldi disertarono per andare
nella colonna liberale e anarchica di Giustizia e Libert. Durante l'offensiva contro Segovia, la XIV
brigata internazionale si era rifiutata di continuare gli infruttuosi attacchi frontali contro La Granja e gli
stranieri in un battaglione di punizione di brigata si ammutinarono quanto ricevettero l'ordine di
fucilare i disertori.
La rabbia per i massacri inutili era accompagnata da un crescente disaccordo sull'esistenza di
campi di rieducazione gestiti da ufficiali sovietici e sorvegliati da comunisti spagnoli armati di
moderni fucili automatici. In questi campi il lavoro era organizzato su base stakanovista, con la
distribuzione del rancio legata al raggiungimento o al superamento della quota prefissata di lavoro. I
prigionieri erano perlopi coloro che volevano tornare a casa per varie ragioni e che si erano sentiti
negare l'autorizzazione. (Soltanto molto tempo dopo si seppe che numerosi brigatisti di questa
categoria erano stati ricoverati in ospedali psichiatrici, tipica misura sovietica.) Uno dei campi pi
tristemente noti era quello di Jcar, a circa 40 chilometri da Albacete, nel quale erano stati mandati
volontari delusi britannici, americani e scandinavi. Alcuni elementi britannici vennero salvati
dall'esecuzione per l'intervento del Foreign Office, ma quelli di altre nazionalit finirono rinchiusi
nelle carceri di Albacete, Murcia, Valencia e Barcellona.22
Problema persistente nelle brigate era anche il fatto che i volontari, ai quali non era mai stato
detto quanto sarebbe durato il loro arruolamento, pensavano di essere liberi di andarsene dopo un certo
tempo. I loro passaporti erano stati ritirati quando si erano arruolati, e Krivickij sostenne che erano stati
inviati a Mosca tramite valigia diplomatica a disposizione degli agenti dell'NKVD all'estero. I capi
delle brigate che si allarmarono per le notizie di disordini imposero rigide misure di disciplina. Le
lettere venivano censurate e chiunque criticava la competenza della direzione del partito correva il
rischio di finire nei campi di prigionia, o addirittura davanti al plotone d'esecuzione. Le licenze
venivano annullate e alcuni volontari che si presero alcuni giorni di permesso senza autorizzazione,
quando rientrano al reparto vennero fucilati per diserzione. La sensazione di sentirsi in trappola in
un'organizzazione per la quale non provavano pi simpatia indusse qualcuno ad attraversare le linee
per unirsi ai nazionalisti. Altri tentarono soluzioni diverse, come spararsi in un piede mentre pulivano il
fucile.
Gli organizzatori del Comintern iniziarono a preoccuparsi, perch le voci sulle condizioni nelle
brigate avevano cominciato a rallentare il flusso dei volontari dall'estero. I nuovi arrivati erano sorpresi
dal cinismo degli anziani, i quali ridevano dell'idealismo dei nuovi, ricordando con amarezza il
proprio. Alcuni nuovi arrivati ad Albacete erano stati letteralmente arruolati a forza. Gli specialisti
stranieri o i meccanici che avevano accettato di venire solo per un incarico preciso si trovarono trattati
in quel modo e minacciati di diserzione se rifiutavano.23 Perfino marinai in franchigia sbarcati da
mercantili in porti repubblicani si trovarono arrestati come disertori dalle brigate e trasferiti sotto
scorta ad Albacete. Il 23 settembre 1937 Prieto emise un decreto che incorporava le brigate
internazionali nella Legione Straniera spagnola, il che le poneva sotto il codice della giustizia militare,
e stabil per regolamento che gli ufficiali delle brigate internazionali in un reparto non fossero pi del
50 per cento di quelli spagnoli.24
Il colpo peggiore per i brigatisti internazionali fu la persecuzione del POUM. Le critiche
comuniste continuarono imperterrite. Abbiamo nel nostro Paese, proclam un esponente del partito
verso la fine del 1937, una lunga serie di fatti molto recenti che provano che i trockisti sono da molto
tempo impegnati in queste grottesche attivit criminali e che, con l'aumentare delle difficolt e
l'avvicinarsi delle battaglie decisive, cominciano in modo sempre pi aperto a diffondere gli slogan del
nemico, a seminare il disfattismo, la sfiducia e a dividere le masse, impegnandosi sempre pi
attivamente nello spionaggio, nelle provocazioni, nei sabotaggi e nei crimini.25
La versione del partito sugli episodi era talmente insincera che soltanto chi era terrorizzato dalla
verit poteva credervi. Questa mentalit venne forse meglio rivelata da un brigatista il quale afferm
che l'istituzione di discussioni politiche obbligatorie una volta al giorno per ordini superiori  una
prova che ci stanno trattando pi seriamente del solito. La maggioranza, tuttavia, rendendosi conto di
essere stata ingannata, si risentiva per l'insulto alla propria intelligenza. Finch erano in Spagna,
dovevano tenere chiusa la bocca, per evitare le attenzioni del SIM; poi, una volta rimpatriati, di solito
preferivano tacere, per non minare del tutto la causa repubblicana. Chi parl, come Orwell, si trov
chiuse in faccia le porte degli editori di sinistra.
I sostenitori acritici della Repubblica erano costretti a giustificare la linea di Mosca. Nonostante
tutto, per, il tentativo di esportare in Spagna la mentalit dei processi farsa ignorava il fatto che, per
quanto autoritario fosse, il governo Negrn non era totalitario. E di conseguenza quel labirinto sigillato
di specchi che nell'Unione Sovietica aveva preso il posto della realt non venne riprodotto in Spagna.
...
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PARTE SESTA.
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La via della sconfitta.
...
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28.
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La battaglia di Teruel e la spada vittoriosa di Franco.
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Verso la fine del 1937 si not un netto miglioramento nel rapporto di forze a favore dei
nazionalisti. L'occupazione dei territori settentrionali aveva dimostrato di essere il passo intermedio
necessario se volevano essere sicuri della vittoria. Per la prima volta nella guerra si trovavano quasi alla
pari con i repubblicani come effettivi sotto le armi (fra i 650.000 e i 700.000 per ciascuna parte) e la
bilancia tendeva a spostarsi sempre pi in loro favore. La conquista della costa cantabrica aveva non
solo liberato truppe da spostare al centro, ma aveva anche assicurato ai nazionalisti notevoli vantaggi in
campo industriale. I pi importanti erano le fabbriche d'armi della regione basca, le industrie pesanti di
Bilbao e le miniere di carbone e di ferro delle regioni settentrionali (anche se la produzione serviva a
pagare i debiti con la Germania).
L'esercito nazionalista era stato riorganizzato, con cinque corpi d'armata schierati sui fronti e
altri cinque, molto potenti, comprendenti tutte le loro formazioni d'lite, organizzati in un'armata di
manovra offensiva.1 Pur trovandosi di fronte una macchina bellica tanto formidabile, lo stato maggiore
repubblicano e i consiglieri sovietici rifiutarono di ammettere che le loro massicce offensive
convenzionali stavano gradualmente distruggendo l'esercito popolare e la capacit di resistenza della
Repubblica. Non volevano convincersi che l'unica speranza stava nel continuare una difesa regolare
combinata con una serie di attacchi non convenzionali di guerriglia nelle retrovie nemiche e di rapide
azioni in tutti i punti possibili contro tratti sguarniti del fronte. Questo, perlomeno, avrebbe ostacolato
la capacit nazionalista di concentrare i loro reparti migliori nell'armata di manovra.
Pi importante di tutto, non avrebbe esposto grosse formazioni di truppe repubblicane al tiro
d'artiglieria e al potenziale aereo dei nazionalisti, che erano superiori. Un misto di guerra
convenzionale e non avrebbe rappresentato un metodo pi efficiente, e meno costoso, per assicurare la
capacit di resistenza della Repubblica in attesa dello scoppio della guerra in Europa. Ciononostante, la
serie di offensive frontali continu sinch alla fine le forze militari repubblicane si esaurirono
sull'Ebro, nell'autunno del 1938. Considerazioni di propaganda determinavano ancora queste
operazioni di prestigio, e il principio del comando unificato venne mantenuto dai comunisti, dal
governo e dagli ufficiali regolari, anche se non aveva dimostrato di essere in grado di assicurare una
guida efficace.
La strategia repubblicana divent ancor pi inflessibile alla fine del 1937, quando l'appoggio
aereo dei nazionalisti ebbe un forte incremento. Piloti spagnoli ricevettero i pi antiquati aerei tedeschi,
soprattutto gli Ju-52, e gli italiani S.79 e S.81 e quattro gruppi da caccia nazionalisti furono
equipaggiati con i Fiat CR.32.2 L'Aviazione Legionaria italiana sul territorio spagnolo aveva nove
gruppi da caccia dotati di CR.32 e tre di bombardieri, oltre agli aerei di base a Maiorca. Lo spionaggio
sovietico era sicuro che Bruno Mussolini, figlio del dittatore, arrivato in Spagna in ottobre, fosse al
comando di un reparto da bombardamento di S.79 in appoggio al CTV sul fronte d'Aragona.3
La Legione Condor aveva sostituito tutti gli Ju-52 con gli He-111 e in pi aveva un gruppo da
ricognizione di Dornier-17, due gruppi di caccia Messerschmitt 109 e due di Heinkel 51. In complesso i
nazionalisti potevano contare su circa 400 aerei.4
L'aviazione repubblicana era inferiore per numero e qualit, dopo le perdite subite nel nord e a
Brunete. Era ridotta a pochi gruppi di caccia Chato e Mosca e a due gruppi da bombardamento.5 Il
caccia principale dei nazionalisti, il biplano Fiat CR.32, si era dimostrato robusto e molto maneggevole,
mentre il monoplano Messerschmitt in mano a buoni piloti era imbattibile. Infine, gli aviatori
repubblicani, soprattutto quelli sovietici, non sembravano preparati a correre gli stessi rischi dei
nazionalisti nel duello aereo: gruppi interi di caccia Mosca, a volte, si davano alla fuga davanti a un
attacco deciso di pochi CR.32.
I sovietici, che stavano ritirando i propri piloti per mandarli in Estremo Oriente dove era in
corso il conflitto fra Cina e Giappone, stavano consegnando sempre pi aerei ai piloti spagnoli usciti
dai corsi di addestramento in Unione Sovietica. Due gruppi di Mosca erano interamente spagnoli,
mentre i quattro di Chato avevano piloti spagnoli; questi biplani venivano fabbricati a Sabadell-Reus,
vicino a Barcellona, mentre la sostituzione dei Mosca era limitata dal blocco sempre pi efficace del
Mediterraneo (l'incrociatore nazionalista Baleares aveva affondato un intero convoglio russo il 7
settembre). I repubblicani per ricevettero 31 bombardieri Katiuska, portando gli effettivi da
bombardamento a quattro gruppi di Nataa e quattro di Katiuska.
L'unica vittoria aerea dei repubblicani si era verificata durante un'intensa serie di incursioni
contro le rispettive basi a terra. Il 15 ottobre, nel corso di un attacco infruttuoso contro Saragozza,
caccia e bombardieri repubblicani avevano attaccato un aeroporto vicino alla citt, annientando quasi
tutti gli aerei allineati al suolo. Come misura difensiva conto le incursioni l'aviazione repubblicana fece
molto uso di aerei civetta a terra, spostando quelli veri da una base all'altra.
Dopo aver conquistato la zona settentrionale, Franco si sentiva giustificato nell'organizzare
un'altra offensiva contro Madrid alla fine del 1937. Le sue nuove forze compensavano di molto il
vantaggio repubblicano negli spostamenti per linee interne in quella regione. L'armata di manovra era
schierata dietro il fronte d'Aragona per un assalto in direzione sud-ovest lungo la strada
Saragozza-Madrid che in marzo gli italiani avevano usato come direttrice contro Guadalajara. Il corpo
d'armata castigliano di Varela si trovava all'ala sinistra, il CTV italiano era al centro, il corpo d'armata
marocchino sull'ala destra, con la Legione Condor e l'Aviazione Legionaria in appoggio e il corpo
d'armata di Galizia e Navarra in riserva. Ma l'alleanza nazionalista stava subendo una crisi, come
osserv Richthofen il 3 dicembre, a causa delle incredibili tensioni fra spagnoli e italiani.6
Il settore minacciato del fronte di Guadalajara era tenuto dal IV corpo della Repubblica,
comandato ora da Cipriano Mera. Com'era avvenuto prima della battaglia di Brihuega, Mera era
appoggiato da compagni anarchici che si erano infiltrati in territorio nemico alla ricerca di notizie.
Questa volta le informazioni erano pi preziose. Fonti nazionaliste raccontarono che lo stesso Mera
aveva attraversato le linee, travestito da pastore, e aveva letto i piani operativi al loro comando. In
realt, come racconta lo stesso Mera, la missione di spionaggio venne suggerita ed effettuata da un
giovane anarchico di nome Dolda, il quale non si avvicin nemmeno al comando nemico. Da membri
della CNT nell'Aragona nazionalista, contattati in segreto, aveva appreso di forti concentramenti di
truppe da Saragozza a Calatayud. Il ritorno di Dolda attraverso Medinaceli conferm la sua
supposizione che i nazionalisti stessero preparando una grossa offensiva, e che doveva essere diretta
contro il settore di Guadalajara. Il 30 novembre Dolda rientr attraverso le linee e fece rapporto a Mera,
il quale a sua volta rifer a Miaja.
A questo punto Rojo annull il suo piano per l'offensiva in Estremadura verso il confine
portoghese per tagliare in due la zona nazionalista, e studi invece un attacco per scoordinare
l'operazione nazionalista verso Guadalajara. La citt di Teruel venne scelta per una puntata preliminare
perch si trovava nell'angolo in cui il fronte d'Aragona svoltava a nord-ovest attraversando la provincia
di Guadalajara. Uno dei grandi pericoli di questo progetto era la vicinanza dell'armata di manovra di
Franco, che poteva venire schierata molto rapidamente. Rojo, tuttavia, definiva l'operazione come una
battaglia offensiva-difensiva, mirante a una distruzione limitata dell'avversario e a ottenere un
definitivo vantaggio da sfruttare in seguito.7
Rojo ordin di trasferire il contingente d'attacco della Repubblica sul fronte di Teruel: il XVIII
corpo, comandato da Enrique Fernndez Heredia, il XX di Leopoldo Menndez e il XXII di Juan
Ibarrola. Inoltre, vennero fatti avvicinare il XIII e il XIX. Il colonnello Juan Hernndez Sarabia,
comandante dell'armata del levante, doveva dirigere l'operazione. In tutto, Rojo schier 40.000
uomini.8 Le forze corazzate, nell'inefficiente modo sovietico, vennero suddivise fra le divisioni
attaccanti e non tenute ammassate.
Tanto per cominciare, Rojo pens di non poter contare sulle brigate internazionali, viste le
condizioni in cui erano. Walter, che visit i battaglioni inglese e canadese della XV brigata, trov
difficile spiegare a parole lo stato delle armi e della loro sporcizia, soprattutto i fucili.9
Si trov anche a disagio per le piccole rivalit e il forte antagonismo nei reparti internazionali
e per l'antisemitismo in quelli francesi, e non gli piacque la continua arroganza nei confronti degli
spagnoli, che defin klberismo. Per pi di un anno, scrisse ai tedeschi dell'XI brigata
internazionale, lo sciovinismo tedesco  stato importato e coltivato, e in tutto questo tempo  stata
svolta una politica di nazionalit apertamente razzista. In troppi casi i soldati spagnoli combattenti
nelle brigate internazionali non avevano ricevuto opportune cure mediche e gli internazionalisti non
avevano condiviso le razioni e le sigarette che ricevevano da casa.
Le forze nazionaliste a difesa del saliente di Teruel erano costituite dalla 52 divisione che,
rinforzata da volontari della citt, contava su meno di 10.000 uomini. Il colonnello Domingo Rey
d'Harcourt, suo comandante, aveva stabilito una linea di trincee e di postazioni appoggiate da altre
sulle colline, come a La Muela, che sovrastava Teruel. Il piano di Rojo era accerchiare la citt con l'11
e la 25 divisione attaccanti da nord-est verso i villaggi di Caud e Concud, mentre la 34 e la 64
divisione del XVIII corpo avrebbero attaccato da sud-est verso il Pico del Zorro e La Muela de Teruel.
Altre due divisioni, la 40 e la 68 del XX corpo, sarebbero avanzate su Escandn ed El Vrtice
Castellar. Se la manovra fosse riuscita secondo il piano, Teruel sarebbe stata tagliata fuori dal territorio
nazionalista. Nella fase successiva, reparti del XVIII e del XXII corpo avrebbero costituito una linea
difensiva contro gli inevitabili contrattacchi nazionalisti, mentre il XX corpo, appoggiato dai carri
armati, si sarebbe aperto la strada in citt.10
Il capoluogo provinciale di Teruel, una cittadina cupa su un terreno brullo, era famosa per il
freddo invernale, ma a met dicembre del 1937 le condizioni erano quasi siberiane. Nevicava, la
mattina del 15 dicembre, quando l'11 divisione, della quale faceva parte il poeta comunista Miguel
Hernndez, sfond le deboli linee nazionaliste. Alle 10 aveva occupato Concud: le forze repubblicane
avevano realizzato una sorpresa completa, in parte per le condizioni meteo in parte per la mancanza del
bombardamento preliminare.
Molti attacchi, comunque, spesso furono sprecati. Il 17 dicembre la 3 compagnia carri del
capitano Gubanov and cinque volte all'assalto, ma la fanteria non intervenne in appoggio. Il
reggimento carri internazionale era composto soprattutto da volontari sovietici che combattevano nel
settore pi pericoloso del fronte.11 Il capitano Caplin si distinse per il coraggio; il suo mezzo fu colpito
e perse uno dei cingoli a soli 50 metri dalle trincee nemiche: rimase al suo posto per otto ore
resistendo ai feroci attacchi avversari. Quando esaur le munizioni, rese inservibile il suo carro, salt
fuori e si mise in salvo.12
Il XVIII corpo, superata la scarsa opposizione, aggir la citt e a mezzogiorno del 18 dicembre
conquist La Muela de Teruel. Due giorni dopo le sue truppe si incontrarono a San Blas con il XXII
corpo e cominciarono ad allestire la linea difensiva a nord-ovest dell'abitato. Il 19 dicembre la 40
divisione, che aveva incontrato forte resistenza a Escandn, raggiunse la periferia di Teruel. Quel
giorno Prieto e Rojo arrivarono in ispezione al fronte, accompagnati da un grosso seguito di giornalisti
stranieri, compresi Hemingway, Matthews e Robert Capa, che attendevano il momento di poter
annunciare al mondo che l'esercito popolare aveva conquistato un capoluogo di provincia.13
Il comando supremo nazionalista venne colto di sorpresa dall'offensiva. Notizie allarmanti,
scrisse Richthofen nel suo diario di guerra. I rossi hanno sfondato il fronte presso Teruel.14 Franco fu
quello che rimase pi scosso. Era indeciso se continuare nel suo piano di attaccare Madrid, come gli
consigliavano i tedeschi e gli italiani, oppure reagire contro la muleta rossa che gli sventolavano in
faccia i repubblicani. Con molta frustrazione da parte dei suoi consiglieri, Franco non poteva
permettere ai repubblicani nemmeno quel piccolo trionfo. Il Generalissimo, rifer la Legione Condor
a Berlino, decise fin dal primo momento, per motivi di prestigio di speciale natura politica, e a costo
dell'attacco gi predisposto contro Madrid via Guadalajara, di ristabilire il fronte attorno a Teruel lungo
la linea del 15 dicembre.15 Il primo istinto di Franco era stato far intervenire subito la Legione
Condor, ma Richthofen era prudente. La situazione meteo  molto grave, annot.16
Per chiudere la breccia, Franco mand a Teruel Aranda con tre divisioni e ordin a Dvila di
spostare l'81 divisione da Alto Tajo. Il 20 dicembre diede ordine di ammassare un'armata per aiutare
la citt: comandata da Dvila, doveva essere composta dal corpo d'armata galiziano, che avrebbe
operato a ovest del fiume Tria, e dal corpo castigliano, con l'aggiunta di due divisioni navarresi, che
doveva schierarsi a sud. Queste forze dovevano essere appoggiate da tutta l'artiglieria e da tutta
l'aviazione disponibili, soprattutto l'artiglieria italiana e la Legione Condor. Ma per quasi un'intera
settimana gli aerei vennero tenuti a terra dalla scarsa visibilit e dalle forti gelate, che colpirono motori,
ali e piste; soltanto la batterie contraeree della Legione Condor poterono intervenire contro lo
sfondamento.
Il 21 dicembre cominciarono violenti scontri nelle strade di Teruel. La 68 divisione
repubblicana, appoggiata dai T-26, occup il sobborgo attorno all'arena. Foto leggermente sfocate di
carri armati repubblicani a Teruel furono pubblicate in tutto il mondo. Le truppe sotto Rey d'Harcourt,
che si erano ritirate verso il centro della citt, si preparavano a difendere la zona attorno alla Plaza de
San Juan e la sua chiesa: comprendeva la Comandancia Militar, l'ufficio del governatore civile, il
Banco de Espaa, l'Ospedale de la Asuncin e altri edifici pubblici. Il colonnello Barba comandava la
difesa del seminario, il convento di Santa Clara e le chiese di Santiago e Santa Teresa. I repubblicani
fecero avanzare la fanteria sotto il tiro d'accompagnamento delle mitragliatrici. Si potevano
distinguere i dinamiteros correre lungo le prime strade, scrisse Herbert Matthews del New York Times,
e le vampate delle loro cariche che esplodevano dentro le case. Era giunto un grande momento: uno di
quei momenti drammatici nella storia e nel giornalismo.17 Ma questo entusiastico ottimismo era mal
riposto: i combattimenti dell'inverno a Teruel si trasformarono rapidamente nella pi orrenda delle
battaglie della guerra civile.
I repubblicani dovevano avanzare lungo strade gelate, balzando da un mucchio di macerie
all'altro sotto il tiro dei nazionalisti. Le case dovevano essere ripulite una alla volta a bombe a mano e
con le armi individuali. Furono aperte brecce nei pavimenti e nelle pareti interne dai soldati che
passavano da una casa all'altra per evitare di farsi massacrare all'esterno. I civili rifugiati nelle cantine
erano anch'essi in pericolo di venire uccisi o feriti dalle bombe, o di restare sepolti dalle macerie degli
edifici demoliti dalle cariche esplosive. Notammo all'improvviso qualcuno che sporgeva un bambino
da una finestra, ricorda Bernardo Aguilar, gridandoci di non sparare perch all'interno c'erano
civili.18
I repubblicani, seguendo gli ordini personali di Prieto di proteggere la popolazione civile,
stavano facendo sgomberare donne e bambini verso i sotterranei delle case presso la Plaza del Torico.
Ma molte donne, nonostante il rischio di finire fucilate, saccheggiarono quello che potevano. Con una
temperatura di meno 15 C, c'era poca acqua in citt e le tubature erano gelate. I mobili venivano
fracassati per fare dei fal sui quali sciogliere la neve, e per avere un po' di calore. Durante la notte i
combattimenti continuarono, con scontri corpo a corpo a colpi di baionetta. Le condizioni a
Stalingrado, cinque anni dopo, non furono molto peggiori.
A partire dal 22 dicembre l'artiglieria repubblicana sparava ad alzo zero contro gli edifici
pubblici tenuti dai difensori nazionalisti. I minatori, comandati da Belarmino Toms, stavano tentando
di depositare cariche esplosive sotto quelli occupati da Rey d'Harcourt e da Barba. Quando gli uffici
del governatore civile furono conquistati, alcuni difensori passarono nel palazzo vicino, l'Hotel de
Aragn, dove continuarono quella feroce lotta. Nell'edificio del governatorato furono fatti alcuni
prigionieri e vennero portati fuori molti cadaveri, perlopi di bambini morti di fame.19 Il fotoreporter
di guerra Robert Capa descrisse la scena: Pi di cinquanta persone, donne e bambini, molti dei quali
abbagliati dalla luce, mostrarono i volti cadaverici macchiati di sangue e di polvere. Avevano passato
molti giorni l sotto, in un continuo terrore, cibandosi dei resti del rancio dei soldati e di qualche
sardina. Pochissimi avevano la forza di alzarsi, e dovettero essere trasportati via.  impossibile
descrivere una scena tanto penosa.20
Teruel non era stata ancora occupata del tutto dai repubblicani, ma il governo proclam la
vittoria e la vigilia di Natale ci furono promozioni e premi. Hernndez Sarabia fu promosso generale e
Rojo venne decorato. I comunisti proclamarono che la vittoria era stata loro. Anche Prieto si lasci
cogliere dall'ottimismo e comment scherzando di essere ora ministro della Difesa e dell'Attacco.21 Il
professor Haldane, un grande sostenitore della Repubblica, aveva invitato a Teruel il famoso cantante
Paul Robeson per quasi tutta una notte cant spiritual al battaglione inglese.22
Le tremende condizioni meteo impedirono ai nazionalisti di contrattaccare fino al 29 dicembre,
quando cominci il pi grande bombardamento d'artiglieria della guerra fino a quel momento. La
visibilit era migliorata, erano finite le tormente di neve e i reparti aerei nazionalisti poterono operare al
massimo, sganciando 100 tonnellate di bombe sulle posizioni repubblicane. I Mosca non riuscirono
nemmeno ad avvicinarsi ai bombardieri per la grossa scorta di caccia Fiat CR.32. Il bombardamento
combinato d'artiglieria e aereo dur due ore.23 Appena cessato il fuoco, dieci divisioni nazionaliste
attaccarono in direzione sud-est, ma le linee repubblicane resistettero. La Legione Condor riconobbe
che l'effetto non fu grande; il corpo galiziano guadagn soltanto 300-400 metri di terreno, mentre il
corpo castigliano rimase sulla linea di partenza.24
Il giorno dopo il tempo miglior e l'artiglieria nazionalista riprese a tuonare. Gli He-51 della
Legione Condor attaccarono il sistema delle trincee e le posizioni della riserva, mentre i precisissimi
cannoni da 88 mm delle batterie contraeree batterono punti chiave. Come avevamo gi provato nelle
Asturie, rifer a Berlino il comando della Condor, il nemico venne reso incapace di combattere
quando fu colpito nelle sue trincee da una combinazione di mitragliamenti dall'aria e di cannoni
contraerei.25
Per tutto il 31 dicembre 1937 nuove tempeste di neve ridussero la visibilit a pochi metri e la
notte la temperatura precipit a 20 C sottozero. Nonostante queste condizioni atmosferiche la Legione
Condor riusc a fare decollare bombardieri e caccia, anche se ci comport un accurato lavoro di
disgelamento delle superfici alari. I carri armati e i veicoli erano bloccati e i soldati che si erano
riscaldati con l'alcool morirono congelati quando si addormentarono. I casi di congelamento portarono
a un aumento drammatico delle perdite.
In quest'ultimo giorno del 1937 le due divisioni navarresi comandate da Garca-Valio e da
Muoz Grandes riconquistarono La Muela de Teruel. Il generale Rojo inform per telescrivente Prieto,
che rispose di malumore.26 Ma il peggio doveva ancora venire. Quella notte il maggiore Andrs Nieto,
comandante della 40 divisione, che era stato nominato responsabile militare della citt, ordin
inspiegabilmente alle truppe di abbandonare Teruel. Non sembra che i nazionalisti assediati si siano
accorti dell'accaduto. Per parecchie ore, comment Zugazagoitia, Teruel non appartenne ad
alcuno.27 Il generale Walter, inferocito lo defin una giornata difficile, piena di panico, in cui le forze
repubblicane fuggirono dal fronte e sgombrarono la stessa Teruel. Fu, in modo eloquente, il risultato di
un panico organizzato da agenti fascisti fra i nostri reparti.28
Il giorno di Capodanno del 1938 il generale Rojo ordin a Modesto di intervenire con il V
corpo d'armata per impedire ai nazionalisti di avanzare sulla citt. Tormente infernali riempirono di
neve le trincee e resero quasi impossibile muoversi. I reparti all'aperto si stagliavano netti contro il
biancore diventando facili bersagli. Le condizioni erano tali che nemmeno la Legione Condor pot
decollare. I tedeschi criticarono molto l'artiglieria italiana, che sparava in base ai dati ricavati dalle
carte topografiche e non osservava i punti di caduta delle granate, che in nessun luogo, durante
l'attacco, colpirono i bersagli.29
Le truppe repubblicane rioccuparono buona parte della citt e i combattimenti ripresero.
Soltanto una settimana prima, il 23 dicembre, Franco aveva mandato un dispaccio al colonnello Rey
d'Harcourt, esortandolo a stimolare la resistenza con la promessa di rinforzi immediati. Abbi fiducia
nella Spagna, come la Spagna ha fiducia in te.30 Ma Teruel non era l'Alczar di Toledo, e le forze
repubblicane non erano le milizie del 1936. Il 7 gennaio, dopo ventiquattro giorni di combattimenti,
Rey d'Harcourt si arrese. I nazionalisti deplorarono la perdita di Teruel dovuta alla debolezza e
incompetenza del comandante del settore che acconsent a cedere ai rossi il posto del suo dovere.31 Le
autorit repubblicane evacuarono i feriti, circa 1.500 persone, e trasferirono la maggior parte della
popolazione civile in autocarro a Escandn in condizioni atmosferiche terribili.
Dieci giorni dopo la resa di Teruel i nazionalisti sferrarono un contrattacco dal nord verso l'Alto
de Celadas e El Muletn che dominavano la valle del fiume Alfambra. L'intervento degli aerei e
dell'artiglieria fu pesantissimo. Oltre 100 velivoli si batterono nel cielo sopra la valle dell'Alfambra.
Walter fece intervenire le brigate internazionali della 35 divisione per bloccare il corpo d'armata di
Aranda. La XI brigata si batt bene meritandosi i migliori elogi, come rifer Walter.32
Due giorni dopo, il 19 gennaio, la 5 divisione navarrese attacc El Muletn, difeso dalla XV
brigata internazionale. Le perdite repubblicane furono molto gravi, ma la linea venne ricostituita. Fu
dato l'ordine di contrattaccare, ma i comandanti attesero troppo: a causa delle difficolt dei
rifornimenti, erano quasi senza munizioni, avevano ricevuto pochi viveri e non essendovi acqua
mangiavano neve, non potendo scioglierla per mancanza di combustibile. Soltanto a Teruel si poteva
trovare legna, strappandola alle case. In quello stesso giorno, soldati dell'LXXXIV brigata mista della
40 divisione si rifiutarono di tornare al fronte; quarantasei furono giustiziati senza processo la mattina
successiva.33
Il 5 febbraio, in perfette condizioni meteo per volare34 i nazionalisti sferrarono il loro
principale attacco verso l'Alfambra. Il generale Juan Vign diresse le operazioni con tre corpi d'amata:
quello della Galizia, quello marocchino e quello navarrese, affiancati dal CTV italiano e dalla 1
divisione di cavalleria di Monasterio. Complessivamente 100.000 uomini e quasi 500 cannoni erano
concentrati nella Sierra de Palomera lungo un fronte di 30 chilometri.
Peter Kemp, il volontario inglese nella Legione Straniera, fornisce un quadro vivace dell'inizio
di quest'offensiva. Era una splendida alba di gelo nella Sierra de Palomera mentre divisioni di carlisti
in basco rosso e legionari con il pastrano verde attendevano che i bombardieri ammorbidissero il
nemico. Soltanto il tintinnare dei finimenti dei muli rompeva il silenzio. Poi, le truppe in attesa sul
costone sentirono il rombo pesante dei bombardieri italiani in arrivo alle loro spalle. Inorridirono
rendendosi conto di colpo che i Savoia-Marchetti li avevano scambiati per il nemico. Due ondate
successive sganciarono sul costone roccioso della montagna, nonostante i teli di riconoscimento e le
frecce esposti. Tuttavia le perdite fra le truppe furono molto minori del previsto e l'operazione non sub
alcun ritardo.
L'attacco venne accompagnato dalla divisione di cavalleria di Monasterio, che effettu l'unica
carica a cavallo della guerra nella valle sottostante. Le truppe repubblicane di quel tratto di fronte non
avevano mai partecipato ad azioni belliche e furono subito travolte dalla carica. Poi le formazioni
nazionaliste piegarono verso sud, costringendo il grosso delle forze repubblicane a ritirarsi. I
repubblicani persero quasi 20.000 uomini e un'enorme quantit di armi ed equipaggiamento. Il 19
febbraio i nazionalisti tagliarono la strada Teruel-Valencia, lasciando la 46 divisione di El Campesino
circondata a Teruel. All'alba del 22 febbraio gli ultimi repubblicani fuggirono dalla citt, tentando di
filtrare attraverso le linee nazionaliste. Tre giorni dopo Modesto riusc a ricostituire una linea difensiva
lungo la sponda destra dell'Alfambra, ma non fu la fine della battaglia. Ulteriori operazioni
continuarono per altre quattro settimane, macinando le forze repubblicane e costringendole a ripiegare.
La battaglia di Teruel, con il suo freddo e i combattimenti per le strade, fu una delle pi terribili
in una guerra terribile. I nazionalisti subirono 40.000 perdite, un quarto delle quali per congelamento.
Quelle repubblicane furono ancora pi spaventose, circa 60.000 uomini.35 Nell'aria, i nazionalisti
abbatterono molti pi aerei di quanti ne persero, 12 soltanto il 7 febbraio,36 ma il pericolo maggiore per
tutti i piloti furono le condizioni meteorologiche, che causarono pi danni del nemico.
La fanteria repubblicana sub le perdite peggiori dopo la conquista di Teruel, e questo ribad la
tragedia e la futilit dell'intera operazione. La Repubblica aveva scelto di occupare una citt priva di
qualsiasi valore strategico, che non avrebbe mai potuto sperare di tenere, il tutto a un costo catastrofico
in vite ed equipaggiamenti. Una volta di pi, l'ostinazione dei leader repubblicani, intrappolati da
pretese premature di vittoria a scopo propagandistico, sacrific una buona parte delle proprie migliori
truppe senza alcun risultato. Le condizioni dei superstiti, la loro demoralizzazione e sfinimento
avrebbero portato dritti alla sconfitta della Repubblica.
Una volta di pi i comandanti repubblicani litigarono furiosamente fra loro palleggiandosi la
responsabilit. Il rapporto del dipartimento politico dell'esercito popolare elenc numerose cause: la
forza dell'aviazione nemica, l'effetto combinato con l'artiglieria, le ridotte forze repubblicane, la loro
inferiorit di armamento, il declino del morale e cos via.37 Nulla fu detto a proposito dell'errore del
piano operativo o dell'incompetenza dei comandanti.
Il PC tent di scaricare su Prieto e su Rojo la maggior parte della responsabilit. I consiglieri del
Comintern accusarono addirittura Prieto di distanziarsi dai comunisti.38 Con la sua consueta fredda
insinuazione Stepnov rifer a Mosca che l'insuccesso di Teruel era dovuto, fra l'altro, al
comportamento errato o traditore dello stato maggiore, di Rojo in particolare.39
Durante i primi mesi della primavera del 1938, la Repubblica ebbe due sole consolazioni. Una
fu la riapertura del confine francese il 17 marzo per lasciare entrare materiale militare. L'altra venne da
fonte inaspettata: la flotta repubblicana, che per tutto il conflitto aveva fatto poco per sfidare il blocco
nazionalista e italiano, soprattutto per l'inerzia e l'inefficienza degli equipaggi.
Nel frattempo quella nazionalista era cresciuta con l'aiuto di Mussolini, che aveva inviato due
sommergibili. Questi furono ribattezzati con i nomi di due generali, Mola e Sanjurjo, scelte poco
rassicuranti per i sommergibilisti, tradizionalmente superstiziosi. Inoltre sette sommergibili legionari
italiani continuarono a operare in tutto il Mediterraneo, pronti a issare la bandiera reale spagnola se
costretti a emergere. Mussolini diede a Franco anche quattro cacciatorpediniere e pi avanti, nel 1938,
il vecchio incrociatore Taranto.
La fine della guerra nel nord comport anche un rafforzamento della flotta nazionalista del
Mediterraneo con le unit della costa cantabrica, fra cui l'incrociatore Almirante Cervera e due gruppi
di idrovolanti Heinkel 60. Uno di questi and a Palma di Maiorca, dove l'ammiraglio Francisco
Moreno aveva stabilito un comando comune con la marina e l'aviazione italiane. Palma era anche la
principale base dei bombardieri italiani per gli attacchi contro il naviglio e le citt costiere della
Repubblica, soprattutto Barcellona e Valencia. Gli italiani si comportavano come soci di maggioranza e
l'isola era quasi completamente sotto occupazione italiana: era stato loro feudo privato fin dai primi
giorni della guerra quando un fascista simile a Barbablu che si faceva chiamare conte Rossi
terrorizzava l'isola.40
E fu contro questo formidabile controllo del Mediterraneo occidentale che la marina
repubblicana colse tutti di sorpresa in marzo. Difficile valutare quanta parte abbia avuto la fortuna nel
suo successo. Una flottiglia di torpediniere, appoggiata da due incrociatori, il Libertad e il Mndez
Nuez, salp da Cartagena il 5 marzo per attaccare la flotta nazionalista a Palma di Maiorca. Nel
frattempo, una squadra nazionalista che scortava un convoglio partito da Palma, procedeva incontro a
loro: comprendeva tre incrociatori, il Baleares, il Canarias e l'Almirante Cervera, tre
cacciatorpediniere e due posamine. Le due formazioni vennero a contatto poco prima dell'1 del mattino
del 6 marzo. Tre caccia repubblicani avvistarono l'ammiraglia, il Baleares, e lanciarono alcune salve di
siluri. L'incrociatore nazionalista affond rapidamente e l'ammiraglio Vierna fu tra le 726 vittime.
Anche se questa fu la pi importante battaglia navale, non ebbe risultati significativi, perch i
nazionalisti rimisero in servizio il vecchio incrociatore Repblica, ribattezzandolo Navarra. La loro
marina fu molto pi prudente, dopo quest'azione, ma il controllo delle coste non ne risent. E soltanto
pochi giorni dopo, un'incursione di bombardieri Heinkel su Cartagena danneggi gravemente l'unica
corazzata della Repubblica, la Jaime I.
La notizia della perdita del Baleares raggiunse l'armata di manovra nazionalista proprio mentre
stava per sferrare la pi devastante offensiva della guerra fino a quel momento. Non  certo se Franco
decise, dopo Teruel, di rinunciare ancora alle scorciatoie per la vittoria e continu nella strategia di
sottomettere regioni importanti, o se venne persuaso ad avvantaggiarsi della debolezza dell'esercito
popolare prima che potesse riprendersi dagli effetti della campagna invernale; l'occasione di dare un
altro severo colpo alle formazioni pi esperte del nemico, separando nel frattempo la Catalogna, la
fonte principale degli effettivi e dell'industria, dal resto della zona, era molto attraente. Questo avrebbe
potuto essere seguito dall'occupazione della Catalogna e dalla separazione della Repubblica dalla
Francia: senza le industrie catalane e i rifornimenti dall'estero, la zona centrale sarebbe caduta in poco
tempo. Era una strategia meno spettacolare della conquista di Madrid, ma era pi sicura di successo.
I nazionalisti cominciarono questa campagna con un grosso vantaggio: erano riusciti a
rischierare le loro formazioni pi rapidamente di quanto lo stato maggiore repubblicano ritenesse
possibile. Per quanto preavvertiti della minaccia dalle spie, i comandanti repubblicani erano ancora
convinti che l'obiettivo nazionalista fosse il fronte di Guadalajara. E ritenevano anche che le truppe
nemiche fossero sfinite come le loro, dopo Teruel.
In due settimane, il capo di stato maggiore del generale Dvila, generale Vign, aveva
completato il piano. L'armata di manovra si schier dietro la linea di partenza, la parte meridionale del
settore centrale aragonese. Partendo dall'ala sinistra, appoggiata alla sponda meridionale dell'Ebro,
c'erano il corpo marocchino di Yage, la 5 divisione navarrese e la 1 divisione di cavalleria, il CTV
italiano e il corpo galiziano di Aranda. C'erano in appoggio altri tre corpi d'armata: quello di Castiglia,
quello d'Aragona e quello di Navarra. Complessivamente Dvila aveva 27 divisioni, per circa 150.000
uomini, con quasi 700 cannoni e 600 aerei.
Il 9 marzo, la campagna nazionalista si apr con un massiccio bombardamento d'artiglieria e
aereo. Quando la fanteria nazionalista raggiunse le trincee repubblicane, i loro occupanti non erano
quasi in condizioni di tenere in mano un fucile. La superiorit dell'artiglieria nazionalista, per non
parlare della Legione Condor, dell'Aviazione Legionaria e della brigata aerea Hispana, aveva messo in
netto svantaggio i repubblicani. Durante questa campagna entr in azione per la prima volta il
bombardiere in picchiata monomotore Stuka Ju-87: gli ufficiali della Luftwaffe sostenevano che
riusciva a lanciare una bomba entro cinque metri dal bersaglio.
I difensori repubblicani che sopravvissero a questi bombardamenti dovettero affrontare i carri
armati di von Thoma, usati con grande efficacia: la vera Blitzkrieg.41 Le perdite nazionaliste di
fanteria furono le pi basse di qualsiasi altra grande offensiva del conflitto. In effetti, dopo molti
bombardamenti, la Legione Straniera aveva poco da fare, oltre a finire a colpi di baionetta i
sopravvissuti storditi nelle loro trincee. Il generale Walter diede ancora una volta la colpa di questa
sconfitta all'immensa e intensa attivit degli elementi disfattisti della quinta colonna fra i reparti
repubblicani... Questi furono i giorni in cui la pi fetente attivit traditrice da parte di tutte le canaglie
di ogni colore e sfumatura fior al massimo.42 Un altro rapporto a Mosca, tuttavia, ammise che
avevamo pensato che l'attacco nazionalista fosse soltanto una finta e ostinatamente ci aspettavamo
una battaglia generale a Guadalajara.43 Questo, inutile dirlo, fu un giudizio molto pi preciso sulla
situazione.
Il primo giorno dell'offensiva il corpo marocchino di Yage, appoggiato dai carri armati,
sfond il fronte della 44a divisione e avanz per 36 chilometri lungo la sponda sud dell'Ebro. Il 10
marzo Belchite, ancora in rovine, cadde in mano ai requets carlisti della seconda ondata. Yage,
frattanto, continuava la sua spallata. Qualsiasi linea difensiva improvvisata dai repubblicani crollava
quasi subito. Quello stesso giorno la Legione Condor mand tutti i suoi He-111, Do-17 ed He-51 ad
attaccare i campi d'aviazione repubblicani, infliggendo con effetto sorprendente gravi danni alle forze
aeree nemiche a terra. Il giorno dopo la rapida avanzata della 5 divisione da Belchite venne
appoggiata dal gruppo corazzato tedesco Doehne e dai cannoni da 88 mm della Legione Condor.44
Senza preoccuparsi dei fianchi scoperti, Yage si spinse avanti verso Caspe.
Dopo Teruel le forze repubblicane erano sfinite e male equipaggiate (molti reparti non avevano
ancora ricevuto i rifornimenti di munizioni), mentre le truppe fresche mandate in linea erano coscritti
inesperti: la ritirata fu pi una rotta che un ripiegamento. Una buona parte dell'esercito che
sopravvisse all'offensiva fascista, rifer Stepnov, in stragrande maggioranza era composta da
ufficiali e comandanti, confusi e in preda al panico, che avevano perso la testa ed erano fuggiti.45
Ci fu qualche episodio di resistenza coraggiosa, ma la demoralizzazione presto dilag, quando i
repubblicani scoprirono di non essere in grado di opporsi all'avanzata nazionalista n a terra n
nell'aria. La situazione peggior per l'aumento di sentimenti anticomunisti dopo Teruel, quando si
credette a qualsiasi racconto sulla perfidia comunista. I reparti non comunisti pensarono che i loro
rifornimenti di munizioni fossero stati ridotti deliberatamente, sospetti che derivarono da episodi
isolati. Durante la battaglia di Teruel, per esempio, parte della 25 divisione si vide rifiutare
rifornimenti di armi e munizioni quando uno dei suoi ufficiali superiori respinse l'iscrizione al PC. Ci
furono anche aspri contrasti fra comandanti in campo e stato maggiore, particolarmente ufficiali
comunisti, molti dei quali avevano combattuto a Teruel: Lster si rifiut di obbedire a Rojo; El
Campesino dichiar che Modesto aveva deliberatamente lasciato che la sua divisione fosse tagliata
fuori durante il ripiegamento;46 Modesto e Lster si odiavano ancora, come dopo la perdita dei carri
BT-5 a Fuentes de Ebro.
Durante il caos che segu alla sconfitta in Aragona, le reciproche recriminazioni coinvolsero
Marty e Lster, i quali tentarono di giustificare il proprio comportamento accusando l'altro di
tradimento e di esecuzioni arbitrarie. I dirigenti del PCE pretesero che numerosi comandanti di brigate
internazionali, compresi Walter e ?opi?, venissero destituiti per i loro insuccessi.
Nei primi dieci giorni dell'offensiva in Aragona i nazionalisti conquistarono terreno fra il centro
e la destra del fronte per profondit che variavano dai 50 ai 100 chilometri. Il 22 marzo cominciarono
l'attacco nel settore dall'Ebro risalendo verso Huesca. Il corpo di Moscard e le divisioni carliste di
Solchaga si spinsero verso sud-est, mentre Yage attraversava l'Ebro per investire il fianco sinistro dei
repubblicani in ritirata. Occupata ormai tutta l'Aragona centrale, l'avanzata verso il mare cominci alla
fine di marzo.
Il 14 marzo reparti dell'avanguardia del CTV italiano entrarono ad Alcaiz, che undici giorni
prima era stata devastata da 14 trimotori Savoia-Marchetti che avevano sganciato 10 tonnellate di
bombe, uccidendo 200 persone. Il foglio nazionalista Heraldo de Aragn annunci che la citt era stata
data alle fiamme dai rossi prima di fuggire. L'Aviazione Legionaria aveva anche lei la sua
Guernica.47 I nazionalisti sostarono brevemente il 22 marzo per raggrupparsi. La loro nuova mossa
sarebbe stata a nord dell'Ebro verso Lrida. Il corpo d'Aragona di Moscard e le divisioni navarresi di
Solchaga si spinsero a sud-est e occuparono Barbastro e Monzn, mentre il 23 marzo Yage attravers
l'Ebro vicino a Quinto per dare la caccia ai repubblicani in ritirata sul suo fianco sinistro. Lo stesso
giorno il comando nazionalista ordin il bombardamento di Lrida in preparazione di un attacco.
Per i repubblicani fu una ritirata che rallentava soltanto quando il nemico sostava per riposare. Il
ripiegamento di una formazione d'ala scaten il panico: nella confusione, sembra che nessuno avesse
avvertito il reparto schierato al suo fianco. Viveri e munizioni arrivavano di rado. E per tutto il tempo i
caccia nemici tormentavano come mute di cani le truppe in ritirata: stormi di caccia si davano il cambio
per lanciarsi in picchiata e mitragliare i repubblicani. La vecchia paura di restare tagliati fuori, che
aveva sconvolto le milizie nei primi giorni di guerra, ora tormentava l'esercito popolare. Il generale
comunista Manuel Tagea rifer che entro il 1 aprile la 35 e la 45 divisione internazionale presso
Mora del Ebro avevano perso ogni capacit di combattere.48
Il 3 aprile Lrida, ex caposaldo del POUM, cadde davanti alle truppe di Yage, ma gli italiani
furono trattenuti per qualche tempo dall'11 divisione di Lster a Tortosa, ridotta in macerie dai
bombardamenti. I corpi d'Aragona e di Navarra occuparono i bacini idrici di Tremp e di Camarasa, con
le centrali idroelettriche che rifornivano le industrie di Barcellona. Balaguer cadde il 6 aprile, dopo un
terribile bombardamento di un centinaio di aerei. Berti con il CTV e la cavalleria di Monasterio
entrarono a Gandesa, dove furono accolti dalle duchesse di Montpensier e di Montealegre e dalle
contesse di Bailn e Gamazo, che attendevano di rendere omaggio alle truppe vittoriose.
Nel frattempo il corpo d'armata galiziano di Aranda, assieme alla 4 divisione di Navarra,
continu ad avanzare verso la costa poco sotto la foce dell'Ebro. Il 15 aprile conquistarono la citt
costiera di Viaroz, istituendo cos un corridoio che separava la Catalogna dal resto della Spagna
repubblicana.
Quel giorno, un Venerd Santo, i requets carlisti scesero a piedi in mare come se fosse il
Giordano. Tutta la stampa nazionalista fece a gara per descrivere come il generale Alonso Vega intinse
la mano nell'acqua e poi si fece il segno della croce. I nazionalisti erano convinti che la fine della loro
crociata fosse vicina, perch la spada vittoriosa di Franco aveva tagliato in due la Spagna occupata dai
rossi.49
...
.
...
29.
.
Addio speranze di pace.
.
Durante quella primavera del 1938, mentre l'armata di manovra nazionalista stava invadendo
l'Aragona, la Repubblica affront una crescente crisi economica e il basso livello del morale nelle zone
di retrovia. C'era diffidenza fra i gruppi politici, paura della polizia segreta SIM e risentimento contro
l'autoritarismo del governo Negrn, contro le gravi carenze alimentari, contro i profittatori e i disfattisti.
Nello stesso periodo la popolazione di Barcellona, ora capitale della Repubblica, subiva i pi violenti
bombardamenti aerei del conflitto.
La zona repubblicana viveva in una spirale di iperinflazione. Il costo della vita era triplicato in
meno di due anni di guerra.1 L'onere maggiore sull'economia della nazione, all'inizio
dell'insurrezione, era stato il soldo delle milizie, che tuttavia non era stato aumentato, nonostante la
forte inflazione, dalle originali 10 pesetas al giorno, per cui dall'inverno del 1936 le spese maggiori
erano state quelle per gli acquisti di armi all'estero. La Spagna non aveva un'industria bellica, tranne
piccole fabbriche nel Paese Basco e nelle Asturie. Era di conseguenza irrealistico aspettarsi che le
industrie metallurgiche catalane potessero convertirsi alla produzione bellica, quando mancavano gli
esperti e l'esperienza. In effetti,  notevole quello che le fabbriche riuscirono a improvvisare durante i
primi sei mesi, quando il governo centrale, che mirava ad assumere il controllo dei collettivi della CNT
e della Generalitat, rifiut di fornire la valuta estera per acquistare macchinari oltre confine.
Tutto l'armamento necessario doveva essere acquistato all'estero, con pagamento anticipato in
oro o valuta pregiata. Dal momento in cui si seppe che le riserve auree della Repubblica erano state
trasferite in Francia e in Unione Sovietica, fra i governi europei scoppi una sorta di febbre dell'oro, e
soprattutto fra i mercanti d'armi che vedevano l'occasione per accumulare grossi profitti con poco
rischio.
Fin dall'inizio del conflitto, le autorit repubblicane, che non conoscevano il mercato delle
armi, a causa della loro ovvia disperazione avevano attirato in Europa e in Nordamerica l'attenzione dei
venditori. L'8 agosto 1936 lvaro de Albornoz, l'ambasciatore repubblicano a Parigi, firm un
contratto con la Societ uropeenne d'tudes et d'Entreprises, concedendole il diritto esclusivo di
acquistare in Francia e altre nazioni tutti i prodotti, impegnando la Repubblica a pagare una
commissione del 7,5 per cento per il servizio. Eppure questa societ era in massima parte di propriet
di banche d'affari (come la Worms et C.ie e la Ottoman Bank), di giornali (Le Temps e Le Matin) e di
grosse industrie, come la Schneider-Creusot, tutti sostenitori di Franco.
Gli acquirenti repubblicani si trovarono di fronte a un muro di ricatti, quando ministri e alti
funzionari governativi pretesero forti tangenti, che variavano da 25.000 a 275.000 dollari per la firma di
licenze d'esportazione e di altri documenti. A volte incassavano le somme richieste e in seguito
bloccavano le forniture.2 Data la politica di non intervento, la Repubblica era molto vulnerabile. E
spesso quando il materiale bellico, pagato in anticipo, arrivava, le casse contenevano armamenti di
qualit inferiore o addirittura non efficienti. Dovendo comprare armi dove era possibile, uno dei
problemi principali dell'esercito popolare fu l'ampia variet dei calibri, e la conseguente necessit di
tipi diversi di munizioni. Una grossa parte, forse addirittura la met, delle armi acquistate non arriv
mai, sia per truffa o per blocco sia per siluramenti in mare o per bombardamenti dei porti.
I governi spagnoli avevano acquistato armi in Germania molto tempo prima della salita al
potere dei nazisti. L'esercito coloniale in Marocco aveva richiesto l'iprite contro le trib del Rif, che in
seguito diventarono i suoi pi efficienti ausiliari. Eppure durante la guerra civile la Repubblica acquist
armi dalla Germania nazista, l'alleato pi importante di Franco. Recenti ricerche3 hanno dimostrato la
verit di quanto era da tempo sospettato: il generale Hermann Gring, ministro presidente di Prussia e
comandante in capo della Luftwaffe, stava vendendo armi alla Repubblica mentre i suoi stessi uomini
combattevano per Franco.
Il 1 ottobre 1936 il mercantile britannico Bramhill giunse ad Alicante, proveniente da
Amburgo, con un carico di 19.000 fucili, 101 mitragliatrici e pi di 28 milioni di cartucce, il tutto
ordinato dalla CNT per le sue milizie. La presenza del cargo ad Alicante venne notata dal Woolwich,
un'unit della Royal Navy il cui comandante inform subito la segreteria del Comitato per il non
intervento presso il Foreign Office, che apr un'inchiesta. Il governo tedesco present le scuse,
sostenendo che Amburgo era un porto libero, ma era chiaro che questo carico era arrivato con
un'autorizzazione ufficiale. Il Foreign Office lasci cadere la questione. In realt l'architetto di questa
vendita segreta di armi alla Repubblica era Gring, il quale si era servito come intermediario del
trafficante d'armi Josef Veltjens, che aveva gi venduto al generale Mola prima dell'insurrezione, ma
soprattutto di un greco molto legato al dittatore Metaxas, Prodromos Bodosakis-Athanasiadis,
principale azionista e direttore generale delle Poudrieries et Cartoucheries Hellniques, S.A., il cui
socio principale e sostenitore era la Rheinmetall-Borsig, che a sua volta era sotto il controllo personale
di Gring.
Bodosakis pass alla Rheinmetall-Borsig la richiesta di armi ricevuta e il governo di Mexatas
forn certificati di utilizzo finale, in cui dichiarava che l'equipaggiamento era destinato all'esercito
greco. Quando la fornitura giunse in Grecia, Bodosakis la trasfer su un altro mercantile che si
presumeva diretto in Messico, ma in realt in Spagna. Dato che Bodosakis trattava con i nazionalisti,
oltre che con la Repubblica, dovette dividere il carico su vari mercantili: le armi migliori e pi recenti
andarono ai nazionalisti, mentre quelle pi obsolete andarono ai repubblicani.
Nel 1937 e nel 1938, quando la fornitura di armi tedesche alla Repubblica giunse al suo acme,
la societ di Bodosakis pass ordinazioni alla Rheinmetall-Borsig per un valore fino a 40 milioni di
Reichsmark. Si trattava di forniture quasi esclusivamente per la Repubblica e si pu essere sicuri che
Bodosakis si faceva pagare cinque o sei volte la cifra che pagava a Gring.  pi che probabile che
abbia dovuto consegnare una notevole quantit di questi suoi enormi profitti personalmente a Gring,
anzich alla Rheinmetall-Borsig, e questo si aggiungeva alle tangenti versate al regime di Metaxas e ad
altri funzionari.4
C'era anche una nicchia sovietica in questo mercato molto libero fra la Germania nazista e la
Spagna repubblicana. Nel novembre del 1937 Bodosakis arriv a Barcellona a bordo di un aereo
sovietico, accompagnato da George Rosenberg, figlio dell'ambasciatore sovietico Marcel, epurato.
Rosenberg, che era un armatore e un affarista, e Bodosakis firmarono un contratto con la Repubblica
per 2,1 milioni di sterline per la fornitura di munizioni. In quest'occasione, come in tutte le altre,
insistettero per un pagamento anticipato in valuta pregiata. Le forniture di armamento tedesco alla
Repubblica continuarono sino alla fine del conflitto, come accertato dalla commissione internazionale
per il rimpatrio dei volontari stranieri nel gennaio del 1939.5
I nazionalisti, esasperati da questo straordinario racket, protestarono pi volte presso le autorit
tedesche.6 Fra il 3 gennaio 1937 e l'11 maggio 1938 identificarono diciotto mercantili con queste
forniture ai porti repubblicani, ma ricevettero poche spiegazioni. Per quanto riguardava Gring, la
valuta pregiata della Repubblica era buona quanto quella nazionalista;7 i sontuosi abbellimenti di
Karinhall, la sua residenza estiva a nord di Berlino furono senza dubbio finanziati dagli enormi profitti
accumulati grazie alla guerra civile spagnola.
La Repubblica non poteva continuare a pagare le sue armi in oro e valuta pregiata.8 Agli inizi
del 1938 i suoi conti correnti in oro di Parigi e Mosca stavano esaurendosi.9 In aprile Negrn cominci
a vendere negli Stati Uniti l'argento del Banco de Espaa, e la cosa fu aspramente contestata dal
governo di Burgos, che aveva assunto come legale John Foster Dulles (in seguito segretario di Stato
sotto Eisenhower), ma senza esito: il 29 aprile il ministro delle Finanze Francisco Mndez Aspe firm
il decreto di autorizzazione.10 Quell'estate il governo present misure per la requisizione di gioielli e
metalli preziosi e per la confisca di propriet di nemici dichiarati della Repubblica. Le vendite
fruttarono 31 milioni di dollari, per la Repubblica stava spendendo 27 milioni di dollari al mese,
esclusi i costi delle forniture d'armi sovietiche.11
L'unica speranza era tornare a bussare alla porta di Stalin. In marzo la Repubblica aveva
ottenuto un credito di 70 milioni di dollari, negoziato nell'autunno precedente da Pascua, ambasciatore
a Mosca, all'interesse del 3 per cento, pagabile a met in oro, e ci aveva comportato una nuova
spedizione del metallo prezioso in Unione Sovietica. Ora veniva richiesto un altro credito, stavolta di
85 milioni di dollari, soprattutto per l'acquisto di armamento sovietico. La Repubblica dovette
attendere a lungo la risposta, e quando arriv era troppo tardi.12
Molte richieste di assistenza militare da parte del governo repubblicano furono ignorate da
Stalin. Quando la situazione divent particolarmente difficile, nella primavera del 1938, gli appelli
all'Unione Sovietica non ebbero sviluppi. Ho trasmesso la richiesta di aiuti di Negrn alla rispettiva
istituzione (il Politburo), scrisse Litvinov il 29 aprile a Mar?enko, l'incaricato d'affari sovietico in
Spagna, ma nessuna decisione  stata presa fino a questo momento.13 Il 7 agosto Litvinov invi un
messaggio a Mar?enko a Barcellona: Finora non  stata presa alcuna decisione sulle richieste
dell'Ispanpra [il governo spagnolo]. Credo che la ragione di questo ritardo sia che la risposta sar
negativa.14 Qualche fornitura arriv, ma Stalin aveva ormai perso interesse per la Spagna a causa della
situazione in Europa e in Estremo Oriente. Era ormai evidente che il governo repubblicano avrebbe
perduto, ed egli aveva altre priorit.
Oltre agli enormi costi per l'importazione di armi, la Repubblica doveva acquistare petrolio,
rifornimenti di ogni genere e ora anche generi alimentari, dopo la perdita delle zone agricole
dell'Aragona. Ceci e lenticchie acquistati in Messico diventarono la base della dieta della zona
repubblicana. Le carenze alimentari erano gravi ovunque, ma Barcellona doveva sobbarcarsi anche i
profughi dall'Aragona, in aggiunta a quelli affluiti in precedenza dall'Andalusia, dall'Estremadura e
dalla Castiglia; le bocche da sfamare erano diventate 1.000.000 in totale.15 Le scene dei contadini dalle
cooperative aragonesi, che guidavano le loro mandrie e trascinavano su carretti le loro poche cose
mentre fuggivano davanti ai nazionalisti, erano ancora pi patetiche di quelle di Madrid durante
l'autunno del 1936. Le code per i generi alimentari erano notevolmente aumentate, e le donne
restavano uccise o ferite durante le incursioni perch non volevano abbandonare il loro posto in coda.
La razione quotidiana di 150 grammi di riso, fagioli o, pi probabile, di lenticchie (soprannominate le
pilloline del dottor Negrn) non riusciva a compensare le conseguenze delle carenze di vitamine e
proteine fra chi non poteva permettersi i prezzi esorbitanti del mercato nero. I bambini, soprattutto il
numero crescente degli orfani di guerra (i quaccheri riferirono che erano 25.000 nella sola Barcellona),
soffrivano di rachitismo. Nel 1938 il numero dei morti fra i bambini e gli anziani raddoppi.16
La popolazione locale reag alla crisi con la sua consueta ingegnosit. I balconi di Barcellona
furono sfruttati per allevare polli e conigli e la citt si svegliava all'alba al canto dei galli. I vasi da
fiori, oltre a molte aiole e a zone di verde in tutta la citt, furono usati per coltivare verdure. I colombi
erano spariti dalle strade ed erano finiti in pentola e lo stesso era accaduto ai gatti, serviti come
coniglio. Le scorze d'arancia venivano usate al posto delle patatine fritte, le foglie di lattuga
essiccate sostituirono il tabacco, ma questo era tutto un lavoro marginale.17 Le madri di famiglia
presero l'abitudine di alzarsi prima dell'alba e di farsi a piedi o in bicicletta una ventina di chilometri
fino alle prime cascine dei dintorni, nella speranza di barattare i propri averi con cibo.
I politici e i funzionari di grado elevato, tuttavia, non sembra perdessero molto peso: un
banchetto organizzato in onore di Negrn a Barcellona sollev violente dimostrazioni di protesta. In
generale i soldati mangiavano molto meglio della popolazione civile, ma erano al corrente delle
sofferenze delle loro famiglie; inevitabilmente si amareggiarono per i casi di furto da parte dei comandi
e dei servizi di intendenza di benzina, razioni ed equipaggiamento da rivendere al mercato nero.
Barcellona, oltre a queste sofferenze, era anche soggetta a continue incursioni da parte
dell'Aviazione Legionaria. La citt era gi stata bombardata nel febbraio del 1937 dalla flotta italiana,
poi dal marzo di quell'anno gli stormi da bombardamento italiani di base a Maiorca tormentarono la
citt; le incursioni pi pesanti avvennero il 29 maggio e il 1 ottobre. Ma nel 1938 gli attacchi
diventarono pi concentrati: in gennaio furono colpite le zone del porto e quartieri circostanti,
terrorizzando la popolazione civile. Ciano era entusiasta dei rapporti sulle distruzioni, che trovava
tanto realisticamente terrificanti.18
Queste incursioni provocarono rappresaglie da parte dell'aviazione repubblicana sulle citt
nazionaliste, causando decine di morti.19 Un tentativo diplomatico cerc di fare interrompere le
incursioni di entrambe le parti. I repubblicani le sospesero quando Eden promise di aiutarli. Ma in
seguito venne rivelato che gli inglesi non avevano fatto alcun tentativo in proposito. Mussolini ordin
di fermare le incursioni in febbraio, per ripicca nei confronti dei nazionalisti che non riconoscevano al
CTV un ruolo abbastanza glorioso a Teruel. Ma durante l'avanzata verso il mare decise, senza avvertire
Franco, di riprendere gli attacchi aerei su scala molto pi vasta.20 Ciano annot: Mussolini crede che
queste incursioni aeree siano un modo ammirevole di indebolire il morale dei rossi.21
La notte del 16 marzo i Savoia-Marchetti di base a Maiorca diedero inizio a una serie di
incursioni su Barcellona ripetute giorno e notte. Non c'era artiglieria contraerea e i caccia repubblicani
non vennero fatti decollare su allarme dalle basi della regione fino al pomeriggio del 17 marzo. Le
perdite furono circa 1.000 morti e 2.000 feriti.22
Sembra che una bomba abbia colpito un camion carico di esplosivi sulla Gran Va, provocando
un'enorme deflagrazione. Questo fece nascere false voci su esperimenti italiani con bombe
superpotenti. Mussolini si sent incoraggiato dalla reazione internazionale. Gli piacque molto il fatto,
annot Ciano, che gli italiani siano riusciti a provocare orrore con le loro aggressioni anzich
soddisfazione con i loro mandolini. Questo far salire le nostre azioni in Germania, dove amano la
guerra totale e spietata.23
La stanchezza della guerra dilagava fra i repubblicani, aggravata dal cinismo per il
comportamento dei loro dirigenti. In molti andava cos aumentando la convinzione che fosse giunto il
momento di arrivare a un compromesso con i nazionalisti, sia direttamente sia tramite una mediazione
internazionale. Gi nell'ottobre del 1936 Azaa aveva incaricato Bosch Gimpera di aperture di pace
tramite Londra, ma era stato bloccato dall'ambasciatore locale Azcrate. La proposta giunse finalmente
al Foreign Office tramite il governo francese. Nel maggio del 1937 Azaa rinnov il tentativo con
Julin Besteiro, che si rec nella capitale britannica come rappresentante della Repubblica per
l'incoronazione di re Giorgio VI.
Pochi soldati pensavano alla fine della guerra, tranne che nella disperazione e nel panico delle
ritirate, perch la propaganda repubblicana continuava a parlare di fiducia nella vittoria finale. Per
contro, progressisti e socialdemocratici del ceto medio erano pi consapevoli delle conseguenze di una
guerra prolungata; alcuni, come Martnez Barrio, pensavano che avrebbero patito ben pi degli operai,
dopo una vittoria di Franco.
Nel 1938 la demoralizzazione era particolarmente forte fra i catalani, il cui appoggio alla
Repubblica nel 1936 era stato pi saldo di quello dei baschi. L'unit della sinistra catalana, l'Esquerra,
era stata duramente messa alla prova nel 1937, e da quando il governo centrale si era trasferito a
Barcellona Companys veniva ignorato. La maggioranza dell'Esquerra era stata favorevole
all'insistenza comunista sulla disciplina e il rispetto delle propriet private, ma si sent tradita quando il
governo Negrn ridusse rapidamente l'indipendenza della Generalitat dopo i fatti di maggio. Era anche
irritata per il mancato aiuto dei suoi vecchi soci commerciali, la Francia e soprattutto la Gran Bretagna.
Divent disfattista e pass al centro, il silenzioso centro catalano che non gradiva n i nazionalisti n le
sinistre. Sognava ormai la fine della guerra, e si convinceva che la durezza iniziale del regime di
Franco non sarebbe durata a lungo.
Le divergenze principali, tuttavia, scoppiarono in seno al governo, innanzitutto fra Prieto e i
comunisti. La sua ultima avventura con essi nella ricostituzione del potere statale era stata la
distruzione da parte di Lster delle cooperative in Aragona, ma da quel momento in poi le diversit di
opinioni si moltiplicarono sempre pi rapidamente su questioni di varia importanza, ad esempio se un
Me-109 catturato intatto dovesse essere consegnato ai francesi o all'Unione Sovietica. Ma il contrasto
pi grave fu sull'infiltrazione del PCE nei comandi dell'esercito.
Prieto cerc di limitare l'influenza comunista tentando prima di intervenire sulla rete dei
commissari. Viet poi il proselitismo per ostacolare i comunisti e sostitu lvarez del Vayo,
filocomunista, con Crescenciano Bilbao. Destitu inoltre molti ufficiali comunisti, compreso Antonio
Cordn, capo di stato maggiore dell'armata dell'est. Comand addirittura a Francisco Antn, il giovane
commissario generale dell'armata del centro, ritenuto l'amante della Pasionaria, di raggiungere il fronte
in prima linea. Molte sue decisioni, compresa quest'ultima, vennero ignorate, perch il PC aveva
imposto a tutti i comunisti di obbedire soltanto ai suoi ordini. Prieto era anche odiato dai comunisti
perch aveva rivelato che il PCE aveva accumulato forti guadagni con la marina mercantile, quando era
stata riorganizzata tramite holding britanniche per superare il blocco.
Prieto attacc anche il controllo comunista del proprio SIM quando si rese conto di quale
terrificante macchina fosse diventato, ma era ormai troppo tardi. I suoi provvedimenti contro i singoli
in questo Stato all'interno dello Stato irritarono i comunisti e i consiglieri russi dell'NKVD, senza
fare diminuire le esecuzioni segrete e le torture. Le rare occasioni in cui il SIM venne realmente
ostacolato furono al fronte, quando gli agenti a caccia di dissidenti rimasero a volte uccisi da
pallottole vaganti.
Prieto era in preda sia a questa frenetica attivit di coraggio morale e di determinazione politica
sia a un atroce pessimismo, peggiore a volte addirittura di quello di Azaa, e molto meno discreto. Il
ministro della Difesa non riusc a trattenersi dal confidare all'ambasciatore francese Labonne che per
lui la guerra era ormai perduta, e questa sua tendenza a dire in pubblico ci che pensava divent un
grosso problema per Negrn, e fu l'inizio della fine della loro amicizia.
Prieto aveva sperato che la conquista di Teruel fornisse una posizione di forza dalla quale
avviare trattative con Franco ma, come Negrn pochi mesi dopo e il colonnello Casado proprio alla fine
della guerra, aveva del tutto sottovalutato il desiderio ossessivo di Franco di schiacciare completamente
il nemico e imporre a tutto il Paese il programma politico.
La stampa comunista cominci ad attaccare i suoi tentativi di spoliticizzare l'esercito. In
febbraio il suo collega di Gabinetto Jess Hernndez scrisse su Frente Rojo un articolo in cui lo
denunciava come disfattista.24 Con l'aumento degli attacchi comunisti, compreso quello della
Pasionaria, Prieto comunic a Negrn che non poteva pi lavorare assieme a Hernndez. Il Primo
ministro espose il caso al Consiglio dei ministri, appoggiando Prieto, e i comunisti per il momento
dovettero calmarsi.
Il 12 marzo Negrn si rec a Parigi per incontrarsi con i ministri francesi, soprattutto con Blum,
Daladier, Auriol e Cot. Sperava di poter chiedere un loro intervento in Spagna con cinque divisioni e
150 aerei. L'addetto militare francese in Spagna, colonnello Morell, aveva gi avvertito il proprio
governo della schiacciante superiorit aerea dei nazionalisti e della necessit di fornire ai repubblicani
almeno 300 velivoli per riequilibrare la situazione. Ma il governo francese era allarmato dall'Anschluss
fra la Germania nazista e l'Austria, che Hitler aveva concluso il giorno stesso dell'arrivo di Negrn a
Parigi, e non aveva alcuna intenzione di intervenire in Spagna, a rischio di una conflagrazione europea.
Tutto ci che Negrn ottenne fu l'assenso di Parigi a riaprire il confine dei Pirenei per consentire
l'arrivo delle consegne d'armi bloccate.
Il 16 marzo, al suo rientro, Negrn convoc il Consiglio dei ministri al Pedralbes Palas a
Barcellona. Era la mattina precedente la campagna di incursioni aeree italiane. Poco prima della
riunione, Negrn chiese a Prieto e a Giral, che aveva a sua volta manifestato il proprio pessimismo, di
appoggiarlo. Il giorno successivo Azaa espresse le proprie preoccupazioni e chiese a Prieto di
esprimere la sua opinione sulle debolezze dell'esercito popolare, sulla critica situazione in cui si
trovava la Repubblica e sulla necessit di raggiungere un accordo per porre fine alla guerra. Prieto non
solo acconsent, ma fece un quadro desolato e preciso delle opinioni dei comandanti militari che aveva
consultato. Giunse al punto di proporre che la Repubblica congelasse le propriet all'estero per essere
pronta per le necessit dei futuri esiliati. Negrn si trov completamente spiazzato di fronte al
presidente della Repubblica, il quale lo defin visionario fantstico quando espose la sua opinione
che si dovesse continuare a combattere.
In quel momento di tensione, il Consiglio venne informato che all'esterno del palazzo si era
riunita una colossale dimostrazione, organizzata gi da alcuni giorni in un incontro fra dirigenti
comunisti  Mije, La Pasionaria e Daz  e rappresentanti delle altre organizzazioni operaie, comprese
la CNT e la FAI.25 Negrn, informato in anticipo che questa dimostrazione avrebbe chiesto
l'allontanamento dei ministri disfattisti, lasci la sala e usc per assicurare la folla che la lotta contro i
fascisti sarebbe continuata fino in fondo. I dimostranti si dispersero.
Il 18 marzo, dopo le pesanti incursioni aeree, rappresentanti della UGT e della CNT firmarono
un accordo in cui sottomettevano la pianificazione industriale al controllo governativo. Questa fu forse
la concessione maggiore che gli anarcosindacalisti fecero durante la guerra. Sostenuta da Mariano
Vzquez, era il riconoscimento pi esplicito dello Stato. Il 29 marzo Prieto and da Negrn insistendo
che la guerra era perduta e preannunciando il crollo della Repubblica. Negrn ne rimase sconvolto, al
punto di dichiarare a un collega: Ora non so pi se dire al mio autista di portarmi a casa o alla
frontiera, tanto spaventoso  stato il rapporto di Prieto.26 Secondo Zugazagoitia, questo convinse
Negrn a chiedere a Prieto di dimettersi dalla carica di ministro della Difesa, proponendogli un altro
dicastero minore che Prieto, con grande gioia dei comunisti, rifiut.27 Ma entro l'anno si dimostr che
Prieto, la Cassandra della Repubblica, aveva ragione.
L'allontanamento del ministro della Difesa ricordava sinistramente quello del suo vecchio
rivale, Largo Caballero. Anche gli anarchici, nonostante le grandi divergenze ideologiche, lo
appoggiavano per timore dei comunisti. Il governo di aprile provoc una forte inimicizia fra Prieto e
Negrn, suo ex discepolo, inimicizia che continu anche durante l'esilio.
Quando Negrn inform il presidente della Repubblica della crisi, Azaa indisse una riunione al
Pedralbes e nel corso di un lungo discorso pieno di sottintesi chiar che bisognava rinunciare alla
speranza di una vittoria con le armi.28 Stava gi pensando a un governo di capitolazione, capeggiato da
Prieto o da Besteiro. Negrn si oppose ad Azaa, insistendo sulla propria inflessibile decisione di
resistere sino alla fine, e altrettanto fece il leader comunista Jos Daz, con tanta veemenza da lasciare
sconcertato Azaa quando dichiar che il presidente stava per abusare dei suoi poteri costituzionali.
Il 6 aprile 1938 Azaa torn a chiedere a Negrn di formare un governo: doveva essere un
governo di unit, nella speranza di ricreare un Fronte Popolare, anche se venne definito in seguito il
governo di guerra. Negrn si tenne anche la Difesa.29 Il fatto che un solo comunista fosse rimasto al
potere ebbe molta importanza per la reazione di Stalin, allarmato dal conflitto sino-giapponese e
dall'espansionismo nazista. Altra ragione di tenere basso il profilo comunista era la speranza di
giungere a un accomodamento con Gran Bretagna e Francia. A Parigi, anche a Maurice Thorez il
Comintern aveva ordinato di non entrare nel governo Blum. Stalin, tuttavia, fu persuaso a lasciare che
Uribe restasse nel Gabinetto.
Nonostante l'impressione di unit, il potere reale era in mano ai negrinistas e, soprattutto, ai
comunisti. Antonio Cordn fu nominato sottosegretario alla Guerra, Carlos Nuez sottosegretario
all'Aeronautica, Daz Tendero capo del personale del ministero della Difesa, Manuel Estrada capo
delle Informazioni, Prados capo di stato maggiore della marina, Jess Hernndez commissario
dell'armata del centro; erano tutti membri del PCE. Ma Negrn nomin anche un paio di seguaci di
Prieto, come Jtiva, che divent sottosegretario alla Marina e Bruno Alonso, che divent commissario
della flotta.
I comunisti potevano non controllare tutti gli incarichi delle forze armate, ma detenevano di
certo quelli chiave amministrativi, per non parlare di molti comandi sul campo, con Juan Modesto,
Enrique Lster, Valentn Gonzales, Etelvino Vega, Manuel Tagea, il generale Walter e altri.
Aviazione e corpo corazzato erano inoltre sotto completo controllo sovietico, per cui ogni operazione
militare richiedeva l'approvazione dei comunisti. Palmiro Togliatti, in un rapporto al Comintern,
sostenne che il PCE doveva incaricarsi dell'intero apparato del ministero della Difesa e dell'intero
esercito. Nel frattempo i reparti repubblicani, respinti in Catalogna durante la campagna d'Aragona,
avevano bisogno di tempo per riorganizzarsi e riarmarsi. La sconfitta in Aragona, giunta tanto presto
dopo le gravi perdite di Teruel, aveva in pratica reso impotente l'esercito popolare, proprio come aveva
predetto Prieto. E ben poco si poteva fare per rallentare l'avanzata dei corpi di Navarra e marocchino
attraverso l'Aragona settentrionale, anche se gli impianti idroelettrici dei Pirenei, a ovest del fiume
Segre, erano essenziali per l'industria catalana.
In Gran Bretagna, nella prima parte del 1938 il governo di Neville Chamberlain (succeduto a
Baldwin nel maggio del 1937) port la politica di appeasement a un punto tale che il 20 febbraio
Anthony Eden si dimise dagli Esteri. Questo conferm i dittatori nella loro convinzione di non avere
niente da temere da Londra. L'insistenza di Chamberlain su un trattato anglo-italiano, nella speranza di
staccare Roma dall'influenza tedesca, fu la convincente dimostrazione che l'intervento dell'Asse in
Spagna non avrebbe trovato opposizione, qualunque fossero le proposte di Negrn alla Societ delle
Nazioni.
Non appena Lord Halifax prese il posto di Eden al Foreign Office, le manovre per il trattato
proseguirono, anche se altri mercantili britannici erano stati affondati da sommergibili italiani all'inizio
del mese. (Eden aveva ordinato la ripresa del pattugliamento antisom, rilevando che l'Ammiragliato
temeva che questo avrebbe danneggiato i rapporti stabiliti con l'ammiraglio franchista Moreno.)30 Il
16 aprile Ciano annot che alle 18,30 il patto con l'Inghilterra  stato firmato. Lord Perth era
commosso e mi disse: Lei sa quanto ho desiderato questo momento.  vero: Perth  stato un amico.
Lo testimoniano decine di suoi rapporti nelle nostre mani.31 La data della firma era stata scelta per
fare piacere ad Halifax:  il suo compleanno. Tutto molto romantico..., aggiunse sarcastico il giovane
ministro degli Esteri fascista.32 La parte del trattato che riguardava pi direttamente la Spagna era la
clausola che l'Italia sarebbe stata autorizzata a mantenervi truppe sino alla fine della guerra.
Quest'accordo non venne comunicato ai firmatari del patto di non intervento, anche se questo era
considerato ancora in vigore. Nessuna sorpresa, quindi, se perfino Churchill, il quale aveva sostenuto
con forza il non intervento, in seguito lo abbia definito un elaborato sistema di imbrogli ufficiali che
era stato faticosamente conservato.
Il governo repubblicano rimase sbalordito. Due settimane dopo la sua firma, Negrn sferr una
vana offensiva diplomatica. Diffuse il suo piano dei Tredici punti per stabilire quale dovesse essere il
governo di salute pubblica con libere elezioni a seguire,33 ed era da intendersi come una formula per
trattative di pace. Secondo Stepnov gli erano stati dettati dal comitato centrale del PCE, ed erano:
1.  Assicurare l'assoluta indipendenza e integrit della Spagna.
2.  Liberare il territorio spagnolo dalle forze straniere.
3.  Difendere la Repubblica spagnola e uno Stato basato su princpi democratici.
4.  Indire un plebiscito appena finita la guerra.
5.  Senza ledere l'unit della Spagna, proteggere e incoraggiare le culture delle sue varie
popolazioni.
6.  Garantire i diritti dei cittadini: libert di coscienza e di pratica religiosa.
7.  Rispettare le propriet legali e di capitali stranieri.
8.  Profonda riforma agraria e democrazia nelle campagne.
9.  Legislazione sociale avanzata per garantire i diritti dei lavoratori.
10.  Miglioramento della cultura fisica e morale della nazione.
11.  Esercito indipendente dai partiti politici, strumento del popolo.
12.  Rinuncia alla guerra come strumento di politica nazionale. 13. Ampia amnistia per tutti gli
spagnoli.
Inutile dirlo, non c'era alcun punto che Franco sarebbe stato disposto a prendere in esame:
aveva pi volte ribadito il concetto che non era possibile alcun accordo di pace. Nel maggio del 1937
Faupel aveva riferito a Berlino: Franco ha respinto come del tutto impossibile qualsiasi idea di un
compromesso, sostenendo che la guerra sarebbe stata combattuta, in qualunque circostanza, fino alla
decisione finale.34 Pochi giorni dopo, Serrano Suer, aveva dichiarato: Presto o tardi vi saranno
elezioni. Dato che la propaganda rossa, tuttavia,  al momento indubbiamente pi attiva e pi abile di
quella dei bianchi e dato, per di pi, che essa avrebbe l'appoggio dei marxisti, degli ebrei e dei massoni
di tutto il mondo, queste elezioni porteranno di necessit alla formazione di un governo che sar
decisamente di sinistra, apertamente antitedesco e antinazionalsocialista... Non possiamo di
conseguenza avere il minimo interesse a una soluzione di compromesso in Spagna.35 Franco ribad a
Faupel che lui e tutti i nazionalisti spagnoli sarebbero morti piuttosto che mettere ancora una volta il
destino della Spagna nelle mani di un governo rosso o democratico.36 Anche lvarez del Vayo,
filocomunista, dichiar a un reporter francese che dopo tanto sangue sparso considerava impossibile
alcuna mediazione fra le due parti, come suggerito dal signor Churchill.37
Cos  difficile sapere che cosa sperava di ottenere Negrn con una composizione. Era soltanto
un appello alle democrazie perch cambiassero atteggiamento, oppure era una deliberata provocazione
contro i nazionalisti, impegnati a respingere uno per uno i suoi punti? Eppure Negrn, nonostante il suo
aperto rifiuto del realismo di Azaa e di Prieto, stava conducendo una serie di trattative segrete miranti
a un accordo di pace.  impossibile dirlo, ma una cosa  sicura: Negrn aveva molta fiducia nel proprio
talento diplomatico. Sentiva che gli occorreva soltanto un'unica vittoria militare per costringere il
nemico al tavolo dei negoziati. E questo doveva portare alla sconfitta finale, autoprovocata, della
Repubblica spagnola.
...
FINE Parte 2.